157. Lui è tornato (Timur Vermes)

hitler

“Lui è tornato” è un libro scritto da Timur Vermes e pubblicato in Italia dalla Bompiani nel 2013.
La nostalgia è canaglia.
La melanconia ti strugge.
Spesso si è compianti e considerati dopo la morte. Ci si ritira per anzianità, per stanchezza, per noia, per convenienza o anche perché si perde un guerra.
Il sequel sono di moda al cinema, i “ritorni” sulla scena d’attori e cantati garantiscono incassi ai botteghini. II ritorni dei politici invece al massimo l’orticaria all’elettore.
Quando “sono tornato” ho provocato nel mio piccolo scompiglio e nervosismo nel variopinto mondo dei Balocchi. Mi avevano cantato il “de profundis” e invece sono qui da 18 mesi a rompere e non ho nessuna intenzione di smettere.
Eppure ci sono dei Ritorni attesi e altri meno graditi. Per chi è credente si attende il ritorno di Dio e il risveglio dei nostri e la vita eterna. Se invece tornasse in vita, Adolf Hilter cosa succederebbe?
Sgomento? Paura? Incredulità? Rabbia?
Noi italiani ci siamo tolti il pensiero e abbiamo regolato i conti con Mussolini a Piazzale Loreto con una sbrigativa lapidazione, scoprendoci poi tutti allegramente antifascisti.
La storia ci insegna che in Germania, la fine del nazismo e della guerra è stato molto diverso.
Non sono mai stato in Germania e onestamente non saprei dire cosa pensi un tedesco di Adolf Hilter.
Ebbene leggere “Lui è tornato”mi ha aiutato a comprendere meglio un popolo e soprattutto il suo rapporto con la propria storia.
Come in una favola, forse un pò dark, Adolf Hilter si risveglia nelle campagne tedesche. Siamo nel 2011, il mondo è cambiato, eppure il “caro” Fuhrer è rimasto lo stesso. Dopo l’iniziale smarrimento e sgomento, il nostro Adolf con estrema lucidità e raziocino si cala nella nuova realtà. Comincia a studiare gli usi e costumi e a apprezzare e usare Internet e tutte le comodità della tecnologia
Non sa perché è tornato, ma non gli importa, la Provvidenza lo ha rimandato indietro per riportare in alto la Germania. Nonostante si renda conto che la guerra è finita e che il nazismo è stato messo al bando, Hitler non rinnega se stesso e le sue idee. Eppure chi lo avvicina è soltanto un brillante comico con una straordinaria somiglianza fisica . La sua oratoria e le sue idee estreme lo rendono rapidamente un personaggio televisivo popolare . Firma autografi, crea un sito internet e divide l’opinione pubblica mettendo alla berlina i politici d’oggi.
Hitler torna e fa sorridere il popolo tedesco con le sue inventive. L’interazione tra il Fuhrer e i vari personaggi a tratti possono apparire surreali nella loro comicità, ma in vero raccontano la realtà tedesca e soprattutto il modo di vivere e pensare. Nessuno crede davvero d’avere davanti il sanguinario dittatore. L’uomo tedesco comune , probabilmente, non ama confrontarsi con il suo”lato oscuro”. I tedeschi sono andati avanti e hanno in qualche maniera rimosso il passato nazista.
Vermes con il suo romanzo fa emergere con ironia e sarcasmo le contraddizioni di un popolo e di come sia stata vissuta e gestita dalle nuove generazioni il “fenomeno” Hiltler.
I monologhi e le riflessioni del “Ritornato” oscillano tra malinconia e folle coerenza ideologica. Il Dittatore non mostra rimorsi o pentimento, eppure il lettore non riesce a detestare il protagonista, anzi lo accompagna con curiosità in questa avventura, osservando il mondo e soprattutto la decadente società attraverso i suoi occhi.
Il tema tragico dell’Olocausto è trattato con delicatezza dall’autore. In un bel e intenso dialogo tra la giovane segretaria e Hilter,la prima gli chiede se non ha vergogna e imbarazzo a” interpretare” il responsabile di un genocidio. Secca e lapidaria è la riposta”No, ho fatto quello che era giusto fare per la Germania”
Il libro è ben scritto con un stile asciutto e diretto, ma non ha un ritmo costante. Se la prima parte è divertente, originale, coinvolgente, la seconda parte con Hitler personaggio televisivo perde mordente e ritmo, diventando quasi monocorde. Vermes si dimostra sicuramente uno scrittore di talento e di grande creatività e un ‘attento osservatore della sua società.
Adolf Hilter ha tragicamente segnato un’epoca e viene giustamente considerato un mostro e la personificazione del Male in terra, ma temo che se tornasse veramente, non sarebbero in pochi ad esserne contenti, aihme.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”: http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

