169. Senza Nessuna pietà

senza nessuna pietà

Il biglietto d’acquistare per “Senza Nessuna Pietà” è:1)Manco Regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4)Ridotto 5) Sempre
“Senza Nessuna Pietà” è un film del 2014 scritto e diretto da Michele Alhaique. Prodotto da Per Francesco Favino. . Con Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado, Adriano Giannini, Ninetto Davoli.
La vita è un costante bivio. Ogni giorno sei chiamato a fare delle scelte. Non ricordo dove l’ho letto ma la frase mi colpì molto”Attento a non fare mai arrabbiare una persona buona, la sua cattiveria sarà senza limiti”.
Spesso ci lamentiamo che il cinema italiano sia ridotto a fare commedie volgari, natalizie e banali.
Le sceneggiature sembrano fatte con lo stampino, la creatività sembra essersi persa nella selva oscura.
L’esordio in un lungometraggio di Alhaique ha sicuramente il merito di gettare un sasso nello stagno e tenta di muovere l’acqua stagnante.
La critica ha definito questo film un noir all’italiana. Personalmente non sono d’accordo.
Dopo pochi minuti di visione, nella mia mente ho immaginato il cartone“La Bella e la Bestia” ambientato a Roma, quello si in salsa noir.
La “Bestia” è Mimmo(Favino), uomo taciturno, burbero, malinconico, ufficialmente muratore, ma di fatto l’uomo di fiducia di zio Santili(Davoli), vecchio “cravattaro” per recuperare i crediti in qualsiasi modo dai clienti.
Lo spettatore sa poco di Mimmo, la sua vita scorre tra il cantiere e l’opera di riscossione eseguita insieme all’amico maniaco sessuale Roscio(Gioè).
Mimmo sembra a disagio nella sua seconda vita, eppure non protesta mai, obbedisce agli ordini,anche a quelli più sgradevoli del cugino playboy e soprattutto manesco Manuel (Giannini).
L’equilibrio muta, quando Mimmo conosce la sua “Bella”, Tania(Scarano), una sorta di Lolita della Cociaria.
Mimmo ha il compito di portare Tania a casa di Manuel per un festino, ma il nostro protagonista si rifiuta e reagisce.
Picchia selvaggiamente il cugino e scappa con la ragazza. Vi aspettereste una fuga a perdi fiato per fuggire ai sicari del furente zio, ma non è cosi. Mimmo e Tania trovano rifugio da Pilar(Peynado), la colf del primo.
Vivono così la loro breve, intensa e casta storia d’amore con lo sfondo del litorale romano.
La forza del film è sicuramente nel cast. Tutti talentuosi e adeguati al compito.
Favino recita con il corpo, con gli occhi, e con i suoi silenzi. Il suo Mimmo commuove, coinvolge il pubblico nonostante un passato misterioso, immaginando quanto lo abbiamo condizionato.
Favino dimostra come un vero Attore, possa incidere e colpire anche con la pancia e con la barba lunga.
Greta Scarano è cresciuta molto artisticamente dai suoi esordi in un “Posto al Sole”.Ha acquistato esperienza e sicurezza con la fiction “Squadra Antimafia”, dimostrando con il personaggio di Tania, di poter ambire a ruoli diversi e complessi.
Scarano riesce con abilità e bravura nello stesso tempo Lolita una ragazza bisognosa d’affetto, coniugando seduzione, bellezza e dolcezza.
La coppia Favino-Scarano è azzeccata, piace e rende bene l’idea di come gli “opposti possano attrarsi”.
Claudio Gioè conferma la sua versatilità artistica e trasformismo. Riesce a dare ai suoi personaggi “negativi”, un’ anima e uno spessore non indifferente.
Incisivi e meritevoli di un plauso anche Adriano Giannini e Ninetto Davoli nei rispettivi ruoli.
Con il mio amico Guido Vitiello abbiamo spesso discusso su quanto sia necessario che il lettore sappia di una storia in un romanzo, per lui non è sempre necessario raccontare tutto, lasciando spazio alla fantasia .Ebbene una delle criticità di questo film è proprio nella sceneggiatura che nel tentativo di raccontare il minimo indispensabile, finisce per non creare i collegamenti necessari tra i vari personaggi. Non esiste un filo rosso che li unisce, ci sono troppi vuoti e la struttura narrativa ne risente .Lo spettatore può immaginare, il mistero piace, ma anche i più bei noir hanno bisogno di un soggetto definito.
La regia è nel complesso di buona qualità, anche se ha uno stile più televisivo e non riesce a mantenere un ritmo costante per tutto il film. Bravo nell’esaltare le qualità dei singoli attori, ma mostra qualche limite a farne squadra per far compiere al film il salto qualità decisivo.
Il finale cupo e drammatico è coerente con la storia, riesce a trasmettere pathos ed emozione allo spettatore che non potrà non dire alla fine che non sempre le favole hanno un lieto fine.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin” :http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

