57. Allacciate le cinture

allaciate le cinture
“Allacciate le cinture”è un film del 2014 scritto e diretto da Ferzan Özpetek, prodotto da R&C Produzioni e Faros Film in collaborazione con Rai Cinema e il sostegno di Apulia Film Commission.
Il cast è composto da; Kasia Smutniak, Francesco Arcà, Filippo Scicchitano, Carolina Crescentini, Elena Sofia Ricci, Carla Signoris, Giulia Michelini, Paola Minaccioni e Luisa Ranieri.
Il film è ambientato a Lecce e in altri siti della Puglia.
Il pregiudizio va sempre combattuto perchè non permette mai di dare valutazioni serene
Quando vidi per la prima volta il trailer del film e capii che uno dei protagonisti era Francesco Arcà, confesso che ebbi un sussulto, ma dopo “il caso Angiolini”, ho voluto dare fiducia ad Ozpetek.
“Allacciate le cinture” è “La Bella e la Bestia” in salsa turca, almeno per me.
E’ una storia d’amore tra due personaggi opposti:”La Bella” è Elena(Smutniak), giovane barista con tanti sogni ed ideali, la “Bestia” è Antonio(Arcà), rude ed ignorante meccanico.
Il film inizia con il loro primo incontro a una fermata dell’autobus sotto la pioggia e subito il regista evidenzia le enormi differenze che ci sono tra i due.
Eppure come tutte le più belle storie d’amore, dall’odio iniziale nascono le più grandi passioni.
Il film ci racconta l’evolversi della loro storia, tra gioie e drammi.
Ozpetek scegliendo Arcà, non ha compiuto una”eresia” cinematografica. Arcà è la persona giusta per interpretare “La Bestia”.
Lo so, per molti di voi, sembrerà incredibile, ma “La Bestia” Arcà convince di più della “Bella” Smutniak.
Ozpetek con intelligenza fa “parlare” Arcà con il fisico, con gli sguardi. Lo limita nell’espressione verbale, dove risulta, ovviamente, carente. Affida alla Smutniak, con risultati modesti, il compito “d’esternare” i sentimenti della coppia.
La coppia Arcà-Smutniak non convince fino in fondo perché la loro storia sembra costruita a tavolino e non vissuta. Manca l’elemento spontaneità che dovrebbe emozionare il pubblico.
Le due scene più importanti, a mio avviso del film, quella della”passione” in garage e dell’”amplesso drammatico” in ospedale, in cui i due protagonisti dovrebbero raccontare ed coinvolgere il pubblico, sono ben girati, ma mancano del quid per restare nel cuore e nella mente.
Anche in questo film Ozpetek non rinuncia ad inserire l’elemento gay, ma stavolta con la coppia Ricci- Signoris, gli dà una connotazione comica, molto riuscita ed apprezzabile.
Le due attrici formano”una coppia” affiatata e i loro dialoghi sono uno dei punti di forza del film.
Carolina Crescentini , nel ruolo di Silvia, amica del cuore di Elena, si conferma solare, preparata e soprattutto esce fuori “una verve” comica nuova ed inaspettata.
Filippo Scicchitano si conferma un attore in crescita, abbastanza convincente nel ruolo dell’amico e socio gay della protagonista
Chi merita sicuramente una menzione particolare è Paola Minaccioni, “la sua”Egle,” malata di cancro e compagna di stanza di Elena in ospedale è il personaggio più bello, intenso e riuscito del film.
La Minaccioni emoziona e nello stesso tempo “fa sorridere” il pubblico con il cancro.
Confesso la delusione per Giulia Michelini. Breve apparizione (Diana ,giovane medico), ma la sceneggiatura gli aveva assegnato uno dei passaggi almeno sulla carta più importanti della storia.
Il dialogo tra Diana e Elena, doveva essere drammatico, forte emozionante, ma non colpisce il bersaglio e non convince appieno.
Divertente ed riuscito il cameo di Luisa Ranieri.
La Puglia si conferma con i suoi meravigliosi scenari, location ideale, anche per merito in questo caso di una bella fotografia.
“Allacciate le cinture” racconta l’amore con la sensibilità riconosciuta di Ozpetek, ma nel complesso risulta prevedibile e scontato.
Difficile ripetere il successo de “La Bella e la Bestia” quando i due protagonisti recitano l’amore, ma non lo trasmettono.
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E-book
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Cartaceo
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