177. Anime Nere

anime nere

Il biglietto d’acquistare per “Anime Nere” è:1)Manco Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“Anime Nere” è un film del 2014 diretto da Francesco Munzi, in concorso alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, scritto da Francesco Munzi, Fabrizio Ruggirello, Maurizio Braucci, con:Marco Leonardi,Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Giuseppe Fumo, Barbora Bobulova.
L’Italia è una e una sola. Unita dalle Alpi alla Sicilia grazie al genio politico di Cavour e al coraggio e intraprendenza di Garibaldi. Così recitano la nostra Costituzione e i libri di storia, eppure siamo stati anche il paese dei Comuni, delle Repubbliche Marinare e abbiamo oggi in Parlamento la Lega Nord per l’indipendenza della Padania. L’Italia racchiude in sé varie anime e vari micro paesi. Nord e Sud si guardano, si scrutano e si detestano. La stessa criminalità è diversa tra le varie regioni.
Dopo il fenomeno televisivo di Gomorra la Serie, parlare di mafia è diventato quasi glamour. Lo spettatore ha fame e curiosità il “piccolo mondo mafioso” e i personaggi che lo popolano.
Un mondo per un verso senza spazio e tempo, dove si vive con altre regole e modi pensare, con lo Stato assente o ridotto a mero comprimario.
La Calabria è una regione particolare, ricca e nello stesso tempo povera e arretrata. Il ruvido Aspromonte e il cristallino mare sono i simboli di un luogo meraviglioso e impervio
Da molti viene definita”Calabria Saudita” perché la sua popolazione ha una mentalità segnata da una parte dall’influsso mafioso e dall’altra parte dall’assenza dello Stato.
Esistono diversi livelli di mafia, come una struttura piramidale, eppure l’origine di tutto è in un piccolo e sconosciuto paesino del hinterland.
“Anime Nere” è nello stesso tempo una storia di mafia, di una famiglia, ma soprattutto racconta l’anima di un popolo, quello calabrese.
Lo spettatore in rapida successione conosce i tre fratelli protagonisti della storia:Luigi (Marco Leonardi) trafficante di droga d’alto livello, spaccone e ambizioso, Rocco (Peppino Mazzotta), imprenditore edile, colto e posato, Luciano(Fabrizio Ferracane) allevatore di capre, taciturno e schivo.
Vivono la loro vita lontani e distanti, ma comunque uniti da un filo rosso che è il loro paese d’origine e un storia di famiglia legata alla Ndrangheta.
Quando Leo(Giuseppe Fumo) figlio ribelle e violento di Luciano per vendicarsi di uno sgarbo subito distrugge un bar nel paese, il precario equilibrio mafioso viene a cadere scatenando di fatto una guerra. Luigi poco incline al dialogo e al compromesso viene assassinato in un agguato appena ritornato in paese, gettando nello sconforto e nel dolore gli altri due fratelli. Rocco, milanese d’adozione con la bella moglie Valeria(Bobulova) e la figlia, ritorna in paese per organizzare la vendetta. Il paese si troverà diviso tra le due fazioni e gli eventi drammaticamente precipiteranno anche a causa dell’irruenza di Leo smanioso di dimostrare il suo “valore” sul campo.
Il film ha buona partenza e buon ritmo, riuscendo a fare entrare lo spettatore nella dinamica del racconto e l’agile struttura narrativa permette di cogliere le varie sfumature dei personaggi e soprattutto i vari cerchi che compongono il film. Però nella seconda parte il film muta, si entra come in una bolla di sapone, tutto rallenta. La Calabria diventa il luogo dove si svolge l’azione cambiando lo stile, il linguaggio e la dinamica della storia. Le parole sfumano, i dialoghi diventano scarni. Prevalgono i silenzi, gli sguardi e ogni singolo gesto ha un valore e un gesto.
La cultura e tradizione del Meridione si riversa nella pellicola .I personaggi perdono i contorni nazionali.
Se da una parte tutto questo può affascinare e incuriosire lo spettatore dall’altra lo fa smarrire in una mentalità e atmosfera cripta e misteriosa.
Un film più adatto alle corde di un uomo del Sud piuttosto che di Bergamo Alta.
Se non si è nati in un certo ambiente e realtà è difficile cogliere alcuni messaggi e sfumature del film.
Il regista con coraggio ha raccontato una storia ricca di significati e d’atmosfere con una sceneggiatura ben scritta , semplice e intensa, ma non rivolta tutti. Il limite del film è nella sua non universalità. Storia e personaggi descrivano una realtà troppo particolare e unica che ancora oggi esiste nel nostro meridione.
Il cast è d’assoluto valore artistico. Tutti meritevoli di plauso per il talento dimostrato nel dare anima e sangue ai vari personaggi senza mai cadere nel ridicolo o grottesco.
