171.Ragion di Stato – Si alza il vento

ragion di stato

Al cuore non si comanda,ma spesso la ragione deve prevalere sui sentimenti.
Non esiste una sola verità, ma diverse prospettive di un fatto.
Machiavelli secoli fa ci ha raccontato come la politica non sia adatta ai verginelli.
A volte è necessario sporcarsi le mani per un bene superiore. Se è lo Stato stesso a superare il limite della legalità per garantire la sicurezza dei propri cittadini, ci viene detto che è stato fatto per “Ragion di Stato”.
Nell’immaginario comune gli uomini e le donne dei servizi segreti sono personaggi dotati di grandi capacità intellettive, fisiche e soprattutto degli eroi in incognito.
Lavorano nell’ombra e ogni giorno danno il loro contributo per garantire la pace nel mondo.
Ma cosa succede realmente nelle segrete stanze? Chi sono i nostri agenti segreti? Esistono come in ogni posti di lavoro invidie e gelosie?
A queste domande risponde la mini serie “Ragion di Stato” prodotta dalla Cattleya e diretta da Marco Pontecorvo e presentata ieri sera in anteprima al Roma Fiction Fest.
È una fiction sicuramente diversa e particolare nel panorama televisivo italiano. Lo spettatore viene catapultato da una parte in una spy story ricca d’intrecci internazionali e dall’altra si emoziona e commuove con una storia d’amore.
Il capitano Andrea detto il Rosso (Luca Argentero), protagonista della storia,durante una missione in Afghanistan è vittima con il collega e amico Fontana (Andrea Tidona)di un raid talebano che si conclude con il drammatico rapimento dell’amico.
Inizia così un affannoso e segreto pano di recupero organizzato dall’AmmiraglioMassa(Colangeli) e dal suo staff: il maggiore Stell a(Foglietta) e il suo vice Ranieri (Bruschetta).
Il Rosso morde il freno e vaglia ogni possibilità operativa mentre lo scaltro ed esperto Massa chiede aiuto al trafficante d’armi libanese Rashida, che in cambio ottiene di curare a Roma la figlia Fatima malata accompagnata dalla bella moglie Rania(Aksoy).
Così il Rosso, obtorto collo, fa da guardia del corp a Rania e figlia, ma ben presto tra i due scatta la passione e poi l’amore.
I tentativi di salvare l’amico Fontana falliscono tragicamente e il Rosso cercherà in tutti i modi di vendicare l’amico e di salvare Rania dalle mani di un marito violento e possessivo.
Marco Pontecorvo si conferma un regista di grande talento e capacità creative riuscendo a coniugare e mescolare diversi generi senza mai perdere il filo rosso del racconto.
Riesce con maestria ed efficacia a dare un ritmo costante alla storia, non facendo mai calare di tono l’attenzione dello spettatore
La struttura narrativa funziona solo parzialmente. Se l’elemento spy story avvolge e convince, la parte romance stenta a decollare e emozionare.
Giorgio Colangeli, Anna Foglietta e Ninni Bruschetta nei rispettivi ruoli sono convincenti e riescono a trasmettere allo spettatore le diverse sfumature che convivono all’interno dei servizi segreti.
Colangeli è il leale servitore dello Stato, Foglietta è l’agente fedele ma con un’anima, Bruschetta è l’uomo delle carte e per tutte le stagioni.
La coppia Argentero – Aksoy solo in parte trasmette quel calore necessario per raccontare un colpo di fulmine forte e travolgente. Argentero è apprezzabile per l’impegno profuso, ma di James Bond purtroppo c’è ne solo uno e si chiama Sean Connery.
La sceneggiatura e i dialoghi forse hanno risentito del forzoso montaggio di ieri, ma al momento presentano alcune criticità.
Il finale cerca di coniugare il lieto fine all’interno di una spy story, lasciando allo spettatore l’amara sensazione che per “Ragion di Stato”, non sempre la soluzione coincide con la cosa giusta da fare.

