170. Roma Fiction Fest- Qualunque Cosa Succeda-Giorgio Ambrosoli, una storia vera

festival

“La fiction è cultura. La fiction è la nuova letteratura”. No, non sono mie parole, anche se spero un giorno di dirle a Daria Bignardi durante “Le Invasioni Barbariche”.
Così si è espresso giovedì scorso Carlo Freccero direttore artistico del Roma Fiction Fest durante la conferenza stampa di presentazione del Festival alla Casa del cinema,a Villa Borghese..
La crisi morde, spaventa e inquieta. Girano pochi soldi e anche il Mondo dei Balocchi si è dovuto adeguare. Il presidente dell’ATP Marco Follini(si proprio lui,l’ Harry Potter della politica, ex segretario Udc ed ex vice premier del secondo governo Berlusconi) ha sottolineato come l’ottava edizione del Festival nasce sotto l’insegna della più rigorosa austerity:dagli 11 milioni del 2011 al 1,5 di budget di oggi.
Freccero ha promesso un festival di qualità, d’impegno civile e di critica anche senza grandi star.
Con questi rulli di tamburi, ieri sera sono tornato al Festival dopo un’assenza di sette anni.
L’Auditorium Parco della Musica è sicuramente un bel palcoscenico per raccontare il mondo attraverso la fiction che, come recitano i cartelloni, spesso anticipa la realtà.
La serata inaugurale è partita con l’omaggio all’avvocato Giorgio Ambrosoli, forse nome sconosciuto alle nuove generazioni e anche per questo la fiction”Qualunque cosa succeda” con PierFrancesco Favino è più che mai utile e necessaria.
Chi era Giorgio Ambrosoli? Come raccontare a un ragazzo d’oggi un eroe anche se privo di maschera e super poteri? Giorgio Ambrosoli era una persona normale, un lavoratore, un padre di famiglia e soprattutto un servitore dello Stato.
Nel 1974 Ambrosoli, apprezzato per le sue competenze, riservatezza e indipendenza, fu nominato dall’allora governatore della Banca d’Italia,Guido Carli, commissario liquidatore della Banca Privata italiana del discusso banchiere Michele Sindona.
Gli anni 70 sono stati un periodo storico difficile, drammatico e complesso del nostro Paese e tante oscure forze si contrapponevano allo Stato.
Ambrosoli inizierà un certosino e scrupoloso lavoro d’indagine per comprendere i perché del crack della banca e soprattutto metterà in luce le illecite manovre finanziare di Sindona.
La fiction diventa presto un duello serrato tra Ambrosoli(Favino) e Sindona(Popolizio). Due figure distanti, diverse,opposte. Sindona è un uomo spregiudicato, manipolatore, avido e senza scrupoli. Ambrosoli rappresenta l’onestà, la correttezza, e la dignità dello Stato che non vuole scendere a patti con i criminali.
Fuggito all’arresto e scappato in America, Sindona cercherà in tutti i modi di ostacolare l’indagine di Ambrosoli, chiedendo aiuti ai suoi amici potenti, minacciando e promettendo.
Ambrosoli ben presto si troverà solo in questa sfida. I poteri forti cercheranno di ostacolarlo, impaurirlo, sedurlo. Dopo un’iniziale diffidenza troverà un prezioso alleato nel maresciallo della Finanza Silvio Novembre(Andrea Gherpelli), anche lui uomo di Stato, duro e puro.
La fiction racconta anche il lato umano e privato del protagonista. Un uomo che ama i suoi tre figli e la moglie Anna(Caprioli),ma che nonostante le minacce e il rischio di perderli, non cesserà la sua missione. Ambrosoli scrive una lettera testamento alla moglie in cui la invita ad essere forte come sempre perché “Qualunque cosa succeda, cara Anna, tu saprai cosa fare e cosa dire ai nostri figli e trasmettere i miei ideali di Paese e di famiglia”.
Se fosse un fumetto Marvel, alla fine il nostro eroe vincerebbe l’epica battaglia contro il nemico e la pace tornerebbe a regnare. Ma questo non è un fumetto, purtroppo. Michele Sindona aveva anche amicizie pericolose. Fu il mandante dell’assassinio di Giorgio Ambrosoli. Un killer assoldato dalla mafia uccise l’avvocato l’undici luglio del 79 mentre stava rientrando a casa, quando ormai il cerchio giudiziario sul banchiere si stava chiudendo.
Pier Francesco Favino onora la memoria di Giorgio Ambrosoli con un’interpretazione intensa, commovente, forte. Indossa con efficacia la maschera del decoro e dell’onestà.
Il suo alter ego Sindona è ben rappresentato da Massimo Popolizio,le sue espressioni facciali esaltano la figura negativa del banchiere.
Menzione particolare per Andrea Gherpelli(nome personalmente sconosciuto fino a ieri) è davvero di rilievo la sua interpreazione. Forma con Favino una coppia ben assortita e affiata emozionando pubblico con il volto positivo dello Stato.
La sceneggiatura e i dialoghi sono ben scritti e costruiti, riuscendo a tenere costante il pathos narrativo e la funzione storica di ricostruzione degli eventi.
Forse la regia non brilla per creatività e innovazione, ma riesce nell’intento di coniugare racconto verità e show, regalando buone vibrazioni emotive al pubblico.
Tranne il governatore Baffi al funerale di Ambrosoli, lo Stato sarà colpevolmente assente. Uno Stato che aveva il volto di Giulio Andreotti che, fino all’ultimo in maniera discutibile e inopportuna, dirà dell’uomo Ambrosoli” se l’andava cercando”.
Ieri sera con la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in qualche modo arrivano delle scuse tardive e un doveroso riconoscimento al servitore dello Stato,
Il figlio dell’avvocato, Umberto, ieri sera presente, ha detto prima della proiezione”Spero che questa fiction possa contribuire a formare una coscienza più profonda del cittadino e soprattutto a renderlo più partecipe della nostra società”. Non si può non essere d’accordo.
Ci piace pensare che da lassù Giorgio Ambrosoli vedendo la sua fiction, fumandosi l’ennesima sigaretta abbia sorriso e detto”Ne è valsa comunque la pena per il mio Paese”e tutto questo un fumetto della Marvel non lo fa provare.
“Qualunque cosa succeda, Giorgio Ambrosoli, una storia vera” prossimamente su Rai Uno.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

“Fiction is culture. The drama is the new literature. “No, they are not my words, although I hope one day to tell her to Daria Bignardi during “The Barbarian Invasions”.
So spoke last Thursday Carlo Freccero artistic director of the Rome Fiction Fest at the press conference of presentation of the Festival at Casa del Cinema in Villa Borghese ..
The crisis bites, scared and anxious. They turn a little money and also the World of Toys has had to adjust. The president of the ATP Marco Follini (it’s him, the ‘Harry Potter politics, former UDC secretary and former deputy premier of the second Berlusconi government) has pointed out that the eighth edition of the festival was born under the sign of the most rigorous austerity: from 11 million in 2011 to 1.5 in today’s budget.
Freccero has promised a festival of quality, civic engagement and critique, even without big stars.
With these drum rolls, last night I returned to the Festival after an absence of seven years.
The Auditorium Parco della Musica is definitely a nice stage to tell the world through fiction that, as they state on the billboards, often anticipates the reality.
The opening ceremony began with a tribute to the lawyer Giorgio Ambrosoli, maybe name unknown to the younger generation and for this reason the fiction “Whatever happens” with PierFrancesco Field bean is more than ever necessary and useful.
Who was George Ambrosoli? How to tell a guy today a hero even without a mask and super powers? Giorgio Ambrosoli was a normal person, a worker, a family man and above all a servant of the state.
In 1974 Ambrosoli, known for its expertise, confidentiality and independence, he was appointed by the then governor of the Bank of Italy, Guido Carli, the liquidator of the Private Bank discussed the Italian banker Michele Sindona.
The 70’s were a difficult period of history, dramatic and complex of our country and so many dark forces were opposed to the state.
Ambrosoli begin a meticulous and painstaking detective work to understand why the crack of the bank and especially bring to light the illegal maneuvers finance Sindona.
The fiction soon became a close duel between Ambrosoli (Field bean) and Sindona (Popolizio). Two distant figures, different, opposite. Sindona was a man ruthless, manipulative, greedy and unscrupulous. Ambrosoli is the honesty, fairness, and dignity of the state that does not want to come to terms with the criminals.
Escaped arrest and fled to America, Sindona will try in every way to obstruct the investigation of Ambrosoli, asking aid to his powerful friends, threatening and promising.
Ambrosoli soon you will only find in this challenge. The powers that be will try to prevent it, to frighten, seduce him. After initial suspicion will find a valuable ally in the marshal of Finance Silvio Novembre (Andrea Gherpellli), who was also a statesman, hard and pure.
The fiction also tells the human side of private and protagonist. A man who loves his three children and his wife Anna (Caprioli), but that despite the threats and the risk of losing them, will not cease his mission. Ambrosoli testament writes a letter to his wife that encourages you to be as strong as ever because “Whatever happens, dear Anna, you will know what to do and what to say to our children and to convey my ideals of country and family.”
If it was a Marvel comic book, in the end our hero would win the epic battle against the enemy, and peace would return to reign. But this is not a comic book, unfortunately. Michele Sindona was too dangerous friendships. He was the instigator of the murder of George Ambrosoli. A killer hired by the Mafia killed the lawyer of the 11 July 79 as he was returning home, by which time the judicial circle on the banker was closing.
Pier Francesco Favino honors the memory of George Ambrosoli interpretation with intense, moving, strong. Effectiveness wears the mask of decency and honesty.
His alter ego Sindona is well represented by Massimo Popolizio, his facial expressions emphasize the negative figure of the banker.
Special mention for Andrea Gherpelli (name unknown person until yesterday) is really important his interpreazione. Field bean shape with a well-matched couple and affiata thrilling audiences with the positive face of the state.
The screenplay and dialogues are well written and constructed, managing to keep constant the pathos narrative and the historical function of the reconstruction of the events.
Perhaps the director does not shine for creativity and innovation, but succeeds in combining story and show the truth, giving good emotional vibration to the public.
Except the governor Mustache funeral Ambrosoli, the state will be guilty absent. A state that had the face of Giulio Andreotti, until the last in a questionable and inappropriate, tell Ambrosoli man “if he went looking for.”
Last night with the presence of the President of the Republic Giorgio Napolitano, somehow arriving late apology and a fitting recognition of the servant of the state,
The lawyer’s son, Umberto, last night there, said before the screening of “I hope this drama can contribute to a deeper consciousness of citizens and especially to make it a sharer in our society.” One can not but agree.
We like to think that there Giorgio Ambrosoli seeing his fiction, fumandosi another cigarette he smiled and said, “It was worth still worth it for my country” and all this a Marvel comic does not try.
“Whatever happens, Giorgio Ambrosoli, a true story” coming soon on Rai Uno.

