130. I Diavoli (Guido Maria Brera)

i diavoli

“I Diavoli” è un libro scritto da Guido Maria Brera e pubblicato nel 2014 da Rizzoli.
Sono una persona curiosa, ma nello stesso tempo pigra. Leggo ogni giorno almeno tre giornali e cerco di capire la nostra politica, i cambiamenti della nostra società, ma confesso che le pagine della finanza e affini li ho sempre saltate a piè pari. Come tutti voi da qualche anno nella mia vita sono entrate parole “oscure” come:crisi,spread, differenziale,speculazione, fiscal compact, parità di bilancio. Ho visto nel 2008 le drammatiche immagini simbolo degli impiegati della storica banca Lehman Brothers che abbandonavano con gli scatoloni in mano gli uffici
Ascolto dalla calda estate del 2011, con cupa attenzione, i dibatti e osservo soprattutto le stralunate facce dei nostri politici. In vita mia ho comprato solo le azioni della Lazio 14 anni fa e continuo a mantenerle per affetto, nonostante abbiamo perso molto del loro valore.
Non sapevo chi fosse Guido Maria Brera e che lavoro facesse, ma leggendo anche le riviste di gossip sapevo solo che era il nuovo compagno della show girl Caterina Balivo.
Brera è uno chief investement officer di un importante società di gestione patrimoniale, così recitano le sue note biografiche, ma da qualche mese è anche uno scrittore esordiente con l’opera prima “I Diavoli. Così dopo averlo visto pubblicizzato in tutte le trasmissioni televisive possibili da Vespa alla Bignardi passando per Santoro, mi sono fatto “sedurre” e l’ho comprato.
Cosa è “I Diavoli”? Presentato dai critici come un romanzo, a mio avviso, dovrebbe essere considerato come saggio sulla finanza scritto sotto forma di racconto.
Il protagonista della storia è Massimo, 43 anni, ambizioso e talentuoso trader di un importante banca americana. Vive a Londra ha una moglie e 2 figli. Dopo una lunga e faticosa gavetta, ottiene dal suo capo ,l’americano Derek Morgan, la responsabilità di guidare il desk del “fixed income” area Europa. Per Massimo dovrebbe essere l’inizio di una carriera, se possibile, ancora più sfavillante, ma proprio in quel momento la sua vita comincia a sfaldarsi su tutti i fronti.
Massimo è un trader coraggioso e particolare, vive di e per i numeri, ma è anche un idealista. Decide di lanciare uno”short” contro le politiche economiche degli Stati Uniti, tra lo stupore e lo scetticismo del suo staff. Il rapporto con moglie Michela, dopo una bella e romantica storia d’amore, si sta lentamente logorando. Si parlano poco e si capiscano ancor meno. Non riesce a seguire gli amati figli India e Roberto come vorrebbe. Così la prima parte del libro si conclude in maniera amara per il protagonista. E’ costretto a rinunciare allo short, quando comprende quanto siano forti e complessi i poteri economici che gestiscono in realtà gli equilibri mondiali durante un drammatico incontro con Derek sulla “filosofia ed eticità” della finanza. E sul versante familiare dopo aver avuto una fugace e intesa storia con una collega, decide di lasciare moglie e figli e lasciare Londra. Massimo, forse, vivendo una precoce crisi di mezz’età ,anche causa di un grave lutto che lo ha colpito, decide di reinventarsi come finanziatore di ricerca scientifica per la riproduzione dei tonni. Così nella seconda parte del libro, trascorsi tre anni, il lettore scopre che il protagonista è tornato a vivere con suo figlio Roberto negli amati e nostalgici luoghi della sua adolescenza. Massimo è sempre inquieto e lacerato dall’ansia e dall’ossessione di poter contribuire a rendere il mondo migliore e soprattutto più giusto. Il passato però torna a bussare alla sua porta, quando il suo ex capo Derek gli chiede d’aiutarlo a salvare l’Italia da una drammatica speculazione finanziaria.
Il libro anche se affronta un tema non facile e spesso arido quale è il mondo della finanza, ha il merito di usare un linguaggio abbastanza semplice e chiaro. Ha un buon ritmo e il lettore riesce a leggerlo con facilità. Però nonostante l’impegno e la passione di Brera, la parte finanziaria risulta però meno coinvolgente e appassionante rispetto alla sfera privata del protagonista che suscita più interesse nel lettore.
Il mondo della finanza viene raccontato come varie fazioni disposte a tutto pur di vincere, ma soprattutto con filosofie diverse e opposte sul mondo e sulla qualità della vita.
Brera dimostra d’avere uno stile a tratti aggressivo e a momenti malinconico ed esistenziale, risultando nel complesso godibile e interessante. Il libro non convince fino in fondo perché manca il guizzo creativo che possa rendere più accattivante e fruibile la scatola nera della finanza.
Il finale , se visto dal punto di vista cinematografico risulterebbe ben costruito e adeguato allo stile thriller americano dove l’eroe alla fine trionfa, dal punta di vista letterario appare invece eccessivo e poco credibile nei toni e nei contenuti.
Il lettore alla fine della lettura si chiede chi siano “I Diavoli”. La definizione che dà lo stesso Derek a Massimo verso la fine della storia “Noi inganniamo, compiamo prodigi,modifichiamo la realtà…Noi siamo i diavoli, Massimo” ci piace e in fondo ci consola che anche “I Diavoli” a volte abbiano un’ anima.

 

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http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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