190: Il Giovane Favoloso

leopardi

Il biglietto d’acquistare per “Il giovane favoloso “è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
Il giovane favoloso è un film del 2014 diretto da Mario Martone, scritto da Mario Martone e Ippolita Di Majo, prodotto da Piero degli Esposti e da Rai Cinema. È stato presentato in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Con :Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Isabella Ragonese, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
Il nome di Giacomo Leopardi evoca in ognuno di noi il tempo della scuola, dei compiti e delle infinite e noiose lezioni di italiano. Leopardi e le sue sudate carte rappresentano un passaggio inevitabile nelle nostre vite. Leggiamo e studiamo il pessimismo cosmico leopardiano e ci scopriamo uomini ottimisti e fortunati. Ma chi era veramente Giacomo Leopardi ?
Chi era il ragazzo di Recanati che passò la sua giovinezza in uno studio matto e disperato?
I critici e i bibliografi del poeta hanno scritto di tutto e di più sull’autore e sulla sua vena artistica, ma forse ben poco sul giovane uomo.
Perché prima d’essere Leopardi l’intellettuale, vi era Giacomo il giovane. Il regista Martone con questo film tenta di raccontarci il lato umano del poeta, le sue difficoltà affettive con i genitori, i suoi problemi fisici. Giacomo(Germano) è un predestinato allo studio fin da bambino. Il padre, conte Monaldo(Popolizio) uomo colto e reazionario lo vuole sempre curvo sui libri. Giacomo non ha amici. Sono rari i momenti di svago con gli amati fratelli Carlo e Paolina(Ragonese). E’ un giovane anziano segnato anche da dolorosi problemi fisici. Le ossa si deformano, incurvato dal peso della solitudine e dall’assenza d’amore. Giacomo sogna carezze, affetto, stima, ma la madre fredda, bigotta e anaffettiva gli negherà sempre. Recanati per Giacomo diventa ben presto una prigione, un luogo troppo piccolo e provinciale incapace di saziare i suoi impeti culturali e di libertà. Dalla sua finestra osserva forse la giovane Silvia morire e il pensiero della morte diventa una costante compagna del poeta. Giacomo grazie al sostegno e alla stima del collega Giordani(Binasco) con cui intrattiene un ricco scambio epistolare, trova il coraggio per lasciare Recanati.Una tappa importante della vita di Leopardi sarà il soggiorno fiorentino dove si confronterà con altri autori e soprattutto con una mentalità liberale e più aperta. Leopardi sarà attratto dall’ardore politico e coverà un certa avversione per lo Stato Pontifico. A Firenze conoscerà il rivoluzionario napoletano Antonio Ranieri(Riondolino) con cui stringerà una profonda e lunga amicizia Martone ci mostra un Leopardi più personale e intimo, un ragazzo con delle incertezze anche dal punto di vista sessuale, indeciso nei gusti, confuso probabilmente. La fase finale della sua vita Giacomo la trascorrerà a Napoli, paradossalmente in difficili condizioni economiche. Come spesso accade alle persone di talento e di spessore, anche Leopardi non viene apprezzato dai suoi contemporanei non tanto nello stile ma sui contenuti definiti eccessivamente cupi e negativi.
Leopardi viene definito un pessimista, ma in vero è un uomo malinconico, cinico, disilluso che si pone tante domande sull’esistenza del mondo. Un uomo solo, abituato ai silenzi e ad osservare gli altri vivere. Era difficile raccontare l’essenza leopardiana fatta di staticità e contemplazione e il film ne coglie l’essenza solo in parte. La sceneggiatura divisa in tre momenti storici precisi:Recanti, Firenze e Napoli convince solo a tratti. Il Leopardi fanciullo desideroso di conoscere la vita e il mondo e il suo complesso rapporto d’amore con il padre emoziona e coinvolge il pubblico, ma poi l’attenzione scema causa un ritmo meno intenso per scivolare in finale piatto e noioso. Il pathos narrativo concentrato sul travaglio interiore e intellettuale di Leopardi è raccontato, descritto, ma poco sentito. Lo spettatore fa fatica ad entrare in simbiosi con il protagonista, non riesce a condividere il peso della solitudine esistenziale e comprenderne fino n fondo i motivi.
Forse questo progetto doveva avere uno sbocco più televisivo che cinematografico. Andava preparato un evento in due puntate. Presentato in questa maniera incuriosisce forse un pubblico adulto, ma lascia freddi i giovani.
La regia di Martone è teatrale, visionaria, onirica, ma lenta e prevedibile non aggiunge un quid creativo e innovativo al prodotto.
Elio Germano è un attore di talento e probabilmente un giovane uomo dotato di sensibilità, ma non è una persona malinconica. Interpreta la malinconia, porta sulla scena con dignità e bravura la solitudine, mostra l’ambigua intimità del personaggio, ma non riesce a farlo suo.
Meritevole di menzione è sicuramente Massimo Popolizio: capace di rendere con efficacia e talento la figura paterna determinante nel bene e nel male per la crescita umana e culturale di Leopardi.
Il resto del cast è senza lode e senza infamia.
Germano recita con ardore i versi del poeta Leopardi, ma l’uomo leopardi resta un’altra cosa con questa tiepida rappresentazione.
Lo spettatore non riesce a cogliere tutte le sfumature di un personaggio unico e diverso dalla sua stessa epoca. Un uomo infelice e vittima della sua intelligenza e sua fama di conoscenza. Un’anima sofferta capace però di cogliere meglio degli altri i cambiamenti della società e i tormenti dell’uomo
Leopardi fu sicuramente un giovane favoloso già all’epoca e chissà se vivesse ai giorni nostri forse andrebbe da un terapeuta e assumerebbe anti depressivi, ma magari tra un zibaldone e un operetta morale magari prenderebbe un gelato passeggiando sorridente in mezzo alla gente.

The ticket purchase for “Young Fabulous” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
The young man is a fabulous film of 2014 directed by Mario Martone, written by Mario Martone, Ippolita Di Majo, produced by Piero degli Esposti and Rai Cinema. It was presented in competition at the 71st Venice International Film Festival of Venice. With: Elio Germano, Michael Rion, Massimo Popolizio, Isabella Ragonese, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
The name of Giacomo Leopardi evokes in each of us the time of the school, the tasks and the endless and boring Italian lessons. Leopardi and his sweaty papers are an unavoidable part of our lives. We read and study the cosmic pessimism of Leopardi and we find ourselves optimistic and lucky men. But who really was Giacomo Leopardi?
Who was the guy in Recanati who spent his youth in a study crazy and desperate?
The critics and bibliographers of the poet who wrote about everything and more about the author and his artistic talent, but perhaps little on the young man.
Because before being Leopardi the intellectual, there was the young James. The Martone director with this film tries to tell the human side of the poet, his difficulties with emotional parents, his physical problems. Giacomo (Germano) is predestined to study as a child. His father, Earl Monaldo (Popolizio) and cultured man always wants the reactionary bent over books. James has no friends. In rare moments of leisure with our beloved brothers Charles and Pauline (Ragonese). It ‘a young elder, also marked by painful physical problems. The bones are deformed, bent by the weight of loneliness and lack of love. James dreams of petting, affection, esteem, but the mother cold, bigoted and anaffective deny him forever. Recanati for James soon becomes a prison, a place too small and provincial unable to satisfy his impulses and cultural freedom. From his window he observes perhaps the young Silvia die and the thought of death becomes a constant companion of the poet. James thanks to the support and esteem of fellow Jordanians (Binasco) with whom a rich exchange of letters, finds the courage to leave Recanati.Una important milestone in the life of Leopardi will stay in Florence, where you compare with other authors and especially with a mentality liberal and more open. Leopardi will be attracted by the ardor and political will hatch an aversion to the Papal State. In Florence know the Neapolitan revolutionary Antonio Ranieri (Riondolino) with which He formed a deep and lasting friendship Martone Leopardi shows us a more personal and intimate, a boy with the uncertainty from the point of view of sexual tastes indecisive, confused, probably. The final phase of his life James the spend in Naples, paradoxically, in difficult economic conditions. As often happens to people of talent and depth, even Leopardi is not appreciated by his contemporaries, not so much in style but the content defined excessively gloomy and negative.
Leopardi is called a pessimist, but it is a melancholy man, cynical, disillusioned that raises many questions about the existence of the world. One man, accustomed to silence and to observe others live. It was hard to tell the essence of Leopardi made ​​of stillness and contemplation, and the film captures the essence only in part. The script is divided into three historical moments: Bearing, Florence and Naples only convincing at times. The Leopardi child eager to learn about life and the world and its complex relationship of love with the father excites and engages the audience, but then the stupid attention causes a slower pace to slip into the final flat and boring. The pathos narrative focused on the inner struggle and intellectual Leopardi is narrated, described, but little heard. The viewer finds it difficult to enter into symbiosis with the protagonist, can not share the burden of existential loneliness and understand the reasons bottom up n.
Perhaps this project was to have an outlet for most film and television. Was prepared in a two-part event. Presented in this way, curious perhaps an adult audience, but let cool young.
Martone is directed by theater visionary, dreamlike, slow and predictable but does not add a quid creative and innovative product.
Elio Germano is a talented actor and probably a young man with sensitivity, but it is not a melancholy person. Interprets the melancholy, brings on the scene with dignity and skill solitude, shows the ambiguous intimacy of the character, but he can not do his.
Worthy of mention is Massimo Popolizio: able to make an effective and talented father figure in determining good and evil for the human and cultural growth of Leopardi.
The rest of the cast is without infamy and without praise.
Germano says with fervor the verses of the poet Leopardi, but the man remains leopards another thing with this warm representation.
The viewer can not capture all the nuances of a character unique and different from his own era. A man and unhappy victim of his intelligence and his reputation for knowledge. Soul painful but able to grasp better than the other changes in society and the torments of man
Leopardi was definitely a young fabulous and even then who knows if he lived to this day probably would go to a therapist and would take anti-depressants, but maybe in a medley and an operetta morale would take maybe an ice cream smiling walking in the crowd.

