17) Exodus, Dei e Re

exodus
Il biglietto d’acquistare per “Exodus-Dei e Re “ è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3) Di Pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Exodus- Dei e Re” è un film del 2014 diretto da Ridley Scott, scritto da Bill Collage, Adam Cooper, Steven Zaillian, con : Christian Bale, Joel Edgerton, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, John Turturro, Aaron Paul, María Valverde.
Sebbene abbia un passato chierichetto e abbia avuto una educazione cattolica abbastanza “liberal” confesso di aver sfogliato raramente la Bibbia, testo più letto e tradotto al mondo.
Da teledipendente e grande appassionato di cinema ho sempre immaginato che i personaggi biblici oltre ad avere una valenza religiosa e storica fossero tutte delle potenziali star di kolossal cinematografici.
Su tutti i Profeti e Santi la figura di Mosè ha sempre avuto una forza e un impatto emotivo prima sul lettore e poi sullo spettatore non indifferente.
Nel 1956 Cecile De Mille con il remake dei suoi “Dieci Comandamenti” anche grazie alle magistrali e memorabili interpretazioni di Charlton Heston e Yul Brynner come Mosè e Ramses scrisse una pagina di cinema irripetibile riuscendo a coniugare con bravura e talento fede, storia e effetti speciali.
Un film che a distanza di 59 anni conserva tutta la sua la grandezza scenica,il pathos narrativo ed epico e soprattutto emoziona e colpisce chi lo rivede.
Era possibile fare meglio? Difficile. Era possibile fare peggio? Probabile Era possibile rovinare una opera d’arte? Purtroppo si, cosi è stato grazie al remake e rivisitazione di questo passo biblico da parte di Ridley Scott.
Scott è un regista che amo e stimo, ma dopo il flop di un anno fa con “Il procuratore” conferma di essere entrato in cono negativo di ispirazione e creatività, aihmè, preoccupante.
Se il Mosè di DeMille metteva in risalto il tema religioso, evocando e mettendo in scena la sofferenza del popolo ebraico e di quale fu il travaglio interiore e spirituale di Mosè incarnato da un grandioso Heston e di come diventi una guida morale e spirituale dopo la rivelazione divina, in “Exodus il Mosè di Bale è un brillante generale e tale rimane anche dopo il “contatto” divino.
La scelta degli autori di raccontare un Mose guerriero che addestra militarmente il suo popolo non convince fino in fondo. La parte religiosa appare secondaria, sfumata e senza alcuna climax narrativo incisivo. Se il “Dio” di De Mille non appare mai,ma udiamo solo la Sua Voce forte e asciutta, in “Exodus” appare un bambino che forse dovrebbe rappresentare la purezza e il candore, ma che agli occhi dello spettatore risulta essere solo capriccioso e cattivo. C’è poca analisi e approfondimento della figura di Dio del Vecchio Testamento, forte, vendicativo e inflessibile.
Gli effetti speciali di “Exodus” sono spettacolari, visivamente perfetti e grandiosi tali da rendere molto vivide sia le scene di battaglia come le 7 piaghe che sconvolsero l’Egitto, eppure non scaldano più di tanto lo spettatore. Sono sicuramente tecnicamente da manuale, ma anche in questo caso gli effetti dei “I Dieci Comandamenti” hanno segnato un epoca. La scena più forte e coinvolgente dell’Esodo ebraico è senz’altro l’attraversamento del Mar Rosso diviso in due dall’annuncio tonante di Heston ha fatto storia, invece in “Exodus” il mare si prosciuga senza avere in Bale un altrettanto e forte coprotagonista.
La regia di Ridley Scott non incanta, non lascia il segno, nonostante le enormi risorse a disposizione da la sensazione di guidare una Ferrari come se fosse una cinquecento.
Christian Bale pur essendo un talentuoso attore non è Heston e probabilmente nel ruolo più difficile della sua carriera ne paga lo scotto. Il suo Mose non ha il carisma, la forza e la personalità di hestoniana memoria. Un Mosè pallido e sbiadito che tradisce le aspettative.
