143.Festival Internazionale del Cinema Povero – Giancarlo Buzzi

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Non sono scrittore, non sono un critico letterario e da piccolo non ho mai pensato di fare né il giornalista né il calciatore, sognavo al massimo d’essere Mike Bongiorno. L’ultima volta che ho “studiato” per preparare un intervista, ero ancora giovane, magro e avevo qualche capello in più. Era il 2007 e inseguì per mari e per monti l’Aspirante. Sapete tutti cosa successe nella notte di Rieti e come quell’intervista ha cambiato la mia vita. Molti al mio posto eviterebbero di riprovarci, ma io di natura amo rischiare. Quindi eccomi nelle vesti “giornalista per una notte”. Passo dall’”Aspirante Diva” al “Saggio Riluttante”. Non sorridete per favore, sono onorato di poter intervistare l’amico sceneggiatore Giancarlo Buzzi. Ci siamo conosciuti sul forum nazionale degli sceneggiatori nel Febbraio del 2013. È nata anche una preziosa collaborazione che sono certo che ci porterà presto a calcare i migliori red carpet, ma non sono i miei sogni all’ordine del giorno stasera.
Ci troviamo ad Ispra ,delizioso paesino sul Lago Maggiore in provincia di Varese, dove stasera è iniziato la prima edizione del “Festival del Cinema Povero” ideato e voluto proprio dal Signor Giancarlo.
Vi starete chiedendo cosa sia questo Festival e perché si svolga a Ispra. che starete cercando su google maps, dopo l’iniziale smarrimento. Iniziamo però dalle presentazioni come farebbe il “bravo giornalista”
Buona sera Sig Giancarlo, grazie per aver accettato il mio invito e le chiedo subito come descriverebbe ai miei 3 lettori Giancarlo Buzzi in 5 parole?
Persona ignorante con qualche idea
Io l’ho definita il Saggio Riluttante, a Ispra è considerata un’ istituzione, ha voluto fare questo Festival per diventare un celebrità nel resto della Lombardia?
Mi creda, a Ispra mi considerano un “povero pirlone” tranne i miei fedeli quattro amici che mi credono, mi aiutano, mi consolano e mi bastano. Celebrità??? è un titolo che assolutamente non mi appartiene, non lo desidero, anzi, le celebrità mi irritano. La “celebrità” è una condanna… io voglio essere libero, non chiuso in uno status.
Festival del Cinema Povero, il solo nome stride coni luoghi comuni di lusso e capricci che l’uomo della strada spara al bar sul mondo del cinema e dei suoi abitanti, perché il suo Festival è diverso e dovrebbe essere visitato dalle persone?
In realtà non è diverso dagli altri Festival… abbiamo solo cercato di valorizzare i film a costo ridotto, ma curati bene, dove si può vedere l’impegno di chi l’ha girato, fotografato, musicato, sonorizzato ed interpretato. Tutto qui e, infatti, sono arrivati piccoli capolavori da tutto il mondo, sopratutto da studenti di facoltà della comunicazione… alcuni addirittura al loro primo film… sono soddisfatto di questo. Noi non avremo mai il Red Carpet perchè preferiamo il Green Carpet, nel senso che il Festival si svolge su un prato da cui si vede un bellissimo scorcio del Lago Maggiore. Il nostro Festival è originale per questo, perchè vuole molto semplicemente mostrare dei capolavori senza le luci dei riflettori e gli inutili tappeti rossi… e vabbè, però se fa festival magari potrei comprare un pai di metri di passatoia rossa in ferramenta… vedrò.

Sig Giancarlo lei scrive storie per il teatro e per il cinema da anni, probabilmente è un sognatore, eppure ho notato una sua vena melanconica e romantica con sfumature di pessimismo. E’la mia demenza senile che avanza o mi sono avvicinato?
Quasi tutti quelli che scrivono o la maggior parte di essi scrivono in un momento di sconforto o di assoluto bisogno di esprimersi. Una situazione psicologica che indubbiamente si riflette anche sui contenuti. Sono situazioni che rimpiango. Diventando vecchio piano piano e senza accorgermene ho perso tutte queste emozioni forti e scatenanti; per questo da circa 3 anni non scrivo più.

Quale storia lo sceneggiatore Giancarlo gli piacerebbe scrivere?
Non lo so. Le storie nascono così, da un’idea improvvisa. Ho iniziato a scrivere tante storie partendo da idee strampalate e in quanto tali, assolutamente da buttare; ebbene, sono le trame che mi restano più in mente. Mi scorrono davanti lucide, anche se ho cancellato i manoscritti da anni: Un esempio: una gallina che un vecchio signore tiene nascosta sul terrazzo del condominio, lontano dagli occhi dell’amministratore, per avere l’uovo fresco tutti i giorni e, l’uovo che gli regala, ha il tuorlo nero… perchè?
Cosa vuole fare da grande Giancarlo Buzzi? Buzzi da grande vorrebbe fare esattamente quello che ha fatto fino adesso. Magari con qualche acciacco in meno.

Grazie del tempo che ci ha dedicato e magari ora mi faccio un giro a questo benedetto Festival.

Taormina ha il teatro greco come location, Ispra ha una scalinata con vista mozzafiato sul lago da far invidia a Piazza di Spagna. La serata condotta da Giancarlo Sammaritani e Pier Ley in maniera piacevole e informale , è stata caratterizzata comunque da calde emozioni. Sullo schermo sono passati documentari interessanti , istruttivi e nello stesso tempo curiosi. Amanti del caffè sapete l’origine della nostra amata bevanda? No? Ebbene in Etiopia e precisamente a Bonga. Se siete curiosi di saperne di più vi consiglio dare un occhiata a sito”inviaggioconilmercante” dove Sammaritani vi porta in giro per il mondo con la scusa di parlarvi di caffè. Ho apprezzato il talento delicato del portoghese Fernando da Santos che ha mostrato la forza della natura in una giornata di vento a Ispra e la bellezza mascherata di Venezia durante il Carnevale. Mi sono commosso con il film “La Visiita” del talentuoso Marco Bolla
Stasera e domenica si replica. Il cinema”povero” diventa protagonista e per quello che ho visto ieri sera come assaggio, sono certo che se deciderete di fare un salto tornerete a casa “più” ricchi.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”:http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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