favino

Annunci

169. Senza Nessuna pietà

senza nessuna pietà

Il biglietto d’acquistare per “Senza Nessuna Pietà” è:1)Manco Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Senza Nessuna Pietà” è un film del 2014 scritto e diretto da Michele Alhaique. Prodotto da Per Francesco Favino. . Con Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado, Adriano Giannini, Ninetto Davoli.
La vita è un costante bivio. Ogni giorno sei chiamato a fare delle scelte. Non ricordo dove l’ho letto ma la frase mi colpì molto”Attento a non fare mai arrabbiare una persona buona, la sua cattiveria sarà senza limiti”.
Spesso ci lamentiamo che il cinema italiano sia ridotto a fare commedie volgari, natalizie e banali.
Le sceneggiature sembrano fatte con lo stampino, la creatività sembra essersi persa nella selva oscura.
L’esordio in un lungometraggio di Alhaique ha sicuramente il merito di gettare un sasso nello stagno e tenta di muovere l’acqua stagnante.
La critica ha definito questo film un noir all’italiana. Personalmente non sono d’accordo.
Dopo pochi minuti di visione, nella mia mente ho immaginato il cartone“La Bella e la Bestia” ambientato a Roma, quello si in salsa noir.
La “Bestia” è Mimmo(Favino), uomo taciturno, burbero, malinconico, ufficialmente muratore, ma di fatto l’uomo di fiducia di zio Santili(Davoli), vecchio “cravattaro” per recuperare i crediti in qualsiasi modo dai clienti.
Lo spettatore sa poco di Mimmo, la sua vita scorre tra il cantiere e l’opera di riscossione eseguita insieme all’amico maniaco sessuale Roscio(Gioè).
Mimmo sembra a disagio nella sua seconda vita, eppure non protesta mai, obbedisce agli ordini,anche a quelli più sgradevoli del cugino playboy e soprattutto manesco Manuel (Giannini).
L’equilibrio muta, quando Mimmo conosce la sua “Bella”, Tania(Scarano), una sorta di Lolita della Cociaria.
Mimmo ha il compito di portare Tania a casa di Manuel per un festino, ma il nostro protagonista si rifiuta e reagisce.
Picchia selvaggiamente il cugino e scappa con la ragazza. Vi aspettereste una fuga a perdi fiato per fuggire ai sicari del furente zio, ma non è cosi. Mimmo e Tania trovano rifugio da Pilar(Peynado), la colf del primo.
Vivono così la loro breve, intensa e casta storia d’amore con lo sfondo del litorale romano.
La forza del film è sicuramente nel cast. Tutti talentuosi e adeguati al compito.
Favino recita con il corpo, con gli occhi, e con i suoi silenzi. Il suo Mimmo commuove, coinvolge il pubblico nonostante un passato misterioso, immaginando quanto lo abbiamo condizionato.
Favino dimostra come un vero Attore, possa incidere e colpire anche con la pancia e con la barba lunga.
Greta Scarano è cresciuta molto artisticamente dai suoi esordi in un “Posto al Sole”.Ha acquistato esperienza e sicurezza con la fiction “Squadra Antimafia”, dimostrando con il personaggio di Tania, di poter ambire a ruoli diversi e complessi.
Scarano riesce con abilità e bravura nello stesso tempo Lolita una ragazza bisognosa d’affetto, coniugando seduzione, bellezza e dolcezza.
La coppia Favino-Scarano è azzeccata, piace e rende bene l’idea di come gli “opposti possano attrarsi”.
Claudio Gioè conferma la sua versatilità artistica e trasformismo. Riesce a dare ai suoi personaggi “negativi”, un’ anima e uno spessore non indifferente.
Incisivi e meritevoli di un plauso anche Adriano Giannini e Ninetto Davoli nei rispettivi ruoli.
Con il mio amico Guido Vitiello abbiamo spesso discusso su quanto sia necessario che il lettore sappia di una storia in un romanzo, per lui non è sempre necessario raccontare tutto, lasciando spazio alla fantasia .Ebbene una delle criticità di questo film è proprio nella sceneggiatura che nel tentativo di raccontare il minimo indispensabile, finisce per non creare i collegamenti necessari tra i vari personaggi. Non esiste un filo rosso che li unisce, ci sono troppi vuoti e la struttura narrativa ne risente .Lo spettatore può immaginare, il mistero piace, ma anche i più bei noir hanno bisogno di un soggetto definito.
La regia è nel complesso di buona qualità, anche se ha uno stile più televisivo e non riesce a mantenere un ritmo costante per tutto il film. Bravo nell’esaltare le qualità dei singoli attori, ma mostra qualche limite a farne squadra per far compiere al film il salto qualità decisivo.
Il finale cupo e drammatico è coerente con la storia, riesce a trasmettere pathos ed emozione allo spettatore che non potrà non dire alla fine che non sempre le favole hanno un lieto fine.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin” :http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

Buy the ticket for “No No Pity” is: 1) Gave Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“No Without Pity” is a 2014 film written and directed by Michele Alhaique. Manufactured by For Francis Field bean. . With Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado, Adriano Giannini, Ninetto Davoli.
Life is a constant crossroads. Every day you are called to make choices. I do not remember where I read it but I was struck by the phrase “Be careful never to upset a good person, his wickedness will be without limits.”
We often complain that Italian cinema has been reduced to vulgar comedies, Christmas and banal.
The scripts seem cookie-cutter, creativity seems to have been lost in the dark forest.
The debut in a feature film Alhaique certainly has the merit of throwing a pebble in the pond and try to move the stagnant water.
The critics have called this film a noir Italian. Personally I do not agree.
After a few minutes of viewing, in my mind I imagined the cartoon “Beauty and the Beast” set in Rome, in what is noir sauce.
The “Beast” is Mimmo (Field bean), taciturn man, gruff, melancholy, officially mason, but in fact the confidant of Uncle Santili (Davoli), old “cravattaro” to recover the debts in any way by the clients.
The viewer knows little about Mimmo, his life flowing between the shipyard and the work of collecting executed together with his friend sex maniac Roscoe (Gioè).
Mimmo looks uncomfortable in his second life, yet never complains, obeying orders, even those of the most unpleasant and most abusive playboy cousin Manuel (Giannini).
The balance molt, when Mimmo knows her “Bella”, Tania (Scarano), a sort of Lolita Cociaria.
Eric has the task of bringing Tania at the home of Manuel for a party, but our hero refuses and reacts.
Savagely beat his cousin and escapes with the girl. You would expect a leak to lose breath to escape the fury of the hitmen uncle, but it is not. Mimmo and Tania find refuge from Pilar (Peynado), the maid of the first.
They live so their brief, intense and pure love story with the background of the Roman coast.
The strength of the film is definitely in the cast. All talented and adequate to the task.
Favino states with the body, eyes, and with his silence. His Mimmo moves, engages the audience despite a mysterious past, imagining how we conditioned.
Favino demonstrates how a real Actor, and may affect also affect the stomach and with a long beard.
Greta Scarano has grown artistically from his beginnings in a “Place in the Sun” .It acquired experience and confidence with the drama “Anti-Mafia Squad,” showing the character of Tania, to aspire to roles and complex.
Scarano manages with skill and prowess at the same time a Lolita girl in need of affection, combining seduction, beauty and sweetness.
The couple Favino-Scarano is apt, like and gives a good idea of how “opposites can attract each other.”
Claudio Joey confirms his artistic versatility and transformation. He manages to give his characters’ negative ‘, a’ soul and a thickness not indifferent.
Incisors and worthy of praise even Adriano Giannini and Ninetto Davoli in their respective roles.
With my friend Guido Vitiello we have often discussed how necessary it is that the reader knows of a story in a novel, for it is not always necessary to tell everything, leaving room for the imagination yeah we one of the critical aspects of this film is just the script that in an attempt to tell the bare minimum, it ends up not create the necessary links between the various characters. There is a common thread that unites them, there are too many gaps and narrative structure suffers .The viewer can imagine, the mystery of love, but also the most beautiful noir needs a defined subject.
The director is on the whole good quality, although it has a more television and fails to maintain a steady pace throughout the film. Bravo in praising the quality of the individual players, but it shows some limitations to make the team to make the leap to film quality decisive.
The final dark and dramatic is consistent with the story, manages to convey pathos and emotion that the viewer can not help but say at the end that fairy tales do not always have a happy ending.

