229. Pride

pride

Il biglietto d’acquistare per “Pride” è: 1)Neanche regalato 2) Omaggio 3)Di Pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre
“Pride” è un film del 2014 diretto da Matthew Warchus, scritto da Stephen Beresford, presentato al Festival di Cannes 2014, nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, ed è stato premiato con la Queer Palm, con: Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West, Andrew Scott, George MacKay, Ben Schnetzer.
Cosa siamo senza Orgoglio e Dignità?Probabilmente poco o nulla. Ci guadagniamo il rispetto e il consenso della gente con le nostre azioni e soprattutto con i nostri ideali.
L’Orgoglio di poter mostrare ciò chi siamo, di vivere senza maschere e ipocrisia è spesso un lusso e una conquista ottenibile solo dopo dure e faticose battaglie.
Il mondo negli anni Ottanta cominciava a “scoprire” ,tra diffidenza e pregiudizio, il mondo gay fatto di uomini e donne che rivendicavano a gran voce i propri diritti.
L’economia mondiale a quel tempo credeva nel liberalismo e nei facili guadagni in borsa. Ronald Reagan in America e Margaret Thatcher in Europa sono stati gli alfieri di questa politica neo conservatrice e aggressiva. C’è chi come me li mette nel suo personale Pantheon e chi, specie a sinistra, li detesta considerandoli i padri dei mali dell’attuale società in crisi economica e morale.
Margaret Thatcher, la “Lady di Ferro” impose all’Inghilterra una cura di cavallo per modernizzarla e portala con successo nel nuovo millennio. Particolarmente duro e drammatico fu il braccio di ferro con il sindacato dei minatori che per protestare contro le privatizzazioni e chiusure delle miniere scioperò per un anno e bloccando di fatto il Paese diviso tra le due fazioni.
Nessuno poteva immaginare che al fianco dei miniatori si potessero schierare i gay e le lesbiche di Londra anche loro oggetto di continue discriminazioni. Due mondi così diversi per non dire opposti si trovarono uniti a marciare.
Il film prende così spunto dalla Storia per raccontare come sia stato possibile costruire una bellissima e tenace operazione di solidarietà rappresentata dal giovane attivista gay Mark Ashotn(Ben Schnetzer) che nel giugno del 1984 durante il Gay Pride coglie l’importanza di sostenere i minatori nelle loro battaglie contro il governo e convincendo così i suoi scettici amici a fondare l’LGSM(Lesbiche e Gay a favore dei minatori) e a raccogliere fondi per strada. Determinati a dare un concreto aiuto andranno fino a Delais, piccolo paese del Galles per supportare i miniatori, creando tra gli abitanti imbarazzo e sconcerto. La comunità si dividerà presto tra favorevoli e contrari al sostegno del LGSM, rivelando come la società inglese fosse piena di pregiudizi e soprattutto ignorante sul mondo gay accusati da una campagna mediatica di essere dei “pervertiti” e soprattutto untori della “nuova peste” che si stava diffondendo:AIDS.
Presentato come la migliore commedia britannica dell’anno, Pride è nello stesso commedia, dramma, documentario. Il film ha la forza grazie a una sceneggiatura ben scritta, puntuale, brillante nei toni e ben sviluppata nei contenuti di portare per mano lo spettatore soprattutto più giovane in un epoca non tanto lontana da noi e di comprendere quanto la società e la mentalità fossero chiuse e bigotte e di quanti progressi sono stati fatti con sacrifici e passione. L’autore ci racconta quanto fosse difficile fare”outing” all’epoca regalandoci i convincenti personaggi del timido ventenne Joe (George MacKay) costretto a nascondere la sua natura all’interno di una famiglia bigotta e conservatrice e del vecchio minatore Cliff(Bill Nighy).
La regia di Warchus convince nel complesso riuscendo ad alternare momenti comici e drammatici tenendo sempre alta e viva l’attenzione dello spettatore e soprattutto coinvolgendo ed emozionandolo con i diversi e riusciti personaggi. Forse il ritmo non è sempre costante e si ha soprattutto nel finale un senso di lentezza, ma non diminuendo e intaccando il pathos narrativo.
