198. The Judge

il giudice

Il biglietto d’acquistare per “The Judge” è :1)Neanche regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“The Judge” è un film del 2014 diretto da David Dobkin, scritto da Nick Schenk, Bill Dubuque, prodotto dalla Warner Bros, con: Robert Downey Jr, Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton.
Quando si diventa veramente grandi? Molti sostengono quando si è capaci di vedere i propri genitori come uomini con i loro pregi e soprattutto difetti.
Alzi la mano chi non ha avuto almeno una volta una discussione con il proprio padre o madre sfociata in periodo di ostinato e reciproco silenzio.
E’ raro poter parlare e condividere qualcosa con il proprio padre e spesso nascono conflitti e rivalità quando c’è una profonda differenza d’età o personalità forti che si contrappongono
“The Judge” racconta la storia di un padre e di un figlio ,diversi e lontani per mentalità e carattere, ma comunque legati da un affetto anche se non ammesso per orgoglio.
Il padre è il giudice Joseph Palmer(Duvall) da 42 anni in un piccola cittadina nell’Indiana, il figlio è Hank Palmer(Downey jr) avvocato di successo a Chicago. Il primo è un rigido conservatore, scorbutico, moralista sposato da 50 anni, il secondo è arrogante, disinvolto moralmente nella professione forense, cinico, provocatore e divorziato.
Due mondi opposti che non si parlano e vedono da anni, ma costretti dalla tragica morte della moglie del giudice a confrontarsi di nuovo. Tra i due sono subito scintille verbali e Hank dopo il funerale vorrebbe tornare in città quando il fratello maggiore Glen(D’Onofrio), un tempo promettente star del baseball e dopo un drammatico incidente stradale con Hank invece divenuto solo un modesto gommista, lo ferma perché il padre viene accusato di aver ucciso un uomo, ex galeotto da lui condannato in tribunale, in un incidente stradale.
La preparazione e lo svolgersi del Processo stesso sono la scusa per i due protagonisti per confrontarsi e rinfacciarsi anni di silenzi e incomprensioni.
Il giudice, seppure gravemente malato, non accetta nessun patteggiamento pur di difendere il suo onore ed è disposto ad andare in carcere.
Hank deve combattere non solo aula contro il procuratore giustizialista Dickham(Thornton), ma soprattutto scontrarsi con il padre sulla loro diversa idea di Giustizia.
La sceneggiatura ben scritta e incentrata sullo scontro tra i due protagonisti, esaltandone le personalità e sfumature lascia però sullo sfondo la storia e gli altri personaggi. Lo stile è abbastanza incalzante e avvolgente, anche se nella seconda parte il testo risente di una eccessiva retorica e ridondanza morale che diventa stucchevole e noiosa. I dialoghi sono ben costruiti e soprattutto magistralmente interpretati.
La regia ha il merito di lasciare alla coppia Duvall-Downey la possibilità esprimersi liberamente e di scandire i tempi del racconto, alzandoli e abbassandoli con il loro talento, ma manca però una coralità e armonia nella struttura narrativa come se il duello tra padre e figlio sia assestante rispetto al resto della storia e ciò rende specie nella seconda parte meno fluida e godibile la visione del film.
Duvall e Downey jr danno entrambi una toccante e imperdibile prova d’Attore. Una coppia perfetta che riesce a regalare allo spettatore vivide emozioni, toccando le giuste corde dell’emozioni alternando i vari sentimenti in maniera convincente e credibile. Difficile stabilire chi sia più bravo tra i due, forse Downey jr ogni tanto sembra Tony Stark in gita in Indiana, ma i duelli verbali con Duvall sono la dimostrazione che due attori di talento riescono a dare un quid in più a buon testo di partenza.
Il resto del cast è comunque all’altezza del compito e si rivelano delle comprimari di riguardo per le due star.
Il film in vero poteva concludersi in vari modi, il regista ci presenta almeno tre pre finali per poi scegliere un quarto che probabilmente è il più scontato e retorico, ma che comunque grazie all’abilità di Downey risulta apprezzabile, invitando lo spettatore a risolvere le diatribe che si hanno con i propri genitori prima che sia troppo tardi così da essere non più figlio, ma uomo a tutto tondo.

The ticket purchase for “The Judge” is: 1) Not even a present 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Judge” is a 2014 film directed by David Dobkin, written by Nick Schenk, Bill Dubuque, produced by Warner Bros, with Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D’Onofrio, Billy Bob Thornton.
When you become truly great? Many argue when you are able to see their parents as people with their merits and defects above.
Hands up who has not had at least once a discussion with your father or mother resulted in a period of mutual and stubborn silence.
It ‘rare to be able to talk and share anything with his father and conflicts and rivalries often arise when there is a profound difference in age or strong personalities that contrast
“The Judge” tells the story of a father and a son, and far different mentality and character, but still bound by affection, even if not admitted to pride.
The father is Judge Joseph Palmer (Duvall) for 42 years in a small town in Indiana, the son Hank Palmer (Downey Jr.), a successful lawyer in Chicago. The first is a strict conservative, grumpy, self-righteous married for 50 years, the second is arrogant, morally casual in the legal profession, cynical, provocative and divorced.
Two opposite worlds that do not talk and seen for years, but forced by the tragic death of the wife of the judge to face again. Between the two are immediately sparks verbal and Hank after the funeral would go back to town when his older brother Glen (D’Onofrio), once a promising baseball star, and after a dramatic car accident with Hank instead become only a small tire, the firm because his father was accused of killing a man, a former convict him convicted in court, in a car accident.
The preparation and the unfolding of the process are the same excuse for the two characters to meet and rinfacciarsi years of silence and misunderstanding.
The judge, though seriously ill, will not accept any plea bargain in order to defend her honor and is willing to go to jail.
Hank has to fight not only against the attorney classroom executioner Dickham (Thornton), but most struggle with his father on their different idea of ​​justice.
The well-written script and focuses on the clash between the two main characters, bringing out the personalities and nuances, however, leaves the background story and the other characters. The style is quite urgent and fascinating, although in the second half of the text is affected by excessive rhetoric and moral redundancy becomes tedious and boring. The dialogues are well built and above all masterfully interpreted.
The director has the merit of leaving the couple Duvall-Downey the opportunity to express themselves freely and to mark the times of the story, raising them and lowering them with their talent, but fails to include a chorus and harmony in the narrative as if the duel between father and son assestante is compared to the rest of the story, which makes it especially in the second half less smooth and enjoyable the movie.
Duvall and Downey Jr. give both a poignant and must-proof Actor. A perfect pair that can give viewers vivid emotions, touching the right chord of emotion alternating the various feelings in a convincing and credible. Difficult to determine who is more skilled of the two, maybe Downey Jr. occasionally seems Tony Stark on a trip to Indiana, but the verbal duels with Duvall are proof that two talented actors can give a quid cheaper text.
The rest of the cast is still up to the task and turn out the supporting cast of respect for the two stars.
The movie could end it in various ways, the director presents at least three pre-final and then choose a quarter that is probably the most obvious and rhetorical, but still thanks to the skill of Downey is appreciable, inviting the viewer to solve disputes you have with your parents before it’s too late so as to be no longer her son, but man all round.

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