87. Uno Splendente Arrivederci

ultima seduta 2
Mi verso un po’ di caffè e apro la finestra per godermi il sole.
Sospiro e mi accendo il sigaro.
 La bella Claire arriva ad Acireale. Ne approfitto per mostrarle il castello magico con mio zio.
 Ci scambiamo opinioni e riflessioni. E’ bello, per un pomeriggio, sognare.
 L’architetto è anche una bella persona.
Passeggiare con lei per le vie di Acireale è gradevole.
Claire promette di fare un progetto in tempi rapidi per dare un volto all’isola che non c’è.
E’ arrivato il tempo di mettere a dimora le nuove piantine che, stavolta, vengono da un vivaista siciliano. Sono più care, ma decisamente migliori. In una settimana riusciamo a fare tutto.
 La Palma non è più una landa desolata. Purtroppo gli incassi dell’anno sono veramente modesti.
Una sera contatto la mia amica attrice Elisa, non la sento da tempo. Mi dice che sta lavorando a uno spettacolo teatrale inedito, tradotto da un’ autore straniero.
“Vorrei partecipare a un Festival a giugno. Cerco disperatamente finanziatori”.
Di slancio le rispondo: “Elisa, sono certo che il tuo lavoro è di qualità. Sono pronto a dare il mio piccolo contributo”.
Mi sembrava, Dottore, l’occasione per impegnarmi in qualcosa di diverso.
 Dopo l’Aquila, mi buttavo nel campo del teatro. Così seguivo il suo consiglio.
Nei mesi successivi sarebbe nata una collaborazione proficua. Era un modo per scacciare i fantasmi. Finalmente riesco a fissare un appuntamento con Tesoro ad Ortigia.
Quando arrivo, è ormai sera. Tesoro mi aspetta seduta sulle scale del Duomo.
Decidiamo di mangiare una pizza. Ancora una volta mi parla di Eugenio e della sua delusione. Non me lo dice, ma credo che, in cuor suo, sperasse in una sua telefonata.
Mi sento strano, distante. Tesoro lo nota e mi chiede: “A cosa pensi?”.
“Penso che ti sposa sarà fortunato”.
Sospira: “Ma chi mi sposa, Mel?”.
 Lascio scivolare questa domanda nel silenzio, ma una parte di me avrebbe voluto rispondere: “Io, Tesoro, con tutto il mio cuore. Dammi solo il tempo di sconfiggere i file”.
 Non voglio lasciarla andare. Ogni volta che va via provo una fitta dolorosa nell’anima.
 Così rimaniamo d’accordo di salutarci per un’ultima volta in aeroporto.
Non sembra entusiasta della cosa, ma è contenta perché è l’ultima volta che riparte per Tokyo.
Il ritorno in Italia è ormai questione di mesi. La saluto ancora una volta con il magone.
Mi rincuora: “Non fare questa faccia, quest’estate torno per restare”.
Una settimana dopo mi chiama: “Tieniti pronto, ad agosto torno in Italia.
Mi trasferisco definitivamente a Roma. Volevo condividere questa gioia. Sei contento?”.
Non sto nella pelle, rispondo: “Non sai quanto. Sono felice. Ti aspetto”.
Chiudo la telefonata e comincio a fischiettare in mezzo agli agrumeti.
Penso che potrebbe essere il titolo di un film: Il ritorno di Tesoro a Roma.
Lo Splendente si versa un po’ di thè e scuote la testa: Te lo ripeto, Tesoro è una buona amica, nulla di più, purtroppo.
Ti flagelli da anni e non vedi cosa succede intorno a te. Basterebbe che ti partisse un nuovo file per chiudere i conti con il passato.
Dottore, io non so più  che dirle. So solo che, se non distruggo i file, non ci può essere un futuro.
Quei file sono il risultato di un rimpianto. Non saprò mai cosa sarebbe successo, se avessi fatto altre scelte. Ma so che il dubbio mi sta facendo a pezzi.
Il ridicolo mi ha travolto. L’imbarazzo e la vergogna mi hanno ridotto  a una larva.
Sento di aver perso la mia credibilità e l’onore. Sogno un riscatto impossibile.
Voltare pagina è faticoso. Crescere e maturare impone scelte dolorose.
Abbiamo intrapreso un percorso complicato. Abbiamo fatto tanta strada.
La cura è davanti ai tuoi occhi, Mel
Dottore, io apro gli occhi la mattina e sento un peso sul cuore.
L’ansia e l’inquietudine non mi lasciamo mai. Leggere un libro, vedere le fiction o la tv mi risulta indigesto. Ho perso l’entusiasmo. Ho paura dei miei pensieri.
Per il mio compleanno tornai a Roma. Mi chiamano i miei amici per gli auguri. E’ bello sentirmi amato, ma non serve a scuotermi.
