50. La Bella e la Bestia

la  bella
“La Bella e la Bestia” è un film di Christophe Gans, con Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega, Myriam Charleins.
Ispirato al romanzo di Madame de Villeneuve del 1740 e poi rivisto nel 1756 da Leprince de Beaumont.
Per quei pochi che non conoscono la storia, Belle(Seydoux) è la più giovane figlia di un ricco mercante(Dussollier) che sfortunatamente ha perso in mare tutta la sua fortuna.
Durante un complicato rientro a casa, il mercante si trova in misterioso castello, pieno d’oro e gioielli.
Il castello non è altro che la “casa” della Bestia(Cassel), un tempo un bel principe, reso così da una maledizione.
La Bestia costringe il mercante a uno doloroso scambio: una vita per le ricchezze.
Belle, coraggiosamente, offre la sua vita. Inizierà cosi la storia d’amore, tra le più belle mai scritte almeno per me, tra i due protagonisti.
“La Bella e la Bestia” nel corso degli anni è stata raccontata da diversi film, fiction, teatro.
Nel 1991 la Disney ne ha fatto un film d’animazione cosi inteso e memorabile da vincere due premi Oscar e sfiorare il premio come miglior film.
Perché vedere, dunque, questa versione francese?
Sicuramente un buon motivo è per ammirare la bellezza e la bravura di Lea Seydoux.
Se l’avete vista nella difficile ed intensa interpretazione nella “Vita di Adele”, non potrete non rimanere colpiti dalla capacità di trasformazione dell’attrice.
Se in “Adele” la Seydoux ci mostrava il suo lato “maschile” e nello stesso tempo ci regalava sensualità pathos
Con la sua “Belle” coinvolge ed emoziona lo spettatore attraverso il film, con il passaggio da ragazza a Donna quando scopre chi è veramente la Bestia.
Il candore e nello stesso il coraggio di Belle emergono con forza.
La paura e diffidenza iniziale nei confronti della Bestia, scompare per far posto al sentimento.
La coppia Cassel-Seydoux, se riesce almeno in parte a scaldare il cuore, è per merito dell’attrice.
Cassel non convince da “uomo”, da “Bestia” fallisce l’opportunità di trasmettere attraverso gli occhi, l’anima del protagonista.
I dialoghi sono scialbi, noiosi e prevedibili.
La sceneggiatura non ha guizzi particolari.
La regia, nonostante lo sfarzo dei mezzi a disposizione, non colpisce più di tanto l’attenzione dello spettatore.
Sontuosa e grandiosa è la scenografia., forse alla fine risultano eccessivi gli effetti speciali.
Degna di menzione sono le scene di ballo. Fanno sognare e forse sospirare le spettatrici.
“La Bella e la Bestia” è un invito a scoprire l’amore ed amare senza pregiudizi.
Questo remake, magari, non resterà negli annali, ma almeno “questa” Belle ha un anima e un cuore e merita d’essere vista..con biglietto a tariffa ridotta.
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