172. True Detective – Orange is the new black -Hannibal

true dective

Sono orgoglioso d’essere italiano. Siamo un grande Paese e noi italiani siamo stati capaci di grandi imprese in qualsiasi disciplina.. Eppure ci sono giorni in cui il mio orgoglio nazionale soffre e prende atto che in certi campi siamo, aihme ,ahimé, un Paese da ricostruire. La qualità dei programmi televisivi trasmessi spesso rispecchia la società in cui si vive con pregi e difetti. Ieri sera al Roma Fiction Fest, ancora una volta ho compreso l’enorme distanza che ci separa dall’America, anche dal punto di vista culturale e creativo oltre che come possibilità economiche.
“La fiction fa oggi ciò che il cinema non riesce più a fare. La fiction osa, crea, stupisce. Aspetto con più ansia l’uscita di (una) nuova fiction piuttosto che di un film”. No, queste parole non sono state dette da un qualsiasi teledipendente, ma dal Premio Oscar Bernando Bertolucci intervistato da Carlo Freccero per presentare la serata evento su “True Dective”.finalmente arrivata in Italia dopo aver incantato critica e pubblico in America.
Ero davvero curioso di vedere all’opera i due protagonisti il neo Premio Oscar Matthew McConaughey eWoody Harrelson, nel ruolo di una coppia d’investigatori alla ricerca di un serial killer che nel gennaio del 1995 uccide una giovane donna, facendo ritrovare il corpo con una metodologia e rituali da setta satanica.
Il ritrovamento del corpo è solo l’incipit della storia che ha fin da subito due piani di racconto temporale diversi. Lo spettatore infatti vede i due poliziotti Rust Cohle(McConaughey) e Marty Hart(Harrelson) intervistati separatamente da altri due colleghi nel 2012 sul caso del 95.
Marty e Rust sono cambiati nel corpo e nell’anima dopo quel caso, non sono più una coppia e hanno rotto i rapporti per uno sconosciuto litigio.
Le due interviste fungono da voce narrante all’interno della ricostruzione storica dell’indagine, ma è anche il mezzo per conoscere e comprendere le personalità dei due personaggi.
Ogni puntata è ricca di spunti visivi e mentali, carica di suggestioni e soprattutto caratterizzata da un’atmosfera decadente e nichilista
True Dective è un viaggio profondo e sottile nella psiche dei personaggi diversi tra loro,ma nello stesso tempo complementari.
Rust è un nichilista, visionario, drogato, ma è anche un attento e scrupoloso osservatore delle scene del crimine. La sua vita è stata segnata dalla tragica morte della figlia in un incidente e dal successivo divorzio dalla moglie.
Marty è quadrato, rude, ha una bella famiglia, ma si concede qualche “svago” extraconiugale.
Ambientato in Louisiana, i paesaggi e gli scenari sono parte integrante del racconto e del suo spirito. E’ difficile catalogare “True Dective” in un genere già esistente. E’ come una matrioska, ad ogni puntata si scopre un nuovo ingrediente, un nuovo spunto d’analisi e di riflessione.
La sceneggiatura di Nic Pizzolatto è già di per sé particolare, forte, avvolgente, originale, intrigante. Ogni parola ha un suo peso e scelta con cura. I dialoghi tra i due protagonisti raggiungono vette altissime dal punto di vista filosofico e introspettivo.
La regia di Cary Joji Fukunaga segna un punto di rottura e discontinuità con le regie finora viste. Riesce a tenere alta e costante l’attenzione dello spettatore nonostante la complessità della struttura narrativa e creare con disarmante semplicità un pathos narrativo non comune.
Perfetta l’alchimia tra i due attori che rendono con grande efficacia interprativa ed emotiva le due diverse fasi della storia.
Forse l’unico limite di “True Dective” è la sua impegnativa complessità, volare alto non sempre è facile e non tutti sono capaci di seguirti con la stessa velocità e intensità.