168. The Giver -il mondo di Jonas

the giver

Il biglietto d’acquistare per “The Giver, il mondo di Jonas” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“The Giver, il mondo di Jonas”è un film del 2014 diretto da Phillip Noyce, adattamento cinematografico del romanzo fantascientifico distopico The Giver – Il donatore di Lois Lowry .scritto da Michael Mitnick,con: Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Katie Holmes, Odeya Rush.
Lo confesso, non amo i romanzi di genere dispotico, non amo le mode e i film a sfondo politico il più delle volte mi annoiano. Personalmente considero le nefandezze della politica superiore a qualsiasi creatività di uno sceneggiatore o scrittore famoso.
Eppure fate uno sforzo e immaginate una società in un futuro non troppo lontano dove la popolazione è divisa in “Comunità” magari dopo un disastro apocalittico che chiameremo “La Rovina”.
Immaginate che gli abitanti di queste “Comunità”siano dei perfetti e inconsapevoli sociopatici.
Le emozioni, la memoria, le diversità sociali, culturali e religiose sono bandite e cancellare dalla mente e dal cuore di ogni singolo individuo.
State immaginando? Bene, queste “Comunità” sono governate dagli Anziani in base a regole rigide, dure e schematiche.
Ebbene se state immaginando siete giunti nel mondo di Jonas(Thwaites), giovane ragazzo che nonostante tutto, sente d’essere diverso e distante dal suo mondo. Ha due cari amici Fiona(Rush) e Asher e una famiglia adottiva ligia alle regole e una madre (Holmes) fanatica e totalmente sottomessa al volere degli Anziani.
Il destino di Jonas si compie nel giorno dell’assegnazione del proprio ruolo nella Comunità. Elder(Streep) Ia leader degli Anziani lo affida alle cure del Giver(Bridges). Jonas diventa così suo allievo, con lo scopo di diventare il nuovo raccoglitore delle memorie. Bridges diventa nello stesso tempo “Il Donatore” e mentore del ragazzo. Per Jonas inizia così un viaggio che lo porterà a conoscere la vera essenza della vita: sentire, ascoltare, provare emozioni. La sua fame di conoscenza, lo porterà a conoscere la bellezza dell’Amore e soprattutto quanto falso e vuoto sia il suo mondo. Un mondo che definisce l’omicidio di bambini malati e vecchi come “Collocare Altrove”.Jonas per amore di un bambino destinato ad essere “Collocato” decide di sfidare gli Anziani e di ridare colore e vita al suo popolo, restituendogli la possibilità di ricordare e provare emozioni.
Il film parte in banco e nero per evidenziare il senso di cupezza e d’oppressione delle scene, per poi diventare colorato per esaltare il cambiamento dell’atmosfera attraverso gli occhi del protagonista.
La sceneggiatura è ricca di metafore e riflessioni filosofiche ben elaborate e sviluppate senza cadere nell’eccessiva retorica .I dialoghi ben costruiti e interpretati riescono a tenere alto il pathos narrativo.
La regia non è particolarmente creativa e incisiva, ma riesce comunque a condurre il film con buon coerenza narrativa e con discreto ritmo.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”: http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for “The Giver, Jonas’s world” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“The Giver, Jonas’s world” is a 2014 film directed by Phillip Noyce, the film adaptation of the dystopian science fiction novel The Giver – Lois Lowry The donor .scritto by Michael Mitnick, with Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Meryl Streep, Alexander Skarsgård, Katie Holmes, Odeya Rush.
I confess, I do not like the genre novels despotic, I do not love the fashions and films with a political background more often than not bore me. Personally, I consider the atrocities of politics than any creative writer or a famous writer.
Yet you make an effort and imagine a society in a not too distant future where the population is divided into “Community” perhaps after an apocalyptic disaster that we call “The Ruin.”
Imagine that the inhabitants of these “Community” are unaware of the perfect and sociopaths.
The emotions, memory, social diversity, cultural and religious are banned and erase from the mind and heart of every individual.
Are you imagining it? Well, these “Community” shall be governed by the Elders according to strict rules, hard and schematic.
Well if you are imagining you have come to the world of Jonas (Thwaites), a young boy who, despite everything, he feels to be different and distant from his world. He has two dear friends Fiona (Rush) and Asher and an adoptive family rules and a dutiful mother (Holmes) fanatical and totally submissive to the will of the Elders.
The fate of Jonas takes place on the day the assignment of its role in the Community. Elder (Streep) Ia leader of the Elders entrusted him to the care of the Giver (Bridges). Jonas becomes his pupil, with the aim of becoming the new collector of memories. Bridges becomes at the same time “The Giver” and mentor to the boy. Jonas begins a journey that will lead him to discover the true essence of life, feel, hear, feel emotions. His hunger for knowledge led him to learn about the beauty of love, and especially what is false and empty his world. A world that defines the killing of sick children and old people as “Place Elsewhere” .Jonas for the love of a child destined to be “Placed” decides to challenge the elders and to restore color and life to his people, restoring the ability to remember and emotions.
The film begins in bench and black to highlight the sense of gloom and oppression of the scenes, and then become colored to enhance the change of the atmosphere through the eyes of the protagonist.
The screenplay is full of metaphors and philosophical reflections well elaborated and developed without falling in the excessive rhetoric .I dialogues well constructed and interpreted manage to keep up the narrative pathos.
The direction is not particularly creative and incisive, but still managed to lead the film with good narrative coherence and discreet pace.

167. Colpa delle stelle(John Green) – Sex Tape-Finiti in Rete

libro

“Colpa delle stelle” è un libro del 2012 scritto da John Green e pubblicato in Italia dalla Rizzoli.
Fino a due settimane fa non conoscevo John Green e non sapevo nulla del “fenomeno” Colpa delle Stelle che ha stregato e commosso milioni di lettori.
Come al solito “ho recuperato” rapidamente vedendo prima il film e ora leggendo il libro.
E’ difficile stabilire cosa sia più bello e intenso dei due. Entrambi colpiscono e avvolgono il lettore/spettatore in un mondo pieno d’emozioni e riflessioni.
Il film si differenzia poco dal libro,i pochi cambiamenti nella sceneggiatura sono nel complesso accettabili e condivisibili.
Raramente la trasposizione cinematografica di un libro risulta convincente e vincente.
Spesso lo spirito del libro viene tradito per amore del botteghino e per discutibili gusti e interessi del produttore.
Perché uno spettatore diversamente ignorante come il sottoscritto, dovrebbe leggere pure il libro?
Domanda legittima e la risposta per quanto possa risultare stucchevole e disarmante è questa: Colpa delle stelle va anche letto per commuoversi e pensare, se possibile, con maggiore profondità e forza.
Colpa delle stelle è nello stesso tempo una storia d’amore, di morte, dolore e speranza.
Un libro anche se rivolto al pubblico giovanile, tocca in vero le corde emotive anche dei più grandi.
Il cancro è la nuova peste, quando “entra” nella vita di una famiglia, ne distrugge l’equilibrio e l’armonia per sempre.
L’autore raccontandoci la storia d’amore di Hazel e Augustus, giovani, malati e innamorati, accompagna il lettore in questo girone dantesco di sofferenza e dolore attraverso gli occhi e soprattutto il cuore dei protagonisti. Hazel è una ragazza di 16 anni, ma la malattia l’ha fatta maturare e diventare donna presto. Non ha i sogni e i capricci delle sue coetanee. È consapevole del suo destino, aiuta e sorregge i suoi stessi amorevoli genitori in questo viaggio senza ritorno.
L’incontro inaspettato, con Augustus, il volto dell’ottimismo e della positività nonostante tutto, la porta a vivere dei momenti unici e soprattutto a provare sentimenti impensabili.
Il libro ci mostra come gli adulti vivono e reagiscono alla malattia dei loro figli, senza censurare la paura della perdita.
Augustus non teme la morte, ma bensì l’oblio. L’oblio spaventa e inquieta. Il ricordo è forse l’unica eredità che lasciamo nel nostro passaggio in questo mondo.
Lo stile di Green è caldo, diretto, semplice. Le sue parole sono evocative e spingono il lettore ad immaginare le scene lette. Davvero toccante la scena del bacio tra i protagonisti nella casa di Anna Frank. Il libro seppure nel suo finale tragico è un invito alla speranza. Il lettore insieme ad Hazel comprende davvero che la forza dell’amore è l’unico ed indelebile segnale che l’uomo può lasciare sulla terra. Amare e farsi amare resta un privilegio di pochi e se nel momento dell’addio avrai qualcuno che ti stringerà la mano, non potrai non dire alla tua compagna sorridendo”Okay, sono pronto”.

“Blame the Stars” is a book written by John Green in 2012 and published in Italy by Rizzoli.
Until two weeks ago I did not know John Green and I did not know anything about the “phenomenon” Blame the Stars who has bewitched and touched millions of readers.
As usual, “I recovered” quickly before seeing the movie and reading the book now.
It ‘hard to say what the most beautiful and intense of the two. Both hit and wrap the reader / viewer into a world full of emotions and thoughts.
The film differs little from the book, the few changes in the script are on the whole acceptable and shareable.
Rarely, the film adaptation of a book is convincing and winning.
Often the spirit of the book is betrayed for the sake of the box office and questionable tastes and interests of the producer.
Because otherwise a spectator as ignorant as myself, should also read the book?
Legitimate question and the answer to what can be cloying and disarming is this: Blame the stars should also be moved to the bed and think, if possible, with greater depth and strength.
Blame the star is at the same time a story of love, death, pain and hope.
A book, even if aimed at young audiences, in real touches the emotional strings of even larger.
Cancer is the new plague, when “enter” in the life of a family, it destroys the balance and harmony forever.
The author telling the love story of Hazel and Augustus, the young, sick and in love, takes the reader on this Dante’s circle of suffering and pain through the eyes and especially the heart of the protagonists. Hazel is a 16 year old girl, but the disease has matured and become a woman soon. It does not have dreams and whims of her peers. He is aware of his destiny, helps and supports his own loving parents in this journey of no return.
The unexpected encounter with Augustus, the face of optimism and positivity in spite of everything, the door to live unique moments and especially feelings unthinkable.
The book shows us how adults live and react to the illness of their children, without censoring the fear of loss.
Augustus does not fear death, but rather oblivion. Forgetfulness scared and anxious. The memory is perhaps the only legacy that we leave in our passage through this world.
Green style is warm, direct, simple. His words are evocative and urge the reader to imagine the scenes read. Really touching the kissing scene between the protagonists in the Anne Frank House. The book even in its tragic ending is a call to hope. The reader along with Hazel who really understands the power of love is unique and indelible sign that the man can leave on the earth. To love and be loved is a privilege of the few at the moment of farewell, and if you have someone you shake hands, you can not say to your companion, smiling, “Okay, I’m ready.”

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

sex tape 2

Il biglietto d’acquistare per “Sex Tape” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Sex Tape” è un film del 2014 diretto da Jake Kasdan, scritto da Kate Angelo, Nicholas Stoller,Jason Segel, Con Jason Segel, Cameron Diaz, Rob Lowe e Jack Black.

Che differenza c’è tra “Fare l’amore” e “Fare sesso ?”
I romantici mi risponderanno sospirando che si fa l’amore con la persona amata, invece l’edonista ridendo e magari accendendosi la sigaretta sosterrà che l’unica differenza è avere un rapporto con o senza profilattico.
Due visioni diverse e antitetiche, ma entrambi probabilmente vere. Ma sia i romantici che gli edonisti quando smettono di desiderare il proprio compagno e guardano il sesso come una cosa noiosa e da evitare?
La riposta più vicina alla verità, potrà dartela una coppia sposata da anni e con figli:la routine e il mutuo tolgono ogni fantasia e distruggono il desiderio.
Occorre quindi cercare di riaccendere la fiamma e inventarsi nuove fantasie.
Il calo della libido colpisce tutti, coppie giovani e non.
Nell’epoca dei selfie compulsivi e dilaganti, ormai la camera da letto non è più un luogo sacro e inviolabile. La “normalità” è riprendersi nell’intimità e magari eccitarsi nel rivedersi dopo.
Siti come youporn e affini sono diventate delle realtà consolidate.
Il film parte da questa considerazione e da un tema di grande attualità (le foto osè rubate a Jennifer Lawrence da un hacker) per raccontare la vita di una coppia di quarantenni Jay(Segel) e Anne(Diaz) innamorati, genitori felici, ma sessualmente insoddisfatti. La loro vita sessuale è piatta, assente, dopo i bollori del college e gli anni del fidanzamento.
Entrambi impegnati nel lavoro e nel crescere i figli, non hanno proprio la forza di cercarsi e desiderarsi come un tempo.
Così una sera, Anne per festeggiare un successo lavorativo propone al marito di riprendersi mentre fanno sesso. L’esperienza se da parte risulta intensa e piacevole, dall’altra provocherà una serie d’imbarazzanti problemi per la coppia. Jay dimentica di cancellare il video che viene, per errore,condiviso agli I POD degli amici. Così la coppia inizia una folle notte per recuperare i vari I POD tra varie gag grotteschi e surreali fino ad arrivare a distruggere i server del sito You Porn.
Il film non decolla quasi mai, arranca tra luoghi comuni e scene abbastanza scontate.
Seppure lodevole l’impegno della coppia Segel- Diaz, non si vede l’alchimia tra i due personaggi.
Recitano un copione senza particolare trasporto e coinvolgimento. Cameron Diaz è una bella quarantenne e lo mostra con generosità in alcune scene, ma non basta a scaldare il pubblico in sala.
La sceneggiatura è monocorde, con rari sussulti comici e il pathos narrativo coinvolge poco lo spettatore. Si contano sulla punta della mano le scene davvero divertenti dove è possibile che scatti una risata.
La regia è senza infamia e senza lode non riuscendo a dare ne complesso al film un ritmo avvincente e convincente.
Menzione particolare per Jack Black nel suo cameo come proprietario del sito You Porn.
Sono sue le scene più riuscite e che in qualche modo raccontano l’essenza del film.
Ci si filma, ci si fotografa per nascondere altri problemi nella coppia.
Tentare di provare un emozione attraverso un video, mostra quanto l’assenza di vere e reali emozioni oggi colpisca tante coppie.
Il finale riuscito è sicuramente un invito a vivere di più piuttosto che filmarsi.

