163. I nostri ragazzi

i nostri ragazzi

Il biglietto d’acquistare per “ I nostri ragazzi” è:1)Manco regalato 2)Omaggio 3) Di pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre
“I nostri ragazzi” è un film del 2014 di Ivano De Matteo, scritto da Valentina Ferlan e Ivano De Matteo, prodotto da Rodeo Drive e Rai Cinema. Con: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Barbora Bobulova , Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori
I figli so pezzi de core dicono a Napoli.
Per un figlio, un genitore farebbe di tutto. L’amore materno è più forte, Re Salomone docet.
Eppure tra genitori e figli si parla sempre di meno. Sono sempre più due mondi distinti e separati.
L’incomunicabilità è l’elemento distintivo della famiglia 2.0.
“I nostri ragazzi” presentato all’ultimo festival di Venezia ha riscoss un buon successo di pubblico e critica, ed è in odore di premi.
Dopo “Gli Equilibristi”,il regista De Matteo si conferma un autore di talento e attento alle dinamiche familiari e della nostra società.
Il film , ambientato a Roma, inizia con una storia di ordinaria follia, quando due automobilisti litigano a un semaforo, con tanto di sparatoria finale e omicidio davanti a un minorenne.
Attraverso questa tragico episodio di cronaca nera, lo spettatore fa la conoscenza con i veri protagonisti della storia: due fratelli Paolo(Lo Cascio) e Massimo(Gassman),il primo chirurgo e il secondo avvocato. Apparentemente uniti, ma nella sostanza diversi e in conflitto. Paolo è un uomo ironico, posato,rigoroso e innamorato della moglie Chiara, anche lei ironica, madre apprensiva e teledipendente.
Massimo è invece un uomo cinico, edonista e con pochi scrupoli nel fare il suo lavoro. Rimasto vedovo, ha come seconda moglie l’affettuosa, ma effimera Sofia(Bobulova).
La vita della due coppie procede tranquilla secondo scontati binari, come la mensile cena al solito ristorante, fino a quando i loro “ragazzi” :Benedetta(Laurenti) e Michele (Antinori), giovani annoiati,ricchi e con una coscienza costruita anche a guardare video violenti sul web, non decidono una sera d’aggredire e picchiare a morte una barbona per strada senza alcun motivo.
Scoprire il lato oscuro dei loro figli, sconvolge ovviamente le due coppie e soprattutto prendere atto quanto poco li conoscano, gettandoli nel dramma oltre che nel dolore.
Lo spettatore segue lungo il film l’evoluzione del dolore dei genitori e soprattutto l’approccio e gestione del problema, assistendo anche al cambiamento di prospettiva e personalità dei due fratelli rispetto all’inizio, di fronte alla scelta se proteggere o meno i propri figli.
La sceneggiatura è ben scritta, fluida, a tratti angosciante, ma carica di pathos e molto coinvolgente e attenta a cogliere i cambiamenti psicologici dei personaggi, evidenziando le diverse prospettive.
I dialoghi sono ben costruiti, secchi, forti e contribuiscono con forza alla carica emotiva del film.
La regia convince nella capacità di delineare i vari personaggi, dando ad ognuno un tono e uno spazio grazie a un attento ed efficace uso dei piani sequenza. Il ritmo non è sempre costante, forse ha dei momenti più statici, ma ciò non rende meno avvincente il plot narrativo.
Difficile fare una scala di valori e di meriti sul cast. Sono tutti meritevoli d’elogio e di un plauso.
La coppia di fratelli composta da Gassman e Lo Cascio è ben assortita e trasmette allo spettatore, la profonda differenza di valori e di visione del mondo che li divide. Riescono a dare con talento ai loro personaggi un’anima una personalità complessa e ricca di sfumature.
Giovanna Mezzogiorno e Barbora Bobulova , entrambe di una bellezza matura , sono perfette nel ruolo delle moglie cosi diverse, ma entrambe forti ed intense.
Una menzione particolare mi permetto di darla alla giovane Rosabel Sellers Laurenti, conferma d’essere un una stellina in crescita. Ha talento, bellezza e personalità. La scena tra lei e Gassman nel finale, è di una bellezza agghiacciante, grazie alla bravura d’entrambi.
L’unica vera pecca del film è quella d’essersi preso i contributi pubblici come opera d’Interesse nazionale, onestamente non se ne sentiva l’esigenza.
Il finale “aperto” è bello nella sua drammatica e imprevedibilità, lasciando al pensieroso spettatore uscendo dalla sala la drammatica domanda “Cosa saremmo disposti a fare per i nostri ragazzi?”