At the heart can not control, but often the reason must prevail over feelings.
There is only one truth, but different perspectives of a fact.
Machiavelli centuries ago told us how the policy is not suitable for Verginelli.
Sometimes you need to get your hands dirty for the greater good. If it is the state itself to overcome the limits of legality to ensure the safety of its citizens, we are told that it was done for “reasons of state.”
In the common men and women of the intelligence services are characters with great intellectual ability, physical and above all the heroes in disguise.
They work in the shadows and every day make their contribution to ensuring peace in the world.
But what really happens in the secret rooms? Who are our secret agents? Are there any jobs such as in envy and jealousy?
These questions are answered by the mini series “reason of state” produced by Cattleya and directed by Marco Pontecorvo and presented last night premiered at Roma Fiction Fest.
It is a fiction certainly different and special in Italian television. The viewer is catapulted from a part in a spy story full of twists International and the other gets excited and moves with a love story.
The captain said Andrea Rosso (Luke Argentero), the protagonist of the story, during a mission in Afghanistan is a victim with his colleague and friend Fontana (Andrea Tidona) of a Taliban raid that ends with the dramatic kidnapping of his friend.
Thus began a labored and secret recovery pano organized dall’AmmiraglioMassa (Colangeli) and his staff: Major Stell at (Foglietta) and his deputy Ranieri (Bruschetta).
The Red bites the brake and money every operational capability while the wily and experienced Massa asks for help to Rashida Lebanese arms dealer, who in turn gets to take care of his daughter Fatima sick to Rome accompanied by his lovely wife Rania (Aksoy).
So the Red, unwillingly, is the guard corp to Rania and daughter, but soon the passion between the two clicks and then love.
Attempts to save his friend and the Red Fountain fail tragically tries in every way to avenge his friend and save Rania from the hands of an abusive husband and possessive.
Marco Pontecorvo remains a director of great talent and creative skills managing to combine and mix different genres without ever losing the thread of the story.
He manages with skill and efficiency to give a steady pace to the story, never doing drop tone the viewer’s attention
The narrative structure works only partially. If the item spy story wraps and convincing, the romance and thrill to be sluggish.
Giorgio Colangeli, Anna Foglietta and Ninni Bruschetta are convincing in their respective roles and are able to convey to the viewer the various nuances that coexist within the secret services.
Colangeli is the loyal servant of the state, the agent Foglietta is true but with a soul, Bruschetta is the man of the cards and for all seasons.
The couple Argentero – Aksoy only partially transmits the heat necessary to tell a thunderbolt strong and overwhelming. Argentero be appreciated for their efforts, but to James Bond Unfortunately, there is only one and it is called Sean Connery.
The screenplay and dialogues may have been affected by the forced assembly yesterday, but at the moment have some problems.
The ending tries to combine the happy ending in a spy story, leaving the viewer with the bitter feeling that by “reason of state”, not always the same as the right thing to do

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin” :http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

si alza il vento

Il biglietto d’acquistare per “Si alza il vento” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre

“Si alza il vento ” è un film d’animazione del 2013  scritto e diretto da Hayao Miyazaki