Se Bale arranca, il Ramses di Joel Edgerton è talmente insipido che lo spettatore solo dopo qualche scena inizia con la memoria un nostalgico e amaro ricordo dell’intramontabile figura di Yul Brynner.
“I Dieci Comandamenti” di DeMille hanno segnato un’epoca e scritto una parte importante della storia del cinema e ho più di perplessità che ciò avvenga per “Exodus” di Ridley Scott .
Dopo averlo visto lo spettatore di una certa età non nè avrà alcun dubbio, per i più giovani può essere invece l’opportunità.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore Internatonal presentano “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “Exodus-Gods and Kings” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) Afternoon 4) Reduced 5) Always
“Exodus- Gods and Kings” is a 2014 film directed by Ridley Scott, written by Bill Collage, Adam Cooper, Steven Zaillian, with: Christian Bale, Joel Edgerton, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, John Turturro, Aaron Paul, María Valverde .
Although he has a past altar boy and had a Catholic upbringing quite “liberal” confess I rarely peeled the Bible text most widely read and translated to the world.
From couch potato and big movie fan I have always imagined that the biblical characters as well as having a religious and historical were all of the potential star of the blockbuster film.
Of all the prophets and saints, the figure of Moses has always had a strength and an emotional impact on the reader first and then on the viewer is not indifferent.
Cecile De Mille in 1956 with the remake of his “Ten Commandments” also thanks to the masterful and memorable performances by Charlton Heston and Yul Brynner as Ramses and Moses wrote a page of film unrepeatable managing to combine faith with skill and talent, story and special effects .
A film that after 59 years retains all its scenic grandeur, pathos and epic narrative and especially affects those who excites and revise it.
It was possible to do better? Difficult. It was possible to do worse? It was likely can ruin a work of art? Unfortunately, so it was thanks to the remake and review of this passage by Ridley Scott.
Scott is a director who I love and I respect, but after the flop than a year ago with “The prosecutor” confirmation of being in negative cone of inspiration and creativity, Aihm, worrying.
If DeMille’s Moses emphasized the religious theme, evoking and staging the suffering of the Jewish people and what was the inner struggle and spiritual Moses embodied by a grandiose Heston and how to become a moral and spiritual guidance after the revelation God, in “Exodus Moses Bale is a brilliant general and remains so even after the” contact “divine.
The choice of the authors to tell a Mose warrior who trains his people militarily unconvincing way down. The religious part is secondary, nuanced and without any incisive narrative climax. If the “God” of De Mille never appears, but only hear His voice strong and dry, “Exodus” is a child who perhaps should represent purity and innocence, but that in the eyes of the viewer appears to be only capricious and bad. There is little analysis and study of the figure of God of the Old Testament, strong, vindictive and inflexible.
The special effects of “Exodus” are spectacular, visually perfect and grandiose such as to make it very vivid battle scenes as the seven plagues that ravaged Egypt, yet they do not heat that much the viewer. Are certainly technically textbook, but in this case the effects of “The Ten Commandments” have marked an era. The scene stronger and engaging Jewish Exodus is certainly the crossing of the Red Sea split in two by the announcement thundering Heston made history instead in “Exodus” the sea dries up without an equally strong in Bale co-star.
Directed by Ridley Scott does not enchant, leaves no sign, despite the enormous resources available to the feeling of driving a Ferrari like a five hundred.
Christian Bale despite being a talented actor is not Heston and probably in the most difficult role of his career, he pays the price. His Mose does not have the charisma, strength and personality of hestoniana memory. A Moses pale and faded that betray the expectations.
If Bale limps, the Ramses Joel Edgerton is so bland that the viewer only after a scene starts with a nostalgic memory and bitter reminder of the eternal figure of Yul Brynner.
“The Ten Commandments” of DeMille marked an era and wrote an important part of the history of cinema and I have doubts that this is done for the “Exodus” by Ridley Scott.
After seeing the viewer of a certain age do not and will not have any doubt, for the younger ones can be rather an opportunity to discover and understand how modernity does not always mean efficiency and positivity.

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