189. Festival Internazionale del Cinema di Roma – Soap Opera

festival

C’è sempre una prima volta:alcune sono belle, altre brutte, altre ancora da dimenticare. Ieri è stata la mia prima volta al Roma Film Festival, ei fu Festa popolare nata dall’idea dell’ex sindaco Veltroni. Negli anni precedenti avevo snobbato il Festival romano considerandolo abbastanza provinciale e auto celebrativo. Ogni città ha un festival o festa e la qualità è sempre a pagare il prezzo di questa famelica voglia d’apparire e di essere glamour. Il cartellone di quest’anno del Festival ha colpito la mia attenzione e così ho deciso di rompere il salvadanaio e di acquistare i salati biglietti(25 euro la serata inaugurale!). Ieri sera sono arrivato appena in tempo e con il fiatone nella quasi gremita sala Cecilia dell’Auditorium della Musica per vedere la cerimonia d’inizio del Festival condotta dal direttore Marco Muller e dalla Madrina:Nicoletta Romanoff.
Se Muller è stato un presentatore anonimo e di poche parole, la Romanoff si è dimostrata spigliata e un adeguata padrona di casa divertendo il pubblico con una gag su una paziente compulsivo da festival sul lettino dello psicanalista.
Il momento più emozionante della serata è stato sicuramente la consegna del Marco Aurelio alla carriera a Thomas Milian. L’ anziano attore italo cubano ritirando il premio dalle mani del collega Sergio Castellitto ha ringraziato commosso Roma e il suo pubblico per la stima e affetto ricevuti nella sua lunga carriera.
La breve e spartana cerimonia si è conclusa dopo che la Madrina ha spiegato le modalità del voto popolare per i film in concorso, novità voluta da Muller per riavvicinare il Festival allo spirito delle origini ovvero una Festa di popolo per il cinema.
Si sono spente le luci in sala ed è stato presentato il primo film in corso:

francini

“Soap Opera” scritto e diretto da Alessandro Genovesi e prodotto da Medusa Film e Colorado Film , con:Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Ale e Franz, Ricky Memphis, Diego Abatantuono, Elisa Sednaoui e Caterina Guzzanti. ”
E’ un film meritevole di un biglietto d’acquisto nella modalità“Ridotto” ed è stato un dignitoso porta bandiera dell’Italia in questa competizione.
Le soap opera sud americane negli anni ottanta hanno invaso le nostre tv allietando le giornate della casalinga di Voghera. Ma se osserviamo con attenzione la vita dei nostri condomini, non possiamo non rilevare che in fondo noi e gli stessi vicini di casa con le loro storie e abitudini possiamo essere protagonisti di una soap opera.
Partendo da questo spunto il regista Genovesi porta lo spettatore dentro la vita di un condominio a pochi giorni dal Capodanno. Non sappiamo in quale località italiana si muovono i protagonisti della nostra storia. La neve fa da sfondo e rende l’atmosfera se possibile ancora più favolistica e surreale. In rapida successione conosciamo i vari inquilini: Francesco (De Luigi) mollato dalla fidanzata Anna(Capotondi), già incinta di un altro uomo, perché un traditore seriale anche se ancora innamorato della ex. Paolo (Memphis) migliore amico di Francesco e prossimo padre, ma ossessionato dal dubbio di essere gay e d’amare l’amico. Alice(Francini) nota attrice di soap opera e con il vizio di avere relazioni con uomini che indossano una divisa. I fratelli Gianni e Mario( Alee e Franz) costretti a convivere e a sopportarsi nello stesso appartamento. La vita del condominio viene sconvolta dal suicido di un inquilino depresso dopo la morte della madre. Dalla Francia arriva la delicata fidanzata Francesca(Sednaoui) che ignara del gesto del fidanzato , era decisa a chiudere la storia.
Le indagini sul suicidio vengono condotte dall’ eccentrico maresciallo dei carabinieri Gaetano(Abatantuono) facendo scaturire equivoci e situazioni grottesche. Francesco colpito da Francesca si offre d’esserle vicino durante i funerali del fidanzato scatenando la gelosia di Anna mentre Paolo cerca in tutti i modi di scacciare i dubbi e incertezze dalla sua mente. La storia ha un inizio lento e compassato per poi gradualmente aumentare i giri del motore arrivando ad avere nel complesso un ritmo brioso e godibile che porta il pubblico ad appassionarsi alle vicende dei personaggi. Una sceneggiatura abbastanza originale nell’idea e ben sviluppata almeno per tre quarti di film per poi perdersi in scontato e prevedibile finale perdendo così incisività e interesse. I dialoghi sono briosi, brillanti e ben costruiti grazie anche al talento dell’efficace cast.
La regia è di buon livello anche se presenta alcuni limiti nella seconda parte del film scivolando in un contesto e atmosfera più televisiva non riuscendo a tenere costante la verve creativa e innovativa. I tempi della pellicola appaiono in alcuni momenti più teatrali e non idonei in questo contesto
Un cast che si dimostra omogeneo e compatto nel dare ad ogni singolo personaggio peculiarità interpretativa e spessore.
Fabio De Lugi convince nel ruolo dell’uomo sornione,innamorato e un po’ Peter Pan
Diverte Ricky Memphis per come riesce a rappresentare l’uomo dilaniato dal dubbio, forse la sceneggiatura poteva darli più spazio.
Chiara Francini si conferma una attrice vitale, poliedrica e capace di dosare con abilità i tempi comici senza mai essere eccessiva e volgare nel ruolo della mangiatrice di uomini.
Ale e Franz confermano di essere “una coppia di fatto” dal punto di vista artistico essendo l’uno complementare e spalla ideale dell’altro.
Abatantuono è volutamente sornione e ammiccante nel ruolo, strizza l’occhio al pubblico con i tempi giusti.
Apprezzabile l’interpretazione di Elisa Sednaoui a cavallo tra delicatezza ed eterea fanciullezza.
Forse un punto meno rispetto agli altri la prestazione della Capotondi.
Con il finale ,abbastanza riuscito, cala il sipario sui personaggi e sulle loro avventure rispettando la legge non scritta di ogni Soap opera che deve soddisfare tutti i gusti del pubblico senza scontentare nessuno regalando un sorriso non importa se malinconico o compiaciuto.