Buy the ticket for “No No Pity” is: 1) Gave Gifted 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always

“No Without Pity” is a 2014 film written and directed by Michele Alhaique. Manufactured by For Francis Field bean. . With Pierfrancesco Favino, Greta Scarano, Claudio Gioé, Renato Marchetti, Iris Peynado, Adriano Giannini, Ninetto Davoli.
Life is a constant crossroads. Every day you are called to make choices. I do not remember where I read it but I was struck by the phrase “Be careful never to upset a good person, his wickedness will be without limits.”
We often complain that Italian cinema has been reduced to vulgar comedies, Christmas and banal.
The scripts seem cookie-cutter, creativity seems to have been lost in the dark forest.
The debut in a feature film Alhaique certainly has the merit of throwing a pebble in the pond and try to move the stagnant water.
The critics have called this film a noir Italian. Personally I do not agree.
After a few minutes of viewing, in my mind I imagined the cartoon “Beauty and the Beast” set in Rome, in what is noir sauce.
The “Beast” is Mimmo (Field bean), taciturn man, gruff, melancholy, officially mason, but in fact the confidant of Uncle Santili (Davoli), old “cravattaro” to recover the debts in any way by the clients.
The viewer knows little about Mimmo, his life flowing between the shipyard and the work of collecting executed together with his friend sex maniac Roscoe (Gioè).
Mimmo looks uncomfortable in his second life, yet never complains, obeying orders, even those of the most unpleasant and most abusive playboy cousin Manuel (Giannini).
The balance molt, when Mimmo knows her “Bella”, Tania (Scarano), a sort of Lolita Cociaria.
Eric has the task of bringing Tania at the home of Manuel for a party, but our hero refuses and reacts.
Savagely beat his cousin and escapes with the girl. You would expect a leak to lose breath to escape the fury of the hitmen uncle, but it is not. Mimmo and Tania find refuge from Pilar (Peynado), the maid of the first.
They live so their brief, intense and pure love story with the background of the Roman coast.
The strength of the film is definitely in the cast. All talented and adequate to the task.
Favino states with the body, eyes, and with his silence. His Mimmo moves, engages the audience despite a mysterious past, imagining how we conditioned.
Favino demonstrates how a real Actor, and may affect also affect the stomach and with a long beard.
Greta Scarano has grown artistically from his beginnings in a “Place in the Sun” .It acquired experience and confidence with the drama “Anti-Mafia Squad,” showing the character of Tania, to aspire to roles and complex.
Scarano manages with skill and prowess at the same time a Lolita girl in need of affection, combining seduction, beauty and sweetness.
The couple Favino-Scarano is apt, like and gives a good idea of how “opposites can attract each other.”
Claudio Joey confirms his artistic versatility and transformation. He manages to give his characters’ negative ‘, a’ soul and a thickness not indifferent.
Incisors and worthy of praise even Adriano Giannini and Ninetto Davoli in their respective roles.
With my friend Guido Vitiello we have often discussed how necessary it is that the reader knows of a story in a novel, for it is not always necessary to tell everything, leaving room for the imagination yeah we one of the critical aspects of this film is just the script that in an attempt to tell the bare minimum, it ends up not create the necessary links between the various characters. There is a common thread that unites them, there are too many gaps and narrative structure suffers .The viewer can imagine, the mystery of love, but also the most beautiful noir needs a defined subject.
The director is on the whole good quality, although it has a more television and fails to maintain a steady pace throughout the film. Bravo in praising the quality of the individual players, but it shows some limitations to make the team to make the leap to film quality decisive.
The final dark and dramatic is consistent with the story, manages to convey pathos and emotion that the viewer can not help but say at the end that fairy tales do not always have a happy ending.

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