The ticket purchase for “Sex Tape” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Sex Tape” is a 2014 film directed by Jake Kasdan, written by Kate Angelo, Nicholas Stoller, Jason Segel, With Jason Segel, Cameron Diaz, Rob Lowe and Jack Black.

What is the difference between “making love” and “sex?”
The Romantics I will respond with a sigh that you make love with your loved one, the hedonist instead laughing and maybe lighting his cigarette will argue that the only difference is having a relationship with or without a condom.
Two different visions and antithetical, but both probably true. But both the romantic that the hedonist when they cease to desire their partner and look at sex as something boring and should be avoided?
The answer closest to the truth, a married couple can give it to you for years and with children: the routine and take off the mortgage every fantasy and desire to destroy.
It is therefore necessary to try to rekindle the flame and invent new fantasies.
The decline in libido affects everyone, couples young and old.
In an age of rampant selfie compulsive and now the bedroom is no longer a sacred and inviolable. The “normality” is to recover the intimacy and maybe excited to meet again in the next.
Sites like youporn and related services have become established reality.
The film takes off from this account and a very topical issue (risqué photos stolen by a hacker to Jennifer Lawrence) to tell the life of a couple in their forties Jay (Segel) and Anne (Diaz) in love, happy parents, but sexually dissatisfied. Their sex life is flat, absent after the boiling of the college and the years of engagement.
Both engaged in work and raise children, do not have quite the strength to look for and how to be desired time.
So one night, Anne to celebrate a successful working husband proposes to recover while having sex. The experience if the part is intense and pleasant, the other will result in a series of embarrassing problems for the couple. Jay forget to delete the video that is, by mistake, I shared the POD friends. So the couple begins a crazy night to retrieve the various PODs between various gag grotesque and surreal until you get to destroy the server You Porn site.
The film does not take off almost anything, trudging between cliches and scenes quite obvious.
While laudable commitment of the couple Segel- Diaz, you do not see the chemistry between the two characters.
Recite a script without special transport and involvement. Cameron Diaz is a beautiful forty year old and shows it with generosity in some scenes, but not enough to warm up the audience.
The script is lackluster, with few gasps comic pathos and narrative involves little the viewer. You count on the tip of the hand really funny scenes where you can click a laugh.
The direction is without infamy and without praise failing to give it all to film a compelling and convincing rhythm.
Special mention to Jack Black in his cameo as the owner of the site You Porn.
These are his most successful scenes and that somehow tell the essence of the film.
There are films, one photographer to hide other problems in the couple.
Groped to try an emotion through a video, it shows how the absence of true and real emotion affects many couples today.
The final, successful is definitely an invitation to live more than taped.

 

166. Squadra Antimafia

antimafia

Ci sono vari modi per raccontare una storia. Esistono vari tipi di linguaggi e di stili. La televisione e le fiction, spesso, anticipano la realtà e ci raccontano come la società stessa stia mutando.
Parlare di mafia è sempre complesso,descriverla e comprenderla lo è ancora di più.
La mafia cambia pelle spesso e velocemente, è quasi invisibile, ma non per questo meno pericolosa.
L’’opinione pubblica ha negli occhi le figure di Totò Riina e Bernardo Provenzano come massimi e feroci esponenti della Cupola. Francis Ford Coppola con “Il Padrino” ha descritto e raccontato in maniera “epica e magistrale” la mafia “old style”.
Ma come è la mafia 2.0? Difficile dare una risposta precisa, nel corso degli anni le indagini di polizia e magistratura hanno evidenziato come ai vertici dell’associazione mafiosa ci siano spesso figure femminili, se possibile, ancora più feroci e determinate degli uomini.
Partendo da questo dato, dal 2009 la Taodue ha portato sui i nostri schermi la fiction “Squadra Antimafia”che raccoglie da anni un meritato successo.
Confesso di non essere un fan della prima ora, da siciliano ho una certa riluttanza a vedere dei programmi che pretendono di raccontare e descrivere la Sicilia e l’anima del mio popolo.
Perchè Squadra Antimafia piace nel tempo e ha portato popolarità e successo ai suoi interpreti?
Potrei farvi tante ipotesi, ma dopo averlo incominciato a seguire con continuità dalla quinta stagione, basiamoci sui fatti.
Per prima cosa sono stati scelti dei bravi attori  che nelle varie serie hanno dato sempre un contributo alla riuscita del film, regalando con i loro personaggi al pubblico forte emozioni.
Le prime edizioni sono state caratterizzate dalle figure di Claudia Mares(Simona Cavallari) e Ivan De Meo(Claudio Gioè), poliziotti impegnati con anima e cuore nella guerra contro la vita, disposti anche al sacrificio estremo. Hanno lasciato un ricordo indelebile nel pubblico.
Sicuramente “La Regina” della fiction è Rosy Abate(Giulia Michelini),tornata a Palermo dopo un esilio americano e poi decisa a prendere in mano affari di famiglia.
Rosy Abate è una mafiosa, un personaggio negativo e crudele, ma è anche una donna che ama,una madre e che spesso si trova sul punto di cambiare vita e collaborare con la giustizia
Giulia Michelini è riuscita con abilità e talento a costruire un personaggio nello stesso tempo spietata e dolce, la sua “Rosy” è una leader, attira e seduce gli uomini siamo essi mafiosi o uomini di legge come l’ispettore Domenico Calcaterra
Il confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato in “Squadra Antimaia” è spesso labile, fragile.
Il linguaggio e lo stile sono diretti, forti e coinvolgenti. La regia è brava a rendere spettacolare ed emozionante i conflitti a fuoco e le scene di grande pathos emotivo.
La sceneggiatura riserva comunque continui cambiamenti e sorprese, risultando credibili e avvincenti.
La “quasi” storia d’amore tra Calcaterra e Rosy tiene incollato il pubblico e o lo fa sognare.
Gli intrecci tra mafia, politica e poteri forti sono la base dello show ben rappresentato dall’ inquietante e misteriosa figura di Filippo De Silva(Paolo PieroBon), aprendo così squarci su delle realtà non tanto immaginari.
“Squadra Antimafia” è una fiction al femminile, nonostante il tema. Sono le Donne ad avere i ruoli principiali. Abbiano Donne forti, determinate oltre che essere belle, che si combattono e nello stesso tempo si rispettano. Gli uomini, seppure carismatici, sono solo coprotagonisti.
Ieri sera è iniziata la sesta serie che di  fatto sancisce il lungo addio di Giulia Michelini, infatti la sua Rosy distrutta per la perdita dell’adorato figlio Leo, è rinchiusa in un reparto psichiatrico in uno stato catatonico.
Calcaterra convinto che De Silva sia ancora vivo, lo insegue fino in Montenegro nonostante lo scetticismo del questore e della compagna e partner Lara Colombo(Ana Caterina Morariu)
La Moraiu entrata in punta di piedi nello show, si è subito conquistato il suo spazio, dando al personaggio grinta e personalità.
L’Alter ego di Lara è la sorella Veronica(Valentina Carnelutti), scaltra e corrotta politica. Davvero convincente nel ruolo.
La nuova serie segna l’ingresso della Famiglia Ragno:Ettore e i fratelli spietati e avidi, determinati a prendersi la città.
Il “Ritorno” di De Silva è stato sicuramente la notizia più importante e sorprendente di ieri.
Il pubblico “ama” i cattivi di “Squadra Antimafia”. C’è da chiedersi se il solo De Silva sarà sufficiente a colmare il vuoto che Rosy Abate lascerà.
Giulia Michelini è matura e pronta per nuove avventure professionali, non vuole giustamente rimanere prigioniera di un personaggio.
Marco Bocci dovrà dimostrare fino in fondo il suo valore e talento, il peso della show ora è quasi tutto sulle sue spalle.
È stata una puntata interlocutoria, di presentazione dei nuovi personaggi e con qualche colpo di scena.
Lo stile, la regia e i dialoghi si sono confermati all’altezza del compito, anche se la seconda parte della puntata ha perso di ritmo e incisività.
Ci può essere “Squadra Antimafia” senza Rosy Abate, anche se eroina negativa?
È la sfida d Pietro Valsecchi e della Taoude. Come sempre allo spettatore il compito della risposta.
“Squadra Antimafia” ogni Lunedì alle 21.10 su Canale 5.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

