82. House of Cards

house of cars
Un tempo il mercoledì sera era dedicato alla visione delle coppe europee su Mamma Rai
Iniziava una lunga maratona televisiva per il teledipendente sportivo che durava fino a tarda notte.
Si chiamavano ancora Coppa Campioni e Coppa Uefa e l’Italia dominava la scena.
Oggi invece c’è lo spezzatino europeo, e si chiamano Champions League ed Europa League e si vedono tra Mediaset e Sky e soprattutto l’Italia arranca.
Così il teledipendente nazionalistico, come sono io,asseconda altre passioni, come i serial TV.
Ieri sera è stata una giornata di festa, su Sky è partito il nuovo canale Atlantic dedicato ai grandi serial e al racconto di grandi storie, come da mesi ci ricorda ua campagna pubblicitaria martellante.
Non poteva esserci esordio migliore per il canale, presentando in esclusiva per l’Italia “House Of Cards”, la serie americana che ha spopolato nell’ultima stagione televisiva e che ha portato una pioggia di premi.
House of Cards è basata sull’omonima miniserie televisiva britannica trasmessa negli Anni 90.
La miniserie originale è a sua volta un adattamento di Andrew Davies dell’omonimo romanzo scritto da Michael Dobbs, un ex capo di stato maggiore della sede del Partito Conservatore britannico.
I protagonisti della serie sono:il Premio Oscar Kevin Spacey e la neo vincitrice del Golden Globe , quale migliore attrice, Robin Wright.
I primi due episodi sono diretti dal regista “cult” David Fincher( Fight Club, Social Network, Seven).
Ambientata a Washington, la telecamera segue fin dalla prima sequenza in un’ atmosfera cupa e con ritmo incalzante le vicende e soprattutto i pensieri di Frank Underwood (Spacey), capogruppo alla Camera dei Democratici, che si presenta al pubblico sopprimendo di nascosto un cane di amici.
Si sono appena svolte le elezioni presidenziali il cui vincitore è il candidato democratico Garrett Walker sostenuto da Underwood, che si aspetta come ricompensa d’essere nominato Segretario di Stato.
Lo spettatore segue l’attesa della coppia Underwood per la nomina come meritato premio dopo anni di “duro lavoro” diplomatico.
Arriva invece la “doccia scozzese”, quando l’entourage del Presidente comunica ad Underwood che alla fine che per la carica di Segretario di Stato è stata fatta un’altra scelta.
La delusione per Underwood è cocente, ma sarà la moglie Claire(Wright) a dargli scossa, spronandolo a non arrendersi e a reagire.
Inizia così la strategia del protagonista per demolire gli avversari politici, screditandoli in ogni modo possibile.
Diventerà “la talpa” per Zoe Barnes , giovane ed ambiziosa giornalista, cominciando a fornirle dei “dossier scottanti” sui rivali.
Kevin Spacey si conferma un Attore di straordinario talento. Il suo modo di spiegare direttamente al pubblico in anticipo tutti passaggi del suo piano da “Gran Burattinaio” e le reazioni dei suoi “burattini”è davvero coinvolgente e puntuale.
La sua fisicità ed espressività facciale sono al servizio del personaggio. Sono il perfetto mix che rende il personaggio credibile , inquietante, ma affascinante.
La sintonia tra Underwood e spettatore è immediata, anche se mostra un’ etica discutibile e soprattutto il lato oscuro della politica.
Il cinismo e la spregiudicatezza del protagonista “incanta” fin da subito il pubblico.
Underwood si muove con decisione e nello stesso tempo con passo felpato nei luoghi più importanti della politica americana.
Al suo fianco c’è la moglie Claire, una brava ed intensa Robin Wright. So d’essere di parte, amando perdutamente la Wright fin dai suoi esordi nella soap opera Santa Barbara, ormai 25 anni fa,ma il tempo l’ha resa, se possibile, ancora più bella.
Per la prima volta, l’attrice americana, interpreta un ruolo di una donna algida, fredda, ambiziosa, formando con Spacey una coppia perfetta e credibile.
I loro dialoghi sono brevi, scarni, vissuti spesso sui silenzi e sugli sguardi, ma che comunque trasmettono grande intensità emotiva.
La sceneggiatura è ben scritta, intensa ed originale .I dialoghi sono sempre intensi ed incisivi.
La regia riesce con bravura a dare alla serie un ritmo incalzante da action movie, nonostante l’argomento e l’ambientazione siano tutt’altro.
Lo sfondo di Washington e dei suoi palazzi rende ancora più interessante la visione.
“House of Cards” è un serial da seguire con attenzione ed interesse per vari motivi, come ad esempio per le metafore politiche- immobiliari del protagonista,”la politica è come il mercato immobilare, conta la posizione nei momenti clou”, da proprietario d’immobili non ho potuto non essere d’accordo..
“House of Cards” ogni mercoledì alle 21 . 10 su Sky Atlantic.
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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11 pensieri su “82. House of Cards

  1. Serie che mi intriga assai. Spero che il mio MySky non faccia le bizze, perchè me la voglio gustare tutta d’un fiato quando saranno stati trasmessi tutti gli episodi!!!!

  2. Pingback: 96. Finale di stagione | ilritornodimelvin

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