225. Piccolo e Squallido Carillon metropolitano

sabelli

“Piccolo e Squallido Carillon metropolitano” è uno spettacolo teatrale scritto e diretto da Davide Sacco, scene di Luigi Sacco, costumi: Silvia Tagliaferri ,luci: Francesco Barbera, Con:Orazio Cerino, Eva Sabelli e Giovanni Merano.
La famiglia per noi italiani è tutto, pur essendo nello stesso tempo croce e delizia. I drammi familiari spesso e sovente sovrastano le gioie e almeno una volta abbiamo giurato a noi stessi di tagliare il cordone ombelicale e di scappare lontano.
Cosa è oggi la famiglia? Molti direbbero un involucro vuoto o al massimo un concentrato di ipocrita retorica, ma i legami di sangue e di affetto per quanto deboli non si rompono mai.
Davide Sacco con questo spettacolo ci porta nella drammatica e malinconica realtà di oggi in cui il singolo individuo vive la propria esistenza consumata dalla solitudine e dall’assenza di amore.
Una solitudine e una carenza d’affetto che diventano soffocanti e distruttivi in famiglia dove ogni componente alza una barriera emotiva impenetrabile.
Quando i riflettori si accendono sul palcoscenico del delizioso del Nuovo Teatro San Carluccio lo spettatore entra nella vita di tre fratelli Mimì(Sabelli), Mimma (Cerino) e Ettore(Merano) che sono chiamati a stare sotto lo stesso tetto dopo tanto tempo a causa della morte della madre per una brutta malattia. Tre fratelli, tre anime diverse, tre personalità in contrasto tra loro.
Mimì è la giovane donna rimasta bambina, forse ritardata, che gioca con Fefè il pesce rosso morto per non pensare alla mamma che non c’è più
Mimma è una “donna” intrappolata nel corpo di uomo che combatte da sempre per poter essere veramente sè stessa in mezzo agli altri , ma nello stesso tempo è l’uomo che si occupa della sorella e che ha assistito la madre moribonda.
Ettore è invece il fratello che scappa dal suo passato perché non si sente all’altezza della memoria del padre e scappa dalla diversità degli altri fratelli perché non ne coglie la ricchezza.
Il testo è ben scritto, vibra emozione e commozione e trasmette al pubblico un pathos costante per tutto lo spettacolo. Non ci sono falle nella struttura narrativa e fin da subito lo spettatore è coinvolto nella storia in ogni signolo aspetto senza cali di attenzione anche grazie ai dialoghi ben calibrati, delicati e ben interpretati.
Avevo visto lo scorso settembre a Roma “Condannato a morte” di Sacco e il suo stile di regia seppure innovativa non mi aveva completamente convinto,invece stasera ha mostrato talento e maturità artistica nella capacità di raccontare questa storia senza sbagliare mai i tempi e i modi giostrando e alternando sulla scena i tre attori in maniera efficace e funzionale alle diverse e intense scene.
Orazio Cerino anche stasera conferma il suo talento e la capacità di stare sul palco senza timori riuscendo a creare una perfetta simbiosi emotiva con il pubblico anche grazie ai suoi intensi ed evocativi monologhi.
Ma se per Cerino è una conferma, confesso il colpo di fulmine artistico per Eva Sabelli, sconosciuta fino a stasera. L’attrice romana di origini napoletana regala al pubblico una Mimì toccante e delicata emozionando e facendo anche sorridere e soprattutto riflettere nella seconda parte.
Eva Sabelli: segnatevi anche voi questo nome sull’agenda, ne sentiremo parlare in futuro.
Ultimo ma non da meno degno di menzione è l’interpretazione di Giovanni Merano, che regala al pubblico la figura di un uomo apparentemente forte, ma nella realtà fragile, contradditorio, figlio dell’ignoranza e del pregiudizio. I dialoghi con Cerino sono davvero riusciti non solo verbalmente, ma anche grazie a dei sincronizzati movimenti fisici e facciali.
Il trio Cerino-Sabelli-Merano funziona, piace e convince ,creando empatia con il pubblico. La dimostrazione ulteriore che esistono in Italia attori di talento, basta cercarli con pazienza.
Non scegliamo in quale famiglia nascere né quali fratelli avere e spesso il Destino ci regala cocenti delusioni e amarezze. Ma evitiamo di chiuderci a riccio e di mettere su una riga che ci divida dal resto del mondo, in fondo basta far suonare un carillon per farci ricordare che anche in famiglia siamo stati felici con poco.

