170. Roma Fiction Fest- Qualunque Cosa Succeda-Giorgio Ambrosoli, una storia vera

festival

“La fiction è cultura. La fiction è la nuova letteratura”. No, non sono mie parole, anche se spero un giorno di dirle a Daria Bignardi durante “Le Invasioni Barbariche”.
Così si è espresso giovedì scorso Carlo Freccero direttore artistico del Roma Fiction Fest durante la conferenza stampa di presentazione del Festival alla Casa del cinema,a Villa Borghese..
La crisi morde, spaventa e inquieta. Girano pochi soldi e anche il Mondo dei Balocchi si è dovuto adeguare. Il presidente dell’ATP Marco Follini(si proprio lui,l’ Harry Potter della politica, ex segretario Udc ed ex vice premier del secondo governo Berlusconi) ha sottolineato come l’ottava edizione del Festival nasce sotto l’insegna della più rigorosa austerity:dagli 11 milioni del 2011 al 1,5 di budget di oggi.
Freccero ha promesso un festival di qualità, d’impegno civile e di critica anche senza grandi star.
Con questi rulli di tamburi, ieri sera sono tornato al Festival dopo un’assenza di sette anni.
L’Auditorium Parco della Musica è sicuramente un bel palcoscenico per raccontare il mondo attraverso la fiction che, come recitano i cartelloni, spesso anticipa la realtà.
La serata inaugurale è partita con l’omaggio all’avvocato Giorgio Ambrosoli, forse nome sconosciuto alle nuove generazioni e anche per questo la fiction”Qualunque cosa succeda” con PierFrancesco Favino è più che mai utile e necessaria.
Chi era Giorgio Ambrosoli? Come raccontare a un ragazzo d’oggi un eroe anche se privo di maschera e super poteri? Giorgio Ambrosoli era una persona normale, un lavoratore, un padre di famiglia e soprattutto un servitore dello Stato.
Nel 1974 Ambrosoli, apprezzato per le sue competenze, riservatezza e indipendenza, fu nominato dall’allora governatore della Banca d’Italia,Guido Carli, commissario liquidatore della Banca Privata italiana del discusso banchiere Michele Sindona.
Gli anni 70 sono stati un periodo storico difficile, drammatico e complesso del nostro Paese e tante oscure forze si contrapponevano allo Stato.
Ambrosoli inizierà un certosino e scrupoloso lavoro d’indagine per comprendere i perché del crack della banca e soprattutto metterà in luce le illecite manovre finanziare di Sindona.
La fiction diventa presto un duello serrato tra Ambrosoli(Favino) e Sindona(Popolizio). Due figure distanti, diverse,opposte. Sindona è un uomo spregiudicato, manipolatore, avido e senza scrupoli. Ambrosoli rappresenta l’onestà, la correttezza, e la dignità dello Stato che non vuole scendere a patti con i criminali.
Fuggito all’arresto e scappato in America, Sindona cercherà in tutti i modi di ostacolare l’indagine di Ambrosoli, chiedendo aiuti ai suoi amici potenti, minacciando e promettendo.
Ambrosoli ben presto si troverà solo in questa sfida. I poteri forti cercheranno di ostacolarlo, impaurirlo, sedurlo. Dopo un’iniziale diffidenza troverà un prezioso alleato nel maresciallo della Finanza Silvio Novembre(Andrea Gherpelli), anche lui uomo di Stato, duro e puro.
La fiction racconta anche il lato umano e privato del protagonista. Un uomo che ama i suoi tre figli e la moglie Anna(Caprioli),ma che nonostante le minacce e il rischio di perderli, non cesserà la sua missione. Ambrosoli scrive una lettera testamento alla moglie in cui la invita ad essere forte come sempre perché “Qualunque cosa succeda, cara Anna, tu saprai cosa fare e cosa dire ai nostri figli e trasmettere i miei ideali di Paese e di famiglia”.
Se fosse un fumetto Marvel, alla fine il nostro eroe vincerebbe l’epica battaglia contro il nemico e la pace tornerebbe a regnare. Ma questo non è un fumetto, purtroppo. Michele Sindona aveva anche amicizie pericolose. Fu il mandante dell’assassinio di Giorgio Ambrosoli. Un killer assoldato dalla mafia uccise l’avvocato l’undici luglio del 79 mentre stava rientrando a casa, quando ormai il cerchio giudiziario sul banchiere si stava chiudendo.
Pier Francesco Favino onora la memoria di Giorgio Ambrosoli con un’interpretazione intensa, commovente, forte. Indossa con efficacia la maschera del decoro e dell’onestà.
Il suo alter ego Sindona è ben rappresentato da Massimo Popolizio,le sue espressioni facciali esaltano la figura negativa del banchiere.
Menzione particolare per Andrea Gherpelli(nome personalmente sconosciuto fino a ieri) è davvero di rilievo la sua interpreazione. Forma con Favino una coppia ben assortita e affiata emozionando pubblico con il volto positivo dello Stato.
La sceneggiatura e i dialoghi sono ben scritti e costruiti, riuscendo a tenere costante il pathos narrativo e la funzione storica di ricostruzione degli eventi.
Forse la regia non brilla per creatività e innovazione, ma riesce nell’intento di coniugare racconto verità e show, regalando buone vibrazioni emotive al pubblico.
Tranne il governatore Baffi al funerale di Ambrosoli, lo Stato sarà colpevolmente assente. Uno Stato che aveva il volto di Giulio Andreotti che, fino all’ultimo in maniera discutibile e inopportuna, dirà dell’uomo Ambrosoli” se l’andava cercando”.
Ieri sera con la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in qualche modo arrivano delle scuse tardive e un doveroso riconoscimento al servitore dello Stato,
Il figlio dell’avvocato, Umberto, ieri sera presente, ha detto prima della proiezione”Spero che questa fiction possa contribuire a formare una coscienza più profonda del cittadino e soprattutto a renderlo più partecipe della nostra società”. Non si può non essere d’accordo.
Ci piace pensare che da lassù Giorgio Ambrosoli vedendo la sua fiction, fumandosi l’ennesima sigaretta abbia sorriso e detto”Ne è valsa comunque la pena per il mio Paese”e tutto questo un fumetto della Marvel non lo fa provare.
“Qualunque cosa succeda, Giorgio Ambrosoli, una storia vera” prossimamente su Rai Uno.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

