135. ADHD-Rush Hour

attenzione

Il biglietto d’acquistare per “ADHD-Rush Hour” è :1)Manco Regalato 2)Omaggio 3)Di Pomeriggio 4)Ridotto 5)Sempre

A volte una semplice sigla può condizionare. Una diagnosi sbagliata può rovinare un ‘esistenza.

Gli psicofarmaci,se usati con raziocino, contribuiscono a darti una migliore qualità di vita, ma spesso se ne abusa e vengono prescritti con facilità dagli psichiatri e ti spingono dentro un girone dantesco quasi sempre senza uscita.
Alzi la mano chi conosce la sigla “ADHD”…. Silenzio?
Dietro queste quattro lettere si nasconde il disturbo o presunto tale “ del deficit dell’ attenzione e dell’iperattività.”La psichiatria moderna tende a diagnosticare questo disturbo a milioni di bambini durante il periodo scolastico.I sintomi più eclatanti per riscontrarlo sono: difficoltà d’apprendimento e di concentrazione, eccessiva irrequietezza e scarsa comunicabilità con i compagni.Quando ieri sera li ho sentiti elencare dai vari medici , ripensando alla mia infanzia e alle mie difficoltà scolastiche, la mia prima reazione è stata”Allora anch’io ho l’ADHD!”
Stella Savino con questo documentario ci introduce in una realtà fatta di paure, ignoranza, pregiudizi e soprattutto d’enormi interessi economici.
Gli amari e tristi protagonisti di questa storia sono i bambini che vengono studiati e analizzati e spesso dichiarati”malati” e bisognosi di cure farmacologiche.
C’è una sottile, ma sostanziale differenza tra un ragazzo sano,ma esuberante e magari poco interessato al lo studio e uno affetto dal’ADHD. La comunità medica sull’effettiva e corretta diagnosi è divisa in due contrapposte fazioni.
Gli Stati Uniti sono il primo paese per numero di casi di bambini dove è stato diagnosticato il disturbo dell’ADHD.
Quasi il 10 % dei bambini americani ne sarebbe affetto. Una cifra che è cresciuta in maniera esponenziale nel corso degli anni. Si è cominciato a parlare di questo disturbo dall’inizio degli anni 70.
Per la maggior parte degli psichiatri la cura contro questo disturbo è l’utilizzo dello psicofarmaco.
Così i genitori sono “costretti”(in caso di rifiuto possono essere denunciati ai servizi sociali per negligenza) a dare ai propri figli anfetamine per equilibrarli e darli una vita “normale”.
Il documentario ci presenta tre casi di “malati di ADHD”:Armando ragazzo romano di 19 anni, Zache bambino di 10 anni e Lindasy venticinquenne di New York. Ci raccontano in maniera semplice e cruda come la loro vita sia condizionata dal disturbo e come siano dipendenti dal farmaco.
L’occhio della telecamera si concentra anche sui genitori divisi tra l’amore per i figli e la perplessità di doverli “drogare” fin da piccoli.
Savino pur non prendendo posizione e dando spazio alle varie posizioni sull’opportunità e validità dei farmaci, pone una semplice domanda allo spettatore:”La salute del paziente viene sempre messa al primo posto dai medici?”
La diffusione degli psico farmaci e gli interessi forti delle case farmaceutiche si scontrano con il diritto alla corretta informazione da parte del paziente La stessa Onu ha lanciato l’allarme contro l’abuso dei farmaci soprattutto nei bambini.
La regia è semplice ed efficace riuscendo a dare un buon ritmo nel complesso al film. Lo spettatore segue la storia con interesse avendo un buon pathos narrativo. La struttura stessa del documentario è essenziale, snella, a tratti quasi didascalica Forse sarebbe stato più interessante dare più spazio ai “pazienti” per avere maggiori informazioni ed evidenziare ancora di più l’aspetto emozionale e intimo della storia.
“ADHD –Rush Hour” ha il merito d’aprire uno squarcio di luce su una realtà sconosciuta ai tanti e soprattutto lo spettatore non può non condividere la frase finale del documentario pronunciata da un esperto ”Quanto può essere complesso e difficile essere e vivere da persona normale”.

Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”

 

http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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