Vittorio De Agrò  presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

The ticket purchase for “our boys” is: 1) gave Tribute 2) Tribute 3) In the afternoon 4) Reduced 5) Always
“Our Boys” is a film in 2014 by Ivano De Matteo, written by Valentina Ferlan and Ivano De Matteo, produced by Rai Cinema and Rodeo Drive. By: Alessandro Gassman, Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori
The children know they say a core piece de Naples
For a child, a parent would do anything. Maternal love is stronger, King Solomon docet.
Yet between parents and children speak less and less. They are always plus two separate worlds.
The lack of communication is the hallmark of family 2.0
“Our boys” presented at the last Venice Film Festival has riscoss a success with audiences and critics, and is in the odor of prizes.
After “The Tightrope”, the director De Matteo remains a talented author and attentive to the dynamics of the family and our society.
The film, set in Rome, begins with a story of madness, when two drivers are fighting at a traffic light, complete with a final shootout and murder in front of a minor.
Through this tragic incident of crime, the viewer becomes acquainted with the real protagonists of the story: two brothers, Paul (Lo Cascio) and Massimo (Gassman), the first surgeon and the second lawyer. Apparently united, but different in substance and in conflict. Paul is a man of ironic, posed, rigorous and love with his wife Clare, also ironic, anxious mother and couch potato.
Massimo is instead a cynical, hedonistic and with few scruples in doing its job. A widower, has as his second wife the affection, but ephemeral Sofia (Bobulova).
The life of two couples went on calmly, according to discounted binary, such as monthly dinner at the same restaurant, as long as their “boys”: Benedetta (Laurenti) and Michele (Antinori), bored young, rich and with a conscience also built to look violent videos on the web, do not decide an evening assault and beating to death a homeless person on the street for no reason.
Discover the dark side of their children, of course, upsets the two couples and particularly take note of how little they know them, throwing them in the drama as well as in pain.
The viewer follows the evolution of the film along the pain of the parents and especially the approach and management of the problem, also seeing a change in the outlook and personality of the two brothers from the beginning, faced with the choice whether or not to protect their children .
The script is well written, fluid, sometimes frightening, but full of pathos and very engaging and attentive to grasp the psychological changes of the characters, highlighting the different perspectives.
The dialogues are well built, dry, strong and contribute strongly to the emotional power of the film.
The director convinces the ability to delineate the various characters, giving everyone a voice and a space thanks to a careful and effective use of sequence shots. The pace is not always constant, perhaps of the most static, but that does not make it any less compelling the narrative plot.
Difficult to make a scale of values ​​and merits of the cast. They are all deserving of praise and applause.
The pair of brothers made ​​up of Gassman and Lo Cascio is well-stocked and transmits to the viewer, the profound difference of values ​​and worldview that divides them. They manage to give their characters a soul talent with a complex and nuanced.
Giovanna Mezzogiorno and Barbora Bobulova, both of a mature beauty, are perfect in the role of wife so different, but both strong and intense.
A special mention allow me to give it to young Rosabel Laurenti Sellers, a confirmation of being a star on the rise. He has talent, beauty and personality. The scene between her and Gassman in the end, is a chilling beauty, thanks to the skill of both.
The only real flaw of the film is that of having taken government grants as a work of the National Interest, I honestly did not feel the need.
The final “open” is beautiful in its dramatic and unpredictable, leaving the thoughtful viewer out of the room the dramatic question, “What would we be willing to do for our kids?”

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