15) Premio Millelire – Oltre la Striscia

teatromilllire
Nella vita non si finisce mai di imparare dicono . Forse è cosi , soprattutto finchè avrai dentro di te una scintilla di curiosità la tua mente sarà viva e potrà aprirsi a nuovi orizzonti e conoscenze.
Cosi è almeno per me, uomo dichiaratamente pigro e nello stesso tempo curioso cronico e diversamente ignorante.
Ieri sera grazie all’invito dell’amico attore Orazio Cerino ho scoperto il delizioso Teatro “Millelire “,situato nel quartiere Prati di Roma, e il suo bel Festival di corti teatrali giunto alla sua seconda edizione. Conoscevo i corti cinematografici , ma non immaginavo che si potesse racchiudere una storia, delle emozioni anche a teatro.
Un corto teatrale come mi ha spiegato gentilmente il giovane regista Fabio Pisano è tecnicamente uno “spezzone” di una storia che però deve avere un inizio e una fine. I corti teatrali sono stati sempre scritti dai drammaturghi nel corso del tempo ad uso privato o come esercizio di scrittura e creatività, ma solo negli ultimi anni stanno avendo una loro visibilità e pubblico.
Il “Premio Millelire” dedicato all’attore e drammaturgo Lorenzo De Feo ha quest’anno come tema della rassegna “la cattiveria” umana nelle sue diverse manifestazioni.
L’uomo sa essere cattivo, spregevole, cinico come nessun altro essere vivente. Così da lunedì scorso dodici compagnie stanno mettendo in scena i loro corti dedicati al peggiore istinto dell’uomo.
Ogni sera vengono presentati tre corti della durata ognuno di circa venti minuti.
Ieri nell’ordine sono andati in scena:Oltre la striscia, Festa della Repubblica e Sonata irregolare per anime inquiete
Tre corti diversi per contenuti, struttura e recitazioni che hanno regalato al pubblico presente momenti di divertimento e nello stesso tempo di amara riflessioni.

oltre la striscia
Mi permetto di soffermarmi maggiormente su “Oltre la striscia” dove l’autore Fabio Pisano porta lo spettatore nel dramma dell’eterno conflitto tra israeliani e palestinesi per chi abbia diritto di vivere nella terra promessa.
Un conflitto che provoca morte e distruzione anche all’interno delle famiglie come vediamo con i due fratelli palestinesi Akram(Cerino) e Rinan (D’Angelo) iil primo medico di guerra e il secondo divenuto soldato d’Israele. Dopo anni si trovano dentro una cantina a confrontarsi sulle rispettiva scelte. Akram rinfaccia al fratello il brutale omicidio a sangue freddo dei genitori e medita la vendetta. Rinan da parte sua difende il suo operato da soldato e ribatte all’accusa accusando il fratello di essere anche lui un assassino per come esercita la sua professione medica nei campi profughi. Un dialogo serrato, cupo, drammatico tra i due protagonisti dove non c’è una netta distinzione tra bene e male, tra buono e cattivo. Akram e Rinan sono entrambi vittime della guerra e l’amore che c’era in loro è stato prosciugato dalla brutalità e orrore dal quotidiano. Un testo attuale, carico di emozioni e intenso, forse però in alcuni passaggi retorico e manicheo che non permette al pubblico un totale coinvolgimento emotivo. Sono invece degne di encomio per le due interpretazioni. Cerino e D’Angelo mostrano talento e intensità interpretativa. Il primo colpisce per una recitazione delicata e sensibile ed emozionant invece D’Angelo conquista il pubblico grazie a una personalità magnetica e una forte presenza scenica. La coppia funziona rendendo credibile il conflitto fraterno La regia è pulita, semplice e attenta ad esaltare le qualità degli attori e brava nello scandire i tempi giusti del dramma senza eccedere. La guerra non ha vincitori, ma solo vinti chi di beni materiali e chi di sentimenti e purtroppo ogni giorno la schiera si ingrossa sempre più.
Il “Premio Millelire” è una opportunità per conoscere nuove compagnie, nuovi talenti e soprattutto nuovo storie da poter condividere.
Chi ma il teatro e soprattutto chi ne mastica non può non fare un salto fino a domenica al Teatro “Millelire” è una delizioso modo per continuare a curiosare.
Vittorio De Agrò  e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”

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In life you never stop learning say. Maybe so, especially as long as you have within you a spark of curiosity, your mind will be alive and will open up new horizons and knowledge.
So at least for me, admittedly lazy man and at the same time curious chronic and otherwise ignorant.
Last night at the invitation of his friend actor Horace Cerino I discovered the delightful Teatro “Millelire”, located in the Prati district of Rome, and her beautiful Festival of choirs theater now in its second edition. I knew the short film, but I never imagined that it could contain a story, emotions also to the theater.
A short theatrical as I explained kindly young director Fabio Pisano is technically one “chunk” of a story which, however, must have a beginning and an end. The short plays were always written by playwrights over time for private use or as a writing exercise and creativity, but only in recent years are having their visibility and public.
The “Prize Millelire” dedicated to the actor and playwright Lorenzo De Feo has this year as the theme of the exhibition “badness” human in its various manifestations.
The man knows how to be bad, despicable, cynical like no other living being. So since last Monday twelve companies are staging their courts dedicated to the worst instincts of man.
Every night presents three short duration each about twenty minutes.
Yesterday, in the order they went on stage: Beyond the Strip, Republic Day and irregular Sonata for restless souls
Three courts vary in content, structure and recitations that gave the audience moments of fun and at the same time bitter reflections.
Allow me to focus more on “Beyond the strip” where the author Fabio Pisano takes the viewer into the drama of the eternal conflict between Israelis and Palestinians for those who have a right to live in the promised land.
A conflict that causes death and destruction, even within families as we see with the two Palestinian brothers Akram (Cerino) and Rinan (D’Angelo) tthe first Combat medic and became the second soldier of Israel. After years are found in a cellar to discuss the respective choices. Akram accused his brother’s brutal murder in cold blood of parents and meditates revenge. Rinan his part defends his actions as a soldier and replies to the charge accusing the brother he too was a murderess for as pursuing his medical profession in the refugee camps. A close dialogue, dark, dramatic between the two protagonists, where there is a clear distinction between good and evil, between good and bad. Akram and Rinan are both victims of the war and the love that was in them was drained from the brutality and horror by the newspaper. A current text, full of emotions and intense, but perhaps in some passages and Manichean rhetoric that does not allow the public a total emotional involvement. Are worthy of praise for the two interpretations. Cerino and D’Angelo show talent and intensity of interpretation. The first striking a delicate and sensitive acting and instead emozionant D’Angelo won the public thanks to a magnetic personality and a strong stage presence. The couple works making credible conflict fraternal The direction is clean, simple and careful to enhance the quality of the actors and good in marking the right timing of the drama without excess. The war has no winners, only losers who of material goods and those feelings and unfortunately every day the ranks swells more and more.
The “Prize Millelire” is an opportunity to learn about new companies, new talent and especially new stories that you can share.
Who but the theater and especially those who can not chew not pop until Sunday at the Theatre “Millelire” is a delicious way to continue to look around.

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