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189. Festival Internazionale del Cinema di Roma – Soap Opera

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C’è sempre una prima volta:alcune sono belle, altre brutte, altre ancora da dimenticare. Ieri è stata la mia prima volta al Roma Film Festival, ei fu Festa popolare nata dall’idea dell’ex sindaco Veltroni. Negli anni precedenti avevo snobbato il Festival romano considerandolo abbastanza provinciale e auto celebrativo. Ogni città ha un festival o festa e la qualità è sempre a pagare il prezzo di questa famelica voglia d’apparire e di essere glamour. Il cartellone di quest’anno del Festival ha colpito la mia attenzione e così ho deciso di rompere il salvadanaio e di acquistare i salati biglietti(25 euro la serata inaugurale!). Ieri sera sono arrivato appena in tempo e con il fiatone nella quasi gremita sala Cecilia dell’Auditorium della Musica per vedere la cerimonia d’inizio del Festival condotta dal direttore Marco Muller e dalla Madrina:Nicoletta Romanoff.
Se Muller è stato un presentatore anonimo e di poche parole, la Romanoff si è dimostrata spigliata e un adeguata padrona di casa divertendo il pubblico con una gag su una paziente compulsivo da festival sul lettino dello psicanalista.
Il momento più emozionante della serata è stato sicuramente la consegna del Marco Aurelio alla carriera a Thomas Milian. L’ anziano attore italo cubano ritirando il premio dalle mani del collega Sergio Castellitto ha ringraziato commosso Roma e il suo pubblico per la stima e affetto ricevuti nella sua lunga carriera.
La breve e spartana cerimonia si è conclusa dopo che la Madrina ha spiegato le modalità del voto popolare per i film in concorso, novità voluta da Muller per riavvicinare il Festival allo spirito delle origini ovvero una Festa di popolo per il cinema.
Si sono spente le luci in sala ed è stato presentato il primo film in corso:

francini

“Soap Opera” scritto e diretto da Alessandro Genovesi e prodotto da Medusa Film e Colorado Film , con:Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Ale e Franz, Ricky Memphis, Diego Abatantuono, Elisa Sednaoui e Caterina Guzzanti. ”
E’ un film meritevole di un biglietto d’acquisto nella modalità“Ridotto” ed è stato un dignitoso porta bandiera dell’Italia in questa competizione.
Le soap opera sud americane negli anni ottanta hanno invaso le nostre tv allietando le giornate della casalinga di Voghera. Ma se osserviamo con attenzione la vita dei nostri condomini, non possiamo non rilevare che in fondo noi e gli stessi vicini di casa con le loro storie e abitudini possiamo essere protagonisti di una soap opera.
Partendo da questo spunto il regista Genovesi porta lo spettatore dentro la vita di un condominio a pochi giorni dal Capodanno. Non sappiamo in quale località italiana si muovono i protagonisti della nostra storia. La neve fa da sfondo e rende l’atmosfera se possibile ancora più favolistica e surreale. In rapida successione conosciamo i vari inquilini: Francesco (De Luigi) mollato dalla fidanzata Anna(Capotondi), già incinta di un altro uomo, perché un traditore seriale anche se ancora innamorato della ex. Paolo (Memphis) migliore amico di Francesco e prossimo padre, ma ossessionato dal dubbio di essere gay e d’amare l’amico. Alice(Francini) nota attrice di soap opera e con il vizio di avere relazioni con uomini che indossano una divisa. I fratelli Gianni e Mario( Alee e Franz) costretti a convivere e a sopportarsi nello stesso appartamento. La vita del condominio viene sconvolta dal suicido di un inquilino depresso dopo la morte della madre. Dalla Francia arriva la delicata fidanzata Francesca(Sednaoui) che ignara del gesto del fidanzato , era decisa a chiudere la storia.
Le indagini sul suicidio vengono condotte dall’ eccentrico maresciallo dei carabinieri Gaetano(Abatantuono) facendo scaturire equivoci e situazioni grottesche. Francesco colpito da Francesca si offre d’esserle vicino durante i funerali del fidanzato scatenando la gelosia di Anna mentre Paolo cerca in tutti i modi di scacciare i dubbi e incertezze dalla sua mente. La storia ha un inizio lento e compassato per poi gradualmente aumentare i giri del motore arrivando ad avere nel complesso un ritmo brioso e godibile che porta il pubblico ad appassionarsi alle vicende dei personaggi. Una sceneggiatura abbastanza originale nell’idea e ben sviluppata almeno per tre quarti di film per poi perdersi in scontato e prevedibile finale perdendo così incisività e interesse. I dialoghi sono briosi, brillanti e ben costruiti grazie anche al talento dell’efficace cast.
La regia è di buon livello anche se presenta alcuni limiti nella seconda parte del film scivolando in un contesto e atmosfera più televisiva non riuscendo a tenere costante la verve creativa e innovativa. I tempi della pellicola appaiono in alcuni momenti più teatrali e non idonei in questo contesto
Un cast che si dimostra omogeneo e compatto nel dare ad ogni singolo personaggio peculiarità interpretativa e spessore.
Fabio De Lugi convince nel ruolo dell’uomo sornione,innamorato e un po’ Peter Pan
Diverte Ricky Memphis per come riesce a rappresentare l’uomo dilaniato dal dubbio, forse la sceneggiatura poteva darli più spazio.
Chiara Francini si conferma una attrice vitale, poliedrica e capace di dosare con abilità i tempi comici senza mai essere eccessiva e volgare nel ruolo della mangiatrice di uomini.
Ale e Franz confermano di essere “una coppia di fatto” dal punto di vista artistico essendo l’uno complementare e spalla ideale dell’altro.
Abatantuono è volutamente sornione e ammiccante nel ruolo, strizza l’occhio al pubblico con i tempi giusti.
Apprezzabile l’interpretazione di Elisa Sednaoui a cavallo tra delicatezza ed eterea fanciullezza.
Forse un punto meno rispetto agli altri la prestazione della Capotondi.
Con il finale ,abbastanza riuscito, cala il sipario sui personaggi e sulle loro avventure rispettando la legge non scritta di ogni Soap opera che deve soddisfare tutti i gusti del pubblico senza scontentare nessuno regalando un sorriso non importa se malinconico o compiaciuto.

 

There’s always a first time: some are beautiful, others ugly, others to forget. Yesterday was my first time at the Rome Film Festival, and the People’s Party was the brainchild of former Mayor Veltroni. In previous years I had snubbed the Roman Festival considering quite provincial and self congratulatory. Every town has a festival or celebration and the quality is always to pay the price of this ravenous desire to appear and be glamorous. The program of this year’s Festival has caught my attention and so I decided to break the piggy bank and buy the salted tickets (25 euro the opening night). Last night I arrived just in time and with the breath in almost packed hall Cecilia Auditorium of Music to see the opening ceremony of the Festival conducted by the director Marco Muller and Godmother: Nicoletta Romanoff.
If Muller was a presenter anonymous and of few words, the Romanoff has proved to be self-confident and a proper hostess amusing the audience with a gag on a patient from compulsive festival on the psychoanalyst’s couch.
The most exciting moment of the evening was definitely the delivery of Marcus Aurelius career at Thomas Milian. The ‘old Italian actor Cuban receiving the prize from the hands of his colleague Sergio Castellitto thanked Rome and moved his audience to the esteem and affection received in his long career.
The short and spartan ceremony ended after the Godmother explained the manner of the popular vote for the films in competition, novelty desired by Muller to reconnect with the spirit of the origins of the Festival or a Feast of the people for the cinema.
They are the lights in the room and was presented the first film in progress “Soap Opera” written and directed by Alessandro Genovesi and produced by Medusa Film and Colorado Film with: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Ale and Franz , Ricky Memphis, Abatantuono Diego, Elisa Sednaoui and Caterina Guzzanti.
It ‘a film worthy of a ticket purchase in the “Reduced” and it was a decent port flag of Italy in this competition.
The South American soap opera in the eighties have invaded our TV wowing the days of the home of Voghera. But if we look carefully at the lives of our condos, we can not fail to note that in the end we and the same neighbors with their histories and habits can be involved in a soap opera.
From this starting point the director Genovesi takes the viewer inside the life of a building just days before the New Year. We do not know in which locality Italian move the protagonists of our history. The snow is there and makes the atmosphere if possible even more fables and surreal. In rapid succession we know the various tenants: Francis (De Luigi) dumped by his girlfriend Anna (Capotondi), already pregnant with another man, because a serial cheater though still in love with ex. Paul (Memphis) best friend and neighbor Francesco father, but haunted by doubt to be gay and to love his friend. Alice (Francini) known soap opera actress, and with the habit of having relationships with men who wear a uniform. The brothers Gianni and Mario (Alee and Franz) forced to live and put up with in the same apartment. The life of the building is turned upside down by the suicide of a tenant depressed after his mother’s death. From France comes the delicate girlfriend Francesca (Sednaoui) unaware that the gesture of her boyfriend, it was decided to close the story.
The surveys are conducted by suicide ‘eccentric police sergeant Gaetano (Abatantuono) by grotesque situations and misunderstandings arise. Francis hit by Francesca offers of be near her during the funeral of her boyfriend sparking the jealousy of Anna while Paul tries in every way to dispel the doubts and uncertainties of his mind. The story has a beginning slow and measured and then gradually increase the rpm of the engine coming to have an overall enjoyable and lively rhythm that leads the public to passionately follow the adventures of the characters. An original idea and script quite well developed at least three quarters of the film and then get lost in obvious and predictable final punch and loses interest. The dialogues are lively, bright and well built thanks to the talented cast effective.
The director is good even if it has some limitations in the second part of the film slipping in a context and atmosphere more television failing to maintain a constant verve creative and innovative. The timing of the film appear in some of the most theatrical and unsuitable in this context
A cast that shows homogeneous and compact in giving each character peculiarities of interpretation and thickness.
Fabio De Lugi convincing in the role of man sly, love and a little ‘Peter Pan
Ricky Memphis for fun as unable to represent the man torn by doubt, perhaps the script could give them more space.
Actress Chiara Francini was confirmed as a vital, versatile and capable of dose skill with comic timing without being excessive and vulgar in the role of maneater.
Ale and Franz confirmed to be “an unmarried couple” from the artistic point of view being the one complementary and ideal shoulder of the other.
Abatantuono is deliberately sly and winking in the role, winks at the audience with the right timing.
Appreciable the interpretation of Elisa Sednaoui in between delicacy and ethereal childhood.
Maybe a point less than the other performance of the Hour.
By the end, quite successful, the curtain falls on the characters and their adventures respecting the unwritten law of every soap opera that should satisfy all tastes of the public upset anyone without giving a smile no matter whether melancholy or pleased.

