88. Qualcosa è Cambiato

cambiamento
            1 Novembre 2012
                   Roma
Mi sono alzato presto.
La giornata è piovosa.
Sono un po’ ansioso per il volo.
Mi aspetta una settimana impegnativa. Spero di risolvere tutto.
Manco dalla Sicilia da agosto. Mamma mi ha accompagnato in aeroporto.
Il volo è in ritardo, annuncia lo schermo delle partenze.
Vedo gli altri passeggeri sbuffare.
Mi guardo intorno e decido di prendermi un caffè.
Il bar è preso d’assalto.
Cerco un posto per sedermi.
Noto una ragazza.
Indossa un’ bel vestito rosso che gli fa risaltare i bei capelli neri e la carnagione chiara.
 Ha un accenno di rossetto sulle labbra.
Sta osservando con attenzione lo schermo del computer.
Improvvisamente, sorride
Ha un sorriso solare, incuriosito mi avvicino.
“Signorina le dispiace se mi siedo?”
Mi guarda, e fa cenno di si con la testa.
Riconosco una scena di “Qualcosa è cambiato” e sorrido.
“Le piace questa fiction?”
“Si. Ho poco tempo per vederla. Approfitto dei tempi morti come questi. Mi tiene compagnia”
La guardo e sospiro :“Tanto tempo fa, ho assistito alle riprese di Qualcosa è Cambiato”
Con i suoi intensi occhi marroni mi guarda con curiosità”Davvero?Come mai era li?.
A proposito mi chiamo Isabel”
“Molto lieto Isabel, sono Melvin. E’ una lunga storia”
“Il mio volo è in ritardo, raccontami”
Il tempo, a volte, corre veloce…
L’auto parlante chiama il mio volo.
“Isabel, purtroppo devo andare. E’ stato bello parlare con te”.
Sorride:”Anche per Mel. Hanno ragione.. sei davvero un personaggio.
Magari ci possiamo vedere a Roma. Ti lascio il mio numero”
“Volentieri, Isabel. Ti auguro in bocca al lupo per il provino”
Ci stringiamo la mano.
Mi dirigo verso il gate e la osservo da lontano.
E’ alta, elegante, decisamente un’ Aspirante, penso
Salgo sull’aereo con sentimenti contrastanti
                               Acireale
La Sicilia mi accoglie con una giornata splendida. C’è un sole magnifico.
Il cielo è terso.
Vado a casa di nonna per prendere la macchina.
   Oggi è una giornata particolare. Ho bisogno di parlare con lui.
C’è tanta gente nei viali. Sembra una giornata di festa. Vedo volti sorridenti.
Ho preso un bouquet di rose. Purtroppo la tomba è sempre in peggiori condizioni.
La lapide è rovinata. Ci sono erbacce ovunque. Cerco di pulire un po’.
A dicembre dobbiamo rifarla. E’ una vergogna ormai.
Sistemo i fiori nel vaso. Mi guardo intorno, e faccio un lungo respiro.
Ciao, papà, è passato un po’ di tempo dalla nostra ultima chiacchierata.
Le cose procedono. Sto meglio. La nuova cura sta funzionando.
I file hanno smesso di fare male.
L’oppressione e l’angoscia sono sotto controllo.
Il Solian mi ha permesso di ragionare e respirare.
Mi sento più forte. Ho iniziato un’ corso d’inglese.
Ho ripreso a lavorare da Francesco. Mi trovo bene.
La mia mente è impegnata durante il giorno. Esco con gli amici.
Ho ripreso a leggere e a guardare le mie fiction.
Un po’ di serenità è tornata nella mia vita. C’è ancora molto da lavorare con Dr Pasticca, ma sono ottimista dopo tanto tempo.
Vedo la luce alla fine del tunnel.
Ieri sera abbiamo fatto una riunione di famiglia.
Abbiamo stabilito una road map per vendere gli immobili e la campagna in Sicilia.
Mi dispiace papà, ma è l’unica soluzione.
Non mi vedo in campagna nel futuro.
I tre anni di terapia con Lo Splendente mi sono serviti a fare chiarezza. Ancora il fantasma di Godot mi turba. Mi fa una rabbia.
Non riesco a cancellarla dalla mia vita.
Francesco e Piero stanno bene, ma immagino che tu sappia tutto.
Aiutali e proteggerli. Hanno bisogno del tuo aiuto.
Mamma verrà domani. Lo sai, non vuole lasciarmi solo.
E’ sempre in pensiero.
Sto scrivendo la mia storia ,magari un giorno diventerà qualcosa.
Devo ancora trovare il finale.
Caterina non mi perdona papà.
Sto facendo di tutto, ma non riesco a convincerla. Mi manca molto.
Flavia e Ambrosia sono ancora nella mia vita.
I miei amici in questi anni difficili mi sono stati vicini.
Sono stato fortunato.
Papà, vorrei tanto cancellare il passato, ma non posso.
Prima, sentivo la tua presenza quando venivo qui, ora non sento più nulla. Spero che tu mi abbia perdonato.
Ho pagato per i miei errori, mi sono assunto la responsabilità.
A volte mi sento solo e incompreso ,ma stringo i denti.
Papà, stammi vicino per favore. Aiutami.
 Dammi la forza per andare avanti.
Salutami i nonni e lo zio per favore. Li porto nel cuore.
Ora devo andare. Vado in campagna a stimare.
 Sai quante volte ho immaginato che tu fossi al mio fianco mentre faccio questa operazione.