Fino a al 10  Dicembre “al Nuovo Teatro SanCarluccio di Napoli all’interno della rassegna creata da Gianmarco Cesario, “Anche le formiche nel loro piccolo…crescono
Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano:Essere Melvin
http://www.cavinatoeditore.com

sacco

Small and Dingy Carillon metropolitan” is a play written and directed by David Sacco, Luigi Sacco scenes, costumes: Silvia Tagliaferri, lights: Francesco Barbera, By: Horace Cerino, Eva and John Sabelli Merano.
The family is Italian for us all, while being at the same time mixed blessing. The family dramas often and often overlook the joys and at least we have sworn ourselves to cut the umbilical cord and run away.
What is today the family? Many would say an empty shell or at most a concentration of hypocritical rhetoric, but the ties of blood and affection as weak never break.
David Sacco with this show takes us into the dramatic and sad reality of today where the individual lives his life consumed by loneliness and lack of love.
A loneliness and lack of love that become stifling and destructive family where each member gets an emotional barrier impenetrable.
When you turn on the spotlight on the stage of the New Theatre delightful San Carluccio the viewer enters the lives of three brothers Mimi (Sabelli), Mimma (Cerino) and Hector (Merano) they are supposed to be under the same roof in a long time because mother’s death to a bad disease. Three brothers, three different souls, three personalities in opposition to one another.
Mimi is the young woman left child, maybe delayed, playing with Fefè the goldfish died not think of the mother who is no longer there
Mimma is a “woman” trapped in the body of man who always fights to be truly herself among the others, but at the same time is the man who takes care of his sister and who witnessed his mother dying.
Hector is instead the brother who runs away from his past because you do not feel up to the memory of his father and escapes from the diversity of the other brothers because they do not grasp the wealth.
The text is well written, vibrates emotion and emotion and conveys to the public a pathos constant throughout the show. There are flaws in the narrative structure and immediately the audience is involved in the story in every aspect compentence without loss of attention thanks to the dialogues well calibrated, delicate and well interpreted.
I had seen last September in Rome “Sentenced to death” of Sacco and his style of directing innovative albeit not completely convinced me, however tonight he showed talent and artistic maturity in the ability to tell this story without ever wrong when and how jousting alternating on the scene and the three actors in an effective and practical for various and intense scenes.
Horace Cerino tonight confirms his talent and ability to stand on stage without fear succeeding in creating a perfect symbiosis with the audience emotional thanks to his intense and evocative monologues.
But if for Cerino is a confirmation, confess the thunderbolt artistic Eva Sabelli, unknown until tonight. The actress Roman origins Neapolitan gives the audience a touching and delicate Mimi thrilling and doing even smile and above all reflect in the second part.
Eva Sabelli: Write down the name you also on the agenda, we hear in the future.
Last but not least worthy of mention is the interpretation of John Merano, which gives the audience the figure of a man seemingly strong, but in reality fragile, contradictory, son of ignorance and prejudice. The dialogues with Cerino have really succeeded not only verbally, but also thanks to the synchronized physical movements and facial.
The trio Cerino-Sabelli-Merano works, like and convincing, creating empathy with the audience. The further demonstration that exist in Italy talented actors, just look for them patiently.
We do not choose which family to be born in or what have brothers and often Destiny gives us bitter disappointment and bitterness. But let us not close ourselves to curl and put on a line that divides us from the rest of the world, basically just to sound a chime to remind us that even in the family we were happy with little.

Up to the December 10 “at the New Theatre Sancarluccio of Naples in the exhibition created by Gianmarco Cesario,” Even the ants in their small … grow
Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International present: Being Melvin
http://www.cavinatoeditore.com

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