188. Il telefono senza fili (Marco Malvadi)

malvadi
“Il telefono senza fili” è un libro scritto da Marco Malvadi e pubblicato ad ottobre dalla Sellerio Editore.
Ci sono autori e libri che scopri per caso e te innamori a prima lettura.
Sono un fan di Camilleri, amo Montalbano e ho seguito tutte le sue indagini, ma da quando ho fatto la conoscenza di Massimo e dei vecchietti del bar Lume, la mia vita da lettore è migliorata.
Malvadi per chi non lo conoscesse è un chimico pisano che dal 2007 ha conquistato i lettori con i suoi ironici e divertenti gialli ambientati in Toscana e precisamente in Pineta.
Chi ama Vigata e gli altri luoghi simbolo di Montalbano, non può non concedere un’opportunità a Malvadi. Nel corso degli anni ho imparato a conoscere il barista-matematico Massimo e il suo gruppo d’investigatori della terza età: nonno Ampelio,Aldo,Pilade e il Rimediotti. Un bar che diventa il centro di gravità permanente di ogni storia ambientata nel paese, dove i nostri protagonisti direttamente o indirettamente aiutano la polizia nel risolvere i casi più strani e complessi.
La Toscana e soprattutto il suo spirito tagliente e sarcastico vi avvolgeranno e vi faranno immaginare d’essere al bar insieme ai cari vecchietti ad indagare tra un caffè e una giocata al biliardo.
Questa nuova puntata dei gialli del Bar Lume si conferma interessante e particolare. Come sempre il caso parte dal gossip da bar sui discussi coniugi Benedetti che gestiscono un agriturismo in Pineta e su un veggente che dimostra d’avere un incredibile talento nel risolvere i problemi altrui dietro lauti compensi Due storie che finiscono per incrociarsi quando la signora Benedetti scompare improvvisamente a seguito di un litigio con il marito e il veggente dopo aver annunciato urbi et orbi dove trovarla viene trovato morto. Così la polizia apre le indagini nella figura della scaltra e amante dei cappuccini neo commissaria Alice, pronta ad accogliere i suggerimenti di Massimo e dei vecchietti. Una indagine che va dalla spy story alla tecnologia per poi planare sulla depressione e sulle debolezze interiori dell’uomo, riservando continui colpi di scena
Malvadi come sempre ci regala anche dei momenti privati e romantici dei protagonisti in questo caso da una parte attraverso le figure della procace barista Tiziana e del suo ex marito Marchino costretti a lavorare insieme al Bar Lume per necessità e la coabitazione forse porterà a riaccendere la fiamma mai spenta e dall’altra parte i vecchietti impertinenti e sagaci spingono Massimo ad uscire dal suo guscio e a corteggiare la giovane commissaria.
Lo stile di Malvadi si conferma intrigante e scorrevole, regalando sorrisi e momenti d’ilarità al lettore. Un libro denso dell’ironia e del sarcasmo toscano che può competere con l’ironia amara e riflessiva di Camilleri. Sono due linguaggi , due mondi e atmosfere diverse, ma accomunati dalla capacità di coinvolgere il lettore nei casi e in realtà assai credibili.
Forse l’intreccio di questo libro è più articolato del solito e ha dei passaggi meno riusciti e brillanti, ma il pathos narrativo risulta nel complesso valido e interessante.
Una volta entrati dentro il Bar Lume, sarete restii a uscirne perché non c’e niente di meglio delle chiacchiere da bar con buon caffè e con degli amici impiccioni e curiosi come i nostri cari protagonisti.

The wireless phone” is a book written by Marco Malvadi and published in October by Sellerio Publisher.
There are authors and books that you discover by chance and fall in love at first reading.
I’m a fan of Camilleri, Montalbano I love and I’ve followed all his investigations, but since I made ​​the acquaintance of Max and the old men of the bar Lume, my life has improved as a reader.
Malvadi for those not familiar Pisa is a chemical that since 2007 has won over readers with its ironic and funny yellow set in Tuscany and precisely in Pinewood.
Who loves Vigàta and other sights of Montalbano, can not give an opportunity to Malvadi. Over the years I have learned to know the bartender-mathematician Massimo and his team of investigators of the Third Age: Ampelio grandfather, Aldo, Pylades and Rimediotti. A bar that becomes the permanent center of gravity of each story set in the country, where our protagonists directly or indirectly help the police to solve crimes more strange and complex.
Tuscany and especially his sharp wit and sarcastic envelop you and I imagine they’ll be in the bar along with the dear old men to investigate between a coffee and a play billiards.
This new installment of the Yellow Bar Lume confirms interesting and special. As always, the event starts from the gossip from the bar discussed Benedetti spouses who run a farm in Pineta and a visionary who proves to have an amazing talent in solving the problems of others behind generous compensation Two stories that eventually intersect when Mrs. Benedetti disappears suddenly following a quarrel with her husband and the seer after announcing urbi et orbi where to find her is found dead. So the police opened the investigation in the figure of the wily and lover of the Capuchins neo Commissioner Alice, ready to accept the suggestions of Massimo and old men. A survey that goes from the spy story to the technology and then glide on depression and weaknesses inner man, reserving constant twists
Malvadi as always gives us also the private and romantic moments of the protagonists in this case, on the one hand through the figures of the busty bartender Tiziana and her ex-husband Marchino forced to work together with the need for Lume Bar and cohabitation may lead to rekindle the flame never turned off and the other side of the old men sassy and witty push Max to come out of his shell and wooing the young Commissioner.
The style of Malvadi confirms intriguing and smooth, giving smiles and moments of laughter to the reader. A book full of irony and sarcasm Tuscan that can compete with the bitter irony and reflective of Camilleri. There are two languages, two different worlds and atmospheres, but share the ability to engage the reader in the cases and actually quite believable.
Perhaps the plot of this book is more complex than usual and less successful and brilliant passages, but the pathos of the narrative is on the whole good and interesting.
Once inside the Bar Lume, you will be reluctant to come out because there’s nothing better than bar talk with good coffee with friends and nosy and curious as our dear protagonists.

187. Annabelle

annabelle

Il biglietto d’acquistare per “Annabelle” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Annabelle” è un film del 2014 diretto da John R. Leonetti, scritto da Gary Dauberman, spin-off del film horror “L’evocazione” con: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola.

Sbagliare è umano,preservare è diabolico. Nonostante ogni mattina lo specchio e la bilancia mi mostrino senza censure quanto sia vecchio e grasso continuano a illudermi che almeno i miei gusti cinematografici non siano cambiati.
Ieri sera vedendo invece “Annabelle” ho avuto la conferma che il genere horror ha ormai su di me un effetto soporifero o al massimo suscita una modesta ilarità.
Spinto dai commenti entusiastici dei social network ieri sera ho voluto dare fiducia alla prequel dell’”Evocazione” che ovviamente non avevo visto.
Ma al di là dei mancanti collegamenti con il precedente film, fin da subito ci si rende conto che la storia fa acqua con una sceneggiatura alquanto prevedibile, noiosa e leggera nei contenuti.
Un merito del film è sicuramente l’ambientazione storica. Lo spettatore si ritrova alla fine degli anni Sessanta in America, un epoca segnata dalla cultura hippy, dalla rivoluzione sessuale e dei costumi e dal diffondersi di sette di vario genere e l’interesse di molti verso l’occulto. E’ l’epoca segnata da Charlie Manson e dalla sua sanguinaria “famiglia”.
In una cupa atmosfera dove la fede oscilla tra fanatismo e misticismo lo spettatore segue le vicende di una giovane coppia composta John(Horton) aspirante medico e la delicata e in dolce attesa moglie Mia (Wallis) nella calda California.
L’attesa del bambino viene funestata dal brutale assassinio dei vicini compiuta della loro stessa figlia ,manipolata da una setta, uccisa poi dalla polizia.
Un caso chiuso per i federali, ma che invece scatena le forze oscure che insidiano la tranquillità di Mia e soprattutto l’anima della piccola Lia.
L’inquietante bambola “Annabelle” regalo di John per Mia, è diventata il mezzo per un demone per provocare terrore e mietere vittime. Mia troverà aiuto e sostegno in Evelyn(Woodard)vicina bibliotecaria e anch’essa sfortunata madre
Anima, Amore materno, innocenza di un bambino sono al centro del film, ma seppure siano temi forti e interessanti vengono dall’autore banalizzati e resi scialbi.
La regia alquanto televisiva e monocorde solo a sprazzi riesce a tenere sveglio lo spettatore con un ritmo poco incalzante e avvolgente. Il pathos narrativo è sulle spalle della muta bambola che il suo angoscioso silenzio e con il suo sguardo fisso e quasi diabolico qualche brivido riesce a provocarlo.
Il resto del cast è insipido e di modesto impatto emotivo.
Il finale confuso e retorico conferma i limiti strutturali e narrativi del film, lasciando allo spettatore deluso comunque la sensazione che da oggi vedrà una bambola con occhi diversi.