Ci sentiamo anche con Tesoro. Come le ho già detto, il suo compleanno è il giorno dopo il mio.
Sono contento di sentirla, è  un’ uguento che allevia le mie ferite, ma mi sento un fallimento.
Ho trentacinque anni, ma sento di non aver realizzato nulla di concreto nella mia vita.
La terapia non è servita a nulla. Ho tentato il suicidio, preda di una crisi psicotica. Ho subito il TSO( trattamento sanitario obbligatorio).
. In tre anni ho preso tredici chili. Nulla è andato come speravo.
Decido di tornare in Sicilia, perchè a Roma mi sento sempre inutile.
Ma va sempre peggio. Non ho più neanche l’impegno dell’Aquila. Faccio fatica a fare tutto.
Anche parlare con Tesoro comincia a pesarmi. Mi isolo. Caterina si preoccupa e cerca di spronarmi.
Mi scrive: “L’amicizia è parlare, confrontarsi, contare l’uno sull’altro. Non avere paura di raccontarmi i tuoi problemi. Tu pensi che io possa spaventarmi o scappare. Ti sbagli, io sono forte”.
 Ai primi di giugno torno nuovamente a Roma, ma mi sento in un vicolo cieco.
Ormai mi sento lontano anche da lei, Dottore.
Chiedo a Francesco di cercarmi il nome di un’ altro psichiatra.
Sento il bisogno d’avere un’altra opinione. Non mi rassegno all’idea di una vita vuota e oppressa.
Ci deve essere un farmaco che possa aiutarmi, penso
Parlai con Clotilde, psichiatra, amica di Francesco. Cercò di tranquillizzarmi:
“Da quello che sento, non mi sembri un caso psicotico né hai bisogno dello Zyprexa.
Conosco lo Splendente. State facendo un’ ottimo lavoro. L’estate è il periodo peggiore per cambiare. Devi avere pazienza”.
L’architetto Claire ci porta i disegni dell’isola che non c’e. E’ davvero un bel progetto.
Lo conservo nella mia stanza. Servono solo 300.000 euro per renderlo reale.
Ricontatto nuovamente Luisa. Ha appena pubblicato un nuovo libro di poesie. Ha talento.
 L’ho letto con interesse. Ci vediamo da lei all’EUR. Facciamo colazione insieme prima del lavoro.
Mi racconta che si è fidanzata con un collega di arti marziali. E’ felice, serena.
Mi parla dei suoi progetti lavorativi e dei suoi sogni. Il clima è disteso.
Mi fa un bella dedica sul suo libro: “Un saluto al mio vecchi amico Mel, conosciuto sul set. Spero di rivederlo alla prima del mio primo film”.
Mi auguro con il tempo di recuperare il rapporto con Luisa, è davvero una persona  speciale.
 Inizio a collaborare con Elisa per l’esordio al Festival di fine giugno
 Partecipo alle prove. Faccio il promotore dell’evento. Distribuisco volantini e attacco manifesti in giro per Roma.
Provo a scuotermi. Il teatro mi incuriosisce. Sul palco non si può mentire.
Se sei bravo, prendi l’applauso, altrimenti prendi i fischi. Non c’è scampo.
Sono certo che Elisa avrà successo.
 Ha il talento e le capacità per sfondare. Conosco  gli altri componenti della compagnia.
Per un po’ mi sembra d’essere tornato ai tempi di Qualcosa è cambiato.
La prima dello spettacolo va bene, nonostante  la contemporaneità con la partita Italia-Inghilterra. Elisa recitava con le urla dei tifosi in sottofondo per i goal dell’Italia. Sono tre giorni di repliche. Faccio pure il bigliettaio per la compagnia.,ma in quelle serate allegre e intense, i file continuano a perseguitarmi.
 Mamma fa la spola tra Roma e Sicilia per starmi vicino.
Anticipo la seduta di luglio. Ormai ho deciso di cambiare farmaco. Sono pronto a stordirmi, se è necessario.
Ne parlo a Tesoro. Mi suggerisce di riflettere. “Se prendere un farmaco  per un breve periodo ti può servire per pensare al tuo futuro, fallo pure”.
“Caterina,  sono stanco. Ho bisogno di sapere che c’è un’alternativa a questa cura. Tu poi stai tornando. Voglio farmi trovare pronto. Io non ne posso più”.
“Mel, mi sembra di capire che hai fatto già la tua scelta. Lascia stare me”.
Ho bisogno di una tregua dai miei pensieri. Voglio un po’ di serenità.
Lei mi disse che, quando non avrei avuto più fiducia nel suo metodo di cura, sarebbe arrivato il momento di cambiare medico. Temo che questo momento sia arrivato. Non so cosa fare. Sono così confuso.