Pride è un bell’esempio di film corale dove ogni attore svolge il compito con abilità e talento contribuendo alla riuscita del progetto. Ogni personaggio è ben delineato e costruito e soprattutto regala emozione e divertimento allo stesso tempo.
Il finale sebbene prevedibile, piace dal punto di vista evocativo ed emozionale. Chi vi scrive stava meditando di assegnare un biglietto “Ridotto” al film, ma quando ha ascolto i convinti applausi del pubblico durante i titoli di coda , ha sorriso e cambiato idea,perché fortunatamente essere se stessi e difendere le proprie Idee, a volte è più importante di qualsiasi successo economico.
Vittorio De Agrò e Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”
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he ticket purchase for “Pride” is: 1) Not even gave 2) Tribute 3) Afternoon 4) Reduced 5) Always
“Pride” is a 2014 film directed by Matthew Warchus, written by Stephen Beresford, presented at the 2014 Cannes Film Festival, in the Directors’ Fortnight, and was awarded the Queer Palm, with: Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West Andrew Scott, George MacKay, Ben Schnetzer.
What we are no Pride and Dignity? Probably little or nothing. We earn the respect and the consent of the people with our actions and especially with our ideals.
The Pride of being able to show what about us, to live without masks and hypocrisy is often a luxury and an achievement reached only after hard and strenuous battles.
The world in the eighties began to “discover”, between mistrust and prejudice, the gay world made up of men and women who claimed loudly their rights.
The world economy at that time believed in liberalism and easy money on the stock exchange. Ronald Reagan and Margaret Thatcher in America in Europe were the standard bearers of this policy neo conservative and aggressive. There’s people like me who puts them in his personal Pantheon and who, especially on the left, hates them considering the fathers of the ills of the society in economic and moral crisis.
Margaret Thatcher, the “Iron Lady” imposed by England a horse to modernize it and take it with success in the new millennium. Particularly harsh and dramatic was the confrontation with the miners’ union that to protest against privatization and closure of the mines strike for a year and freeze the country divided between the two factions.
Nobody could imagine that alongside miniaturists you could deploy gays and lesbians in London also their subject of continuing discrimination. Two worlds so different to say the opposite were brought together to march.
The film takes as its cue from history to tell how it was possible to build a beautiful and tenacious action of solidarity represented by young gay activist Mark Ashotn (Ben Schnetzer) that in June 1984 during the Gay Pride grasps the importance of supporting the miners in their battles against the government and so convincing his skeptical friends to found the LGSM (Lesbian and Gay in favor of miners) and to raise funds for the road. Determined to give concrete help will go up to delais, a small town in Wales to support the miniaturists, creating among the inhabitants embarrassment and dismay. The community will be divided between those for and against the early support of LGSM, revealing how British society was full of prejudices and especially ignorant about the world gay accused by a media campaign to be the “perverts” and above the spreaders “new plague” that was spreading: AIDS.
Billed as the best British comedy of the year, Pride is the same comedy, drama, documentary. The film has the strength thanks to a well-written script, punctual, brilliant in tone and well-developed content to bring to hand the spectator especially younger in a time not so far away from us and understand what society and mentality were closed and bigoted and how much progress has been made with sacrifices and passion. The author tells us how difficult it was to “outing” at the time of giving the characters convincing shy twenties Joe (George MacKay) forced to hide his nature within a family bigoted, conservative and old miner’s Cliff (Bill Nighy ).
Directed by Warchus convinces overall managing to alternate comic moments and dramatic high and keeping the attention of the viewer and especially by involving and amazed by the different characters and succeeded. Maybe the pace is not always constant, and especially the ending has a sense of slowness, but not diminishing and eroding the pathos narrative.
Pride is a fine example of ensemble film where every actor performs the task with skill and talent contributing to the success of the project. Each character is well defined and built, and above all offers excitement and fun at the same time.
The final although predictable, like from the perspective of evocative and emotional. This writer was planning to assign a ticket “Reduced” to the film, but when I listen to the applause of the audience convinced during the end credits, he smiled and changed his mind, because fortunately be themselves and defend their ideas, sometimes it is more important than any economic success.
Vittorio De Agro and Cavinato Publisher present “Being Melvin”
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