The ticket purchase for “Annabelle” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Annabelle” is a 2014 film directed by John R. Leonetti, written by Gary Dauberman, a spin-off of the horror film “The evocation” by: Annabelle Wallis, Ward Horton, Alfre Woodard, Tony Amendola.

To err is human, to preserve is diabolical. Despite the mirror every morning and the balance uncensored show me how old and fat continue to delude myself that at least my film tastes have not changed.
Last night, instead of seeing “Annabelle” I got confirmation that the horror genre has become a soporific effect on me or at least raises a modest hilarity.
Driven by the enthusiastic comments of the social network last night I wanted to give confidence to the prequel of ‘”Summon” which of course I had not seen.
But beyond the missing links to the previous film, right away you realize that the story does not hold water with a script somewhat predictable, boring and lightweight content.
A merit of the film is definitely the historical setting. The viewer finds himself at the end of the sixties in America, an era marked by the hippie culture, the sexual revolution and the costumes and the spread of sects of various kinds and the interest of many in the occult. And ‘the era marked by Charlie Manson and his murderous “family”.
In a gloomy atmosphere where faith is between fanaticism and mysticism, the viewer follows the story of a young couple consisting of John (Horton) and the delicate aspiring doctor and pregnant wife Mia (Wallis) in the warm California.
Waiting for the baby is marred by the brutal murder of the neighbors made ​​their own daughter, manipulated by a cult, then killed by the police.
A case closed by the feds, but instead unleashes the dark forces that threaten the peace of Mia and especially the soul of the little Leah.
The creepy doll “Annabelle” My gift to John, has become the medium for a demon to cause terror and claim victims. Mia will find help and support in Evelyn (Woodard) nearby library and also unfortunate mother
Soul, maternal love, innocence of a child are at the center of the film, but even if they are strong themes and interesting are the author trivialized and rendered lifeless.
The direction rather lackluster television and only fitfully able to keep the audience awake with a little rhythm paced and enveloping. The pathos of the narrative is on the shoulders of the suit doll that her anguished silence and with his gaze and almost diabolical few thrills can provoke.
The rest of the cast is bland and modest emotional impact.
The final confirmation confused and rhetorical limits structural and narrative of the film, leaving the viewer feeling disappointed, however, that today will see a doll with different eyes.

186.I due volti di Gennaio

gennaio

Il biglietto d’acquistare per “I due volti di Gennaio” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“I due volti di Gennaio” è un film del 2014 scritto e diretto da Hossein Amini, all’esordio dietro la macchina da presa, con protagonisti Kirsten Dunst, Oscar Isaac e Viggo Mortensen.
La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Patricia Highsmith nel 1964.

Se non capiamo la logica di un titolo,possiamo affermare d’aver capito il senso del film?
Me lo chiedo da ieri dopo aver visto questo film, un giallo nel giallo per comprendere cosa ha i produttori a chiamarlo così. Davvero un bel mistero. Forse dovrei leggere il libro della Highsmith, confesso che il film non mi spinge in questa direzione.
Una pellicola che è a metà strada tra il noir e il giallo con un leggera spruzzata di action movie.
Ambientato tra la Grecia e la Turchia negli anni sessanta,lo spettatore conosce in rapida successione i tre protagonisti della storia nel bel sfondo del Partenone.
Abbiamo la bella e raffinata coppia di sposi composta dall’affarista Chester MacFarland e(Mortensen) e l’affascinante moglie Colette(Dunst) in viaggio per l’Europa e la truffaldina guida turistica Rydal (Isaac) in pessimi rapporti con la famiglia. I loro destini si incrociano causalmente e ne rimarranno drammaticamente legati. Chester è inseguito da un detective privat mandato da alcuni clienti furiosi per una truffa milionaria subita. Durante un’animata discussione tra i due, Chester lo uccide e chiede aiuto a Rydal per scappare con la moglie dalla Grecia. La guida per amore dei soldi e soprattutto perché colpito dalla bellezza di Colette diventa loro compagno di fuga e complice in attesa d’avere nuovi passaporti. Inizia così per i tre una corsa senza sosta per le città e l’isole della Grecia braccati dalla polizia. Il film si concentra sull’inedito triangolo che si è composto, delineando le varie sfumature dei personaggi e le loro personalità. Due uomini con una morale discutibile e con coscienza opaca e che hanno in comune la dedizione per Colette, la quale si ritrova in un gioco più grande e schiacciata dagli eventi. La forza del film risiede nella buona e intesa interpretazione degli attori che rendono con talento ed efficacia la credibilità della storia e dei loro personaggi.
Una sceneggiatura che punta molto sul pathos, sull’adrenalina e sui continui cambi di scena, ma che poi nello sviluppo perde molto delle aspettative. Il film è godibile, ma paradossalmente è monocorde nel ritmo e non riesce a coinvolgere completamente. Convince di più la costruzione psicologica dei personaggi e la loro evoluzione lungo il film.
La regia esordiente si dimostra nel complesso adeguata e di mano ferma nel dirigere il cast.
La Grecia con i suoi paesaggi è sicuramente parte integrante del film, fotografata in maniera adeguata e suggestiva.
Viggo Mortensen è convincente nel ruolo dell’affarista cinico e spregiudicato. E’ maturato artisticamente oltre a confermarsi un bel uomo con una efficace forza espressiva oltre che fisica.
Adeguata spalla è sicuramente Isacc che rispetto al deludente “A Proposito di Davis” da prova di talentuoso attore con questo personaggio e di saper rappresentare le sfumature di grigio dell’animo umano.
Kristen Dust è nello stesso tempo delicata e forte riuscendo a dare al suo personaggio una buona profondità e taglio personale.
Il finale agrodolce conferma allo spettatore la teoria che a volte sentiamo più vicini e intimi degli estranei che la nostra famiglia e che spesso la scelta di un titolo giusto è la parte più difficile di un film.

The ticket purchase for “The Two Faces of January” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Two Faces of January” is a 2014 film written and directed by Hossein Amini, debut behind the camera, starring Kirsten Dunst, Viggo Mortensen and Oscar Isaac.
The film is the film adaptation of the novel written by Patricia Highsmith in 1964.

If we do not understand the logic of a title, we can say that he had understood the meaning of the film?
I’ve been wondering since yesterday after seeing this film, a yellow yellow in order to understand what the producers to call it that. Really a nice mystery. Maybe I should read the book of Highsmith, I confess that the film is not pushing me in this direction.
A film that is halfway between noir and yellow with a light sprinkling of action movie.
Set between Greece and Turkey in the sixties, the viewer knows in quick succession the three protagonists of the story in the beautiful background of the Parthenon.
We have the beautiful and refined married couple composed dall’affarista and Chester MacFarland (Mortensen) and the charming wife Colette (Dunst) traveling to Europe and the fraudulent Guide Rydal (Isaac) in bad relations with the family. Their fates are crossed and it will dramatically causally related. Chester is chased by a privat detective sent by some customers furious about a scam millionaire suffered. During a heated argument between the two, Chester kills him and asks for help from Rydal to escape with his wife from Greece. The guide for the sake of money and especially because struck by the beauty of Colette becomes their breakaway companion and accomplice waiting to get new passports. Thus began a race for the three non-stop for the city and the islands of Greece being hunted by police. The film focuses sull’inedito triangle that is made, outlining the various nuances of the characters and their personalities. Two men with questionable morals and conscience dull and they have in common dedication to Colette, who finds himself in a bigger game and crushed by events. The strength of the film lies in the good understanding and interpretation of the actors that make talent with the credibility and effectiveness of the story and their characters.
A screenplay that focuses on the pathos, about adrenaline and the constant changes of scene, but then loses a lot in the development of expectations. The film is enjoyable, but paradoxically it is monotonous in rhythm and fails to engage fully. More convincing the psychological construction of the characters and their evolution along the film.
The directorial debut proves overall adequate and steady hand in directing the cast.
Greece with its landscapes is definitely an integral part of the film, photographed in an appropriate manner and charming.
Viggo Mortensen is convincing in the role dell’affarista cynical and unscrupulous. And ‘matured artistically as well as confirm a handsome man with an effective power of expression as well as physical.
Adequate shoulder Isacc that is definitely disappointing compared to “All About Davis” for proof of this talented actor with character and be able to represent the gray shades of the human soul.
Kristen Dust is delicate and strong at the same time managing to give his character a good depth and cutting staff.
The bittersweet ending confirms the theory that the viewer sometimes feel closer and intimate strangers that our family and often the choice of an appropriate title is the hardest part of a movie.