Mel, tu sei libero di fare le tue scelte. Puoi cercarti un altro medico. Ma, credimi, rischi solo di imbottirti di farmaci e di stordirti. Tutto poi diventerebbe più difficile. Pensaci bene. Tu vuoi un farmaco miracoloso, ma non esiste. Dipende solo da te.
Potrei sentire un’altra opinione. Magari un farmacologo potrebbe fornirmi delle alternative.
Ne dubito. Se vuoi, qui nel mio centro c’e un farmacologo bravo. E’ un mio amico lo conosco da trent’anni. Ma attento, i farmacologi ti trattano come una molecola. Rischi di provare vari farmaci e di prendere altri chili. Io non te lo consiglio.
Nella situazione in cui mi trovo, niente può essere peggiore. Certo le sue parole non mi aiutano. Tra poco torna Tesoro, come faccio?
Ecco, Mel, magari Caterina potrebbe essere lo stimolo per reagire. Potete uscire, vedervi.
 Lascia perdere i farmaci. Sono veleno.
Ogni volta che avrai bisogno di me, sai dove trovarmi. Hai libero accesso. Possiamo scriverci. Quando ti sarai stancato di sentire i file e vorrai sentire un’altra voce, io ci sarò.
Dottore, scriverà di me nel suo prossimo libro?
Assolutamente sì, Mel, te l’ho promesso. Questo dipende da me e lo farò
Ma senza aver trovato una soluzione al problema?
La soluzione è sotto i tuoi occhi. Goditi l’estate. Abbiamo lavorato bene in questi anni.
Ora dipende da te.
Non so cosa dirle, Dottore. Ieri sera sono andato al Roma Fringe Festival e ho visto  uno spettacolo dove veniva rappresentata la storia di un caso clinico. Se ha tempo, ci vada.
 L’attrice protagonista è molto carina. Le ho mandato un  messaggio di complimenti su Facebook. Mi ha risposto poco dopo. Mi ha fatto piacere. Magari un giorno metterò in scena la mia storia.
Magari scattasse un nuovo file, Mel.
Non può  nascere un nuovo file, se non distruggo i vecchi.
Che vuoi fare Mel? Se vuoi posso parlare di te col farmacologo.
Ho paura di ricominciare tutto daccapo. Non ne avrei la forza.
Non succederebbe, stai tranquillo.
Dottore, comunque questo non è un addio, semmai un arrivederci.
Sai dove trovarmi, Mel.
Guardo negli occhi l’estraneo che mi ha salvato la vita. Rivedo come in un flash tre anni di terapia.
Sorrido e mi alzo barcollante dalla sedia. Gli stringo la mano. Sento la testa pesante. Ho il cuore che batte forte.
So che mi mancheranno le nostre chiacchierate.
La porta si chiude alle mie spalle. Ancora una volta tutto dipende da me. Aveva ragione Tony Renis, Dimmi quando tu verrai.
                                                            Roma 15 Luglio 2012
                                                                       Ore 18
Ho passato dieci giorni d’inferno. I file sono sempre più forti. Sono ricominciati i pensieri negativi.
Ho paura che le voci possano tornare. L’estate è arrivata.
 Sono disperato.
Ho deciso di provare la via farmacologica.
Ho scritto un’email allo Splendente. Magari è un’ errore, ma devo fare questo tentativo.
Sono ancora nella mia sala d’aspetto.
Conosco di vista il dottor Pasticca, è molto diverso dallo Splendente. Ho paura dei farmaci, ma non so cosa fare. Sono in un angolo. Ho fatto tanti sacrifici per perdere almeno un po’ di peso, ma ormai sono pronto a tutto.
Mamma è venuta con me. Ho riletto i miei diari degli ultimi tre anni.
Voglio fare un quadro completo al dottor Pasticca. Finalmente la porta si apre. Raccolgo le forze.
Buona sera, Mel. Lo Splendente mi ha parlato di lei. Mi ha raccontato dei suoi problemi ,ma vorrei  sentirli da lei.
Cosa la porta qui?
Faccio un respiro lungo, lo guardo e mi sforzo di sorridere.
Dottore è una storia lunga. Si metta comodo. Ho bisogno di una tregua. Devo distruggere i file che mi stanno perseguitando.
Sono pronto a tutto.
Bene,  Mel, questo è l’approccio giusto. Se lo Splendente l’ha mandata da me, è per trovare insieme una soluzione alternativa.
Se è consapevole che da solo non ce la fa e accetta il farmaco, possiamo iniziare a  lavorare.
Una cura farmacologica può durare anni, ma l’obiettivo è migliorare la qualità della vita del paziente.
Cosa sono i file, Mel?
Vorrei cantare Ricominciamo, di Adriano Pappalardo, ma non mi sembra il modo migliore per iniziare una  nuova terapia, penso,perciò gli domando sorridendo:
Dottore, lei è un appassionato di fiction?
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 30
Vi auguro un Felice  Sereno Natale.
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