83. Mister Morgan

mister morgan
“Mister Morgan” è un film del 2013 scritto e diretto da Sandra Nettelbeck e interpretato da Michael Caine, Clémence Poésy, Jane Alexander, Justin Kirk e Gillian Anderson. Il film è tratto dal romanzo di Françoise Dorner intitolato” La Douceur Assassine”.
Ci sono film che ti rimangono dentro e altri che non appena si accendono le luci in sala te ne sei già dimenticato.
Ci sono film che se li vedi in un determinato momento della tua vita ti fanno riflettere ed emozionare, in un altro magari ti farebbero solo sbadigliare.
“Mister Morgan” è un film che probabilmente se avessi visto qualche anno fa sarebbe stato l’ideale contro la mia insonnia, ma oggi nel mezzo del cammino della mia vita mi ha indotto a qualche riflessione.
Quando viene a mancare la persona che si è amato con tutto te stesso si può continuare a vivere?
Questo quesito ci pone il protagonista durante tutto il film.
Solitudine, amore, suicidio, paternità sono alcuni dei temi trattati.
Lo straordinario ed intenso Michael Caine è Mister Morgan, un anziano professore americano rimasto vedovo da quattro anni che prova a” sopravvivere” alla perdita.
Ambientato nella bella ed elegante Parigi, il film inizia subito in un atmosfera plumbea e desolante in linea con lo stato d’animo del protagonista che non vuole abbandonare il corpo della moglie appena morta.
Morgan si trascina nella quotidianità come uno zombie, trovando l’unico piacere in immaginari dialoghi con la moglie(Jane Alexander).
Tutto cambia, quando per caso incontra sull’autobus, la giovane Pauline(poesey), insegnate di cha cha cha.
Da subito tra loro nasce un’amicizia, una simpatia, un intesa. Non c’è niente di erotico o tentativo di emulare un rapporto padre figlia.
Due persone sole cercano di farsi coraggio l’uno con l’altro, ma per Mister Morgan una vita senza sua moglie, non ha più senso.
Tenterà il gesto estremo senza riuscirci. I figli accorrono al suo capezzale ovviamente preoccupati.
Morgan non è stato un buon padre. Lui stesso riconosce di non aver mai avuto lo spirito paterno.
Il rapporto conflittuale in particolare con il figlio Miles(Kirk), viene ben descritto e raccontato durante il film.
La sceneggiatura è abbastanza ricca di spunti, scritta bene , scorrevole all’inizio, ma nel corso della storia perde incisività diventando prevedibile e diminuendo in coinvolgimento ed emotività.
I dialoghi sono ben costruiti e esaltati soprattutto dalle pause e dagli sguardi del protagonista.
La regia è semplice, delicata ed attenta, ma non riesce fino in fondo a dare ritmo alla storia, risultando il film così lento faticoso e impegnativo da seguire alla fine per lo spettatore
Michael Caine conferma, se possibile, ancora una volta come significa essere Attore a qualsiasi età.
Il suo “Morgan” attraversa vari stati d’animo(dolore, solitudine, gioia,) riuscendo ad essere sempre coinvolgente e autentico.
L’intesa con la giovane Pauline è riuscita,coinvolgendo ed emozionando lo spettatore. Anche il resto del cast si mostra adeguato.
Il finale è amaro e triste per un verso, ma lascia allo spettatore la convinzione che una vita vissuta senza aver provato l’ebbrezza dell’Amore vero, non sarà mai una vita completa.
“Mister Morgan” è consigliato a tutti gli zitelli impenitenti.
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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