Ci ho provato con tutte le mie forze, papà.
Vorrei tanto che fossi orgoglioso di me. Non ci siamo chiariti mai.
Mi dispiace tanto. Ti voglio bene papà.
Mi faccio il segno della croce e vado via.
                                         Palagonia ore 12
Sono accaldato. Ho girato in lungo e in largo il moro di Tranchina.
Fa caldo. Mi sono messo comunque gli stivali.
 C’è stata un po’ di pioggia nella notte.
Quest’anno è un’ annata di scarica. Ci sono poche arance.
Il mercato sembra tirare, almeno ora.
Già quattro commercianti hanno bussato.
Sembra un buon inizio.
Esco dall’agrumeto e saluto Giuseppe.
Mi sorride e dice “Mel cosa ti sembra?Abbiamo i numeri?”.
“Giuseppe, fammi ragionare un momento ed esco i numeri”.
“Ok Mel, vado da mio padre al sanguinello piccolo. Ci vediamo dopo”.
Mi godo il silenzio e il sole caldo.
Mi accendo un sigaro e penso al moro quando mi sento chiamare
 “Non dovresti fumare Vittorio”.
Mi giro e vedo una persona seduta accanto a me. Sulle prime non la riconosco.
Poi la osservo meglio e impallidisco. Mi dico che non può essere lui.
Eppure ha il suo giubbotto marrone, la sua sciarpa  Ralf Lauren e il suo cappello.
Non riesco a  muovermi dall’emozione.
Capisce il mio disagio e mi tranquillizza “Stai calmo, Vittorio, sono io. Non avere paura”
 Temo che dopo le voci, ora sia arrivato il momento delle allucinazioni, poi mormoro “Papà sei tu? Ma non è possibile”
 Sorride “Vittorio, non ti preoccupare,va tutto bene. Per una volta mi sono servito io della tua immaginazione”.
Sto per piangere, e gli dico “Perchè sei qui?”.
“Sapessi quante volte sarei voluto intervenire in questi anni. Da quando vi ho lasciato, non ho mai smesso di vegliare su di voi.
In questi anni, figlio mio, ti ho visto crescere, sbagliare, piangere.
 Ho dovuto assistere in silenzio. Tutte le volte che sei venuto sulla mia tomba, per i tuoi compleanni,ero lì. Percepivo la tua solitudine e la tua tristezza.
Mi dispiace per tante cose, Vittorio.Ti ho compreso in ritardo. Non volevo essere un cattivo padre.
 Ho sbagliato a metterti fretta con le ragazze. Ti ho reso insicuro.
Ma hai tutto il tempo per recuperare. Se oggi sono qui è per dirti che questa storia non ha una fine. La tua storia è appena agli inizi. So quanto hai sofferto. Ma ora, basta, Vittorio.
Guarda avanti, come ti ha detto lo Splendente. La cosa più importante è la tua salute.
Hai fatto bene a continuare la terapia. Il farmaco al momento era necessario.
Le tue fragilità sono anche la tua forza.
 Dr Pasticca è diverso dallo Splendente,  ma mi sembra un buon medico. Ascoltalo.
Ci saranno altre Godot.
Caterina  ti vuole bene, ma devi rispettare la sua decisione .
Sono contento che hai ripreso i rapporti con Flavia.Quando siete insieme emanate positività
 Vittorio volgi la tua attenzione verso il futuro. Il passato è passato.
 Continua a parlare con tua madre e i tuoi fratelli. Non ti isolare più.
Hai tanti amici che ti vogliono bene
In questi anni li ho visti sempre al tuo fianco.
 Sei un ragazzo di valore, non dimenticarlo mai.
Sono orgoglioso di te.
Troverai la tua strada. Non importa dove. Farai le scelte giuste, non ti preoccupare.
Non hai infangato il mio nome.
E’tempo di tornare, Vittorio. Condividi con il mondo i tuoi pensieri, il tuo dolore, la tua anima.
Racconta il passato per scrivere il futuro
Riapri il mondo dei Balocchi.
Melvin era una maschera. Non avere mai paura di mostrare il tuo volto. Non ti vergognare di nulla. Ora devo andare. Il mio tempo è scaduto.
Continuerò a seguirti, non ti preoccupare. Hai raccontato una bella storia, ma mi raccomando è solo l’inizio.
Sono sconvolto, ho tanto domande da fargli, ma mi blocca sorridendo “Ora calmati, sta per chiamare Isabel
Mi piace. E’una brava ragazza.
Sarai un padre migliore di me
Ti voglio bene, figlio mio”
Provo a reagire, ma il cellulare comincia a squillare, abbasso lo sguardo per veder il numero.
E’ veramente Isabel.
Rialzo lo sguardo, è andato via.
Rispondo al telefono, con il cuore in tumulto: “Ciao Isabel.  No, non disturbi E’ bello sentirti.
 Ti avrei chiamato più tardi.
Se sabato sono a Roma?
Vederci per cena?
Con molto piacere…
Lasciamo parlare Vittorio in pace con Isabel.
Lo so , vi aspettavate un’ altro finale. Si è visto un’ altro tipo d’amore, non meno importante.
Vittorio ha imparato l’importanza di comunicare con la sua famiglia e suoi amici.
Qualcosa è cambiato per tutti noi da oggi, non credete?
In fondo l’amico Mel è bravo a raccontare storie.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedi 6 Gennaio 2014
Vi Auguro un Felice e Sereno Anno Nuovo.
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