Chi ti ha detto che il film era noioso?” ho chiesto ad una carissima amica a fine proiezione e uno spettatore accanto a me, voce del popolo voce di Dio, non si è trattenuto ed è sbottato “un coglione!”.
“Si alza il vento” è un capolavoro. Veramente molto poco da aggiungere.
Meraviglioso per le immagini, la colonna sonora, i dialoghi, la poetica, l’affresco di un epoca e di una nazione e contemporaneamente il messaggio senza tempo e senza confini. Questa opera è fatta della materia dei sogni, è ricolma dello slancio della passione e dello sguardo incantato sulla tecnologia.
Franco Battiato in una sua canzone di tanti anni fa dichiarava di stare aspettando “un’ottima occasione per acquistare un paio d’ali e abbandonare il pianeta”, ebbene Miyazaki queste ali meravigliose a forme di spina di sgombro le ha trovate e le regala allo spettatore. Quando le luci si riaccendono e si è schiacciati di nuovo sulla Terra si soffre terribilmente, come quando ci si risveglia al termine di un sogno meraviglioso.
Confesso che ho pianto a più riprese. Sono un grande fan dell’autore giapponese ma era dai tempi di “il mio vicino Totoro” che un suo film non mi commuoveva cosi nel profondo. Il suo ultimo film vince tutti i precedenti. Capisco bene che non voglia girarne un’altro. Non è un fatto d’età. Come notava un amico ieri sera dopo avere creato un opera d’arte di questa portata è dura cimentarsi di nuovo con la consapevolezza di quanto si sia alzata l’asticella.
Mi provoca rabbia, grande rabbia pensare che l’ultima opera di un genio come Miyazaki sia rimasto nelle sale solo 4 giorni mentre nel multisala accanto a me era piena di orrendi film stipati di spettatori che invece di innalzare lo spirito si imbarbarivano sempre di più come tribu di suburbani.
Insomma non basta che Kurzweil si sbrighi a regalarci la trascendenza il più presto possibile per fare si che Miazaki abbia tutto il tempo di provare a superarsi ma dobbiamo pure sperare che la primavera torni ad ingentilire questi tempi nei quali viviamo. Se nel film il protagonista si abbottona la giacca prima di essere presentato alla moglie di un conoscente e quando gli fanno la proposta della vita risponde, dopo aver meditato, “mi concedo di accettare”, oggi noi siamo immersi in folle che vanno a vedere il Roma Fiction Festival invece come storditi da prodotti di brutta produzione e altissimo consumo. Ma “Le vent se lève!… il faut tenter de vivre” (Paul Valery). Non ci arrendiamo.

Massimo Daniele Sapienza

The ticket purchase for “The wind rises” is: 1) gave  Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“The wind rises” is an animated film of 2013, written and directed by Hayao Miyazaki

Who told you that the movie was boring? “I asked a dear friend of mine at the end of the projection and a spectator next to me, the voice of the people, voice of God, did not hold back and blurted out” a jerk. ”
“The wind rises” is a masterpiece. Really very little to add.
Wonderful for the images, the soundtrack, the dialogue, the poetic, the fresco of an era and a nation and at the same time the message timeless and boundless. This work is made ​​of the stuff of dreams, is filled with the passion and enthusiasm of the enchanted gaze on technology.
Franco Battiato in a song many years ago claimed to be waiting for “a fantastic opportunity to buy a pair of wings and leave the planet,” Well Miyazaki wings these wonderful forms of spina mackerel found them and gives it to the viewer. When the lights come back on and was crushed again on Earth will suffer terribly, like when you wake up at the end of a wonderful dream.
I confess that I cried several times. I’m a big fan of the author Japanese but it was the time of “My Neighbor Totoro” that his film is not moved me so deeply. His last film won all the previous ones. I understand he does not want girarne another. It is not a matter of age. As noted by a friend yesterday evening after creating a work of art of this magnitude is hard to grapple again with the knowledge of what has raised the bar.
I provoke anger, great rage to think that the last work of a genius as Miyazaki has remained in the halls only 4 days while in the multiplex next to me was full of horrible movie packed with spectators who instead of raising the spirit imbarbarivano more and more like of suburban tribe.
In short, it is not enough that Kurzweil hurry to give us the transcendence as soon as possible to make sure that Miazaki have plenty of time to try to outdo but we also hope that spring back to refine these times in which we live. If the protagonist in the film he buttoned his jacket before being presented to the wife of an acquaintance, and when they do respond to the proposal of life, after meditating, “I allow myself to accept,” today we are immersed in the crowds who go to see the Roma Fiction Festival instead stunned by how bad the production of products and high consumption. But “Le vent if lève! … Il faut tenter de vivre” (Paul Valery). We will not surrender

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