There are various ways to tell a story. There are various kinds of languages ​​and styles. Television and fiction, often anticipate the reality and tell us how society itself is changing
Talk about mafia is always complex to describe and understand it is even more.
The mafia skin changes often and quickly, it is almost invisible, but no less dangerous.
The ‘public opinion in his eyes the figures of Totò Riina and Bernardo Provenzano as maximum and vicious members of the Cupola. Francis Ford Coppola for “The Godfather” has described and narrated in an “epic and masterful” mafia “old style”.
But how is the mafia 2.0? Difficult to give a precise answer, over the years the police investigations and the judiciary have shown at the top of Mafia association there are often female figures, if possible, even more fierce and determined men.
Starting from this fact, since 2009 the Taodue brought our screens on the TV drama “Anti-Mafia Squad”, which collects many years a well-deserved success.
I confess to not being a fan of the first hour, from Sicilian I have a reluctance to see the programs that claim to tell and describe Sicily and the soul of my people.
Why Anti-Mafia Squad like over time and led to its popularity and success interpreters?
I could give you many hypotheses, but after it started to follow continuously from the fifth season, basiamoci on facts.
For one thing they are good actors were chosen in the various series have always given a contribution to the success of the film, giving the audience with their characters strong emotions.
The first editions were characterized by the figures of Claudia Mares (Simona Cavallari) and Ivan De Meo (Claudio Joey), with policemen engaged heart and soul in the war against life, willing even to the ultimate sacrifice. They have left an indelible memory in the audience.
Surely “The Queen” of fiction is Rosy Abate (Giulia Michelini), returned to Palermo after an exile, American, decides to take over the family business.
Rosy Abate is a mafia, a negative character and cruel, but it is also a woman he loves, and a mother who is often on the verge of changing your life and cooperate with the justice
Giulia Michelini managed with skill and talent to build a character at the same time fierce and gentle, his “Rosy” is a leader attracts and seduces men or are they mafia men of law as the inspector Domenico Calcaterra
The line between good and evil, between right and wrong in “Team Antimaia” is often tenuous, fragile.
The language and style are direct, strong and engaging. The director is good at making the spectacular and exciting firefights and scenes of great pathos.
The script, however, reserves the continuous changes and surprises, making it credible and compelling.
The “almost” love story between Calcaterra and Rosy keeps the audience glued eo does dreaming.
The interaction between mafia, politics and the powers that are the basis of the show is well represented by ‘creepy and mysterious figure of Philip De Silva (Paolo Pierobon), thus opening up gashes on realities not so imaginary.
“Anti-Mafia Squad” is a fiction by women, despite the theme. Women are to have major energy roles. Women have strong, determined in addition to being beautiful, that fight and at the same time respect each other. The men, though charismatic, they are just co-stars.
Last night began the sixth series of sanctions has made the long goodbye of Giulia Michelini, in fact his Rosy destroyed for the loss of beloved son Leo, is locked up in a psychiatric ward in a catatonic state.
Calcaterra convinced that De Silva is still alive, chasing him up in Montenegro despite the skepticism of the superintendent and the companion and partner Lara Colombo (Ana Caterina Morariu)
The Moraiu entry on tiptoe on the show, it was quickly conquered its space, giving the character spirit and personality.
The Alter ego of Lara’s sister Veronica (Valentina Carnelutti), wily and corrupt politics. Convincing in the role.
The new series marks the entrance of the spider family: brothers Hector and ruthless and greedy, determined to take the city.
The “Return” De Silva was definitely the most important news and amazing yesterday.
The audience “loves” the bad guys “Anti-Mafia Squad.” One wonders if the only De Silva will be enough to fill the void that will leave Rosy Abate.
Giulia Michelini is ripe and ready for new adventures professional, rightly does not want to remain a prisoner of a character.
Marco Bocci will have to show up at the bottom of his value and talent, the weight of the show is now almost everything on his shoulders.
It was a bet interim, the presentation of the new characters and with some twists.
The style, direction and dialogues were confirmed up to the task, even if the second part of the episode has lost pace and incisiveness.
There may be “Anti-Mafia Squad” without Rosy Abate, although heroin bad?
It is the challenge of Pietro Valsecchi and Taoude. As always the task of the viewer response.
“Anti-Mafia Squad” every Monday at 21.10 on Channel 5

165. Pechino Express – Un assassino nell’Ombra(Manuela Dicati)

pechino

Ci si accorge d’essere vecchi o comunque non in linea con le mode e con la pancia del Paese anche da quali programmi non si vedono in TV. Ieri sera, con notevole ritardo ho scoperto su Rai 2 Pechino Express e ho preso atto d’essere un teledipendente “old style”.
Gli echi di Pechino Express, giunto alla terza edizione, erano arrivati alle mie orecchie, ma da vero snob mi ero rifiutato di vedere l’ennesimo reality, con “i morti di fama”.
Ebbene ieri sera dopo pochi minuti d’attenta visione con occhio e mentre con l’altro scrutavo i compulsivi tweet del pubblico mi sono reso conto del mio errore.
Per prima cosa “Pechino Express” non è un reality show, non c’è nessun televoto alla fine della puntata per decidere chi eliminare. Ogni puntataè registrata ed è se vogliamo proprio definirlo è un “road reality”.
Condotto brillantemente da Costantino della Gherardesca, già corrente alla prima edizione, lo spettatore è catapultato nell’affascinante e misterioso Oriente.
“Pechino Express” ha l’obiettivo di far scoprire un mondo sconosciuto, ricco di tesori naturali e non a una platea che difficilmente li vedrebbe dal vivo.
I concorrenti composti da coppie, forse in parte “morti di fama” e sicuramente costretti dalla rata di mutuo, si mettono in gioco in quest’avventura al limite delle loro forze fisiche e mentali.
I viaggiatori non vengono solo dallo show business, ma anche dalla società civile e dalla “strada”.
Così ieri sera abbiamo conosciuto le varie coppie:gli Eterosessuali, i Benestanti Le Cattive, gli Sposini, i Coreografi, i Fratelli, le Immigrate, le Cougar.
Nessuno è veramente “famoso”, se ci eccettua le popolari Eva Grimaldi e La Pina, ma in poco tempo gli altri “protagonisti” mi sono diventati familiari coinvolgendomi nelle loro disavventure.
Le regole sono poche e chiare: i viaggiatori hanno a disposizione un euro al giorno e per muoversi possono chiedere solo passaggi e per dormire devono chiedere ospitalità.
Le telecamere seguono con un ritmo costante e avvolgente le vari fasi della gara, mostrando le difficoltà, sfoghi e reazioni dei viaggiatori in continuo rapporto con i locali e soprattutto con la incantevole natura.
Anche se in differita, le emozioni bucano lo schermo e trasportano lo spettatore in una realtà diversa e unica. Non si può non tifare, ridere e sostenere gli sforzi dei viaggiatori.
Ieri sera il popolo di Twitter ha già cominciato a stilare le classifiche dei più concorrenti cool e si sono già delineate le fazioni.
Seppure sia già la terza edizione, il programma conserva freschezza , brillantezza e innovazione, riuscendo a coniugare insieme intrattenimento e divulgazione.
I testi sono ben scritti, diretti e coinvolgenti grazie a una regia che riesce a sfruttare al massimo le meraviglie naturali con puntuali t e opportune sequenze e primi piani.
Costantino Della Gherardesca si muove con eleganza e ironia, riuscendo con i giusti tempi a rompere il pathos della gara. E’ in continua crescita artistica.
Con “Pechino Express” abbiamo due certezze:E’ ancora possibile fare un programma diverso,rock e originale sulle reti generaliste e che finalmente l’agricoltura può recuperare le braccia perse per strada.
I viaggiatori devono arrivare a Balì e anche i teledipendenti più pigri e indolenti non potranno almeno con il pensiero accompagnarli e sostenerli, perché dopo “Pechino express”, l’Oriente diventa di casa.
Stasera alle 21 10 su Rai due il viaggio continua.

We notice, however, of being old or not in line with the fashions and the belly of the country as well as which programs you do not see on TV. Last night, I found a considerable delay on Rai 2 Beijing Express and I have taken note of being a couch potato “old style”.
The echoes of Beijing Express, now in its third edition, had come to my ears, but as a real snob I refused to see yet another reality, with “the dead of fame.”
Well last night after a few minutes of attention with eye and vision while with the other I searched the compulsive tweet of the audience, I realized my mistake.
First “Beijing Express” is not a reality show, there is no remote voting at the end of the episode to decide who to eliminate. Each puntataè registered and if we want to call it is a “road reality.”
Led brilliantly by Constantine Gherardesca, already current in the first edition, the viewer is catapulted in the fascinating and mysterious East.
“Beijing Express” aims to discover an unknown world, full of natural treasures and not to an audience that hardly would see them live.
The participants consist of couples, perhaps in part “died of fame” and certainly forced by the installment loan, are put into play in this adventure to the limits of their physical and mental strength.
Travelers are not only from show business, but also by civil society and the “road”.
So last night we met various couples: the Heterosexuals, the Wealthy , The Bad, The Honeymooners, the choreographers, the Brothers, the Immigrant, the Cougar
No one is really “famous”, if there except for the popular Eva Grimaldi and La Pina, but in a short time the other “players” I have become familiar involving me in their misadventures.
The rules are few and clear: travelers have access to a euro a day and can move to steps and ask only for sleeping should ask for hospitality.
The cameras followed with a steady pace and embracing the various stages of the race, showing the difficulties, rashes and reactions of travelers in continuous relationship with the locals and especially with the charming nature.
Although delayed, the emotions pierce the screen and transport the spectator into a reality different and unique. It is impossible not to cheer, laugh and support the efforts of the travelers.
Last night the people of Twitter has already started to draw up the charts of the most cool and competitors have already outlined the factions.
While it is already the third edition, the program preserves freshness, brilliance and innovation, combining together entertainment and disclosure.
The texts are well written, directed and engaging by a director who manages to make the most of the natural wonders you with timely appropriate sequences and close-ups.
Constantine Gherardesca moves with elegance and irony, succeeding with the right time to break the pathos of the race. It ‘continues to artistic growth.
With “Beijing Express” there are two certainties: E ‘can still do a different program, and original rock on general networks and finally agriculture can recover arms fell by the wayside.
Travelers should arrive at the Bailiff and even couch potatoes lazy and slothful can not at least thought to accompany and support them, because after “Beijing Express”, the East gets home.
Tonight at 21 on 10 Rai due the journey continues.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

