136. The Leftovers

liv tyler

L’estate dal punto di vista televisivo è un mortorio. I vari network credono ancora che nonostante la crisi economica, il teledipendente possa permettersi d’andare in vacanza. Così le reti generaliste mandano in onda i fondi di magazzino o trasmissioni inguardabili e le altre piattaforme invece sperimentano. Così ieri sera ero tentato di godermi una serata teatrale al Roma Fringe Festival, quando ho visto un promo di Sky Atlantic che annunciava l’inizio di una nuova fiction, in quasi contemporaneità con gli Stati Uniti, The Leftovers. Incuriosito ho dato uno sguardo al cast e quando ho visto il nome di Liv Tyler, la mia scelta era ovviamente compiuta. Un amore giovanile non può essere tradito e così, anche se stanco e accaldato, mi sono messo davanti alla TV. Come sempre ben lanciato da Sky Atlantic, con servizi e ricca anteprima, lo spettatore scopre che la serie prende spunto dal romanzo “Svaniti nel nulla” di Tom Perrotta, che da diversamente ignorante, è chiaramente per me un illustre Carneade.
Presentato dalla critica come la nuova versione di Lost, “The Leftovers” parte da un’ idea interessante e suggestiva: il 14 ottobre di un anno imprecisato, scompaiono misteriosamente nel nulla 140 milioni di persone. Il 2% della popolazione mondiale è scomparsa lasciando prima nello sconforto e poi nel dolore i loro cari. Ieri Sky Atlantic ha trasmesso la prima puntata per ben due volte per tentare di creare un pubblico nel difficile periodo estivo.
La puntata inizia con una giovane madre impegnata a far smettere di piangere il suo neonato e  che nello stesso tempo parla al cellulare con il marito. Una scena d’ordinaria quotidianità potremmo dire, se non fosse che la madre improvvisamente non sente più piangere il figlio. E’ scomparso dal seggiolino. La donna urla, chiede aiuto e molti accorrono. Lo schermo diventa nero e lo spettatore ascolta le varie chiamate fatte alla polizia da sconosciuti preoccupati per la scomparsa di un fratello, marito, figlio o moglie. Subito abbiamo un passaggio temporale di tre anni dopo. Sembra tutto normale, vediamo un uomo che corre per strada, un onorevole che ha un appuntamento misterioso con una persona, una donna vestita di bianco che vive in una di comunità dove vige il silenzio totale e fumare è l’attività principale. In realtà qualcosa è successo. Il mondo è cambiato da tre anni, scosso e incredulo di fronte alla scomparsa di 140 milioni di persone, tra cui il Papa , star del cinema e dello sport e il semplice uomo della strada. Nessuno sa dare una spiegazione del fenomeno. Scienziati, politici e religiosi si scontrano su quale interpretazione e significato dare al fenomeno a. In mezzo ci sono le persone che provano ad andare avanti. Hanno subito una perdita, ma non possono piangere davanti a una tomba, eppure devono gestire il dolore elaborare il tutto come fosse un lutto. La telecamera segue i vari protagonisti nella personale gestione del dolore e reazione al Fatto. Kevin Garvey,( Justin Theroux), capo della Polizia di un piccola cittadina americana, ha il compito di tenere sotto controllo gli animi dei suoi abitanti alla vigilia del terzo anniversario e nello stesso tempo cerca tenere di costruire una famiglia che scopriamo essersi divisa per diversi e al momento misteriosi motivi da tre anni. La moglie Laurie (Amy Brenneman) è entrata a far parte della comunità dei silenziosi fumatori, il figlio Tom (Chris Zylka) è al servizio di un misterioso santone e la figlia più piccola Jill(Margaret Qualley), l’unica rimasta in casa è inquieta e ha un rapporto conflittuale con il padre. Più che “Lost”, “The Leftovers” per stile e linguaggio ricorda più “Twin Peaks” sottolineando come gli autori abbiano voluto puntare molto sulla forza delle immagini e suggestioni più che sulle parole. Solo che la struttura narrativa e la regia non hanno la forza visionaria e magica del cult di David Lynch. Essendo una prima puntata, è difficile capire fino in fondo lo spirito e indirizzo della serie. I personaggi sono solo collocati e presentati sulla scena e appena accennati nei loro caratteri e sfumature psicologiche. Questo è il caso di Meg(Liv Tyler, un tempo di una bellezza angelica oggi invece incarna una bellezza matura e soprattutto” naturale”) giovane fidanzata impaurita e angosciata dal matrimonio e perseguitata dai “silenziosi fumatori”.
Una prima puntata nel complesso godibile con un ritmo non sempre costante, ma che fa rimanere concentrato e attento e soprattutto incuriosito fino alla fine lo spettatore.
“The Leftovers”, in periodo di vuoto televisivo, può rappresentare un appuntamento stimolante per non mettere in pausa i due neuroni del teledipendente.

Su Sky Atlantic ogni giovedi alle 21 :10

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”, la “Notting Hill” italiana

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