 

There’s always a first time: some are beautiful, others ugly, others to forget. Yesterday was my first time at the Rome Film Festival, and the People’s Party was the brainchild of former Mayor Veltroni. In previous years I had snubbed the Roman Festival considering quite provincial and self congratulatory. Every town has a festival or celebration and the quality is always to pay the price of this ravenous desire to appear and be glamorous. The program of this year’s Festival has caught my attention and so I decided to break the piggy bank and buy the salted tickets (25 euro the opening night). Last night I arrived just in time and with the breath in almost packed hall Cecilia Auditorium of Music to see the opening ceremony of the Festival conducted by the director Marco Muller and Godmother: Nicoletta Romanoff.
If Muller was a presenter anonymous and of few words, the Romanoff has proved to be self-confident and a proper hostess amusing the audience with a gag on a patient from compulsive festival on the psychoanalyst’s couch.
The most exciting moment of the evening was definitely the delivery of Marcus Aurelius career at Thomas Milian. The ‘old Italian actor Cuban receiving the prize from the hands of his colleague Sergio Castellitto thanked Rome and moved his audience to the esteem and affection received in his long career.
The short and spartan ceremony ended after the Godmother explained the manner of the popular vote for the films in competition, novelty desired by Muller to reconnect with the spirit of the origins of the Festival or a Feast of the people for the cinema.
They are the lights in the room and was presented the first film in progress “Soap Opera” written and directed by Alessandro Genovesi and produced by Medusa Film and Colorado Film with: Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Ale and Franz , Ricky Memphis, Abatantuono Diego, Elisa Sednaoui and Caterina Guzzanti.
It ‘a film worthy of a ticket purchase in the “Reduced” and it was a decent port flag of Italy in this competition.
The South American soap opera in the eighties have invaded our TV wowing the days of the home of Voghera. But if we look carefully at the lives of our condos, we can not fail to note that in the end we and the same neighbors with their histories and habits can be involved in a soap opera.
From this starting point the director Genovesi takes the viewer inside the life of a building just days before the New Year. We do not know in which locality Italian move the protagonists of our history. The snow is there and makes the atmosphere if possible even more fables and surreal. In rapid succession we know the various tenants: Francis (De Luigi) dumped by his girlfriend Anna (Capotondi), already pregnant with another man, because a serial cheater though still in love with ex. Paul (Memphis) best friend and neighbor Francesco father, but haunted by doubt to be gay and to love his friend. Alice (Francini) known soap opera actress, and with the habit of having relationships with men who wear a uniform. The brothers Gianni and Mario (Alee and Franz) forced to live and put up with in the same apartment. The life of the building is turned upside down by the suicide of a tenant depressed after his mother’s death. From France comes the delicate girlfriend Francesca (Sednaoui) unaware that the gesture of her boyfriend, it was decided to close the story.
The surveys are conducted by suicide ‘eccentric police sergeant Gaetano (Abatantuono) by grotesque situations and misunderstandings arise. Francis hit by Francesca offers of be near her during the funeral of her boyfriend sparking the jealousy of Anna while Paul tries in every way to dispel the doubts and uncertainties of his mind. The story has a beginning slow and measured and then gradually increase the rpm of the engine coming to have an overall enjoyable and lively rhythm that leads the public to passionately follow the adventures of the characters. An original idea and script quite well developed at least three quarters of the film and then get lost in obvious and predictable final punch and loses interest. The dialogues are lively, bright and well built thanks to the talented cast effective.
The director is good even if it has some limitations in the second part of the film slipping in a context and atmosphere more television failing to maintain a constant verve creative and innovative. The timing of the film appear in some of the most theatrical and unsuitable in this context
A cast that shows homogeneous and compact in giving each character peculiarities of interpretation and thickness.
Fabio De Lugi convincing in the role of man sly, love and a little ‘Peter Pan
Ricky Memphis for fun as unable to represent the man torn by doubt, perhaps the script could give them more space.
Actress Chiara Francini was confirmed as a vital, versatile and capable of dose skill with comic timing without being excessive and vulgar in the role of maneater.
Ale and Franz confirmed to be “an unmarried couple” from the artistic point of view being the one complementary and ideal shoulder of the other.
Abatantuono is deliberately sly and winking in the role, winks at the audience with the right timing.
Appreciable the interpretation of Elisa Sednaoui in between delicacy and ethereal childhood.
Maybe a point less than the other performance of the Hour.
By the end, quite successful, the curtain falls on the characters and their adventures respecting the unwritten law of every soap opera that should satisfy all tastes of the public upset anyone without giving a smile no matter whether melancholy or pleased.

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