“Fiction is culture. The drama is the new literature. “No, they are not my words, although I hope one day to tell her to Daria Bignardi during “The Barbarian Invasions”.
So spoke last Thursday Carlo Freccero artistic director of the Rome Fiction Fest at the press conference of presentation of the Festival at Casa del Cinema in Villa Borghese ..
The crisis bites, scared and anxious. They turn a little money and also the World of Toys has had to adjust. The president of the ATP Marco Follini (it’s him, the ‘Harry Potter politics, former UDC secretary and former deputy premier of the second Berlusconi government) has pointed out that the eighth edition of the festival was born under the sign of the most rigorous austerity: from 11 million in 2011 to 1.5 in today’s budget.
Freccero has promised a festival of quality, civic engagement and critique, even without big stars.
With these drum rolls, last night I returned to the Festival after an absence of seven years.
The Auditorium Parco della Musica is definitely a nice stage to tell the world through fiction that, as they state on the billboards, often anticipates the reality.
The opening ceremony began with a tribute to the lawyer Giorgio Ambrosoli, maybe name unknown to the younger generation and for this reason the fiction “Whatever happens” with PierFrancesco Field bean is more than ever necessary and useful.
Who was George Ambrosoli? How to tell a guy today a hero even without a mask and super powers? Giorgio Ambrosoli was a normal person, a worker, a family man and above all a servant of the state.
In 1974 Ambrosoli, known for its expertise, confidentiality and independence, he was appointed by the then governor of the Bank of Italy, Guido Carli, the liquidator of the Private Bank discussed the Italian banker Michele Sindona.
The 70’s were a difficult period of history, dramatic and complex of our country and so many dark forces were opposed to the state.
Ambrosoli begin a meticulous and painstaking detective work to understand why the crack of the bank and especially bring to light the illegal maneuvers finance Sindona.
The fiction soon became a close duel between Ambrosoli (Field bean) and Sindona (Popolizio). Two distant figures, different, opposite. Sindona was a man ruthless, manipulative, greedy and unscrupulous. Ambrosoli is the honesty, fairness, and dignity of the state that does not want to come to terms with the criminals.
Escaped arrest and fled to America, Sindona will try in every way to obstruct the investigation of Ambrosoli, asking aid to his powerful friends, threatening and promising.
Ambrosoli soon you will only find in this challenge. The powers that be will try to prevent it, to frighten, seduce him. After initial suspicion will find a valuable ally in the marshal of Finance Silvio Novembre (Andrea Gherpellli), who was also a statesman, hard and pure.
The fiction also tells the human side of private and protagonist. A man who loves his three children and his wife Anna (Caprioli), but that despite the threats and the risk of losing them, will not cease his mission. Ambrosoli testament writes a letter to his wife that encourages you to be as strong as ever because “Whatever happens, dear Anna, you will know what to do and what to say to our children and to convey my ideals of country and family.”
If it was a Marvel comic book, in the end our hero would win the epic battle against the enemy, and peace would return to reign. But this is not a comic book, unfortunately. Michele Sindona was too dangerous friendships. He was the instigator of the murder of George Ambrosoli. A killer hired by the Mafia killed the lawyer of the 11 July 79 as he was returning home, by which time the judicial circle on the banker was closing.
Pier Francesco Favino honors the memory of George Ambrosoli interpretation with intense, moving, strong. Effectiveness wears the mask of decency and honesty.
His alter ego Sindona is well represented by Massimo Popolizio, his facial expressions emphasize the negative figure of the banker.
Special mention for Andrea Gherpelli (name unknown person until yesterday) is really important his interpreazione. Field bean shape with a well-matched couple and affiata thrilling audiences with the positive face of the state.
The screenplay and dialogues are well written and constructed, managing to keep constant the pathos narrative and the historical function of the reconstruction of the events.
Perhaps the director does not shine for creativity and innovation, but succeeds in combining story and show the truth, giving good emotional vibration to the public.
Except the governor Mustache funeral Ambrosoli, the state will be guilty absent. A state that had the face of Giulio Andreotti, until the last in a questionable and inappropriate, tell Ambrosoli man “if he went looking for.”
Last night with the presence of the President of the Republic Giorgio Napolitano, somehow arriving late apology and a fitting recognition of the servant of the state,
The lawyer’s son, Umberto, last night there, said before the screening of “I hope this drama can contribute to a deeper consciousness of citizens and especially to make it a sharer in our society.” One can not but agree.
We like to think that there Giorgio Ambrosoli seeing his fiction, fumandosi another cigarette he smiled and said, “It was worth still worth it for my country” and all this a Marvel comic does not try.
“Whatever happens, Giorgio Ambrosoli, a true story” coming soon on Rai Uno.

favino

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