Un assassino nell’Ombra è un libro scritto da Manuela Dicati, auto pubblicato nel Gennaio 2014 e disponibile anche sulla piattaforma Amazon.
Quando si scrive un libro un momento difficile è scegliere il titolo, ma sicuramente è più complesso per l’autore e casa editrice capire come lanciarlo sul mercato e in quale genere inserirlo.
Si dice che in questo momento in Italia si vendono solo certi generi: romance, paranormal e fantascienza. Così la creatività dell’autore è sfruttata e il lettore è costretto a sbadigliare per la pochezza dell’offerta. Ho conosciuto Manuela Dicati nella veste di blogger e ne ho subito apprezzato lo stile e la sensibilità per come raccontava i libri degli altri esordienti.
Così incuriosito, le ho chiesto quale suo libro mi consigliava per conoscere anche le doti della scrittrice.
La scelta è ricaduta su questo libro presentato da Amazon, nonostante il titolo, come romance.
La protagonista della nostra storia è Michela, giovane donna di 26 anni, co proprietaria di un elegante ristorante a Firenze con l’amica Chiara e neo inquilina in un tranquillo stabile.
La sua vita sembra in apparenza felice e serena, quando un ladro tenta d’entrarle in casa in pieno giorno. Tentativo sventato dal suo vicino di casa, Gabriele Vittori, burbero ispettore di polizia.
Lo spiacevole episodio diventa galeotto e i due giovani in poco tempo si scoprono attratti e reciprocamente innamorati. Ben presto la vita di Michela viene sconvolta,perché dopo il furto, viene aggredita e in seguito rischia la vita in un drammatico incidente automobilistico. Vittori e il suo coraggioso collega Raffaelle inizieranno la caccia al misterioso e sanguinario Killer che pur di realizzare i suoi scopi, non esita a uccidere e compiere devastazioni. L’indagine è complessa e articolata, Gabriele scopre il doloroso passato di Michela, vittima di violenze fisiche e psichiche da parte di un ex fidanzato, un corrotto avvocato.
Michela è ovviamente segnata dal suo passato e solo grazie all’amore di Gabriele troverà la forza per liberarsi dei suoi fantasmi e del dolore. Una storia d’amore che stravolge anche il mondo del rude Vittori, fino ad allora impegnato solo con il suo lavoro e in relazioni di poco conto.
Il libro alterna e mescola con efficacia romanticismo e azione, riuscendo a tenere alta e costante l’attenzione del lettore. Lo stile di Manuela è semplice, diretto e appassionato. La struttura del romanzo convince dando spunto nel complesso a un buon pathos narrativo.
Personalmente ho apprezzato l’elemento thriller su quello romance e ritengo che Manuela dovrebbe insistere e specializzarsi nel settore. La capacità di dare profondità e anima ai suoi personaggi, lascia vedere un talento inespresso. Il romance ne limita le qualità e nel particolare emoziona solo a tratti.
Il finale è incalzante e coerente con la storia, regalando la giusta dose d’emozione.
“Un assassino nell’Ombra” è il giusto romanzo per chi vuole passare una serata a sognare, ma senza cadere nel melenso.

A murderess Shadow is a book written by Manuela Dicati, self published in January 2014 and also available on the Amazon platform.
When writing a book is a difficult time choosing the title, but it certainly is more complex for the author and publisher figure out how to launch it on the market and what kind add.
It is said that at this time in Italy will sell only certain genres: romance, paranormal and science fiction. So the creativity of the author is exploited and the reader is forced to yawn for the paucity of supply. I met Manuela Dicati in the role of blogger and I immediately loved the style and sensitivity to other people’s books as telling newcomers.
So intrigued, I asked her what her book advised me to also know the qualities of the writer.
The choice fell on this book by Amazon, despite its title, as romance.
The protagonist of our story is Michael, a young woman of 26 years, co owner of a chic restaurant in Florence with her friend Clare and neo tenant in a quiet building.
His life seems happy and peaceful in appearance, when a thief tries to enter them home in broad daylight. An attempt was foiled by his neighbor, Gabriel Vittori, gruff police inspector.
The unpleasant episode becomes convict and the two young people in a short time and find themselves attracted to each other in love. Soon the life of Michael is upset, because after the theft, is attacked and later risks his life in a tragic automobile accident. Vittori and his brave colleague Raffaelle begin the hunt for the mysterious and bloodthirsty killer who in order to accomplish its purposes, does not hesitate to kill and carry devastation. The investigation is complex and intricate, Gabriel discovers the painful past of Michael, the victim of physical and psychological violence by a former boyfriend, a corrupt lawyer.
Michela is obviously marked by his past, and only through the love of Gabriele find the strength to get rid of his ghosts and suffering. A love story that distorts even the world’s rude Vittori, until then only engaged with his work and in relationships of little consequence.
The book alternates and mixes with romance and action effectiveness, managing to hold high and constant attention of the reader. Manuela’s style is simple, direct and passionate. The structure of the novel as a whole convinces giving inspiration to a good narrative pathos.
I personally enjoyed the thriller element of the romance, and I think that Manuela should insist and specialize in the industry. The ability to give depth and soul to his characters, lets see an untapped talent. The romance has limited the quality and in particular excites only occasionally.
The finish is relentless and consistent with the story, giving the right amount of emotion.
“A murder in Shadow” is the right novel for those who want to spend an evening dreaming, but without falling into the silly.

 

manuela

164. Arance e Martello

diego bianchi

Il biglietto d’acquistare per “Arance e martello” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

• “Arance e martello” è un film del 2014 scritto, diretto e interpretato da Diego Bianchi ,prodotto dalla Fandago e Rai Cinema, con: Giulia Mancini, Lorena Cesarini, Francesco Acquaroli,Luciano Miele,Ludovico Tersigni.Emanuele, Grazioli,Antonella Attili,Stefano Altieri, Ilaria Spada,Giorgio Tirabassi.
Una chance non si nega a nessuno. Il cinema è l’industria dei sogni e a volte di miracoli.
Non tutte le ciambelle vengono con il buco. Diego Bianchi dopo aver vinto le scommesse professionali come blogger, opinionista e aver avuto il merito di aver creato il gioiello e fenomeno televisivo“Gazebo”, ha tentato l’exploit anche al cinema usando i suoi talenti ed esperienze.
Stavolta per il simpatico nostalgico comunista l’operazione non è riuscita pienamente.
“Arance e Martello” è la versione cinematografica di Gazebo, avendo però a disposizione degli onesti e capaci attori che per la critica potrebbero essere definiti di seconda fascia.
Il film è ambientato a Roma nella calda e complicata estate del 2011, quando lo spread era diventata la parola più in voga sotto l’ombrellone degli italiani e il governo Berlusconi stava per entrare nell’ultimo chilometro di vita e nella opinione pubblica la nausea da politica era ai massimi livelli. Eppure al quartiere a San Giovanni, il vero problema è il rischio chiusura del mercato. I commercianti alla notizia della delibera comunale sono sul piede di guerra, sedotti e abbandonati dalla Destra, cercano il sostegno della sezione PD del quartiere. Inizia cosi una grottesca e a tratti surreale giornata di politica e poi di lotta nel quartiere. I dirigenti PD dopo un accaldato dibattito non si dimostrano all’altezza del compito e così i commercianti furenti decidono d’occupare la sezione per attirare l’attenzione dei media e del sindaco. Nonostante gli sforzi e l’ardore dei bottegai l’esito dell’occupazione non porterà gli effetti sperati.
Diego Bianchi sceglie di raccontare una Roma verace e indolente attraverso gli uomini e le donne di un mercato di un quartiere storicamente di sinistra. L’uso del dialetto romano, seppure simpatico, incide alla fine sulla fruibilità e godibilità del film, rischiando di diventare di difficile comprensione sopra la linea gotica.
Se la prima parte del film è frizzante, divertente e particolare con le interviste di Diego tra i vari banchi del mercato, dove emerge l’ironia e l’indolenza romana, invece nella seconda parte la struttura narrativa si sfalda, diventando caotica e confusa. La sceneggiatura ha sicuramente un elemento originale e un’iniziale freschezza, ma perde poi d’ incisività e interesse, cadendo in stereotipi regionali e politici così facendo scemare l’attenzione e coinvolgimento del pubblico.
L’esordio di Bianchi alla regia è nel complesso dignitoso:brillante nella prima parte e arruffato nel finale. “Arance e martello” è’ un prodotto di respiro più televisivo che cinematografico, con  evidenti limiti nella struttura narrativa, ma capace comunque di strappare qualche risata al pubblico in sala
E’ un film corale, dove l’intero cast si muove con talento ed efficacia nel rappresentare e raccontare un mondo particolare e umorale. Bianchi ha il merito di metterli in scena tirando fuori da tutti il meglio, riuscendo almeno nella prima parte a garantire un buon livello comico .. Una menzione particolare la merita Ilaria Spada per il ruolo della “ricercatrice” sui generis.
Lo spettatore, forse un po’ assonnato alla fine, raccoglie almeno in parte il messaggio del film svegliandosi e prendendo atto che almeno a Roma con Francesco Totti, l’ideologia non è finita.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for “Oranges and hammer” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
• “Oranges and hammer” is a 2014 film written, directed by and starring Diego Bianchi, produced by Rai Cinema and Fandago with: Giulia Mancini, Lorena Cesarini, Francesco Acquaroli, Luciano Miele, Ludovico Tersigni.Emanuele, Grazioli, Antonella Attili , Stephen Altieri, Ilaria Spada, Giorgio Tirabassi.
A chance is not denied to anyone. Cinema is the industry of dreams and sometimes miracles.
Not all donuts come with the hole. Diego Bianchi after he won the bet as professional blogger, commentator and have had the merit of having created the jewel and television phenomenon “Gazebo”, tried the exploit to the movies using his talents and experiences.
This time for the cute nostalgic Communist operation has failed completely.
“Oranges and Hammer” is the film version of Gazebo, though he must be available to the honest and capable actors for criticism might be called second tier.
The film is set in Rome in the hot and difficult summer of 2011, when the spread had become the buzz word under the umbrella of the Italians and Berlusconi’s government was about to enter the final kilometer of the life and public opinion nausea from policy was at the highest level. Yet the district to St. John, the real problem is the risk of closure of the market. The traders at the news of the municipal resolution are on a war footing, seduced and abandoned by the Right, seek the support of the PD section of the neighborhood. So begins a bizarre and sometimes surreal day policy and then fight in the neighborhood. The leaders PD flushed after a debate does not show up to the task and so furious traders decide to occupy the section to attract the attention of the media and the mayor. Despite the efforts and enthusiasm of the shopkeepers the outcome of the occupation will not bring the desired effect.
Diego Bianchi chooses to tell a true Rome and sluggish through the men and women of a market in a neighborhood historically left. The use of Roman dialect, although sympathetic, eventually affects the usability and enjoyment of the film, threatening to become difficult to understand over the Gothic Line.
If the first part of the film is crisp, funny and special interviews with Diego between the various market stalls, where the irony is apparent indolence and Roman, instead of in the second part the narrative structure falls apart, becoming chaotic and confusing. The script was definitely an original and an initial freshness, but then loses d ‘incisiveness and interest, falling into stereotypes and regional politicians in so doing diminish the attention and involvement of the public.
The directorial debut of Bianchi overall is decent: brilliant in the first part and tousled finish. “Oranges and hammer” is’ a product with a more film and television, with the obvious limitations in the narrative structure, but nonetheless able to snatch a few laughs to the audience
It ‘an ensemble film, where the entire cast moves with talent and effectiveness in representing and tell a particular world and humoral immunity. Bianchi has the merit of putting them on stage pulling out all the best, succeeding at least in the first part to ensure a good comedian .. A special mention deserves Ilaria Spada for the role of “researcher” sui generis.
The audience, perhaps a little ‘sleepy eventually collects at least in part the message of the film waking up and taking note that at least in Rome with Francesco Totti, the ideology is not over.