orange

Uscito dalla sala, con la mente e il cuore carichi d’emozioni e sensazioni, ho continuato il mio viaggio nell’eccellenza con” Orange Is the New Black”, fiction tutta al femminile, ambientata in un carcere.
Confesso d’aver visto solo l’ultima mezz’ora, ma è stata sufficiente per capirne le potenzialità
A metà strada tra commedia e dramma, lo spettatore segue le vicende di Piper Chapman(Taylor Schilling) giovane donna rinchiusa nel carcere di Litchfield per 15 mesi con l’accusa di essere il corriere di un pericoloso trafficante di droga. In vero Piper è stata incastrata dalla sua compagna Alex e così si trova a vivere questa esperienza da detenuta. La prima puntata è e servita di fatto a presentare i diversi personaggi alias le altre detenute. Diverse tra loro e tutte particolari , chi violenta, chi ossessiva, chi logorroica, chi invadente, chi maleducata. La vita carceraria vista dal punto d vista femminile con efficace dose d’ironia
Lo spettatore non può non seguire con curiosità le vicende di Piper e delle sue colleghe in un mondo così piccolo ,ma ricco di vita comunque.

hannibal

Uscito stavolta dalla sala con il sorriso sulle labbra, ma sempre estasiato, ho deciso di chiudere il viaggio nel mondo dell’oscurità e di rivedere un vecchio amico:Hannibal Lecter.
Per tutti Hannibal Lecter ha il volto di Sir Antony Hopkins.
E’difficile, se non impossibile, superare l’interpretazione dell’attore inglese nel rappresentare l’eleganza e il fascino del male.
Eppure la serie Hannibal giunta alla seconda stagione, ha sicuramente aggiunto alcuni elementi innovativi e originali nella storia.
Chi era Hannibal Lecter prima d’essere il più pericoloso cannibale della storia?
Una risposta in apparenza semplice, ma in vero assai complessa, quando bisogna raccontare le origini del male, ma gli autori ci sono andati molto vicino.
Hannibal Lecter è Mads Mikkelsen, davvero adeguato per il ruolo. Ha dimostrato di saper reggere il difficile confronto con Hopkins, riuscendo a dare al suo personaggio, spessore e profondità con un volto imperturbabile e scevro d’emotività e con una gestualità minima.
Lo spettatore entra nel mondo di Hannibal, eccellente psichiatra, abile cuoco e affascinante. Ma sono gli sguardi di Mikkelsen che raccontano cosa ci celi dietro l’apparenza:un mostro senza coscienza.
Una serie visionaria, a tratti truculenta, onirica ,caratterizzata più dalle immagini e silenzi che dai i dialoghi.
Il cast è all’altezza del compito, riuscendo a fare da sfondo alla “nascita” del Cannibale ed è curioso, nel limite del possibile, come uno psicopatico possa avere anche amici ed stimatori.
Una sera che ha lasciato il segno nel mio cuore e soprattutto nel mio immaginario, dimostrando ancora una volta che saranno pure yankee e cowboy, ma sanno raccontare e descrivere i sogni e soprattutto gli incubi dell’uomo come nessun altro.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

