138. Babysitting

baby sitter

Il biglietto d’acquistare per “Babysitting” è :1)Manco regalato 2)Omaggio 3)Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

“Baby sitting” è un film del 2014 di Nicolas Benamou, Philippe Lacheau, scritto da: S Julien Arruti, Tarek Boudali, Pierre Lacheau, Philippe Lacheau Con Philippe Lacheau, Alice David, Vincent Desagnat, Tarek Boudali, Julien Arruti, Clotilde Courau, Gérard Jugnot.

Fare il baby sitter può essere un lavoro rischioso, complicato oltre che delicato. Nel nostro immaginario i baby sitter sono di solito donne mature ed esperte, ragazzine in cerca di qualche soldo, oppure zii o nonni che per amor del nipote si sottopongono alla “13 fatica di Ercole”.
“Baby sitting” presenta una variazione sul tema, anche se già vista nel cinema e in tv, ovvero quella dell’impiegato modello obbligato dal capo a fare da balia al proprio figlio ribelle.
Nello specifico il protagonista della nostra storia è Franck(Laceau), aspirante disegnatore di manga, ma al momento solo receptionista dell’importante Schaudel Edizioni. Così nel giorno del suo trentesimo compleanno invece di festeggiare con gli amici storici, accetta obtorto collo, di fare il baby sitter a Remi (Tomasini), sperando di mostrare i propri disegni al Signor Schaudel(Jugnot).
I coniugi Schaudel, convinti d’aver lasciato il proprio figlio in mani sicure,trascorrano serenamente la notte fuori. La mattina seguente l’imprevista telefonata della polizia, li costringe a ritornare in una casa devastata e con il figlio scomparso.
Preoccupati e increduli insieme con la polizia cominciano a vedere un video girato da Franck e dai suoi amici sulla notte appena trascorsa.
Cosi lo spettatore entra in un film dentro film scoprendo così cosa è successo ai protagonisti e soprattutto sulla loro movimentata e particolare notte.
La sceneggiatura anche se ben scritta e godibile risulta abbastanza scontata e prevedibile, nel tentativo di rielaborare il tema del film “Notte da Leoni” in chiave francese. I dialoghi non sono particolarmente memorabili e degni di menzione
La regia e la struttura narrativa del film appaiono più di carattere televisivo che cinematografico,ma il ritmo è nel complesso adeguato e lo spettatore segue vicende dei protagonisti fino in fondo con interesse e simpatia.
Il cast è nel complesso adeguato al compito assegnato e i personaggi strappano al pubblico più di un sorriso.
“Baby sitting” ,anche se con un finale ampiamente annunciato da libro cuore, per il panorama cinematografico estivo si rivela comunque una piacevole visone pomeridiana.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”

http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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