185. Amore, cucina e curry

cibo

Il biglietto d’acquistare per “Amore, cucina e curry” è : 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Amore, cucina e curry” è un film del 2014 diretto da Lasse Hallström ,scritto da Steven Knight, prodotto da Steven Spielberg e Oprah Winfrey.
Il film è un adattamento cinematografico del romanzo Madame Mallory e il piccolo chef indiano scritto da Richard C. Morais. Con: Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal e Charlotte Le Bon.
Un tempo si diceva fate l’amore non la guerra. Oggi finita l’epoca dei figli dei fiori potremmo dire cucinate e non disturbate il mondo.
Il cibo è la nuova frontiera della globalizzazione, gli chef sono le nuovo star, le cucine sono diventate l’ombelico del mondo. Ottenere una stella Michelin vale più di qualsiasi oggetto prezioso
Personalmente il piano cottura è un inutile soprammobile e della cucina frequento solo l’armadietto con i biscotti e il frigo per l’acqua.
Le rivalità tra nazioni non si combattono più con la cultura, tradizioni e potenza militare, ma con le attrattive culinarie. Sorgono più ristoranti che negozi d’abbigliamento nelle città.
Cucinare non è solo una necessità per sfamarsi, ma anche un modo per affermare il proprio io.
Il regista Hallstrom dopo il successo di Chocolat torna a raccontarci il mondo degli odori, dell’incanto e della magia legato alla cucina.
Potremmo definirla una favola moderna intrisa oltre che d’amore anche dei temi razziali, etnici e culturali.
Immaginate che Hallstrom vi prepari questa pietanza delicata, dolce, ricca di spezie e vi porti a conoscere la variopinta e chiassosa famiglia Kaddam composta da Papa Kadam(Om Puri) e dai suoi figli in cui spicca il talentuoso cuoco Hassan(Daval). I Kaddam sono stati costretti a lasciare l’India a causa di una sanguinosa rivolta popolare dove gestivano un fiorente ristorante grazie all’abilità come cuoca della defunta madre di Hassan. Inizia così il faticoso pellegrinaggio della nostra famiglia per l’Europa alla ricerca di una nuova casa che troveranno per colpa di un banale incidente automobilistico in un piccolo paesino della Francia. Qui Papa Kadam decide d’aprire un nuovo ristorante, nonostante le forti perplessità della famiglia essendoci già in paese un importante ristorante, già stella Michelin, gestita dalla rigida e scorbutica Madame Mallory (Mirren).
Tra i due i ristoranti inizia un duello senza esclusioni di colpi per rubarsi a vicenda i clienti e per primeggiare sul’altro con la qualità della propria cucina. Una sfida franco-indiana incentrata sugli odori e tradizioni culinarie. La tensione si placa dopo un vile attentato al ristorante dei Kaddam. Madame Mallory accortasi del talento come chef di Hassan gli propone di lavorare nel suo ristorante per ottenere la tanta agognata seconda stella Michelin. I risultati non tardano ad arrivare per Hassan che in un solo anno conquista onore e popolarità riuscendo ad attrarre su di sé le attenzioni dei più importanti e glamour ristoranti di Parigi.
Hassan lascia la sua famiglia e soprattutto l’incantevole collega Marguerite con cui stava nascendo un delicato flirt per diventare il chef numero uno e conquistare nuove stelle Michelin.
Una favola ben scritta e sviluppata nel complesso che coniuga nelle giuste dosi romanticismo e commedia nonostante non sia particolarmente originale e in alcuni momenti sia prevedibile.
Convince e piace come lo sceneggiatore abbia raccontato le diversità culturali e non solo tra due mondi attraverso la cucina e la descrizione dei vari personaggi. Lo spettatore si diverte con i frizzanti dialoghi per non dire battibecchi tra Papa Kaddam e Madame Mallory, le parti migliori sicuramente del film.
Il film ha un buon ritmo nella prima parte evidenziando freschezza e soprattutto evocando sapori e odori al palato dello spettatore affamato, ma nella seconda parte il film rallenta diventando meno evocativo e suggestivo e più freddo e statico nonostante sia più introspettivo.
La regia seppure sia di qualità e versatile si rivela mancante nel dare continuità al pathos narrativo perdendosi nel finale.
Il premio Oscar Helen Mirren si conferma “reale” anche come donna francese. Stile, portamento, sguardi sono adeguati e in tono con il personaggio.
Funziona l’alchimia con Om Puri formando una coppia divertente e credibile in una forma di burbero romanticismo.
Meno intensa e coinvolgente la coppia formata da Haji e Lebon. Un amore tra chef dove è mancata la giusta miscela d’ingredienti per rendere la pietanza saporita.
Il finale a lieto fine anche se forse può provocare qualche carie allo spettatore non può non confermare che in fondo anche la cucina ci rappresenta e gli odori sono la nostra storia.

The ticket purchase for “Love, cuisine and curry” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Love, cuisine and curry is a 2014 film directed by Lasse Hallström, written by Steven Knight, produced by Steven Spielberg and Oprah Winfrey.
The movie is a film adaptation of the novel Madame Mallory and the small Indian chef written by Richard C. Morais. With: Helen Mirren, Om Puri, Manish Dayal and Charlotte Le Bon.
People used to say make love not war. Today the era of flower children could say cooked and not disturb the world.
The food is the new frontier of globalization, the chefs are the new star, kitchens have become the center of the world. Get a Michelin star is worth more than any precious object
Personally, the hob is a useless ornament and attend only the kitchen cabinet with cookies and the fridge for water.
The rivalry between nations do not fight more with the culture, traditions and military power, but with the things culinary. Arise most restaurants clothing stores in the city.
Cooking is not only a necessity to feed themselves, but also a way to assert one’s self.
The director Hallstrom after the success of Chocolat back to tell the world of smells, enchantment and magic tied to the kitchen.
We could call it a modern fairy tale steeped in addition to love even the themes of racial, ethnic and cultural.
Imagine that Hallstrom you prepare this dish a delicate, sweet, rich spices and bring you to know the colorful and boisterous family Kaddam composed by Pope Kadam (Om Puri) and his sons which features the talented chef Hassan (Daval). I Kaddam were forced to leave India because of a bloody uprising where they ran a thriving restaurant as a cook thanks to the ability of the deceased mother of Hassan. Thus began the arduous pilgrimage of our family to Europe in search of a new home will find that because of a minor traffic accident in a small town in France. Here Kadam Pope decides to open a new restaurant, despite the serious concerns of the family as there already an important restaurant in the country, already Michelin Star, run by the rigid and cantankerous Madame Mallory (Mirren).
Between the two restaurants will start a duel with no holds barred for stealing each other’s customers and to excel sul’altro with the quality of their cuisine. A challenge focused on the French and Indian herbs and culinary traditions. The tension subsides after a cowardly attack at the restaurant of Kaddam. Madame Mallory noticing talent as a chef Hassan asks him to work in his restaurant to get the much coveted second Michelin star. The results will soon be given to Hassan that in just one year achievement honor popularity and being able to attract upon himself the care of the most important and glamorous restaurants in Paris.
Hassan leaves his family and especially the lovely Marguerite colleague with whom he was born a mild flirtation to become the number one chef and win new Michelin stars.
A tale well written and developed in the complex that combines romance and comedy in the right doses although it is not particularly original, and at times can be expected.
Convince and love how the writer has told the cultural diversity not only between two worlds through the kitchen and the description of the various characters. The viewer has fun with the sparkling dialogue to say the bickering between Pope Kaddam and Madame Mallory, definitely the best parts of the film.
The film has a good pace in the first part highlighting especially evoking freshness and flavors and odors to the palate of the viewer hungry, but in the second part of the film slows becoming less evocative and atmospheric and static despite being colder and more introspective.
The director even though both quality and versatile reveals missing in giving continuity to the narrative pathos lost in the final.
Oscar winner Helen Mirren confirms “real” as the French woman. Style, poise, looks are appropriate and in keeping with the character.
It works alchemy with Om Puri forming a pair fun and believable in the form of a gruff romance.
Less intense and involving the couple formed by Haji and Lebon. A love between where chef is not the right mix of ingredients to make the dish flavorful.
The happy ending though perhaps some may cause caries the viewer can not confirm that at the bottom there is the kitchen and the smells are our history.

184. Albergo Italia (Carlo Lucarelli) – Con l’amore di un coniglio (Giacomo Pedroni)

lucarelli

“Albergo Italia” è un libro scritto da Carlo Lucarelli e pubblicato lo scorso giugno da Einaudi.
“Si stava meglio quando si stava peggio”, “Quando c’era “la buon’ anima” i treni erano puntuali e si potevano lasciare le porte aperte”
Ci sarà stata almeno una volta in cui avete sentito i vostri nonni e padre pronunciare queste parole tra il nostalgico e lo sconfortato leggendo il giornale o vedendo la Tv di fronte allo sfacelo morale e politico del nostro Paese.
Il fascismo è stata una dittatura e come tale non può non essere condannato, ma rinnegare e rimuovere gli ideali di un movimento che ha portato milioni di persone a vestirsi di nero e marciare su Roma e riempire le piazze sarebbe sbagliato.
Mussolini sognava di rinverdire i fasti dell’Impero Romano e d’estendere i confini dell’Italia nel continente nero. Le tragicomiche guerre di Etiopia, Eritrea e Libia iniziate con l’illusione d’esaltare la forza bellica italica, in vero dimostrarono la nostra inadeguatezza militare e organizzativa.
Volevano esportare e imporre il nostro modello di civiltà e democrazia a dei popoli lontani e diversi da noi e i risultati furono disastrosi anche dal punto di vista economico
Carlo Lucarelli che ho apprezzo in opere precedenti per lo stile asciutto, diretto e avvincente di con questo romanzo unisce due generi: storico e giallo.
Ambientato in Eritrea durante la colonizzazione fascista, il lettore entra nel cuore e nell’anima del continente nero attraverso gli occhi e i pensieri dei vari protagonisti.
Il casus belli della storia è il misterioso omicidio di Antonio Farandola, ufficialmente tipografo di Torino, all’interno di una stanza dell’Albergo Italia durante la sua inaugurazione
Le indagini condotte dal capitano dei carabinieri Colaprico e dal suo aiutante autoctono Ogba porteranno a impensabili scenari di politica internazionale e metteranno in evidenza scandali economici e finanziari sotto la forma della Banca Romana che rischiano di mettere in cattiva luce lo stesso Re.
Confesso che la parte che mi ha entusiasmato di più del libro è stata la descrizione accurata che l’autore fa del continente nero e della sua mentalità. Ben incarnata da Ogba diviso tra le suo origini e tradizioni e il suo lavoro di soldato al servizio degli “t’lian”. Incanta e affascina la figura di “Ualla”alias “ monella “che descrive la donna etiope con la sua debordante sessualità e vitalità.
Il personaggio di Colaprico convince nella sua integrità morale e per il suo senso dello Stato come carabiniere e uomo, meno riuscita la parte personale costruita intorno al flirt con la femme fatale Margherita. Non scatta il quid emotivo con l’uomo
Piace l’atmosfera calda, avvolgente, misteriosa dei luoghi. La parte “thriller” seppure ben costruita nel complesso risulta scontata e abbastanza prevedibile. L’intreccio tra affari e politica è sicuramente attuale e non può non indurre ad amare riflessioni il lettore.
Il libro non ha un ritmo costante evidenziando alcune pause nella storia che limitano il pathos emotivo e narrativo.
“Albergo Italia” è un viaggio nel tempo che fu e nelle illusioni infrante, ma anche la cinica consapevolezza che certi vizi non hanno età e come scriveva Giambattista Vico “la storia si ripete”