163. I nostri ragazzi

i nostri ragazzi

Il biglietto d’acquistare per “ I nostri ragazzi” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“I nostri ragazzi” è un film del 2014 di Ivano De Matteo, scritto da Valentina Ferlan e Ivano De Matteo, prodotto da Rodeo Drive e Rai Cinema. Con: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Barbora Bobulova , Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori
I figli so pezzi de core dicono a Napoli.
Per un figlio, un genitore farebbe di tutto. L’amore materno è più forte, Re Salomone docet.
Eppure tra genitori e figli si parla sempre di meno. Sono sempre più due mondi distinti e separati.
L’incomunicabilità è l’elemento distintivo della famiglia 2.0.
“I nostri ragazzi” presentato all’ultimo festival di Venezia ha riscoss un buon successo di pubblico e critica, ed è in odore di premi.
Dopo “Gli Equilibristi”,il regista De Matteo si conferma un autore di talento e attento alle dinamiche familiari e della nostra società.
Il film , ambientato a Roma, inizia con una storia di ordinaria follia, quando due automobilisti litigano a un semaforo, con tanto di sparatoria finale e omicidio davanti a un minorenne.
Attraverso questa tragico episodio di cronaca nera, lo spettatore fa la conoscenza con i veri protagonisti della storia: due fratelli Paolo(Lo Cascio) e Massimo(Gassman),il primo chirurgo e il secondo avvocato. Apparentemente uniti, ma nella sostanza diversi e in conflitto. Paolo è un uomo ironico, posato,rigoroso e innamorato della moglie Chiara, anche lei ironica, madre apprensiva e teledipendente.
Massimo è invece un uomo cinico, edonista e con pochi scrupoli nel fare il suo lavoro. Rimasto vedovo, ha come seconda moglie l’affettuosa, ma effimera Sofia(Bobulova).
La vita della due coppie procede tranquilla secondo scontati binari, come la mensile cena al solito ristorante, fino a quando i loro “ragazzi” :Benedetta(Laurenti) e Michele (Antinori), giovani annoiati,ricchi e con una coscienza costruita anche a guardare video violenti sul web, non decidono una sera d’aggredire e picchiare a morte una barbona per strada senza alcun motivo.
Scoprire il lato oscuro dei loro figli, sconvolge ovviamente le due coppie e soprattutto prendere atto quanto poco li conoscano, gettandoli nel dramma oltre che nel dolore.
Lo spettatore segue lungo il film l’evoluzione del dolore dei genitori e soprattutto l’approccio e gestione del problema, assistendo anche al cambiamento di prospettiva e personalità dei due fratelli rispetto all’inizio, di fronte alla scelta se proteggere o meno i propri figli.
La sceneggiatura è ben scritta, fluida, a tratti angosciante, ma carica di pathos e molto coinvolgente e attenta a cogliere i cambiamenti psicologici dei personaggi, evidenziando le diverse prospettive.
I dialoghi sono ben costruiti, secchi, forti e contribuiscono con forza alla carica emotiva del film.
La regia convince nella capacità di delineare i vari personaggi, dando ad ognuno un tono e uno spazio grazie a un attento ed efficace uso dei piani sequenza. Il ritmo non è sempre costante, forse ha dei momenti più statici, ma ciò non rende meno avvincente il plot narrativo.
Difficile fare una scala di valori e di meriti sul cast. Sono tutti meritevoli d’elogio e di un plauso.
La coppia di fratelli composta da Gassman e Lo Cascio è ben assortita e trasmette allo spettatore, la profonda differenza di valori e di visione del mondo che li divide. Riescono a dare con talento ai loro personaggi un’anima una personalità complessa e ricca di sfumature.
Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova , entrambe di una bellezza matura , sono perfette nel ruolo delle moglie cosi diverse, ma entrambe forti ed intense.
Una menzione particolare mi permetto di darla alla giovane Rosabel Sellers Laurenti, conferma d’essere un una stellina in crescita. Ha talento, bellezza e personalità. La scena tra lei e Gassman nel finale, è di una bellezza agghiacciante, grazie alla bravura d’entrambi.
L’unica vera pecca del film è quella d’essersi preso i contributi pubblici come opera d’Interesse nazionale, onestamente non se ne sentiva l’esigenza.
Il finale “aperto” è bello nella sua drammatica e imprevedibilità, lasciando al pensieroso spettatore uscendo dalla sala la drammatica domanda “Cosa saremmo disposti a fare per i nostri ragazzi?”

Vittorio De Agrò  presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for “our boys” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Our Boys” is a film in 2014 by Ivano De Matteo, written by Valentina Ferlan and Ivano De Matteo, produced by Rai Cinema and Rodeo Drive. By: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori
The children know they say a core piece de Naples
For a child, a parent would do anything. Maternal love is stronger, King Solomon docet.
Yet between parents and children speak less and less. They are always plus two separate worlds.
The lack of communication is the hallmark of family 2.0
“Our boys” presented at the last Venice Film Festival has riscoss a success with audiences and critics, and is in the odor of prizes.
After “The Tightrope”, the director De Matteo remains a talented author and attentive to the dynamics of the family and our society.
The film, set in Rome, begins with a story of madness, when two drivers are fighting at a traffic light, complete with a final shootout and murder in front of a minor.
Through this tragic incident of crime, the viewer becomes acquainted with the real protagonists of the story: two brothers, Paul (Lo Cascio) and Massimo (Gassman), the first surgeon and the second lawyer. Apparently united, but different in substance and in conflict. Paul is a man of ironic, posed, rigorous and love with his wife Clare, also ironic, anxious mother and couch potato.
Massimo is instead a cynical, hedonistic and with few scruples in doing its job. A widower, has as his second wife the affection, but ephemeral Sofia (Bobulova).
The life of two couples went on calmly, according to discounted binary, such as monthly dinner at the same restaurant, as long as their “boys”: Benedetta (Laurenti) and Michele (Antinori), bored young, rich and with a conscience also built to look violent videos on the web, do not decide an evening assault and beating to death a homeless person on the street for no reason.
Discover the dark side of their children, of course, upsets the two couples and particularly take note of how little they know them, throwing them in the drama as well as in pain.
The viewer follows the evolution of the film along the pain of the parents and especially the approach and management of the problem, also seeing a change in the outlook and personality of the two brothers from the beginning, faced with the choice whether or not to protect their children .
The script is well written, fluid, sometimes frightening, but full of pathos and very engaging and attentive to grasp the psychological changes of the characters, highlighting the different perspectives.
The dialogues are well built, dry, strong and contribute strongly to the emotional power of the film.
The director convinces the ability to delineate the various characters, giving everyone a voice and a space thanks to a careful and effective use of sequence shots. The pace is not always constant, perhaps of the most static, but that does not make it any less compelling the narrative plot.
Difficult to make a scale of values ​​and merits of the cast. They are all deserving of praise and applause.
The pair of brothers made ​​up of Gassman and Lo Cascio is well-stocked and transmits to the viewer, the profound difference of values ​​and worldview that divides them. They manage to give their characters a soul talent with a complex and nuanced.
Giovanna Mezzogiorno and Barbora Bobulova, both of a mature beauty, are perfect in the role of wife so different, but both strong and intense.
A special mention allow me to give it to young Rosabel Laurenti Sellers, a confirmation of being a star on the rise. He has talent, beauty and personality. The scene between her and Gassman in the end, is a chilling beauty, thanks to the skill of both.
The only real flaw of the film is that of having taken government grants as a work of the National Interest, I honestly did not feel the need.
The final “open” is beautiful in its dramatic and unpredictable, leaving the thoughtful viewer out of the room the dramatic question, “What would we be willing to do for our kids?”

162. Walking On sunshine

puglia

Il biglietto d’acquistare per “Walking on sunshine” è: 1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Walking On Sushine” è un film del 2014 diretto da Max Giwa eDania Pasquini, scritto da Joshua St Johnston con Annabel Scholey, Hannah Arterton, Giulio Berruti, Katy Brand, Greg Wise.

L’estate sta finendo cantavano i Righeira nel 1985. È ormai tempo di rimettere nell’armadio costumi, sandali e asciugamani e sospirare pensando agli amori estivi.
L’Italia, nonostante tutto, è il Bel Paese amato dagli stranieri, anche facciamo di tutto per farli scappare.
Il nostro Mezzogiorno è una miniera d’oro mal sfruttata e ci sono luoghi che non hanno nulla da far invidiare alle famigerate isole tropicali.
Se qualcuno avesse qualche dubbio e se soprattutto appena rientrato in città soffrisse di melanconia estiva, il mio modesto consiglio è di vedere questo film.
È un musical, un film che noi italiani, popolo snob, definiremmo di serie B, ma che gli inglesi come gli americani sono invece a rendere un prodotto comunque godibile.
Ambientato nella bella e solare Puglia, lo spettatore conosce la giovane Taylor (Arterton) che nell’estate del 2011 sta consumando un intesa e passionale storia d’amore con Raf (Berruti) sulle dorate spiagge pugliesi. Nonostante l’amore, la precisa e scrupolosa Taylor abbandona Raf per iniziare l’università. Il Destino, sornione e bastardo, fa tornare la protagonista tre anni dopo sul “luogo del delitto” per andare a trovare l’estroversa sorella Maddie(Arterton) che le comunica l’inaspettata decisione di sposarsi. La sorpresa diventa stupore, quando Taylor scopre che il futuro sposo è Raf.
Iniziano così una divertente serie di gag e equivoci romantici con il sottofondo di belle e coinvolgenti canzoni degli anni 80.
Taylor ,nonostante l’impegno, si scopre ancora innamorata di Raf e come tutte le storie d’amore che si rispetti, il finale non può non essere che a lieto fine.
Se la sceneggiatura sicuramente non brilla per originalità e creatività, ha comunque il merito di scivolare via con semplicità e armonia. I dialoghi seppure banali e scontati riescono comunque a divertire.
La Puglia con i suoi suggestivi paesaggi e la colonna sonora sono sicuramente i punti di forza del film che catturano l’attenzione dello spettatore e in particolare sollecitando occhi e orecchie.
Non conoscevo il cast, probabilmente conosciuti in patria, ma si dimostrano all’altezza del ruolo, dimostrando professionalità e freschezza nell’interpretazione.
Onore a merito per Giulio Berruti, canticchia, balla,e recita in inglese con discreti risultati al di là della nota bellezza fisica.
La regia anche se molto televisiva, grazie al contributo di un efficace e talentuosa fotografia, riesce a dare un buon e costante ritmo alla pellicola ed esalta al meglio le qualità del cast.
L’estate sta finendo, ma alla fine della proezione, lo spettatore non potrà non fischiettare sorridendo “Walking on Sunshine”.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for” Walking on sushine “is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Walking On Sushine” is a 2014 film directed by Max Giwa eDania Pasquini, written by Joshua St Johnston with Annabel Scholey, Hannah Arterton, Giulio Berruti, Katy Brand, Greg Wise.

