86. Noah

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“Noah” è un film del 2014 diretto e prodotto da Darren Aronofsky, sceneggiatura di Darren Aronofsky e Ari Handel. Con:Russel Crowe, Jennifer Connelly, Anthony Hopkins, Ray Winstone, Emma Watson, Logan Lerman, Douglas Booth.
“Noah” ha sicuramente un merito, spinge lo spettatore,tornato a casa, a rispolverare gli studi del catechismo per capire quali e quante licenze artistiche si è preso il regista.
Facciamo subito chiarezza, “Noah” non è un film biblico tout court. Aronofsky parte dalle Sacre Scritture , ma poi crea e in qualche maniera reinventa il personaggio di Noè.
Vedendo Noah, confesso che ho rimpianto “I Dieci Comandamenti” del 1956 di Cecil B. De Mille.
Il Mosè di Charlton Heston rimane ancora oggi, un’ interpretazione straordinaria e unica nella storia del cinema.
Il Noè di Russuel Crowe, nonostante l’impegno e il carisma, non sfiora neppure l’intensità interpretativa e la forza magnetica di Heston.
Non voglio tediarvi, come una maestrina dalla penna rossa, sugli errori storici del film.
Personalmente ritengo che la creatività di un artista può spingersi a riscrivere la storia, rimanendo però credibile e dando un anima e un senso al film.
Aronofsky prima con The Wrestler e poi con il Cigno Nero ha convinto prima la critica e poi il pubblico, sentendosi così pronto per un kolossal. Ha alzato la posta, raccontando il tema del Diluvio Universale e offrendo allo spettatore il suo punto di vista su temi assai complessi e delicati come libero arbitrio e Creazione.
Noah è in vero un ibrido non riuscito tra fantasy e opera biblica.
Dopo che Il Creatore(cosi viene definito nel film) ha cacciato Adamo ed Eva dal Paradiso Terreste, gli uomini sono costretti a vivere con il sudore della propria fronte sulla Terra, divisi tra gli eredi di Caino, Abele e Seth.
Il Mondo è impregnato di odio e malvagità e corruzione. Il film inizia con il giovane Noè che assiste impotente al brutale assassinio del padre Seth Anni dopo, Noè(Crowe), vive una vita ascetica con la famiglia, quando una notte in sogno il Creatore gli affida il compito di creare l’arca per salvare gli innocenti dalla sua ira, che si manifesterà sotto forma di diluvio.
Chiesto il sostegno a suo nonno Matusalemme(Hopkins), Noè inizia la costruzione dell’Arca con la collaborazione dei Vigilanti, giganti di pietra, ovvero Angeli Caduti che hanno deciso di seguire Adamo sulla Terra.
Gli uomini impauriti dall’imminente Diluvio guidati da Tubal-Cain(Winstone), erede di Caino, tenteranno d’impadronirsi dell’Arca e si consumerà una violenta battaglia.
Noè spietato, seguirà fino in fondo il volere del Creatore e negherà a chiunque di salvarsi sull’arca, deludendo anche il figlio Cam(Lermam) che sperava di portare con sé l’amata.
Il Diluvio spazzerà via tutto e tutti. Noè sarà chiamato a una drammatica scelta tra seguire il volere del Creatore o l’istinto di sopravivenza quando la figliastra Ila(Watson) partorirà due gemelle
nell’Arca.
L’approdo sulla terra ferma dopo lungo e faticoso navigare e l’inizio della ricostruzione chiude il film, come è scritto anche nella Bibbia, ma ancora una volta il regista inserisce il suo tocco personale non convincendo però alla fine il pubblico in sala.
Scrivere di Noè non era semplice. Gli autori compiono delle scelte artistiche cercando, probabilmente, di non irritare nessuno, ma il risultato resta modesto.
Anche se originale e scritta bene, la sceneggiatura non emoziona e coinvolge.
I dialoghi sono scontati e retorici, anche se ben interpretati dal cast, con discreta forza emotiva ed partecipazione.
Il film ha all’inizio un buon ritmo e vivacità, ma lentamente si spegne, chiudendosi con lentezza e opacità.
La regia è sicuramente sontuosa, elegante visionaria e coraggiosa. Unire più generi non è da tutti, ma fallisce l’appuntamento con il kolossal, non emozionando il pubblico fino in fondo.
Russel Crowe , nonostante il tempo, è sempre un attore carismatico e di forte impatto fisico.
Ci mette cuore e talento, dando al suo Noè una buona intensità, mostrando al pubblico il travaglio dell’uomo diviso tra la chiamata del Creatore e il suo istinto di padre. Un Gladiatore sull’Arca.
La Connelly si conferma la moglie ideale per Crowe(vedi a Beautiful Mind). Riescono a dare intensità e veridicità alla coppia, nonostante il testo non aiuti.
Sir Anthony Hopkins sembra Odino in libera uscita, ma anche “i Grandi”devono pagarsi il mutuo.
Convince Ray Winstone nel ruolo del “cattivo atipico”ovvero l’uomo condannato dal dono del libero arbitrio.
Senza lode e senza infamia il supporto del resto del cast.
“Noah” non rimarrà nella memoria del pubblico come “I 10 Comandamenti”, ma stimola a confrontartsi e riflettere sul valore e importanza del libero arbitrio. Non poco per un “libro”che ha qualche millennio.

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2 pensieri su “86. Noah

  1. Il trailer mi aveva suggerito che trattasi di boiata pazzesca…
    Questa tua rece direi che lo conferma alla grande…
    Vorrà dire che risparmierò 8 euri e aspetterò senza troppa fibrillazione il dvd 🙂

    PS. comunque è inspiegabile come mai Russel Crow si presti a queste pellicole senza arte nè parte…

    • Russel Crowe in vero in questo film è dignitoso semmai in una “Una storia d’inverno” di qualche mese fa rasento’ il ridicolo con l’intero cast. Sicuramente Noahva visto al primo spettacolo e quando il biglietto costa mmeno.Boiata no, ma troppo ambizioso si.Grazie per essere passato

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