178. Lucy

besson

Il biglietto d’acquistare per “Lucy” è .1)Manco Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Lucy” è un film del 2014 scritto e diretto da Luc Besson con Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-sik Choi.
Quanto conosciamo di noi stessi?
Quali sono i nostri limiti?
La conoscenza è potere?
La mente umana è ancora oggi un mistero, nonostante i grandi passi avanti compiuti dalla psichiatria e dalle neuroscienze. Basta poco per rompere il precario equilibrio che regola il delicato funzionamento del nostro cervello.
La mente umana è solo composto da cellule e neuroni?
L’uomo ha raggiunto davvero il massimo delle sue potenzialità intellettive?
Potrei andare avanti con questi quesiti e difficilmente si potrebbero avere delle risposte chiare e definitive.
Luc Besson regista creativo, visionario e coraggioso ancora una volta per rispondere a queste domande universali e filosofiche costruisce una favola ibrida tra il fantasy e psicologico.
La protagonista della nostra storia è Lucy(Scarlett Johanssoon), ragazza qualunque, studentessa , amante della vita e con intelligenza “normale”. A causa degli affari discutibili del fidanzato si ritrova coinvolta in un traffico di droga organizzato dallo spietato Kang (Choi) che rapisce e obbliga innocenti stranieri a trasportare dentro i loro stomaci la pericolosa sostanza. Una droga diversa dalle altre, ideata e realizzata sulle sostanze che la madre trasmette al figlio durante i 9 mesi di gravidanza. L’organismo di Lucy a causa di un pestaggio ne assorbe grandi quantità, sbloccando la sua mente e donandole poteri infiniti.
Un dono prezioso e nello stesso tempo inquietante e misterioso che la stessa Lucy si rende conto di quanto possa essere pericoloso nelle mani sbagliate e parte alla ricerca degli altri corrieri, inseguita dai sanguinari nemici. La ragazza consapevole che la sua “ progressiva evoluzione” mentale sancirà però la fine della sua vita terrena, contatta il famoso neuro scienzato Prof. Samuel Norman(Freeman) affinchè il suo caso possa essere studiato e il suo sacrificio possa essere utile per il progresso dell’uomo.
Un film che fin dall’inizio ha un ritmo avvolgente e adrenalinico coniugando in maniera efficace azione e pensiero. Lo spettatore è chiamato a pensare e meravigliasi nello stesso tempo attraverso gli straordinari poteri di Lucy e quali effetti spettacolari abbia sugli uomini “normali”.
Besson si serve della storia dell’uomo lungo i secoli per raccontare i progressi e l’evoluzione, lasciando alla fantasia e immaginazione dello spettatore cosa la mente potrebbe fare se ulteriormente sollecitata.
La sceneggiatura è di per sè scarna e semplice nella struttura e sviluppo. Un action movie arricchito di considerazioni filosofiche e spirituali.
“Lucy” potrebbe essere visto come la quarta puntata di Matrix, con l’ambizione di rendere la filosofia qualcosa di divertente e intenso con uso limitato dei dialoghi a differenza della trilogia, lasciando per lo più spazio alle immagini, vero punto cardine del film
Besson si conferma regista di talento, un francese dalla mentalità americana che riesce a creare il gusto mix tra generi diversi e complessi senza mai annoiare o cadere nel ridicolo.
Forse il limite del film risiede nella sua stessa essenza. Evoca, fa immaginare piuttosto che raccontare .Lo spettatore ha la sensazione d’essere in bel video gioco soprattutto nella seconda parte, cosi tende a distrarsi e a perdere il vero filo rosso della storia.
Scarlett Johansson si conferma un’attrice in costante crescita artistica e soprattutto poliedrica. Riesce ad essere credibile con un personaggio boderline con il rischio di risultare grottesca ed eccessiva. Ha il merito di scandire i tempi del racconto e del conseguente pathos attraverso una recitazione intensa e creando una buona alchimia con il pubblico con la spiccata espressività e fisicità.
Come quasi tutti i film del regista francese la donna è la vera protagonista della storia e centro del mondo, lasciano agli uomini a ruoli comprimari come nel caso di Freeman.
Il finale delude un po’ le aspettative con alto tasso di retorica e banalità nonostante i grandi effetti speciali svilendo un po’ lo spirito del film, ma lasciando però inevasa la domanda principe al pensieroso spettatore:l’uomo con la sua limitata mente è davvero il centro dell’universo?

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for “Lucy” is .1) Gave Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Lucy” is a 2014 film written and directed by Luc Besson, starring Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-sik Choi.
Than we know about ourselves?
What are our limits?
Knowledge is power?
The human mind is still a mystery, despite the great strides made ​​by psychiatry and neuroscience. All it takes to break the precarious balance that regulates the delicate functioning of our brain.
The human mind is only composed of cells and neurons?
The man really has reached the maximum of its intellectual potential?
I could go on with these questions and you could hardly get answers clear and definitive.
Director Luc Besson creative, visionary and courageous once again to answer these questions, universal and philosophical constructs a fable hybrid between fantasy and psychological.
The protagonist of our story is Lucy (Scarlett Johanssoon), any girl, a student, a lover of life and intelligence “normal.” Because of the questionable business of her boyfriend finds himself involved in a drug trafficking organized by the ruthless Kang (Choi) who kidnaps and forces innocent foreigners to carry in their stomachs the dangerous substance. A drug unlike any other, designed and built on substances that the mother transmits to his son during the 9 months of pregnancy. The body of Lucy because of a beating absorbs large quantities, unlocking his mind and giving infinite powers.
A precious gift and at the same time disturbing and mysterious that the same Lucy realizes that it may be dangerous in the wrong hands and goes in search of the other couriers, chased by bloodthirsty enemies. The girl knows that his “progressive evolution” mental sanction, however, the end of his earthly life, please contact the famous neuro scientist Prof. Samuel Norman (Freeman), so that his case can be studied and his sacrifice will be useful for the progress of ‘man.
A film that from the beginning has a rhythm enveloping and adrenaline effectively combining action and thought. The spectator is asked to think and meravigliasi at the same time through the extraordinary powers of Lucy and what effect it has on men spectacular “normal.”
Besson uses of human history through the centuries to tell the progress and evolution, leaving the fantasy and imagination of the viewer’s mind what could be done if further stressed.
The script itself is thin and simple in structure and development. An action movie enriched with spiritual and philosophical considerations.
“Lucy” could be seen as the fourth installment of the Matrix, with the ambition of making the philosophy something fun and intense, with limited use of dialogue as opposed to the trilogy, leaving more space for the images, real cornerstone of the film
Besson confirms talented director, a Frenchman by the American mentality that fails to create the taste and complex mix of different genres without ever boring or ridiculous.
Perhaps the limit of the film lies in its very essence. Summons, does imagining rather than telling .The viewer has the feeling of being in nice video game especially in the second half, so it tends to get distracted and lose the true thread of the story.
Scarlett Johansson is an actress confirmed in constant artistic growth and above all versatile. Manages to be believable character with a boderline with the risk of being grotesque and excessive. It has the merit to mark the times of the story and the resulting pathos through an intense acting and creating a good chemistry with the audience with remarkable expressiveness and physicality.
Like almost all the films of the French director the woman is the true protagonist of the story and the center of the world, leaving the men to leading roles as in the case of Freeman.
The ending is a bit disappointing ‘expectations with high rate of rhetoric and platitudes despite the great special effects and degrades a bit’ the spirit of the film, but while leaving unanswered the question to the prince pensive spectator: the man with his limited mind is really the center of the universe ?.

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