190: Il Giovane Favoloso

leopardi

Il biglietto d’acquistare per “Il giovane favoloso “è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
Il giovane favoloso è un film del 2014 diretto da Mario Martone, scritto da Mario Martone e Ippolita Di Majo, prodotto da Piero degli Esposti e da Rai Cinema. È stato presentato in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Con :Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Isabella Ragonese, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
Il nome di Giacomo Leopardi evoca in ognuno di noi il tempo della scuola, dei compiti e delle infinite e noiose lezioni di italiano. Leopardi e le sue sudate carte rappresentano un passaggio inevitabile nelle nostre vite. Leggiamo e studiamo il pessimismo cosmico leopardiano e ci scopriamo uomini ottimisti e fortunati. Ma chi era veramente Giacomo Leopardi ?
Chi era il ragazzo di Recanati che passò la sua giovinezza in uno studio matto e disperato?
I critici e i bibliografi del poeta hanno scritto di tutto e di più sull’autore e sulla sua vena artistica, ma forse ben poco sul giovane uomo.
Perché prima d’essere Leopardi l’intellettuale, vi era Giacomo il giovane. Il regista Martone con questo film tenta di raccontarci il lato umano del poeta, le sue difficoltà affettive con i genitori, i suoi problemi fisici. Giacomo(Germano) è un predestinato allo studio fin da bambino. Il padre, conte Monaldo(Popolizio) uomo colto e reazionario lo vuole sempre curvo sui libri. Giacomo non ha amici. Sono rari i momenti di svago con gli amati fratelli Carlo e Paolina(Ragonese). E’ un giovane anziano segnato anche da dolorosi problemi fisici. Le ossa si deformano, incurvato dal peso della solitudine e dall’assenza d’amore. Giacomo sogna carezze, affetto, stima, ma la madre fredda, bigotta e anaffettiva gli negherà sempre. Recanati per Giacomo diventa ben presto una prigione, un luogo troppo piccolo e provinciale incapace di saziare i suoi impeti culturali e di libertà. Dalla sua finestra osserva forse la giovane Silvia morire e il pensiero della morte diventa una costante compagna del poeta. Giacomo grazie al sostegno e alla stima del collega Giordani(Binasco) con cui intrattiene un ricco scambio epistolare, trova il coraggio per lasciare Recanati.Una tappa importante della vita di Leopardi sarà il soggiorno fiorentino dove si confronterà con altri autori e soprattutto con una mentalità liberale e più aperta. Leopardi sarà attratto dall’ardore politico e coverà un certa avversione per lo Stato Pontifico. A Firenze conoscerà il rivoluzionario napoletano Antonio Ranieri(Riondolino) con cui stringerà una profonda e lunga amicizia Martone ci mostra un Leopardi più personale e intimo, un ragazzo con delle incertezze anche dal punto di vista sessuale, indeciso nei gusti, confuso probabilmente. La fase finale della sua vita Giacomo la trascorrerà a Napoli, paradossalmente in difficili condizioni economiche. Come spesso accade alle persone di talento e di spessore, anche Leopardi non viene apprezzato dai suoi contemporanei non tanto nello stile ma sui contenuti definiti eccessivamente cupi e negativi.
Leopardi viene definito un pessimista, ma in vero è un uomo malinconico, cinico, disilluso che si pone tante domande sull’esistenza del mondo. Un uomo solo, abituato ai silenzi e ad osservare gli altri vivere. Era difficile raccontare l’essenza leopardiana fatta di staticità e contemplazione e il film ne coglie l’essenza solo in parte. La sceneggiatura divisa in tre momenti storici precisi:Recanti, Firenze e Napoli convince solo a tratti. Il Leopardi fanciullo desideroso di conoscere la vita e il mondo e il suo complesso rapporto d’amore con il padre emoziona e coinvolge il pubblico, ma poi l’attenzione scema causa un ritmo meno intenso per scivolare in finale piatto e noioso. Il pathos narrativo concentrato sul travaglio interiore e intellettuale di Leopardi è raccontato, descritto, ma poco sentito. Lo spettatore fa fatica ad entrare in simbiosi con il protagonista, non riesce a condividere il peso della solitudine esistenziale e comprenderne fino n fondo i motivi.
Forse questo progetto doveva avere uno sbocco più televisivo che cinematografico. Andava preparato un evento in due puntate. Presentato in questa maniera incuriosisce forse un pubblico adulto, ma lascia freddi i giovani.
La regia di Martone è teatrale, visionaria, onirica, ma lenta e prevedibile non aggiunge un quid creativo e innovativo al prodotto.
Elio Germano è un attore di talento e probabilmente un giovane uomo dotato di sensibilità, ma non è una persona malinconica. Interpreta la malinconia, porta sulla scena con dignità e bravura la solitudine, mostra l’ambigua intimità del personaggio, ma non riesce a farlo suo.
Meritevole di menzione è sicuramente Massimo Popolizio: capace di rendere con efficacia e talento la figura paterna determinante nel bene e nel male per la crescita umana e culturale di Leopardi.
Il resto del cast è senza lode e senza infamia.
Germano recita con ardore i versi del poeta Leopardi, ma l’uomo leopardi resta un’altra cosa con questa tiepida rappresentazione.
Lo spettatore non riesce a cogliere tutte le sfumature di un personaggio unico e diverso dalla sua stessa epoca. Un uomo infelice e vittima della sua intelligenza e sua fama di conoscenza. Un’anima sofferta capace però di cogliere meglio degli altri i cambiamenti della società e i tormenti dell’uomo
Leopardi fu sicuramente un giovane favoloso già all’epoca e chissà se vivesse ai giorni nostri forse andrebbe da un terapeuta e assumerebbe anti depressivi, ma magari tra un zibaldone e un operetta morale magari prenderebbe un gelato passeggiando sorridente in mezzo alla gente.

