215. I Giorni dell’Eternità (Ken Follett)

ken follett“I giorni dell’Eternità” è un libro del 2014 scritto da Ken Follett e pubblicato lo scorso settembre da Mondadori

.E’ difficile commentare una trilogia, è quasi inopportuno giudicare il talento di Ken Follett.
Solo nel 2007 ho avuto modo di conoscere lo scrittore gallese e di rimanere incantato dal suo stile e dalle sue qualità anche come storico leggendo “Mondo senza fine”
Già perché considerare Ken Follett solo come uno scrittore è molto riduttivo. Maneggia i temi storici con il piglio e l’autorevolezza di uno affermato storico.
Con questa trilogia sul novecento l’autore ci ha accompagnato nel periodo storico probabilmente più intenso, drammatico e forse più cinematografica dell’umanità.
La vera abilità di uno scrittore è saper coniugare finzione e realtà riuscendo a tenere il lettore incollato alle pagine e a rimanere coinvolto dalle vicende dei protagonisti.
Così Follett ha costruito una solida e convincente struttura narrativa basata su quattro famiglie diverse per ceto, lingua e tradizione, ma che per causalità, lavoro e soprattutto per amore si incroceranno formando in qualche caso sangue misto.
Il lettore in questa trilogia ha vissuto due guerre mondiali, il classismo e pregiudizio sociale, la lotta dei lavoratori per ottenere i meritati diritti e tutele, l’avanzata del movimento femminista e le nuove scoperte sul piano industriale ed economico,
“I giorni dell’Eternità” si chiude il cerchio sul secolo appena trascorso mettendo in evidenza come la guerra fredda tra Usa e Urss abbia rischiato più di sfociare in vero drammatico conflitto nucleare con la crisi di Cuba e poi con la nascita del Muro di Berlino che ha spaccato in due il mondo e ha devastato la vita di milioni di persone.
Un secolo che è stato segnato anche dall’estenuante e sanguinaria lotta per i diritti civili. Il paradosso dell’America che in politica estera si ergeva a paladina della libertà e democrazia mentre in casa propria negava agli uomini e donne di colore i più elementari diritti.
Il lettore leggendo le vite di Rebecca, George, Maria, Wally, Jasper, Tanja, Dimka e dei tanti altri personaggi osserva e riflette sugli accadimenti di un periodo complesso e controverso e non può non provare empatia con i loro sentimenti : piangono, si commuovono, si indignano e soprattutto sognano un mondo migliore perché sono ragazzi e ragazze che vivono e crescono in un mondo fatto di regole, pregiudizi e con la paura di un conflitto imminente.
Follett rende umani raccontando anche i loro i propri vizi e limiti i personaggi storici come i Kennedy, Martin Luther King diventati martiri nella battaglia per il cambiamento e mettendo il sale sulla coda dei contradditori e poco lungimiranti leader comunisti che si sono alternati al comando.
Lo stile di Kollet è fluente, ricco, coinvolgente e nonostante la lunghezza del teso non annoia mai mantenendo costante il ritmo e il pathos narrativo.
Follett in qualche maniera condanna in egual misura il modello politico americano sia quello comunista perché entrambi si dimostrano inadeguati a cogliere le vere esigenze e aspirazioni dei rispettivi popoli.
Come spesso accade i politici si rendono conto per ultimi dei cambiamenti e cercano goffamente e inutilmente di cavalcarli
Solidarnosc in Polonia fu l’inizio della fine per il blocco sovietico che dopo aver soffocato nel sangue la voglia di libertà in Ungheria e Praga negli anni sessanta, non si rese conto che era lo stesso popolo stanco di una opprimente dittatura che aveva ben poco e degli ideali di Marx e Lenin.
La trilogia si chiude con un salto temporale nel 2008 con la storica elezione di Barack Obama primo afro americano quale presidente degli Stati Uniti tra le lacrime dell’ormai anziano George.
La vittoria di Obama ha accesso la speranza in tanti e sarà come sempre la storia a stabilire se le grandi aspettative siano state deluse, ma sicuramente la nuova classe dirigente ha il dovere di non compiere gli errori del passato e di far in mondo che questo secolo non sia caratterizzato da guerre e conflitti civili anche se l’incipit di questo nuovo “romanzo” non sembra regalare sprazzi di ottimismo.

Vittorio De Agrò e Cavinato Editore International presentano “Essere Melvin”

http://www.ibs.it/code/9788899121372/de-agrograve/essere-melvin-tra.html

:http://www.cavinatoeditore.com/

“The days of Eternity” is a book written in 2014 by Ken Follett and published last September by Mondadori.
It ‘hard to comment on a trilogy, is almost inappropriate to judge the talent of Ken Follett.
Only in 2007 I got to know the writer Welsh and be enchanted by its style and its quality as well as the historical reading “World Without End”
Already considered because Ken Follett only as a writer is very simplistic. Handles historical themes with the look and the authority of one historian said.
With this trilogy on the twentieth century the author accompanied us in the historical period probably more intense, dramatic and perhaps more cinematic humanity.
The real skill of a writer is to combine fiction and reality managing to keep the reader glued to the pages and get caught by the events of the protagonists.
So Follett has built a solid and convincing narrative structure based on four different families to social class, language and tradition, but for causation, work and especially for love will cross forming in some cases mixed blood.
The player in this trilogy has experienced two world wars, classism and social prejudice, the workers’ struggle to get the deserved rights and protections, the advance of the feminist movement and the new findings on the industrial and economic
“The days of Eternity” closes the circle on the past century highlighting how the Cold War between the US and USSR have risked more than result in true dramatic conflict with the nuclear crisis in Cuba and later with the birth of the Berlin Wall which has split the world in two and devastated the lives of millions of people.
A century which was also marked from the exhausting and bloody struggle for civil rights. The paradox of American foreign policy that stood to champion of freedom and democracy, while at home he denied to men and women of color the most basic rights.
The reader reading the lives of Rebecca, George, Mary, Wally, Jasper, Tanja, Dimka and many other characters observes and reflects on the events of a complex and controversial period and can not empathize with their feelings: cry, are moved , are indignant and above all dream of a better world because they are boys and girls who live and grow up in a world of rules, prejudices and fear of an imminent conflict.
Follett makes human telling even their vices and their limits historical figures such as Kennedy, Martin Luther King became martyrs in the battle for change and putting salt on the tail of the contradictory and short-sighted communist leaders who took turns in the lead.
The style of Kollet is flowing, rich, engaging and despite the length of the stretched never bored while keeping the rhythm and narrative pathos.
Follett somehow condemnation in equal measure the model American politician is communist because both are unsuited to grasp the real needs and aspirations of their peoples.
As often happens politicians realize for the last of the changes and trying clumsily and unsuccessfully to ride them
Solidarity in Poland was the beginning of the end for the Soviet bloc that after bloodily crushed the desire for freedom in Hungary and Prague in the sixties, did not realize it was the same people tired of an oppressive dictatorship that had very little and the ideals of Marx and Lenin.
The trilogy ends with a leap in 2008 with the historic election of Barack Obama as the first African American president of the United States between the tears of the now old George.
Obama’s victory has access hope will be many and as always the story to determine whether the high expectations have been dashed, but surely the new ruling class has a duty not to make the mistakes of the past and to the world in this century not characterized by wars and civil conflicts even if the opening words of this new “novel” does not seem to give glimpses of optimism.

Vittorio De Agro and Cavinato Publisher International show “Being Melvin”

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