The summer is ending sang Righeira in 1985 It is now time to put in the closet costumes, sandals and towels and sigh thinking about summer love.
Italy, after all, is the Bel Paese loved by foreigners, even we do everything to make them run away.
Our South is a gold mine badly exploited and there are places that have nothing to envy to the infamous tropical islands.
If anyone had any doubt, and especially if you just back in town suffered from melancholia summer, my humble advice is to see this movie.
It’s a musical, a film that we Italians, snobby people, would call to Serie B, but that the British like the Americans are making a product still enjoyable.
Set in the beautiful and sunny Puglia, the viewer knows the young Taylor (Arterton) in the summer of 2011 is consuming an understanding and passionate love affair with Raf (Berruti) on the golden beaches of Puglia. Despite the love, precise and scrupulous Taylor abandons Raf to start college. Destiny, sly, and bastard, the protagonist returns three years after the “scene of the crime” to go to find the extroverted sister Maddie (Arterton), who shall communicate the unexpected decision to marry. The surprise became astonishment when Taylor discovers that the future groom is Raf.
Thus begins a series of gags and funny romantic misunderstandings with the background of beautiful and captivating songs of the 80s.
Taylor, despite all efforts, it turns out still in love with Raf and like all love stories that respect, the final can not be that happy ending.
If the script certainly does not shine for their originality and creativity, but has the merit of simplicity and harmony with slip away. The dialogues even trivial and obvious still manage to have fun.
The Puglia with its stunning scenery and soundtrack are definitely the strengths of the film that capture the viewer’s attention and in particular urging eyes and ears.
I did not know the cast, probably known at home, but you show up to the role, demonstrating professionalism and freshness interpretation.
Kudos to about Giulio Berruti, sings, dances, and plays in English with some success beyond the known physical beauty.
The direction although much television, thanks to the contribution of an effective and talented photography, manages to give a good and steady pace to the film and brings out the best qualities of the cast.
The summer is ending, but at the end of proezione, the viewer can not help but smile whistling “Walking on Sunshine”

161. Donne (Andrea Camilleri) – La Testa ci fa dire,Dialogo con Andrea Camilleri(Marcello Sorgi)

camilleri 1

“Donne” è un libro scritto da Andrea Camilleri e pubblicato da Rizzoli lo scorso agosto.
Per tre anni il mio psichiatra, lo Splendente, mi ha dato del “Madonnaro”, sostenendo che la mia vita ha sempre ruotato intorno alcune figure femminili.
“Senza donne, sei imploso Vittorio” diceva lo Splendente. Amo e rispetto le donne. Mentre leggevo“Donne” mi chiedevo sorridendo cosa avrebbe detto lo Splendente di Camilleri.
Il lettore lo vede ora vecchio, con la sigaretta sempre in mano, lucido, battagliero nelle battaglie civili e politiche, ricco di verve creatività, ma credo che mai avrebbe immaginato che l’uomo Camilleri fosse “Madonnaro” e nello stesso tempo” fimminaro”.
Camilleri e le Donne è una storia lunga una vita. Una vita fatta di momenti reali, raccontanti, letti e forse immaginati.
Lo scrittore siciliano ci racconta quanto le figure femminili abbiano influenzato e condizionato la sua vita.
Il libro è un dettagliato elenco di donne più o meno importanti che hanno colpito l’anima dell’uomo prima ancora che il cuore e gli occhi.
Donne forti, dotate di grande personalità, ma nello stesso tempo capaci di amare e stare affianco al proprio uomo con una forza e passione unica.
Il lettore non può sorridere per il primo innamorato o le iniziali pulsioni sessuali del giovane Camilleri. I ricordi d’infanzia e d’adolescenza sono scanditi oltre che dalla guerra, da alcune donne misteriose o venute dal “continente”. Non mancano i tributi ad alcune donne che fanno segnato la Storia e la letteratura come Antigone,Nefertiti e Beatrice. Personalmente mi hanno colpito di più le donne comuni, forse di umili origini, che Camilleri incontra lunga la vita, ma che hanno in vero una straordinaria forza interiore e la loro anima risplende di una bellezza accecante e coinvolgente.
Camilleri raccontando di queste donne, racconta se stesso e le sue esperienze ed emozioni con un stile confidenziale e spontaneo, quasi come se fosse un diario. Un “diario” che comunque appassiona e diverte il pubblico con divertenti aneddoti e riflessioni ironiche e sagaci tipiche dell’autore.
Il lettore con questo libro conoscerà sicuramente meglio l’uomo Andrea e non potrà non fare, a sua volta, un elenco anche se solo mentale delle donne della propria vita , tra un sospiro e un sorriso magari malinconico.
Già chissà se pure lo Splendente, uomo da 500 donne conquistate, farebbe questo elenco..

“Women” is a book written by Andrea Camilleri and published by Rizzoli last August.
For three years, my psychiatrist, the Shining, it gave me the “Madonnaro,” claiming that my life has always revolved around some female figures.
“Without women, you’re imploded Vittorio” said the Shining. I love and respect women. As I read “Women” I wondered what he would say it with a smile Shining Camilleri.
The reader sees him now old, with a cigarette always in hand, polished, fighting in the civil and political battles, full of verve creativity, but I think it never would have guessed that the man Camilleri was “Madonnaro” and at the same time “fimminaro” .
Camilleri and women is a long story, a life. A life of real moments, raccontanti, beds and perhaps imagined.
The Sicilian writer tells us how the female figures have influenced and affected his life.
The book is a detailed list of women more or less important that hit the soul of man even before the heart and eyes.
Strong women, with great personality, but at the same time capable of loving and being right next to the man with a unique passion and strength.
The player can not smile for the first lover or initials sexual urges of young Camilleri. The memories of childhood and adolescence are marked not only by war, by some mysterious women or came from the “mainland”. There are plenty of tributes to some women who have marked the history and literature as Antigone, Nefertiti and Beatrice. Personally, I was impressed by women more common, perhaps of humble origins, who meets Camilleri long life, but who in truth an extraordinary inner strength and their spirit shines a blinding beauty and engaging.
Camilleri telling of these women, telling himself and his experiences and emotions with a style confidential and spontaneous, almost like a diary. A “diary” which still fascinates and amuses the audience with amusing anecdotes and reflections typical ironic and witty author.
The reader with this book surely know better the man Andrea and can not do, in turn, even if only a mental list of women’s life, between a sigh and a smile even melancholy.
Yeah I wonder if well as the Shining, 500 women conquered by man, would this list ..

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

“La testa ci fa dire- Dialogo con Andrea Camilleri” è un libro di Marcello Sorgi e pubblicato nel 2000 dalla Sellerio.

A volte scopriamo un libro per caso, su consiglio di un amico o perché il Destino ha voluto così.
Nel mio caso il Destino ha avuto le sembianze della Signora Cavalotto, gentile proprietaria della omonima e bella libreria sita a Catania. Qualche settimana fa avevo tentato un timido “corteggiamento” per il mio “Essere Melvin” e invece mi sono ritrovato tra le mani questo libro, che era sfuggito alla mia Camilleri dipendenza. La Signora Cavallotto mi fece notare, con giusta soddisfazione ,d’essere stata menzionata dallo stesso Camilleri per un presentazione fatta nella sua libreria.
Così ho scoperto questa lunga intervista o sarebbe meglio dire chiacchierata tra siciliani intercorsa tra Marcello Sorgi e Andrea Camilleri.
Il libro racconta “il fenomeno Camilleri scrittore” del lontano 2000. Il lettore se da una parte non può sorridere perché 14 anni dopo non si può più parlare di fenomeno, ma di consolidata realtà. Dall’altra non si può non essere colpiti da come l’Italia e la sua società non sia cambiata molto, aihme, in questi anni
È sicuramente una lettura interessante, per chi ancora non conoscessel’uomo Camilleri e fosse curioso di conoscere le origini dello scrittore siciliano e soprattutto la sua storia professionale.
Sorgi porta il lettore con bravura ed eleganza nel mondo di Camilleri, fatto di ricordi, aneddoti e riflessioni di vari genere.
Conosciamo le donne, le passioni e l’ardore politico dell’uomo. Scopriamo il primo Camilleri, brillante autore teatrale e televisivo.
Apprendiamo con curiosità l’origine dell’amato Montalbano.
Come spesso accade, le carriere più importanti nascono per caso e cosi avviene la stagione del Camilleri scrittore. Iniziata su spinta dell’amico Sciaccia e poi dell’illuminata editrice Elvira Sellerio, in breve tempo il passa parola porterà Camilleri ad essere un caso letterario.
Il libro è anche un omaggio alla Sicilia e al modo pensare dei siciliani.
“La testa ci fa dire” è un libro sempre attuale e con la scusa di parlare di Camilleri, conosciamo e apprezziamo un mondo che probabilmente non c’è più e sicuramente ricordiamo ,con nostalgia ,la vecchia lira, quando con 13000 mila lire comprava un libro.

 

“The head makes us direction Dialogue with Andrea Camilleri” is a book by Marcello Sorgi and published in 2000 by Sellerio.
Sometimes we discover a book by chance, on the advice of a friend or because Fate has willed it so.
In my case the Destiny has had the appearance of Mrs. Cavalotto, kind owner of the homonymous beautiful library located in Catania. A few weeks ago I attempted a timid “courtship” for my “Be Melvin” and instead I found this book in my hands, which had escaped my Camilleri addiction. The Lady Jumper pointed out to me, with just satisfaction, of being mentioned by the same Camilleri for a presentation made in his library.
So I found this long interview or should I say chat between Sicilian exchanged between Marcello Sorgi and Andrea Camilleri.
The book tells “the phenomenon Camilleri writer” of 2000 away from the reader if a party can not smile because 14 years after it can no longer speak of the phenomenon, but a consolidated reality. On the other hand one can not but be struck by how Italy and its society has not changed much, Aihm, in recent years
It’s definitely an interesting read for those who still do not conoscessel’uomo Camilleri and was curious about the origins of the Sicilian writer and above all, his professional history.
Rise takes the reader with skill and elegance in the world of Camilleri, made ​​up of memories, anecdotes and reflections of various kinds.
We know the women, passion and ardor political man. We find the first Camilleri, brilliant playwright and television.
We learn with curiosity the origin of the beloved Montalbano.
As often happens, the most important careers come by chance and likewise, the season of the writer Camilleri. Started on Sciaccia thrust of his friend and then publishing the enlightened Elvira Sellerio, in a short time word of mouth will bring Camilleri to be a literary event.
The book is also a tribute to Sicily and Sicilian way of thinking.
“The head makes us say” a book is always present and with the excuse to talk about Camilleri, know and appreciate a world that no longer exists and probably definitely remember, with nostalgia, the old lira, with 13 million pounds when bought a book.

camilleri 2