240. Jimmy’s Hall

leon loach

Il biglietto d’acquistare per “Jimmy’s Hall” è:1) Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre

“Jimmy’ s Hall” è un film del 2014 diretto da Ken Loach, scritto da Paul Laverty, con: Barry Ward, Andrew Scott, Simone Kirby, Jim Norton, Brian F. O’Byrne, Aisling Franciosi.
Un tempo essere un proprietario terriero e d’immobili significava non solo essere ricco e appartenere all ‘èlite sociale, ma soprattutto voleva dire dettare legge e imporre la propria volontà e spesso capricci sulle classi inferiori.
Oggi invece appartenere a questa classe sociale significa essere vessato dallo Stato con inique tasse, faticare a pagare i conti e ,seppure  contrario all’istituzione del matrimonio, qualora decidessi di affittare casa, ti sposi di fatto con l’inquilino, perché le giustizia italiana considera il proprietario, l’uomo nero e quindi gli viene negato ogni diritto.
Sono i cosiddetti paradossi della storia: due realtà antitetiche eppure altrettanto vere.In mezzo a loro c’è il talentuoso e comunista regista britannico Ken Loach. L’uomo che nella sua lunga carriera ha messo a servizio la sua creatività per raccontare e descrivere il mondo dei più deboli e soprattutto i soprusi e le ingiustizie subite dai ricchi quasi sempre brutti e cattivi.
Ho visto qualche film di Ken Loach e molto spesso sono stati dei veri pugni allo stomaco, uno su tutti”My name is Joe”.Il regista britannico nella sua lunga carriera è stato sempre coerente con i suoi ideali e principi e forse in qualche modo si è chiuso dentro una torre d’avorio rifiutandosi di vedere come il mondo sia evoluto e che l’Idea Socialista si sia dissolta ben oltre la caduta del Muro di Berlino del 1989.
“Jimmy’s Hall” è un affresco intenso, amaro, scioccante di come era il mondo e soprattutto l’Irlanda nel 1932 nel pieno della Grande Depressione economica. Un Irlanda che dopo la guerra civile del 21-22 cerca di rimettersi in piedi e di pacificarsi con se stessa. Una società bigotta, chiusa, conservatrice dove il potere è nelle mani della Chiesa Cattolica e dei grandi proprietari terrieri. I poveri non solo  lottano per la sopravvivenza, ma non hanno neanche la possibilità di svagarsi. Un esempio è la piccola Contea di Leitrim situata nelle campagne irlandesi dove i giovani sono costretti a ballare per strada. Così quando l’eroe locale Jimmy Gralton ritorna nella contea(Ward), dopo dieci anni di esilio negli Stati Uniti, viene accolto dalla popolazione con entusiasmo e con gioia dalla vecchia madre. Gralton è un uomo semplice, ma animato da idee progressiste e da forti ideali che mal si conciliano con i propositi reazionari di Padre Sheridan(Norton) che vorrebbe imporre ai suoi parrocchiani uno stile di vita morigerato e casto. Jimmy sollecitato dai suoi amici decide di riaprire la vecchia sala dove dieci anni prima si era solito riunirsi per ballare, cantare e soprattutto discutere di poesia,letteratura e politica. Un luogo libero da pregiudizi e classi sociali dove cattolici e laici possono incontrarsi e scambiarsi idee ed emozioni. La Sala però ben presto diventa per Padre Sheridan e il blocco conservatore una minaccia per l’ordine costituito e la potenziale miccia per diffondere idee comuniste, così parte una violenza e iniqua repressione nei confronti di Jimmy e dei suoi amici. Jimmy combatte con tutte le sue forze questa battaglia di libertà con affianco l’amore della gioventù Oonagh(Kirby) ,oggi madre triste di due figli, anche a costo di sacrificare la sua libertà personale.
La sceneggiatura seppure scritta bene, fluida e intensa presenta dei limiti strutturali e concettuali volendo dividere in maniera così drastica e manichea i buoni e cattivi, dove i primi sono i progressisti di Jimmy e i secondi sono i preti e proprietari. L’autore così facendo tende a descrivere i personaggi seppure con efficacia e con buona profondità con uno stile retrò e soprattutto con toni retorici. I dialoghi invece risultano brillanti, carichi di pathos e ben costruiti con una misurata e azzeccata spruzzata di humor british.
La regia di Ken Loach è come sempre intensa, lineare, sicura, avvolgente e poetica come per esempio nella scena del ballo tra Jimmy e Oonagh, ma non riesce a dare al film un ritmo costante e nella seconda parte l’intensità del pathos narrativo scema, lo spettatore continua a seguire le vicende.ma con più fatica avvolgendo il film con sensazione di lentezza
Il cast è sicuramente di buon livello e adeguato ai personaggi interpretati e portati sulla scena.
Se Barry Ward piace e convince per la forza e intensità interprativa del suo Jimmy trasmettendo il carisma e proiettando al pubblico le idee del protagonista, realmente vissuto, meno riuscita è la storia d’amore costruita con la Kirby. Funziona a tratti l’alchimia e il cuore del pubblico si riscalda solo in parte.
Meritevole di menzione è Jim Norton nel ruolo di Padre Sheridan, i dialoghi e le scene con Ward sono le parti più riuscite del film per recitazione e contenuti .
La storia di Jimmy Gralton sicuramente tocca e scuote il pubblico. Una storia di coraggio e libertà portata avanti fino in fondo che dovrebbe far riflettere chi oggi per amore del profitto e di un posto di potere è disposto a vendere anche la propria dignità.
Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”
http://www.amazon.it/Essere-Melvin-tra-finzione-realt%C3%A0/dp/8899121370/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=141