Con l'amore di un coniglio

“Con l’amore di un coniglio” è un libro del 2013 scritto da Giacomo Pedroni, auto pubblicato in versione cartacea su You can print e invece realizzato in e-book con Cavinato Editore International. E’ disponibile sui migliori store on line e librerie.
Crisi, spread, Pil, Fiscal Compact, tasse, titoli tossici.
Il nostro vocabolario negli ultimi anni si è arricchito di nuove parole fredde e scialbe a pronunciarsi, ma che hanno portato a gravi stravolgimenti nelle nostre vite.
Un tempo era la conoscenza il vero potere, oggi il potere in sé conta poco, i veri poteri forti sono composti da chi gestisce i flussi economici. Esistono piccole elite sconosciute alla moltitudine che decidono le sorti dell’economia mondiale.
L’uomo della strada paga di tasca propria gli errori altrui.
La crisi del 29 fu terribile, ma quella che stiamo vivendo oggi forse è anche peggiore e non si vede all’orizzonte un Frak Delano Roosevelt che possa inventarsi un New Deal.
La crisi economica iniziata ufficialmente nel 2008 in America stava già mordendo il nostro Paese da tempo e nell’estate del 2011 è diventata cronica.
Una crisi che ha portato sfiducia, depressione, paura fra gli italiani oltre che a far chiudere molte aziende e negozi.
La paura e l’incertezza per il futuro sono l’anticamera di brutti pensieri come l’angoscia e la tristezza. Se non riesci ad immaginarti un futuro come puoi vivere il presente?
Giacomo Pedroni con il suo secondo libro ci racconta gli effetti della crisi sulla pelle delle persone comuni e di come le loro vite sono costrette a subire mutamenti spesso drammatici.
Ambientato in un non precisato paesino della Lombardia all’inizio del 2011, il lettore conosce Alessandro Sereni, un quasi quarantenne disoccupato all’improvviso dopo 20 anni di lavoro in una storica fabbrica costretta dalla crisi a chiudere. Alessandro cerca in tutti in modi di reagire e di trovare un nuovo lavoro anche modesto, ma senza risultati. Una crisi che colpisce anche una giovane coppia composta da Stefano e Fiorella che vivono di lavori precari. Fiorella viene licenziata dall’albergo dove lavorava come cameriera perché i clienti cominciano a mancare.
Stefano stesso è”costretto” a lasciare l’Italia, dopo che l’azienda in cui lavora decide di chiudere e di riaprire all’estero.
Due storie diverse accomunanti dalla difficoltà e dallo sconforto e da un coniglio.
La coppia infatti ha un bel coniglio domestico, Dado, che ama e accudisce come un figlio. Il brusco trasferimento all’estero costringe Stefano a privarsene a malincuore mettendo un annuncio sul web.
Un annuncio provvidenziale per la vita di Alessandro arrivata a un tragico bivio, dopo che la disperazione per il mancato lavoro e una delusione d’amore stavano prendendo il sopravvento su tutto.
Alessandro trova in Dado che ribattezzerà “Pallino” la forza per ricominciare a vivere, scoprendo l’amore per i conigli.
L’arrivo di Pallino porterà Alessandro a cambiare prospettiva di vita e fare importanti e sorprendenti scelte di vita.
Avevo già letto “Un estate che cambia la vita”di Pedroni e non posso non sottolineare una crescita artistica dell’autore.
Lo stile è decisamente migliorato, più fluido e diretto rispetto al passato.
Dimostra una maggiore esperienza nello scrivere e così da dare maggior ritmo e incisività al ritmo e al pathos del racconto. Distribuisce emozioni e calore nel corso della storia.
Forse è più interessante e coinvolgente la prima parte del racconto dove l’autore riesce con delicatezza a raccontare e descrivere il volto e gli effetti della crisi economica nella quotidianità. La seconda parte incentrata sul coniglio Dado e su gli effetti benefici che produce sul protagonista se da una parte trasmette e dimostra la passione dell’autore stesso per questi animali e dando utili informazioni su come trattarli e curarli dall’altra perde di slancio e incisività, diventando l’azione più statica e melensa La lettura è nel complesso gradevole e interessante riuscendo a creare tra i personaggi e il lettore un buon feeling.
“Con l’amore di un coniglio” l’autore ci invita a riflettere che nonostante le difficoltà e l’angoscia di presente carico di problemi, è possibile essere felici se si è disposti ad aprire il cuore all’amore e alla speranza, ancora meglio se anche con gli animali

 

Best Italian” is a book written by Carlo Lucarelli and published last June by Einaudi.
“It was better when it was worse,” “When was” the good ‘core’ the trains were on time and you could leave the doors open ”
There has been at least one time when you heard your grandparents and father say these words between the nostalgic and disheartened by reading the newspaper or watching the TV in front of the political and moral decay of our country.
Fascism is a dictatorship, and as such can not be condemned, but deny and remove the ideals of a movement that has led millions of people to wear black and march on Rome and fill the squares would be wrong.
Mussolini dreamed of reviving the glories of the Roman Empire and of extending the boundaries of Italy in the black continent. The tragicomic wars of Ethiopia, Eritrea and Libya started with the illusion of enhancing the strength of the Italic war, proved true in our military and organizational inadequacy.
They wanted to export and impose our form of civilization and democracy to the peoples distant and different from us, and the results were disastrous from the point of view of economic
Carlo Lucarelli I appreciate in previous works for the dry style, direct and compelling with this novel combines two genres: historical and yellow.
Set in Eritrea during the fascist colonization, the player enters the heart and soul of the African continent through the eyes and thoughts of the various protagonists.
The casus belli of the story is the mysterious murder of Antonio Farandola, officially typesetter Turin, inside a room at Albergo Italy during his inauguration
The investigations conducted by the captain of Colaprico and his aide native Ogba lead to unthinkable scenarios of international politics and will highlight the economic and financial scandals in the form of the Banca Romana that might put a bad light on the King himself.
I confess that the part that impressed me most in the book was the accurate description of the author’s of the black continent and its mentality. Ben embodied by Ogba divided between its origins and traditions and his work as a soldier in the service of “t’lian.” Enchants and fascinates the figure of “Ualla” alias “brat” that describes the Ethiopian woman with her overflowing sexuality and vitality.
The character of Colaprico convincing in his moral integrity and his sense of the state as a police officer and man, the less successful the staff built around flirt with the femme fatale Margherita. It snaps the quid emotional man
Like the warm, enveloping, mysterious places. The “thriller” even if well built overall is fairly obvious and predictable. The intertwining of business and politics is definitely present and can not lead to bitter reflections on the player.
The book does not have a steady pace highlighting some breaks in the story that limit the pathos and emotional narrative.
“Best Italian” is a journey through time and that was shattered illusions, but also the cynical awareness that certain vices have no age and as Giambattista Vico wrote, “history repeats itself”

