1) American Sniper -Anno 2015

clint eastwood
Il biglietto d’acquistare per “American Sniper” è: 1)Neanche regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“American Sniper” è un film del 2014 diretto da Clint Eastwood, scritto da Jason Hall e ispirato dal libro autobiografico American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History dell’ex membro dei Navy SEAL Chris Kyle ,prodotto da Clint Eastwood, Bradley Cooper, con:Bradley Cooper e Sienna Miller.
Chi crede nel motto “Dio, Patria e Famiglia” non può non avere nel suo Pantheon cinematografico il vecchio e caro Clint Eastwood.
Clint per anni ha raccontato con talento e forza cosa significa essere conservatori possedendo un cuore che batte il doppio rispetto agli altri e soprattutto avendo nel campo dei diritti civili un impronta “liberal” e non bigotta e chiusa come ritengono i radical chic quando parlano dei moderati.
La Guerra è sporca, tragica e soprattutto sanguinosa per chi la combatte davvero.
Gli Americani non si tirano indietro mai e quando serve si sporcano le mani e combattono in nome della Libertà e Democrazia.
Per gli europei che spesso hanno la puzza sotto il naso e soprattutto per noi italiani che ben poco mastichiamo di patriottismo e coraggio i modi di pensare e di agire degli americani ci appaiono lontani e distanti scambiandoli per arroganza e bifolche ria da cowboy.
“American Sniper” prima ancora di essere la storia vera di Chris Kyle è un manifesto di cosa significhi essere americano e della sua filosofia di vita.
Chris Kyle (Cooper) è un americano qualunque, cresciuto in Texas da un padre conservatore e cacciatore che gli insegnato fin da subito in maniera manichea cosa sia giusto e sbagliato e il senso della disciplina e della protezione nei confronti della famiglia. Chris crescendo sogna di vivere come un cowboy con il fratello più piccolo, ma quando un giorno vede in Tv alla fine degli anni 90 un vile e tragico attentato a una ambasciata americana all’estero, decide di arruolarsi nel gruppo d’elite de SEALS perché ritiene giusto fare il suo dovere. Dopo un addestramento durissimo diventa anche grazie al suo talento naturale un cecchino professionista. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle del 2001, l’America dichiara guerra al terrorismo e iniziano i conflitti prima in Afghanistan e poi in Iraq sotto la presidenza di George Bush junior. Chris non ci pensa due volte a partire in missione più volte nonostante abbia conosciuto in un pub la deliziosa Taya(Miller), se ne sia innamorato e abbia deciso di sposarla e di formare con lei una famiglia. Per Chris la priorità è sconfiggere il nemico e garantire la pace al Suo Paese. Una determinazione e una coerenza che non gli impedisce durante il primo compito da cecchino di uccidere una donna e un bambino kamikaze che volevano far saltare in aria un convoglio di soldati americani. Chris in poco tempo diventa per i suoi colleghi “La Leggenda” riuscendo a uccidere 168 nemici salvando così migliaia di ragazzi sul fronte.Un cecchino che non ha paura a scendere per le strade e fare operazioni ad alto rischio. Chris è un uomo granitico, sicuro delle sue idee e disposto a mettere in gioco la sua vita, quando gli iracheni pur di eliminarlo mettono sulla sua testa una considerevole taglia. Una vita vissuta al servizio del proprio Paese trascurando anche moglie e figli e soprattutto rischiando di perdere la serenità e l’equilibrio mentale operando in situazioni ad alto rischio dove la morte e la brutalità sono all’ordine del giorno.
“American Sniper” è un film che trasuda patriottismo , eroismo e senso del dovere, valori e ideali che tanto piacciono agli americani. Una storia di un uomo qualunque che si trasforma in un eroe di guerra senza cambiare il suo stile di vita e identità. Una sceneggiatura scarna, semplice, diretta che invece di usare le parole lascia campo e spazio alle immagini. Immagini di guerra: assalti, spari, silenzi,morti, battaglie e orrore. Una guerra vista dal punto di vista di un cecchino che per ogni soldato impegnato a pattugliare diventa una sorta di”Angelo Custode . Lo spettatore specie se europeo non può che riflettere sull’inutilità del conflitto, eppure l’autore non prende le distanze dagli ideali del protagonista che ritiene la guerra inevitabile e da vincere ad ogni costo. La struttura narrativa risente di questa “povertà” verbale a favore delle immagini finendo per essere alla lunga ripetitiva e noiosa. La guerra è difficile da raccontare e descrivere, ma farlo seguendo la prospettiva di Chris alla fine appare monocorde e piatta, anche non mancano i momenti carichi di pathos emotivo. Anche i dialoghi sono essenziali, secchi e brevi e nel complesso ben elaborati per costruire la storia,ma poco regalano nel dare profondità ai personaggi.
La regia di Eastwood è come sempre asciutta, forte, precisa, senza fronzoli. Lo stile imposto dal regista è adeguato allo spirito del film, piace la scelta di far parlare le immagini e le scene di guerra sono ben costruite e si alternano in maniera efficace alla vita privata del protagonista. Il film seppure ben diretto ha un ritmo non sempre costante e avvolgente risultando a tratti lento insistendo troppo sulle scene di battaglia.
Pulita, onesta , semplice come doveva essere èl’interpretazione di Bradley Cooper. Interpretando un uomo solido, concreto, un militare forte delle sue convinzioni si rischiava di fare un personaggio stereotipato e retorico se non banale. Ma Cooper riesce a dare umanità e nello stesso tempo feroce determinazione al suo Chris mostrandolo con efficacia e delicatezza sia come militare che come uomo, marito e padre.
Sienna Miller non incanta più di tanto, ma la sua recitazione è comunque coerente con il suo personaggio di donna innamorata e poi moglie di un uomo sempre in guerra.
Il Destino come spesso dico è dotato anche di una ironia macabra e la fine tragica di Chris Kyle nel Febbraio del 201 non in battaglia, ma a un poligono vicino a casa ne è la dimostrazione. Lo spettatore comunque colpito dalla storia non potrà non rendere omaggio a Chris Kyle ,un uomo senza rimorsi o dubbi per quello che aveva compiuto in guerra e semmai dispiaciuto per quello che non aveva potuto fare per i suoi colleghi morti sul campo, come fece l’America intera nel giorno dei suoi funerali.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano: “Essere Melvin”

