80. Yves Saint Laurent

saint laurent
“Yves Saint Laurent” è un film di Jalil Lespert. Con Pierre Niney, Guillaume Gallienne, Charlotte Lebon, Laura Smet, Marie de Villepin.
“Non so da dove vengano il gusto e lo stile, ma quei pochi fortunati che ne sono toccati sono “condannati” ad essere diversi dal resto del mondo per il resto della vita”
Con queste parole di Pierre Bergè (Gallienne) inizia il film omaggio al famoso stilista francese.
Chi come me, non ama e non segue la moda, il film ha regalato poche emozioni.
L’Alta Moda è una forma d’Arte? Questa domanda si pone lo spettatore durante tutta la proiezione.
Yes Saint Laurent è un predestinato. Fin da giovane, quando Dior in punto di morte, lo designa come suo successore alla guida della maison.
Il film ci racconta, come spesso accade in questi casi, le fragilità dell’uomo.
Il giovane Saint Laurent è un maniaco depressivo. Inadeguato a combattere durante il conflitto franco-algerino,viene scartato dal servizio militare e rinchiuso in un reparto psichiatrico.
Licenziato dalla Dior, grazie alle capacità e all’ingegno del compagno Bergè aprirà la sua casa di moda.
Il film ci mostra l’intesa storia d’amore e professionale della coppia Saint Laurent- Bergè, attraverso i ricordi di quest’ultimo.
Saint Laurent (Niney) è un uomo dedito alla Sua Arte e con poco senso pratico.
Amante delle feste e degli eccessi: beve, fuma, si droga ed ha una vita sessuale sregolata.
Bergè è il suo Angelo Custode, duro e arcigno, lui stesso si definisce” Un uomo senza principi, ma con una sola parola”.
Sainta Laurent è stato una pietra miliare della Moda. Ha segnato un’epoca e i gusti di milioni di persone.
La sceneggiatura non incanta. E’ monocorde e non scava in profondità sulla personalità dei protagonisti ed è avara di dettagli sull’ambiente della moda.
Lo spettatore segue le fasi della costruzione della casa di moda, ma rimane tiepido e poco coinvolto sui destini dei personaggi.
I dialoghi sono poveri e stereotipati, contribuendo rendere quasi macchiettistico il mondo della moda.
La regia è molto televisiva, priva di qualsiasi guizzo cinematografico. Forse sarebbe stato più opportuno fare un documentario.
Niney seppure volenteroso e appassionato nel ruolo di Saint Laurent non lascia traccia nel ricordo dello spettatore
Se il resto del cast è nel complesso dignitoso,su tutti spicca la performance di Guillaume Gallienne.
Riesce a dare profondità ed intensità al personaggio di Berge, non solo con la parola, ma anche grazie ad una eccellente capacità espressiva.
Il finale ci consegna un Saint Laurent, nonostante la malattia, celebrato dal suo mondo.
“Yves Saint Laurent” è stato un Genio, ma anche un uomo fragile con un difficile rapporto con la madre.
Il film come omaggio è accettabile, ma fallisce nel compito di raccontare e spiegare come la Moda sia un Arte almeno per chi passa qualche minuto davanti allo specchio prima d’uscire di casa.
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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