16)Hungry Hearts

saverio costanzo
Il biglietto d’acquistare per “Hungry Hearts” è: 1) Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Hungry Hearts” è un film del 2014 scritto e diretto da Saverio Costanzo, tratto da libro “Il bambino Indaco di Marco Franzoso, con: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell.
Vegano, Vegetariano,salutismo, spesa a km zero, ecosistema, yoga sono parole e status che personalmente mi fanno venire l’orticaria. Mangio da sempre carne,latticini e dolci e la mia panza da cummenda ringrazia di cuore . Chi stabilisce cosa sia più sano mangiare e come sia pìù corretto fare crescere un figlio?
Le mode salutiste e alimentari spesso fanno rima con un atteggiamento e pensiero radical chic vacuo e insulso.
Una madre è sempre e comunque la persona più adeguata per accudire il proprio figlio?
E’ spesso molto sottile il confine tra psicosi ed errate convinzioni ,un confine che, se attraversato, può risultare tragico.

Saverio Costanzo al suo terzo film ci racconta una storia che racchiude in sé molte fasi della vita di un individuo:amore, famiglia, figli e la loro crescita e disagio mentale.
Una storia ambientata in America, a New York, di cui sono protagonisti Jude (Driver) e Mina (Rohrwacher), rispettivamente ingegnere e addetta all’ambasciata, che in maniera comica e causale si conoscono poichè bloccati in un bagno di un ristorante. L’atipico galeotto incontro presto si trasforma in amore e in matrimonio quando Mina si scopre in dolce attesa. Un evento felice che però, ben presto, cambia e sconvolge gli equilibri della coppia. Mina vive la gravidanza in maniera sofferta e travagliata. Rifiuta qualsiasi medicina e cura che a suo giudizio possano “corrompere” suo figlio che, secondo una medium, è destinato a essere “L’Indaco”. Mina mangia poco e male e così i medici sono costretti a mettere il bambino appena nato nella incubatrice. Un inizio così difficile non fa mutare le convinzioni vegetariane di Jude e Mina; anzi in quest’ultima,se possibile, le fa accentuare sicchè nutre il figlio in maniera assolutamente inadeguata .

La coppia si isola dal mondo e dai parenti. Mina vuole proteggere il piccolo dai pericoli e soprattutto impurità del mondo.

Jude , sebbene innamorato della moglie, comprende i pericoli per il figlio e si dissocia da questa “filosofia” e di nascosto lo porta dal pediatra e soprattutto gli fa mangiare carne e proteine indispensabili.

Mina scivola in un psicosi senza ritorno basata sull’ossessioni alimentari e igieniche del figlio tali da spingere uno spaventato e preoccupato Jude a chiedere aiuto sia a sua madre Anne(Maxell) e poi a un avvocato per allontanare il figlio dalla madre.
Il disagio mentale di Mina diventa così nello stesso tempo causa di frattura nella coppia e soprattutto di pericolo per la salute del figlio.
Il film iniziato come commedia assume contemporaneamente una valenza psicologica e drammatica, ponendo la scelta all’angosciato e partecipe pubblico chi sia la vittima e chi il carnefice all’interno della coppia e se il figlio debba essere strappato, seppure amato, a questa coppia per il suo bene.
La sceneggiatura è asciutta, diretta, semplice riuscendo comunque con efficacia e forza a descrivere i due protagonisti e le loro personalità. La struttura narrativa è nel complesso ben sviluppata e convince come l’autore faccia cambiare pelle pìù volte al film nel corso della proezione, senza far perdere incisività e credibilità al pathos narrativo, nonostante l’atmosfera sempre più cupa e angosciosa. E’ ben descritto il rapporto di coppia che lentamente sfocia nella patologia e introduce con delicatezza e nello stesso tempo brutalità il tema di quale sia il più giusto e sano modello per crescere un figlio.
La regia di Costanzo è pulita, interessante, avvolgente e di livello. Piace la scelta dei continui primi piani sugli attori per rendere ancora più forte ed esplicita il dramma emozionale dei personaggi. E’ stata, a mio avviso,azzeccata la scelta di ambientare la vicenda in America. Le tematiche del film sono di respiro più internazionale che italico. Forse il limite del film sta in un ritmo troppo compassato che tende alla lentezza, ma comunque l’attenzione e l’interesse dello spettatore ne risente solo in parte .
E’ interessante e degna di menzione la fotografia che rende la grande New York volutamente piccola e a misura d’uomo in linea con il film.
La coppia Driver –Rorhwacher funziona, convince ed emoziona. Se Venezia li ha premiati entrambi con la Coppa Volpi, non potrà la giuria dei David di Donatello non nominarli. Le loro interpretazioni sono pieni di spessore umano, intensità e calore. Si crea empatia fin da subito con il pubblico che segue con coinvolgimento e sgomento le loro vicende. Mina e Jude sono due ragazzi, 2 giovani genitori e la loro storia potrebbe essere tranquillamente la nostra.
Meritevole di un convinto plauso è anche Roberta Maxwell nel ruolo di Anne che porta sulla scena un altro intensa e forte figura di madre.
Il finale drammatico e forse un po’ frettoloso è nel complesso apprezzabile riuscendo a dare spunti allo spettatore per amare riflessioni su cosa sia l’amore materno e cosa ti possa spingere a fare per il bene di un figlio.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano: Essere Melvin

