29) Non sposate le mie figlie

francia Il biglietto d’acquistare per “Non sposate le mie figlie” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre Un film di Philippe de Chauveron. Con Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan. Commedia, 97′. 2014 “Figghia femmina, nuttata pessa” dice un vecchio proverbio siciliano. Le donne sono il motore del mondo, ma per un uomo avere delle figlie può risultare quanto meno complicato. In passato si doveva garantire loro una sostanziosa dote per sposarsi, i matrimoni erano per lo più combinati, l’amore era solo una chimera. Con il trascorrere del tempo, per fortuna, le unioni non si sono più basate sul reddito e molto si sono formate tra persone provenienti da ambienti diversi, di religione diversa, di cultura diversa. L’amore di oggi è globale e il matrimonio 2.0 è per lo più interrazziale, il vecchio adagio “Moglie e buoi dei paesi tuoi” è caduto in disgrazia. Ma la vecchia Europa è davvero pronta all’integrazione? I matrimoni misti sono accettati davvero con serenità, dalla comunità e dalle famiglia? La Francia può essere considerata uno dei Paesi simbolo di questa nuova realtà con gli immigrati di seconda e terza generazione ufficialmente francesi, ma con le radici ben piantate nelle rispettive culture. Ma come può reagire un attempato e stimato gollista di provincia quando le sue quattro figlie, nel giro di poco tempo, sposano un cinese, un arabo, un ebreo e un africano? È questa la domanda alla base di questa deliziosa commedia francese. Lo spettatore conosce e accompagna fin dalle prime immagini una coppia francese matura e borghese, Claude (Clavier) e Marie (Lauby) Verneuil, che in rapida successione assiste ai matrimoni “misti” delle tre figlie. I due sono uniti, tradizionalisti e cattolici, ma per amore della prole si sforzano di aprirsi alla diversità, accettando che si formi una grande famiglia.

Claude fatica a relazionarsi con i generi e condividere i loro ideali e culture e ne nascano continui e esilaranti battibecchi.
Le speranze della coppia di avere un genero”normale” ricadono sull’ultima figlia, la bella e dolce Laure(Fontan)
Quando però Laure comunica l’intenzione di sposarsi con Charles(Diawara), attore e soprattutto uomo di colore, è la goccia che fa traboccare il vaso dei due coniugi.
Marie cade in depressione e Claude cerca in tutti i modi di dissuadere la figlia e gli stessi generi preoccupati per il precario equilibrio familiare e in fondo mossi da un sentimenti razzisti verso il nuovo parente cercano di metterlo in cattiva luce agli occhi della cognata.
I tentativi di fermare il matrimonio falliscono e così la coppia è “costretta” a conoscere e frequentare la famiglia di Charles alla vigilia del matrimonio. Una conoscenza turbolenta e nello stesso tempo divertente che si fonderà su reciproci pregiudizi e diffidenze caratterizzati dagli intesi e frizzanti scambi d’opinione tra i padri dei due sposi, assai simili per indole e modi di pensare e agire..
Si può ridere del razzismo, dei pregiudizi e dei luoghi comuni sullo straniero? Si, grazie a questo testo. Scritto in maniera fluida, scorrevole e leggera in cui vengono dissacrati e messi in discussione con eleganza e stile tutte le contraddizioni della Francia attuale. I personaggi sono delineati si in maniera buffa e forse grottesca, ma rimanendo sempre credibili e reali. Temi delicati come la diversità e l’integrazione razziale sono trattati con ironia e garbo e nello stesso tempo permettendo allo spettatore di riflettere sui cambiamenti della nostra società. I dialoghi sono freschi, frizzanti e ben costruiti.
La regia è pulita, diretta , semplice e nello tempo brava e ispirata nel dirigere un film corale riuscendo a raccontare una storia attuale regalando divertimento e sorrisi al pubblico. Forse il ritmo cala un po’ nella seconda parte, ma nel complesso il film è assai godibile e il pubblico segue con piacere e attenzione le vicende dei protagonisti.
Essendo un film corale è difficile stabilire una graduatoria di merito in un cast assolutamente di livello e di talento. Tutti gli attori sono adeguati e perfetti nei ruoli riuscendo a creare empatia con il pubblico. Se proprio si vuole dare una menzione particolare in più non si può non citare i due attori che nei rispettivi ruoli di padri dando vita forse alle scene più brillanti e comiche del film.
Il finale a lieto fine e forse un po’ scontato comunque diverte e regala al pubblico l’utile consiglio che in fondo per costruire un ponte e un legame tra due famiglie diverse, non serve lo stesso colore della pelle o nazionalità, ma bensì una comune educazione e condivisione di ideali.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket purchase for “Do not marry my daughters” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always A film by Philippe de Chauveron. With Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan. Comedy, 97 ‘. 2014 “Figghia female Nutt pessa” says an old Sicilian proverb. Women are the engine of the world, but for a man to have daughters may be as less complicated. In the past you had to give them a substantial dowry to marry, marriages were mostly combined, love was just a pipe dream. With the passage of time, fortunately, the unions do not have much more based on income and are formed between people from different backgrounds, of different religion, different culture. Love today is global and marriage 2.0 is mostly interracial, the old adage “Wife and oxen from your” fell out of favor. But the old Europe is really ready to integration? Mixed marriages are really accepted with serenity, the community and the family? France can be considered one of the countries symbol of this new reality with immigrants of second and third generation officially French, but with roots firmly planted in their respective cultures. But how can react an elderly and respected Gaullist province when his four daughters, in a short time, married a Chinese, an Arab, a jew and an African? This is the question at the heart of this delightful French comedy. The viewer knows and goes from the first images a French couple and mature bourgeois, Claude (Clavier) and Marie (Lauby) Verneuil, which assists in quick succession to the “mixed” marriages of three daughters. The two are joined, and traditionalist Catholics, but for the sake of the children strive to be open to diversity, accepting to form one big family.

