61. Hotel sei stelle

hotel
Il lunedì è sempre il giorno più complicato della giornata. Alzarsi dal letto è difficile.
Vorresti fare tutto tranne lavorare. Ti trascini in ufficio come uno zombie e se sei fortunato, forse all’ora di pranzo, la tua mente ricomincia a funzionare.
Ma se il lunedì è una prova titanica per chiunque, non meno complicato è il lunedì sera del teledipendente da TV generalista, quale sono io.
Ieri era stata una giornata come sempre frenetica per come può essere quella vissuta da un vecchio arnese.
Il caos di Roma mi ha permesso di vedere solo la parte finale della puntata di “Sconosciuti “su Rai Tre e già la prima arrabbiatura era servita.
Mi piace,ormai da tempo, iniziare la serata con “lo straordinario” racconto della vita dell’uomo della porta accanto.
Fortunatamente poi è iniziato un “Posto al Sole” e ho potuto avere la mia dose quotidiana di Napoli e soprattutto di “lazzarinismo acuto”, dolce e cara malattia.
Dopodichè armatomi di sigaro e telecomando, ho iniziato lo zapping, sperando di trovare il programma giusto con cui passare la mia beata serata in solitudine.
Per tre ore , da perfetto nevrotico, sono rimbalzato su Rai Uno dove la Littizzetto (FuoriClasse2) prof sui generis mi raccontava ancora una volta la scuola italiana 2.0 ,poi su Rai 2 ho visto Rex dove abbaiava Arca per farsi capire.
Perplesso e spaventato ho virato su Canale 5 e ho resistito per cinque minuti di Grande Fratello.
Il tempo di capire che a casa Marcuzzi non esistono gli specchi e che un concorrente, tale Mirko faceva impallidire Dante e la mia pazienza è finita.
Allora il mio personale Grillo Parlante ha cominciato ad urlarmi”Ma guarda “Presa Diretta”di Iacona, informati almeno un po’, non puoi essere sempre così ignorante”.
Però il tempo di capire che il tema era il cibo e in particolare quanto male faccia la carne e l’olio che “la mia panza da cummenda” ha protestato”Guarda che io al hamburger di MC Donald non ci rinuncio comunque”.
Affranto e preoccupato ,ho nuovamente cambiato, direzione La 7 con “Piazza Pulita”.
Appena ho capito che “I Promessi Sposi” non erano più Renzo e Lucia, ma Berlusconi Renzi, un dubbio mi ha assalito:ma allora chi sarebbe la Monaca di Monza? Mi è apparso il volto di Renato Brunetta , prima ho sorriso, poi è arrivato lo sconforto.
La mia amata TV mi stava tradendo, non volevo cedere al “Lato Oscuro”, il satellite.
Cosi alle 23:15, rassegnato, ho fatto un nuovo giro. Sono arrivato nuovamente su Rai Tre e all’improvviso BOOM.
Mi sono sentito come San Paolo sulla strada di Damasco. Ho scoperto “Hotel sei stelle”. Mi chiederete che roba è?
Cari amici, è una produzione della Magnolia Italia. Il programma racconta con garbo e amore l’inserimento nel mondo del lavoro di sei ragazzi afflitti dalla sindrome di Down.
Siamo in un grande albergo di Roma ed i ragazzi con la loro coinvolgente volontà , allegria e semplicità sono i protagonisti dello show.
Le telecamere seguono”l’apprendistato” dei ragazzi eseguito dallo staff dell’albergo.
Tutto avviene con grande naturalezza. Gli “insegnati” spiegano con cura come comportarsi con i clienti.
Sono trattati senza alcun privilegio o guanto bianco dallo staff. Se è necessario, vengono rimproverati e puniti.
Il rapporto umano che si instaura tra insegnate e alunno è toccante e genuino.
In un epoca i cui “i reality” tutto sono, tranne che racconto della vita e dalle realtà, “Hotel sei stelle” ti dona uno spaccato autentico e sincero della nostra società.
I sei ragazzi vogliono una vita vera e piena. Vogliono lavorare e imparare.
Lo spettatore non può far a meno di tifare per i ragazzi ed essere coinvolto dallo show.
Un programma di sé per semplice, ma che regala davvero bei momenti di TV.
Rai Tre e Magnolia hanno avuto coraggio nel proporre una programma del genere, a mio avviso, hanno già vinto.
Si dice che il teledipendente generalista è spesso ignorante, annoiato e di destra.
Ogni mattina mi guardo allo specchio e vedo:un diversamente ignorante, un pigro e un orgoglioso conservatore.
Per molti anni Rai tre è stata considerata la rete “dei comunisti”.Eppure da questa rete escono programmi come Sconosciuti, un Posto al Sole, Gazebo ed ora hotel sei stelle.
Resto conservatore e Mediaset resta la mia”mamma” televisiva, ma avviso ai teledipendenti: il lunedì sera andate pure al cinema, ma tornate a casa alle 23.15, c’è “Hotel sei stelle” che vi aspetta.
La TV generalista sa ancora emozionare, anche se “comunista”.
Vittorio De Agrò presenta “Essere Melvin”
E-book:
http://www.lulu.com/content/e-book/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14432679
Cartaceo
http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/essere-melvin—tra-finzione-e-realt%c3%a0/14446842

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