http://www.cavinatoeditore.com

The ticket purchase for “Jimmy’s Hall” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“Jimmy ‘s Hall” is a film of 2014 directed by Ken Loach, written by Paul Laverty, with Barry Ward, Andrew Scott, Simon Kirby, Jim Norton, Brian F. O’Byrne, Aisling Franciosi.
A time to be a landowner and Property meant not only be rich and belong to the elite of society, but especially meant to dictate and impose their will and whims often on the lower classes.
Today, however, belong to this class meant being harassed by the state with unfair taxes, struggle to pay the bills and even if you are opposed to the institution of marriage if you choose to rent the house you get married in fact with the tenant because the Italian justice considers the owner, the black man, and then he is denied any right.
Are so-called paradoxes of history: two realities antithetical yet equally vere.In among them is the talented British director Ken Loach and communist. The man who in his long career he has put his creativity in service to tell and describe the world of the weakest and most of all the abuses and injustices suffered by the rich almost always ugly and bad.
I saw some films of Ken Loach and very often were real punches to the stomach one for all “My name is Joe” .The British filmmaker in his long career has always been consistent with its ideals and principles, and perhaps in some way is locked in an ivory tower, refusing to see how the world has evolved and that the Socialist Idea has dissolved well beyond the fall of the Berlin Wall in 1989.
“Jimmy’s Hall” is a fresco intense, bitter, shocking as it was the world and especially Ireland in 1932 at the height of the Great Depression economic. An Ireland that after the civil war of 21-22 tries to get back on their feet and make peace with herself. A bigoted society, closed, conservative where power is in the hands of the Catholic Church and the large landowners. The poor not only do not know they are living and struggling to survive, but do not even have the chance to kick back. An example is the small County Leitrim located in the Irish countryside where young people are forced to dance in the street. So when local hero Jimmy Gralton returns in the county (Ward), after ten years of exile in the United States, is welcomed by the people with enthusiasm and joy from the old mother. Gralton is a simple man, but animated by progressive ideas and strong ideals that do not accord with the purposes of reactionary Father Sheridan (Norton) who would impose his parishioners a lifestyle sober and chaste. Jimmy urged by his friends decide to reopen the old hall where ten years before it was usually meet to dance, sing and especially discuss poetry, literature and politics. A place free from prejudice and social classes where Catholics and lay people can meet and exchange ideas and emotions. The room, however, soon to become Father Sheridan and the conservative bloc a threat to the established order and the potential fuse to spread communist ideas, as part of a violent and unjust repression of Jimmy and his friends. Jimmy fights with all his might this battle for freedom with next love of youth Oonagh (Kirby), today sad mother of two children, even at the cost of sacrificing his personal freedom.
The screenplay although well written, fluid and intense has limitations structural and conceptual wanting to divide so drastically and Manichean good and bad, where the former are the progressives of Jimmy and seconds are the priests and owners. The author doing so tends to describe the characters albeit effectively and with good depth with a retro style and especially with rhetorical tone. The dialogues are rather bright, full of pathos and well built with a measured and apt splash of humor british.
Directed by Ken Loach is as always intense, straightforward, safe, snug and poetry such as the ballroom scene between Jimmy and Oonagh, but fails to give the film a steady pace and the intensity in the second part of the narrative pathos stupid , the viewer continues to follow the vicende.ma with more effort by wrapping the film with feeling of slowness
The cast is definitely a good standard and adapted to the characters played and brought on the scene.
If Barry Ward likes and convinces the strength and intensity of his interprativa Jimmy transmitting the charism and projecting to the public the ideas of the protagonist, really lived, less successful is the love story built with Kirby. It works sometimes alchemy and the public’s heart warms only partially.
Worthy of mention is Jim Norton in the role of Father Sheridan, dialogues and scenes with Ward are the most successful parts of the film for acting and content.
The story of Jimmy Gralton definitely touches and shakes the audience. A story of courage and freedom brought forward to the end that should give pause to those who now for the sake of profit and a place of power is willing to sell even their dignity.
Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International show “Being Melvin”
http://www.amazon.it/Essere-Melvin-tra-finzione-realt%C3%A0/dp/8899121370/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=141

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.