66. Her

her
“Her/Lei” è un film del 2013 scritto e diretto da Spike Jonze. Con Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde. “Her” ha vinto poche settimane fa l’Oscar come migliore sceneggiatura originale.
Lo Splendente per tre anni mi ha dato del “Madonnaro”. Secondo lui, ho amato le Donne della mia vita tenendole a distanza e non facendole mai entrare nel mia “Torre d’Avorio”.
Quando una donna ha provato a rompere lo schema (l’Aspirante e Claretta) sono crollato fino al punto d’avere due crisi psicotiche.
Per il Dottor Tranquilli devo imparare a gestire le emozioni che nascono da un vero rapporto.
Lo ammetto, ho amato intensamente, ma in maniera celebrale e platonica.
Sono un vecchio arnese che non vuole rinunciare alla sua libertà e spazi.
“Her” se vogliamo è il manifesto dell’uomo moderno, desideroso d’amare, ma allo stesso tempo incapace di manifestarlo e viverlo quando lo trova.
Theodore(Phoneix) come lavoro scrive belle ed intense lettere d’amore agli sconosciuti, ma è un uomo solo, con un doloroso divorzio che fatica ad accettare con il suo grande amore.
La sua vita scorre via giorno dopo giorno, senza un sussulto, fino a quando un giorno non “scopre”Samantha(Johansson) alias l’OS un nuovo sistema ” d’ intelligenza artificiale” con cui inizierà una particolare relazione. Tra Theodore e Samantha scatterà prima d’ogni cosa un’ intensa mentale che romperà ogni limite e pregiudizio. Samantha con la sola voce, riesce a colmare il vuoto emotivo ed esistenziale del protagonista.
La forza di “Her” è nelle parole più che nelle immagini, anche se in questo caso la fotografia è degna di menzione. Volutamente lento , il regista spinge lo spettatore a confortare “la relazione” di Theodore con Samantha, rispetto a quelle con le altre protagoniste del film.
“Her” è anche un affresco di quanto sia difficile formare e vivere in coppia.
I dialoghi ben scritti ed interpretati descrivono le “paturnie” e le “paure” dello stare insieme
Phoneix riesce con bravura ed intensità a raccontare l’inquietudine, ma soprattutto la solitudine in cui l’uomo spesso vive oggi.
Funziona “l’alchimia” con la voce della Johansson. Lo spettatore vive la loro storia, spesso immedesimandosi, tra il sorriso e la lacrima.
Il resto del cast è all’altezza e contribuisce a creare la giusta atmosfera al film.
Il finale lo possiamo definire amaro all’interno di un messaggio positivo di fondo.
“Innamorarsi è da pazzi. Una forma di follia socialmente accettabile. Amare è davvero un caso clinico, ” dice in una battuta Amy Adamas. Eppure non sappiamo rinunciarci ed il protagonista alla fine riscopre il gusto di vivere fino in fondo le proprie emozioni.
“Her” è una storia d’amore sui generis, ma è soprattutto la storia di ognuno di noi, anche per i vecchi arnesi, di quando,almeno una volta, siamo chiamati a fare i conti con quel rompicampo chiamato Amore.
Vittorio De Agrò presente “Essere Melvin”
E-book
http://www.lulu.com/content/e-book/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14432679
Cartaceo
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14446842

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