74. Purchè finisca bene

purche finisca bene
Tonino Guerra diceva in un famoso spot che “L’ottimismo è il profumo della vita”
Mai perdere la speranza recita un vecchio proverbio.
Guardando i telegiornali e leggendo i giornali in questo periodo, le parole più frequenti sono:crisi, stagnazione, sfiducia. rassegnazione.
Spesso la Settima Arte nei momenti storici più difficili e complessi, è riuscita a regalare un sorriso ed ottimismo allo spettatore
Cosi Mamma Rai spinta dal desiderio di dare calore e fiducia al proprio pubblico, ha dato mandato alla Pepito Produzioni di Agostino Saccà, ex direttore di Rai fiction, di produrre 5 film tv, dal titolo “Purchè finisca bene”
Arruolati i “migliori” attori e attrici di fiction su piazza, Saccà e la Rai sperano di rendere il lunedì televisivo degli italiani qualitativamente decente e meno “ negativo” rilanciando la commedia italiana
Così ieri sera su Rai uno è andato in onda il primo episodio “Una Ferrari per due” con Neri Marcore, Giampaolo Morelli, Anita Caprioli ed Aurora Ruffini.
Incuriosito dalla buona ed intrigante campagna pubblicitaria, mi sono seduto in poltrona con il mio sigaro ed i miei amati “Togo” sperando che la TV mi regalasse un sorriso.
Dopo venti minuti, ho preso atto che se questo era il tono ed il livello della commedia italiana, allora è preferibile il dramma.
Il film cercava di raccontare con ironia e leggerezza, il tema drammatico della disoccupazione e in particolare dell’ uomo di mezz’età che spesso si trova nella condizione d’essere ancora”giovane” , ma vecchio per l’idea del lavoro 2.0 di oggi.
Nonostante il tema “caldo”, il film non è riuscito nel suo intento.
Se Neri Marcorè nel ruolo del quasi cinquantenne, costretto ad arrangiarsi con mille lavori, dopo il licenziamento di tre anni prima, è risultato nel complesso credibile ed intenso, Non si può dire la stessa cosa di Giampaolo Morelli come rampante manager, ma dalla vita personale appare vuoto ed prevedibile.
Se Marcorè riesce a dare respiro e vivacità al personaggio, Morelli arranca e appare spesso macchietistico
La nota sicuramente più negatva è la sceneggiatura:scialba, monocorde, piatta.
I dialoghi sono scontati, banali e privi d’originalità
Solo il talento e l’impegno del cast riesce a dare vivacità e ritmo al racconto.
Aurora Ruffino, nel ruolo della figlia capricciosa di Marcorè, convince e si conferma attrice in continua crescita. Forse è ancora prematuro per dire”è nata una stella”, ma un certo bagliore si nota in lontananza.
Anita Caprioli è brava e delicata nel ruolo di ex moglie di Marcoè oltre che essere bella
E’ mancata l’emozione durante film. Non basta voler raccontare la speranza e l’ottimismo bisogna riuscire a trasmetterlo allo spettatore.
Qualche risata è scappata, ma resta la sensazione di un prodotto costruito senza un particolare calore.
L’impegno della Rai, rimane lodevole, ma richiamare i fasti della vera commedia italiana, almeno ieri sera, è risultato “troppo ottimistico”.
Incrociamo le dita per il nostro futuro e per la creatività dei nostri sceneggiatori.
“Purchè finisca bene” ogni Lunedì alle 21:30 su Rai Uno.
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
http://www.lulu.com/spotlight/melvin2

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