Claude effort to relate to the kinds and share their ideals and cultures and we are born and continues hilarious bickering.
The hopes of the couple have a son “normal” fall on the last daughter, the beautiful and sweet Laure (Fontan)
But when Laure announces its intention to marry Charles (Diawara), actor and above all a man of color, is the straw that breaks the camel of the two spouses.
Marie falls into depression and Claude tries in every way to dissuade the daughter and the same kinds concerned about the precarious balance family and basically motivated by a racist feelings towards the new family member try to put it in a bad light in the eyes of the sister.
Attempts to stop the marriage fail, and so the couple is “forced” to attend and learn about the family of Charles on the eve of the wedding. Knowledge turbulent and at the same time fun that will be based on mutual prejudices and characterized by mistrust can be, and sparkling conversation between the fathers of the couple, very similar in character and ways of thinking and acting ..
You may laugh racism, prejudices and stereotypes on the foreigner? Yes, thanks to this text. Written in a fluid, smooth and light that are being desecrated and challenged with elegance and style all the contradictions of present-day France. The characters are outlined it in a funny way and perhaps grotesque, but always remaining credible and real. Sensitive issues such as diversity and racial integration are treated with humor and grace and at the same time allowing the viewer to reflect on the changes in our society. The dialogue is fresh, crisp and well built.
The direction is clear, direct, simple and in good time and inspired directing an ensemble film managing to tell a story current offering fun and smiles to the public. Maybe set the pace a bit ‘in the second half, but overall the film is very enjoyable and the audience follows with attention and pleasure the characters’ events.
As an ensemble film is difficult to establish a merit in a cast absolutely level and talent. All actors are adequate and perfect in the roles being able to create empathy with the public. If you really want to give a special mention in the most one can not but mention the two actors in their roles as fathers, creating perhaps the most brilliant and comical scenes of the film.
The happy ending and perhaps a bit ‘obvious however fun and gives the public the useful advice that basically to build a bridge and a link between two different families, it serves the same skin color or nationality, but rather a common education and shared ideals.

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