Il finale tragico, ben costruito e sviluppato, non può non scuotere lo spettatore lasciandolo nell’amara consapevolezza che nell’Italia unita e repubblicana esistono luoghi dove uomini e donne vivono con altre leggi e che sono destinati a una vita lontana dalla legalità e speranza.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”: http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket buy for “Black Souls” is: 1) Gave Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Black Souls” is a 2014 film directed by Francis Munzi, in competition at the 71st Venice International Film Festival in Venice, loosely based on the novel by Gioacchino Criaco, written by Francesco Munzi, Fabrizio Ruggiero, Maurizio Braucci with: Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Ferracane Fabrizio, Giuseppe Smoking, Barbora Bobulova.
Italy is one and only one. United from the Alps to Sicily thanks to the political genius of Cavour and Garibaldi to the courage and resourcefulness. So recite our Constitution and history books, yet we were also the country of Commons, of the Maritime Republics, and we have today in Parliament, the Northern League for the Independence of Padania. Italy encompasses various anime and various micro countries. North and South you look, scrutinize and hate. The same crime is different in the various regions.
After the television phenomenon of Gomorrah Series, talk about mafia has become almost glamorous. The viewer has the hunger and curiosity “small world mafia” and the characters that populate it.
A world on the one hand without space and time, where he lives with other rules and ways of thinking, with the State absent or reduced to a mere actor.
Calabria is a region particularly rich and poor and backward at the same time. The rugged Aspromonte and the crystal clear sea are the symbols of a wonderful place and impervious
Is defined by many “Calabria Arabia” because its population has a mentality marked by a part of the mafia and the influence on the other side by the absence of the state.
There are different levels of the Mafia, such as a pyramid structure, yet the origin of everything is in a small and unknown village in the hinterland.
“Black Souls” is at the same time a history of the Mafia, a family, but mainly tells the soul of a people, the Calabrian.
The viewer knows in quick succession the three brothers protagonists of the story: Luigi (Marco Leonardi) high-level drug trafficker, bully and ambitious, Rocco (Peppino Mazzotta), a building contractor, cultured and poised, Luciano (Fabrizio Ferracane) breeder goats, taciturn and reserved.
They live their lives far away and distant, but nonetheless united by a common thread is their country of origin and a family history linked to the Ndrangheta.
When Leo (Giuseppe Smoke), the son of Luciano rebellious and violent revenge for a snub immediately destroys a bar in the country, the precarious balance Mafia is in fact falling triggering a war. Luigi disinclined to dialogue and compromise is assassinated in an ambush just returned to the country, throwing into turmoil and pain in the other two brothers. Rocco, adopted by Milan with his beautiful wife Valeria (Bobulova) and daughter, returns to the village to organize revenge. The country will be divided between the two factions and events also will fall dramatically due to the impetuousness of Leo eager to demonstrate its “value” in the field.
The film has good start and good pace, managing to make the spectator enter into the dynamic of the story and the agile narrative structure allows us to understand the various nuances of the characters and especially the various circles that make up the film. But in the second part of the silent film, as you enter into a soap bubble, everything slows down. Calabria is the place where the action takes place by changing the style, the language and the dynamics of history. The words fade, the dialogues become skinny. Outweigh the silences, the looks and every gesture has a value and a gesture.
The culture and tradition of the South poured into the film .I characters lose their national boundaries.
While all this may fascinate and intrigue the viewer on the other hand it does lose mentality and atmosphere in a crypt and mysterious.
A film more suited to the strings of a man of the South rather than Bergamo Alta.
If you are not born in a certain environment and reality is difficult to grasp some of the messages and nuances of the film.
The director boldly told a story rich in meaning and in atmospheres with a well written script, simple and intense, but not all revolt. The limit of the film is not in its universality. Story and characters describing a reality too special and unique that still exists in our South.
The cast is of absolute artistic value. All deserving of praise for the talent demonstrated in giving blood and blood to the various characters without ever falling into the ridiculous or grotesque.
The tragic ending, well built and developed, can not shake the viewer leaving him in the bitter knowledge that in the united Republican and there are places where men and women live with other laws and which are destined to a life away from the law and hope.

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