I’m proud to be Italian. We are a great country and we Italians were capable of large enterprises in any discipline .. Yet there are days when my national pride suffers and acknowledges that in certain areas we are, Aihm, alas, a country to rebuild. The quality of broadcast television programs often reflect the society in which we live with its strengths and weaknesses. Last night at the Roma Fiction Fest, once I realized the enormous distance that separates us from America, from the point of view of the cultural and creative as well as economic opportunities.
“The fiction is today what the film is no longer able to do. The fiction dares, creates surprising. I look more forward to the release of (a) new fiction rather than a movie. “No, these words were not spoken by any couch potato, but by Oscar-winner Bernardo Bertolucci interviewed by Carlo Freccero to present an evening event on “True dective” .Finally arrived in Italy after having charmed critics and audiences in America.
I was really curious to see the work of the two protagonists of the neo Oscar Matthew McConaughey eWoody Harrelson in the role of a pair of detectives searching for a serial killer who in January 1995 kills a young woman, by finding the body with a methodology and ritual satanic cult.
The discovery of the body is only the beginning of the story that has since undergone two different plans story time. In fact, the viewer sees the two policemen Rust Cohle (McConaughey) and Marty Hart (Harrelson) interviewed separately by two other colleagues in 2012 on the case of 95.
Marty and Rust are changed into the body and soul after the event, are no longer a couple, and they broke off relations for an unknown argument.
The two interviews serve as the narrator in the historical reconstruction of the investigation, but it is also the means to know and understand the personalities of the two characters.
Each episode is full of visual ideas and mental, full of suggestions and especially a stylish, decadent and nihilistic
True dective is a profound and subtle journey into the psyche of the characters different, but at the same time complementary.
Rust is a nihilist, visionary, drug addict, but it is also a careful and scrupulous observer of the scene of the crime. His life was marked by the tragic death of his daughter in a car accident and subsequent divorce from his wife.
Marty is square, rude, has a beautiful family, but it gives some “fun” affair.
Set in Louisiana, landscapes and scenarios are an integral part of the story and its spirit. It ‘difficult to categorize “True dective” in a genre already exists. It ‘s like a Russian doll, each episode we discover a new ingredient, a new starting point for analysis and reflection.
The screenplay by Nic Pizzolatto is already particularly strong, fascinating, original, intriguing. Every word has its own weight and carefully chosen. The dialogue between the two protagonists reach great heights in terms of philosophical and introspective.
Directed by Cary Joji Fukunaga marks a point of rupture and discontinuity with the royal views so far. He manages to keep high and constant attention of the viewer, despite the complexity of the narrative structure and with disarming simplicity to create a narrative pathos uncommon.
The perfect chemistry between the two actors that make it a highly effective and emotional interprativa the two different phases of history.
Perhaps the only drawback of “True dective” is its challenging complexity, fly high is not always easy, and not everyone is able to follow with the same speed and intensity
Out of the room, his mind and heart laden with emotions and feelings, I continued my journey in excellence with “Orange Is the New Black”, all female fiction, set in a prison.
I confess that he had only seen the last half hour, but it was enough to understand its potential
Halfway between comedy and drama, the viewer follows the adventures of Piper Chapman (Taylor Schilling), a young woman imprisoned in the prison of Litchfield for 15 months on charges of being the carrier of a dangerous drug dealer. In real Piper was stuck by his girlfriend Alex and so is living this experience held. The first episode is done and served to introduce the different characters aka the other inmates. Different and all unique, some violent, some haunting, some talkative, some pushy, rude people. The view of prison life from the point of view of women with effective dose of irony
The viewer can not help but follow with interest the story of Piper and her colleagues in a world so small, but rich in life anyway.
This time out of the room with a smile on his lips, but always ecstatic, I decided to close the journey into the world of darkness and seeing an old friend: Hannibal Lecter ..
For all Hannibal Lecter has the face of Sir Antony Hopkins.
It is difficult, if not impossible, to overcome the English actor’s performance in representing the elegance and charm of evil.
Yet the Hannibal series now in its second season, has definitely added some innovative and original in the story.
Who was Hannibal Lecter before he was the most dangerous cannibal in history?
An answer apparently simple, but in true very complex when you have to tell the origins of evil, but the authors have gone there very close.
Hannibal Lecter is Mads Mikkelsen, really suitable for the role. He has demonstrated the ability to withstand the difficult comparison with Hopkins, managing to give his character depth and complexity with a stolid face and devoid of emotions and gestures with a minimum
The viewer enters the world of Hannibal, excellent psychiatrist, a skilled cook and charming. But they are the eyes of Mikkelsen who tell us what lies behind appearance: a monster without a conscience.
A series visionary, sometimes truculent, dreamlike, characterized more by the images and silences the dialogue.
The cast is up to the task, failing to make the background to the “birth” of the Cannibal and it is curious, to the extent possible, as a psychopath can also have friends and estimators.
One evening that has left a mark in my heart, and above all in my imagination, once again demonstrating that they will be well yankee and cowboy, but can recount and describe the dreams and especially nightmares man like no other

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