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The ticket purchase for “American Sniper” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“American Sniper” is a 2014 film directed by Clint Eastwood, written by Jason Hall and inspired by the autobiographical book American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in US Military History of the former member of the Navy SEAL Chris Kyle, produced by Clint Eastwood, Bradley Cooper, with Bradley Cooper and Sienna Miller.
Those who believe in the motto “God, Country and Family” can not have in his Pantheon film old and dear Clint Eastwood.
Clint told for years with talent and what it means to be conservative force possessing a heart that beats twice than the other and especially having in the field of civil rights an imprint “liberal” and not bigoted and closed as they see the radical chic when they speak of the moderates .
War is dirty, bloody and tragic especially for those who really fights.
Americans do not hold back when needed and never get dirty hands and fight in the name of freedom and democracy.
For Europeans who often have a snotty nose and especially for us Italians that little chew of patriotism and courage ways of thinking and acting of Americans seem far away and distant mistaking them for arrogance and bifolche ria cowboy.
“American Sniper” even before the true story of Chris Kyle is a manifesto of what it means to be an American and his philosophy of life.
Chris Kyle (Cooper) is an American any, raised in Texas by a conservative father and hunter who taught immediately in simple black and white what is right and wrong and a sense of discipline and protection to the family. Chris growing dreams of living like a cowboy with his younger brother, but when one day he sees on TV at the end of the 90’s a coward and tragic assassination of a US embassy abroad, decides to enlist in the elite group of SEALS because feels right to do his duty. After a hard training becomes even thanks to his natural talent a professional sniper. After the attack on the Twin Towers in 2001, America declared war on terrorism and conflicts begin first in Afghanistan and then in Iraq under President George Bush junior. Chris does not think twice about starting a mission several times despite having met in a pub delicious Taya (Miller), he is in love and decided to marry and form a family with her. For Chris, the priority is to defeat the enemy and ensure peace to his country. A determination and consistency that does not stop him during the first task sniper killing a woman and a child suicide bomber who wanted to blow up a convoy of American soldiers. Chris quickly gets to his colleagues, “The Legend” managed to kill 168 enemies thus saving thousands of kids on fronte.Un sniper who is not afraid to get off the streets and doing high-risk operations. Chris is a man of granite, sure of his ideas and willing to stake his life, when the Iraqis in order to eliminate it put on his head a considerable size. A life lived in the service of their country also neglecting his wife and children, and especially the risk of losing the serenity and mental balance operating in high-risk situations where death and brutality are commonplace.
“American Sniper” is a film that oozes patriotism, heroism and sense of duty, values and ideals that much like the Americans. A story of an ordinary man who turns into a war hero without changing his lifestyle and identity. A screenplay sparse, simple, direct that instead of using the words left field and space for images. Images of war: assaults, shootings, silences, deaths, battles and horror. A war seen from the point of view of a sniper that for every soldier committed to patrol becomes a sort of “Guardian Angel. The viewer especially European can only think about the futility of the war, yet the author does not distance itself from the ideals of the protagonist who believes the war inevitable and to win at any cost. The narrative structure suffers from this “poverty” in favor of verbal images ended up being the long repetitive and boring. War is hard to tell and describe, but do so by following the prospect Chris finally appears monotonous and flat, also there are moments full of pathos. Even the dialogues are essential, dry and short and overall well-prepared to build the story, but offer little in giving depth to the characters.
Directed by Eastwood is as always dry, strong, precise, no frills. The style imposed by the director is appropriate to the spirit of the film, like the choice to talk about the pictures and the war scenes are well constructed and alternate effectively to the private life of the protagonist. The film even has a well-directed pace not always constant and enveloping resulting in slow strokes insisting too much on the battle scenes.
Clean, honest, simple as it should be and interpretation of Bradley Cooper. Interpreting a man solid, concrete, a military fort of his beliefs are in danger of making a character and stereotypical rhetoric if not trivial. But Cooper manages to give humanity and at the same time his fierce determination to Chris showing it effectively and gently as both the military and as a man, husband and father.
Sienna Miller enchants not that much, but his acting is otherwise consistent with the character of a woman in love and then the wife of a man always at war.
Destiny often as I say it is also equipped with a macabre irony and the tragic end of Chris Kyle in February of 201 not in battle, but in a shooting near the house is the proof. The viewer still touched by the story can not fail to pay tribute to Chris Kyle, a man with no remorse or concern for what he had done in the war, and if anything, sorry for what had been done to his fellow dead on the field, as did the ‘America whole in the day of his funeral.

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