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The ticket purchase for “Hungry Hearts” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Hungry Hearts” is a 2014 film written and directed by Saverio Costanzo, taken from the book “The Indigo child of Mark Franzoso, with: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell.
Vegan, vegetarian, health consciousness, spending zero km, ecosystem, yoga and status are words that I personally make me hives. I always eat meat, dairy products and sweets and my belly from cumm grateful heart. Who determines what is healthier eating and how it is more correct to raise a child?
Salutiste fashions and food often rhyme with an attitude and thought radical chic vacuous and vapid.
A mother is always the most appropriate person to care for their child?
E ‘often very thin the line between psychosis and misconceptions, if crossed a border that can be tragic. Saverio Costanzo in his third film tells a story that encompasses many aspects of an individual’s life: love, family, children and their growth and mental distress.
A story set in America, in New York, where the protagonists are Jude (Driver) and Mina (Rohrwacher), respectively engineer and officer at the embassy, which in a comic and causal known as locked in a bathroom of a restaurant. The atypical convict meeting soon turns into love and marriage when Mina discovers pregnant. A happy event but soon changes and upsets the balance of the couple. Mina lives pregnancy in a painful and difficult. Refuses any medical care and that in his opinion could “bribe” his son a second medium is intended to be “The Indigo”. Mina eats little and badly and so the doctors are forced to put the newborn baby in the incubator. A beginning is not so difficult to change beliefs vegetarian Jude and Mina, in fact if it is possible to accentuate the feeding her son in an absolutely inadequate .The pair is isolated from the world and from relatives. Mina wants to protect us from danger and especially small impurities of the world. Jude although love with his wife, including the dangers for the child and dissociates itself from this “philosophy” and secretly takes him to the pediatrician and especially does eat meat and protein are essential. Mina slips into a psychosis without return based sull’ossessioni food and hygiene of the son that would drive one scared and worried Jude for help both his mother Anne (Maxell) and then to a lawyer to remove the child from the mother.
The mental distress of Mina becomes at the same time due to fracture in the couple and especially of danger to the health of the child.
The film began as a comedy takes a psychological value and dramatic at the same time placing all’angosciato and sympathetic audience who is the victim and who the perpetrator within the couple and if the child is to be torn, even loved, to this couple for its own good .
The screenplay is dry, direct, simple but still managed effectively and strength to describe the two main characters and their personalities. The narrative structure is overall well developed and convincing as the author face skin change several times during the film proezione without losing incisiveness and credibility to Pahos narrative despite the atmosphere increasingly gloomy and anxious. And ‘well described the couple’s relationship that slowly empties into the disease and introduced gently and at the same time the theme of brutality which is the most just and healthy model for raising a child.
Directed by Costanzo is clean, interesting, fascinating and level. Like the choice of the constant ups on the actors to make it even stronger and more explicit the emotional drama of the characters. It ‘was, in my opinion, spot on the decision to set the story in America. The themes of the film are more international than italics. Perhaps the limit of the film lies in a rhythm too staid that tends to slow, but the attention and interest of the viewer is affected only in part.
And ‘interesting and worthy of mention the photograph that makes the big New York deliberately small and human scale in line with the film.
The couple Driver -Rorhwacher works, convinces and excites. If Venice has rewarded both with the Volpi Cup, will the jury of the David di Donatello not name them. Their interpretations are full of human depth, intensity and warmth. It creates empathy with the audience immediately following ch involvement with dismay and their stories. Mina and Jude are two guys, two young parents and their story could easily be ours.
Deserving of praise is also a firm believer in the role of Roberta Maxwell Anne that brings on the scene another intense and strong mother figure.
The final dramatic and perhaps a bit ‘hasty overall is appreciable failing to give cues to the viewer for loving thoughts on what maternal love and what you can push to do for the good of a child.

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