“He is back” is a book written by Timur Vermes and published in Italy in 2013 by Bompiani.
Nostalgia is rogue.
Melancholia destroys you.
It has often been lamented and treated after death. We retired for length of service, to fatigue, boredom, for convenience or because you lose a war.
The sequel are in fashion at the cinema, the “returns” on the scene of actors and sung guarantee box office. II returns instead of the politicians at the highest voter hives.
When “I’m back” I brought in my own little confusion and nervousness in the colorful world of Toys. I had sung the “de profundis” and instead have been here for 18 months break and I have no intention of quitting.
Yet there are expected Returns and other less welcome. For those who are believers are waiting for the return of God and the awakening of ours and eternal life. If, however, came back to life, Adolf Hilter what would happen?
Dismay? Fear? Disbelief? Anger?
We Italians, we removed the thought and we settle accounts with Mussolini in Piazzale Loreto with a dismissive stoning, then discovering that all cheerfully anti-fascists.
History teaches us that in Germany, the end of Nazism and the war was very different.
I’ve never been in Germany and I honestly can not say what you think a German of Adolf Hilter.
Well read “He is back” helped me to better understand a people and especially its relationship with its own history.
As in a fairy tale, maybe a little dark, Adolf Hilter wakes up in the German countryside. We are in 2011, the world has changed, and yet the “dear” Fuhrer has remained the same. After the initial bewilderment and dismay, our Adolf with extreme clarity and raziocino plunges into the new reality. Begins to study the customs and traditions and to appreciate and use the Internet and all the amenities of technology
I do not know why he came back, but he does not care, Providence has sent back to bring in high Germany. Although we realize that the war is over and that Nazism was outlawed, not Hitler denies himself and his ideas. Yet those who approached him only a brilliant comedian with extraordinary physical resemblance. His oratory and his extreme ideas quickly make a popular television personality. Signing autographs, creating an internet site and divide public opinion putting to shame the politicians of today.
Hitler comes back and makes you smile the German people with its inventive. The interaction between the Fuhrer and the various characters may appear at times in their surreal comedy, but in telling the true German reality and especially the way we live and think. No one really believes to have in front of the bloody dictator. The common German man probably does not like to confront his “dark side”. The Germans have gone ahead and have somehow removed the Nazi past.
Vermes with his novel reveals with irony and sarcasm contradictions of a people and how it was experienced and managed by the younger generation the “phenomenon” Hiltler.
The monologues and reflections of “Returning” oscillate between melancholy and crazy ideological coherence. The Dictator shows no remorse or repentance, yet the reader is unable to hate the protagonist, even accompanies him with curiosity in this adventure, observing the world and especially the decadent society through his eyes.
  The tragic theme of the Holocaust is treated gently by the author. In a beautiful and intense dialogue between the young secretary and Hilter, the first asks him if he has no shame and embarrassment to “interpret” the charge of genocide. Dry and pithy answer is “No, I did do what was right for Germany”
The book is well written with a dry style and straightforward, but does not have a steady pace. If the first part is fun, original, addictive, the second part with Hitler television character loses bite and pace, becoming almost monotonous. Vermes it definitely shows a writer of great talent and creativity and a ‘keen observer of his society.
Adolf Hilter has tragically marked an era and is rightly considered a monster and the personification of evil on earth, but I am afraid that if he came back really, would not be just to be happy, Aihm.

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