The ticket purchase for “Young Fabulous” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
The young man is a fabulous film of 2014 directed by Mario Martone, written by Mario Martone, Ippolita Di Majo, produced by Piero degli Esposti and Rai Cinema. It was presented in competition at the 71st Venice International Film Festival of Venice. With: Elio Germano, Michael Rion, Massimo Popolizio, Isabella Ragonese, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
The name of Giacomo Leopardi evokes in each of us the time of the school, the tasks and the endless and boring Italian lessons. Leopardi and his sweaty papers are an unavoidable part of our lives. We read and study the cosmic pessimism of Leopardi and we find ourselves optimistic and lucky men. But who really was Giacomo Leopardi?
Who was the guy in Recanati who spent his youth in a study crazy and desperate?
The critics and bibliographers of the poet who wrote about everything and more about the author and his artistic talent, but perhaps little on the young man.
Because before being Leopardi the intellectual, there was the young James. The Martone director with this film tries to tell the human side of the poet, his difficulties with emotional parents, his physical problems. Giacomo (Germano) is predestined to study as a child. His father, Earl Monaldo (Popolizio) and cultured man always wants the reactionary bent over books. James has no friends. In rare moments of leisure with our beloved brothers Charles and Pauline (Ragonese). It ‘a young elder, also marked by painful physical problems. The bones are deformed, bent by the weight of loneliness and lack of love. James dreams of petting, affection, esteem, but the mother cold, bigoted and anaffective deny him forever. Recanati for James soon becomes a prison, a place too small and provincial unable to satisfy his impulses and cultural freedom. From his window he observes perhaps the young Silvia die and the thought of death becomes a constant companion of the poet. James thanks to the support and esteem of fellow Jordanians (Binasco) with whom a rich exchange of letters, finds the courage to leave Recanati.Una important milestone in the life of Leopardi will stay in Florence, where you compare with other authors and especially with a mentality liberal and more open. Leopardi will be attracted by the ardor and political will hatch an aversion to the Papal State. In Florence know the Neapolitan revolutionary Antonio Ranieri (Riondolino) with which He formed a deep and lasting friendship Martone Leopardi shows us a more personal and intimate, a boy with the uncertainty from the point of view of sexual tastes indecisive, confused, probably. The final phase of his life James the spend in Naples, paradoxically, in difficult economic conditions. As often happens to people of talent and depth, even Leopardi is not appreciated by his contemporaries, not so much in style but the content defined excessively gloomy and negative.
Leopardi is called a pessimist, but it is a melancholy man, cynical, disillusioned that raises many questions about the existence of the world. One man, accustomed to silence and to observe others live. It was hard to tell the essence of Leopardi made ​​of stillness and contemplation, and the film captures the essence only in part. The script is divided into three historical moments: Bearing, Florence and Naples only convincing at times. The Leopardi child eager to learn about life and the world and its complex relationship of love with the father excites and engages the audience, but then the stupid attention causes a slower pace to slip into the final flat and boring. The pathos narrative focused on the inner struggle and intellectual Leopardi is narrated, described, but little heard. The viewer finds it difficult to enter into symbiosis with the protagonist, can not share the burden of existential loneliness and understand the reasons bottom up n.
Perhaps this project was to have an outlet for most film and television. Was prepared in a two-part event. Presented in this way, curious perhaps an adult audience, but let cool young.
Martone is directed by theater visionary, dreamlike, slow and predictable but does not add a quid creative and innovative product.
Elio Germano is a talented actor and probably a young man with sensitivity, but it is not a melancholy person. Interprets the melancholy, brings on the scene with dignity and skill solitude, shows the ambiguous intimacy of the character, but he can not do his.
Worthy of mention is Massimo Popolizio: able to make an effective and talented father figure in determining good and evil for the human and cultural growth of Leopardi.
The rest of the cast is without infamy and without praise.
Germano says with fervor the verses of the poet Leopardi, but the man remains leopards another thing with this warm representation.
The viewer can not capture all the nuances of a character unique and different from his own era. A man and unhappy victim of his intelligence and his reputation for knowledge. Soul painful but able to grasp better than the other changes in society and the torments of man
Leopardi was definitely a young fabulous and even then who knows if he lived to this day probably would go to a therapist and would take anti-depressants, but maybe in a medley and an operetta morale would take maybe an ice cream smiling walking in the crowd.

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