“With the love of a rabbit” is a book written in 2013 by James Pedroni, self published in print You can print out and instead made ​​in e-book with Cavinato Publisher International. E ‘available on the best online store and bookstores.
Crisis, spreads, GDP, Fiscal Compact, taxes, toxic assets.
Our vocabulary in recent years has been enriched by new words cold and drab to rule, but that led to serious disruptions in our lives.
It was once the knowledge of the true power, today the power in itself counts for little, the real powers that be are composed of those who manage the economic flows. There are a small elite unknown to the multitude who decide the fate of the world economy.
The man in the street pays from his own pocket the mistakes of others.
The crisis of 29 was terrible, but the one we are experiencing today is perhaps even worse and you do not see on the horizon a Frak Delano Roosevelt who can come up with a New Deal.
The economic crisis that began officially in 2008 in America was already biting our country for some time and in the summer of 2011 has become chronic.
A crisis that led to distrust, depression, fear among Italians as well as close to many businesses and shops.
The fear and uncertainty about the future are the portals of bad thoughts as the anguish and sadness. If you can not imagine a future you can live like this?
James Pedroni with his second book tells us about the effects of the crisis on the skin of ordinary people and how their lives are often forced to undergo dramatic changes.
Set in an unspecified village in Lombardy at the beginning of 2011, the reader knows Alessandro Sereni, a nearly forty year old unemployed suddenly after 20 years of work in a historic factory forced by the crisis to close. Alexander tries in every way to react and find a new job even modest, but without results. A crisis that also affects a young couple and composed by Stephen Fiorella who live in precarious jobs. Fiorella is fired from the hotel where she worked as a waitress because customers are beginning to miss.
Stephen himself is “forced” to leave Italy, after the company where he works decides to close and reopen abroad.
Two different stories accomunanti the difficulty and despair, and a rabbit.
The couple has a nice pet rabbit, Dado, who loves and takes care of as a child. The sudden move abroad forces Stephen to lose it reluctantly placing an ad on the web.
An announcement providential for the life of Alexander came to a tragic crossroads after the desperation for work and missed a disappointment in love were taking over everything.
Alexander Nut located in that ribattezzerà “Pallino” the strength to start living again, discovering love for rabbits.
The arrival of Alexander Pallino bring a new perspective of life and make important and surprising choices in life.
I had already read “A summer life changing” by Pedroni and I can not stress the author’s artistic growth.
The style is definitely improved, smoother and more direct than in the past.
Demonstrates a greater experience in writing and thus give greater pace and incisiveness to the rhythm and the pathos of the story. Emotions and distributes heat throughout history.
Perhaps it is more interesting and engaging the first part of the story where the author fails to gently tell and describe the face and the effects of the economic crisis in everyday life. The second part focuses on the rabbit and nut on the beneficial effects it produces on the protagonist if one side transmits and demonstrates the author’s own passion for these animals and giving useful information on how to treat and cure the other loses momentum and impact, making the action more static and gooey reading is on the whole pleasant and interesting, being able to create between the characters and the reader a good feeling.
“With the love of a rabbit” the author invites us to reflect that despite the difficulties and anguish of this load of problems, you can be happy if you are willing to open their hearts to the love and hope, yet even better if with animals

 

183. Sin city, una donna per cui uccidere

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Il biglietto d’acquistare per “Sin city, una donna per cui uccidere” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Sin city, una donna per cui uccidere” è un film del 2014 diretto da Frank Miller e Robert Rodriguez, scritto d Frank Miller,Robert Rodriguez, William Monahan. Con:Jessica Alba, Eva Green, Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Josh Brolin, Rosario Dawson, Mickey Rourke, Ray Liotta, Lady Gaga, Poowers Boothe
Gli insegnamenti cristiani invitano ad offrire l’altra guancia. Giustizia e il desiderio di vendetta molto spesso tendono a scontarsi.
La vendetta è un piatto che si serve freddo e difficilmente l’uomo rinuncia a servirlo al proprio nemico anche dopo lungo tempo.
La vendetta è diventata quasi Arte. Può essere delicata, truculenta, sadica, violenta, ma il gusto di guardare negli occhi il nemico che cade è uguale per tutti.
Sin City 2 è un elogio della vendetta e delle sue varie forme e di come però vendicarsi non ti liberi dal dolore e dall’angoscia che provi
Dopo 4 anni d’attesa sono tornati alcuni dei protagonisti del primo film che è diventato fenomeno di cult per milioni di spettatori.
Ad essi si sono aggiunti nuovi personaggi per creare, nei desideri dei produttori e sceneggiatori, nuova linfa e fascino alla città del peccato e della violenza gratuita.
Lo spettatore cosi segue le tre storie di vendette sulla carta diverse e distanti, ma in vero legati tra loro dal personaggio di Marv(Rourke) il nostro vecchio amico che per combattere la noia cerca risse e scontri a fuoco.
Abbiamo la vendetta del figlio non riconosciuto resa dal personaggio di Johnny (Gordon-Leviit) che si realizza sconfiggendo in una drammatica partita di poker l’indegno e crudele padre ,il senatore Roark(Boothe).
C’è la vendetta di Dwight McCarthy (Broolin) uomo manipolato e ingannato dalla donna amata Ava Lord (Eva Green), che sopravvissuto alla morte trova nel sangue la pace alle sue pene d’amore.
Infine abbiamo la vendetta di Nancy Callahan(Alba) donna rimasta sola e disperata dopo la morte del suo uomo John Hartigan(Willis) che comunque vigila su di lei.
Il primo Sin City aveva incantato il pubblico per linguaggio, stile e forza innovativa delle immagini e delle scene dove le figure maschili erano predominanti, anche se la sensuale lap dance di Jessica Alba, accendendo l’immaginario del pubblico maschile, è rimasta memorabile.
Questo sequel è invece caratterizzato dalla bellezza e talento di Eva Green e Jessica Alba.
Due donne diverse, forti e dotate di grande fascino e personalità. Le due attrici reggono sulle loro spalle il peso di un film che non convince fino fondo nella sceneggiatura e nella struttura narrativa.
Le figure maschili hanno un ruolo secondario o di spalla senza mai incidere sulla qualità e incisività della storia.
Il filo rosso della storia basato sulla vendetta non riesce a trasmettere il pathos e soprattutto le suggestioni del primo film.
La stessa regia non riesce a confermare quell’impronta di freschezza creativa che aveva fatto innamorare molti del graphic novel come genere.
Il finale del film ben costruito ed evocativo spinge il pubblico a meditare che in questa nostra società l’odore del peccato e della vendetta ti rimangono attaccati sulla pelle, senza alcun possibilità di sperare in una giustizia giusta.

The ticket purchase for “Sin City, a woman for whom killing” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Sin City, a woman for whom killing” is a 2014 film directed by Frank Miller and Robert Rodriguez, written d Frank Miller, Robert Rodriguez, William Monahan. By: Jessica Alba, Eva Green, Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Josh Brolin, Rosario Dawson, Mickey Rourke, Ray Liotta, Lady Gaga, Poowers Boothe
Christian teachings invite us to offer the other cheek. Justice and the desire for revenge often tend to be discounted.
Revenge is a dish best served cold and difficult for human beings to serve him renounce his enemy even after a long time.
Revenge has almost become art. They can be mild, gruesome, sadistic, violent, but the taste of looking into the eyes of the enemy that falls is the same for everyone.
Sin City 2 is a eulogy of revenge and its various forms and as revenge, however, does not free you from the pain and anguish you feel
After 4 years of waiting are back some of the protagonists of the first film that became a cult phenomenon to millions of viewers.
They have added new characters to create, in the desires of the producers and screenwriters, new life and charm to the city of sin and violence.
The viewer thus follows three stories of revenge on the card different and distant, but in real tied together by the character of Marv (Rourke), our old friend who tries to fight boredom brawls and gunfights.
We have the revenge of the son is not recognized by the character of Johnny yield (Gordon-Leviit) which is accomplished by defeating in a dramatic game of poker and the unworthy cruel father, Senator Roark (Boothe).
There is the revenge of Dwight McCarthy (Broolin) man manipulated and deceived by the woman he loves Ava Lord (Eva Green), who survived death found in the blood peace to his heartbreak.
Finally we have the revenge of Nancy Callahan (Alba) woman was alone and desperate after the death of her husband John Hartigan (Willis) who watches over her anyway.
The first Sin City had enchanted the audience for language, style and innovation strength of the images and scenes where male figures were predominant, although the sensual lap dance of Jessica Alba, igniting the imagination of the male audience, has remained memorable.
This sequel is instead characterized by the beauty and talent of Eva Green and Jessica Alba.
Two different women, strong and with great charm and personality. The two actresses hold on their shoulders the weight of a film that does not convince to bottom in the script and the narrative structure.
The male figures have a secondary role or shoulder without ever affecting the quality and impact of the story.
The thread of the story based on revenge fails to convey the pathos and above all the charm of the first film.
The same director is unable to confirm the imprint of creative freshness that he had fallen in love with many of the graphic novel as a genre.
The ending of the film well constructed and evocative pushes the audience to ponder that in our society the smell of sin and vengeance will remain attached to the skin, without any possibility of hope for a fair justice.

182. Medianeras, innamorarsi a Buenos Aires.

medianeras

Il biglietto d’acquistare per “Medianeras, innamorarsi a Buenos Aires” è: 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre
“Medianeras, innamorarsi a Buenos Aires” è un film del 2011 scritto e diretto da Gustavo Taretto con: Javier Drolas e Pilar López de Ayala.
Molto spesso si è soli in mezzo alla folla. Le grandi metropoli offrono tanto, ma nello stesso tolgono la possibilità di toccarsi, vedersi conoscersi, di avere vere relazioni sociali
L’evoluzione dell’architettura rispecchia i cambiamenti e gusti dell’uomo costantemente alla ricerca di modernità , privacy, bellezza e calore.
Architettura e Amore sono gli ingredienti di questo film che rende omaggio alla bellezza malinconica di Buenos Aires.
Un uomo e una donna che vivono nello stesso quartiere e in due palazzi di fronte, ma che non si sono mai visti né parlati, potranno mai innamorarsi? Una domanda semplice, forse banale, ma che il regista Taretto all’esordio in lungometraggio pone allo spettatore.
I protagonisti di questa storia sono Martin(Drolas) e Mariana(De Ayala), due anime sole e in cerca di un amore che possa scaldargli il cuore.
Martin è un web master, fobico in via di guarigione anche passa quasi tutto il suo tempo sul web chiuso in casa.
Mariana è una giovane architetto, lavora in vero come vetrinista ed è single dopo una storia di quattro anni.
Vivono in un piccolo appartamento che in Argentina chiamano “scatole di scarpe” e per tutto il film lo spettatore segue le loro vite e soprattutto il loro sfiorarsi per strada, in piscina e nei bar.
I vari e diversi palazzi di Buenos Aires rispecchiano, riflettono gli umori, i pensieri e gli stati d’animi dei due protagonisti.
Un atmosfera carica di melanconia pervade lo sceneggiatore, ma senza eccedere in un cupo pessimismo. Una continua ricerca della felicità senza essere però di mucciana memoria.
La sceneggiatura originale, snella e ben scritta descrive con efficacia e delicatezza un storia introspettiva e di sentimenti, senza cadere nel melenso e nel retorico. I dialoghi sono minimi, ma comunque intensi e avvolgenti
La regia si dimostra talentuosa e creativa nel coniugare il mondo interiore dei protagonisti e il mondo esterno con il volto affascinante della città argentina.
La coppia Drolas –De Ayala portano il peso del film con bravura e disinvoltura riuscendo a trasportare le due vite dei personaggi fuori dallo schermo , facendo sorridere e riflettere il pubblico attraverso le loro due diverse prospettive di vita. Difficile stabilire chi sia pìù bravo tra i due. Sono l’esempio di riuscita alchimia tra due attori.
“Medianeras” è una finestra che si suole aprire sul lato più povero di un palazzo che permette di avere uno sguardo diverso sulla città e sul mondo. Una finestra sulla vita e sull’amore che lo spettatore ,con il bel finale , non può non essere felice d’ammirare uscendo, sorridendo, dalla sala.

The ticket purchase for “Medianeras, fall in love in Buenos Aires” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Medianeras, fall in love in Buenos Aires” is a 2011 film written and directed by Gustavo Taretto with: Javier Drolas and Pilar López de Ayala.
Very often you are alone in the crowd. The big cities offer much, but at the same remove the possibility of touching each other, see each other know each other, to have real social relationships
The evolution of the architecture reflects the changes and tastes of man constantly in search of modernity, privacy, beauty and heat-
Architecture and Love are the ingredients of this film that pays tribute to the melancholy beauty of Buenos Aires.
A man and a woman who live in the same neighborhood and in two buildings in front, but that they have never seen or spoken, can never fall in love? A simple question, perhaps trivial, but that the director Taretto debut in feature film puts the viewer.
The protagonists of this story are Martin (Drolas) and Mariana (De Ayala), two lonely souls and looking for a love that will warm his heart.
Martin is a web master, phobic in recovery also spends most of his time locked up at home on the web.
Mariana is a young architect, he worked as a window dresser in real and is single after a history of four years.
They live in a small apartment in Argentina called “shoe boxes” and throughout the film the viewer follows their lives and especially their touching them on the street, in the pool and in the bar.
The various and different palaces of Buenos Aires reflect, reflect the moods, thoughts and states of minds of the two protagonists.
A charged atmosphere of melancholy pervades the writer, but not to exceed a gloomy pessimism. A continuous pursuit of happiness without being however Mucciana memory.
The original screenplay, slim and well-written, describes a story effectively and delicately introspective and feelings, without falling into the silly and rhetorical. The dialogues are minimal, but still intense and enveloping
The director proves talented and creative in combining the inner world of the characters and the outside world with the charming face of the Argentine city.
The couple Drolas -De Ayala carry the weight of the film with skill and ease managing to carry the two characters’ lives off the screen, making the audience smile and think through their two different perspectives of life. Difficult to determine who is more skilled of the two. They are the example of successful chemistry between the two actors.
“Medianeras” is a window open on the side that is usually poorer than a building that allows you to have a different look at the city and the world. A window on life and love

181. Perez

perez

Il biglietto d’acquistare per “Perez” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di Pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Perez” è un film del 2014 di Edoardo De Angelis, scritto da Edoardo De Angelis e Filippo Gravino , con:Luca Zingaretti, Marco D’Amore, Simona Tabasco, Massimo Gallo.
Per Dante l’ignavo non era neanche degno dell’Inferno. “Non ti curar di loro guarda e passa” diceva Virgilio sua guida nell’infernale discesa
Per amore di un figlio un genitore è disposto a fare di tutto.
Napoli è la città del Sole, del mare e del sorriso, ma anche della camorra.
A volte basta una parola, un gesto a trasformare un pavido in un eroe o comunque a riscattarne l’esistenza.
Demetrio Perez (Zingaretti) è l’ultimo degli avvocati nella catena delle “sanguisughe”. Difende l’indifendibile e nonostante tutto non è stimato dagli stessi clienti.
Vive e lavora a Napoli, una città simile al carattere del protagonista, triste e priva di colre.
Perez è un uomo malinconico, solo, incapace di sognare, uno zombie che si trascina nella quotidianità.
Abbandonato dalla moglie e considerato un inetto dalla figlia Tea(Tabasco), Perez si trova coinvolto in un caso giudiziario che li cambierà la vita.
Il noto boss Buglione (Gallo) decide di pentirsi per salvarsi la vita e lo nomina suo difensore d’ufficio.
Durante gli interrogatori Buglione propone all’avvocato di recuperarli dei preziosi diamanti nascosti dentro lo stomaco di un toro in cambio di uno scellerato patto.
Perez, riluttante. accetta pur di liberarsi di Corvino(D’Amore) fidanzato camorrista della figlia,un legame che tanto lo preoccupa.
Un film che ha l’ambizione d’essere un noir con una spruzzata di azione e soprattutto di forte impatto introspettivo.
Ambizione che solo in parte viene soddisfatta e ripagata nella struttura e sviluppo del film.
Il film ha un buon ritmo nella prima parte grazie buon pathos narrativo ed emotivo che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore,ma rallenta e perde d’incisività e forza nella seconda parte.
La sceneggiatura è asciutta, spartana, semplice nell’idea e nello sviluppo. Se i personaggi sono ben delineati e descritti è l’intreccio che nel complesso resta debole e non completamente avvolgente. I pochi dialoghi non contribuiscono ad alzare la qualità del prodotto.
La regia per quanto equilibrata, precisa e attenta ad esaltare il cast è di taglio televisivo, senza aver il guizzo necessario per dare al il film il quid in più. Sembra di vedere una buona fiction, ma pur sempre fiction rimane.
Zingaretti si conferma attore dotato di una fisicità unica e intensa capace di trasformare sguardi ed espressioni facciali in efficaci momenti artistici. È’ convincente la sua simbiosi con il personaggio Perez, esaltando il ruolo del non eroe costretto dai fatti a diventarlo.
Altrettanta positiva l’interpretazione di Simona Tabasco nel ruolo della figlia Tea. Personalmente non la conoscevo, ma oltre essere una bella ragazza dà prova di essere una talentuosa e intensa interprete capace di profondità e anima al suo personaggio divisa tra l’amore filiale e quello di una giovane donna.
Meritevole di menzione è anche l’interpretazione di Massimo Gallo, un cattivo a tutto tondo e con un’umanità feroce e particolare.
Senza lode e infamia è la partecipazione di D’Amore.
Il Finale volutamente statico è abbastanza convincente grazie alla forza espressiva silenziosa dei protagonisti dove lo spettatore non può cogliere l’ulteriore conferma che l’amore tra padre e figlia supera e vince ogni altro tipo d’amore e diventa ancora più forte nelle difficoltà.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

buy ticket for “Perez” is: 1) gave Manco 2) Tribute 3) Afternoon 4) Reduced 5) Always
“Perez” is a film in 2014 by Edoardo De Angelis, written by Edoardo De Angelis and Filippo Gravino, with: Luca Zingaretti, Marco D’Amore, Simona Tabasco, Massimo Gallo.
For Dante the indolent character was not even worthy of Hell. “Do not mind them look and go,” said Virgil his guide in the infernal descent
For the love of a child a parent is willing to do anything.
Naples is the city of the sun, the sea and the smile, but also of the Camorra.
Sometimes just a word, a gesture to turn a coward into a hero or otherwise redeem its existence.
Demetrio Perez (Zingaretti) is the last of the lawyers in the chain of “leeches”. He defends the indefensible and in spite of everything it is estimated by the same customers.
Lives and works in Naples, a city similar to the character of the protagonist, sad and free of colre.
Perez is a melancholy man, alone, unable to dream, a zombie that has dragged on in everyday life.
Abandoned by his wife and considered inept by his daughter Tea (Tabasco), Perez finds himself involved in a court case that will change your life.
The well-known boss Bouillon (Gallo) decides to repent for his life and his public defender appointed him.
During interrogations Bouillon lawyer proposes to recover the precious diamonds hidden inside the stomach of a bull in exchange for a wicked deal.
Perez, reluctantly. accept just to get rid of Corvino (D’Amore) racketeer boyfriend of her daughter, a bond that bothers him so much.
A film that has the ambition to be a noir with a dash of action and especially impactful introspective.
Ambition that only in part is satisfied and rewarded in the structure and development of the film.
The film has a good pace in the first half thanks to good pathos and emotional narrative that manages to capture the viewer’s attention, but it slows down and looses sharpness and strength in the second half.
The screenplay is dry, basic, simple idea and development. If the characters are well defined and described the plot is that the whole remains weak and not completely enveloping. The few dialogues do not help to raise the quality of the product.
The direction for balanced, accurate and attentive to enhance the cast is cutting television without the flicker is necessary to give the film the quid more. It seems to do a good dramas, but still remains fiction.
Zingaretti confirms actor with a unique and intense physicality that can transform the looks and facial expressions in effective artistic moments. It is’ convincing its symbiosis with the character Perez, enhancing the role of the hero is not compelled by the facts to become one.
Equally positive interpretation of Simona Tabasco in the role of the daughter Tea. I personally did not know her, but beyond being a beautiful girl proves to be a talented and intense performer capable of depth and soul to his character torn between filial love and that of a young woman.
Worthy of mention is also the interpretation of Max Gallo, a villain in the round and with humanity and particularly fierce.
Infamy and without praise is the participation of D’Amore.
The Final deliberately static is quite convincing thanks to the expressive power of silent protagonists where the viewer can not take this further confirms that the love between father and daughter and wins than any other kind of love, and becomes even harder in difficulty.