84. Io e l’Aquila

io e l'aquila
I sogni aiutano a vivere.
I sogni son desideri, cantava Cenerentola.
Mi dicono che ho una certa fantasia.
Il calcio è sempre stata una grande passione.
Ho fatto l’arbitro, l’osservatore.
Ho lasciato l’Associazione con la morte nel cuore.
Sono un tifoso,  il calcio è vita.
Oggi lo guardo con meno interesse e passione di un tempo, ma chi lo demonizza non capisce nulla.
Leggo distrattamente i titoli della Gazzetta dello Sport, quando la porta si apre.
Ciao Mel, come è andato il week ed? Ho visto che la tua squadra ha vinto. Sei contento?
Lo guardo e sorrido:Non ho neanche visto la partita. Stavo leggendo ora i risultati.
Ripensavo alla tue dimissioni da arbitro, dovesti fare un tentativo per tornare dentro l’associazione.
Scuoto la testa: No, Dottore, è acqua passata.
Pensaci Mel.  Cosa succede dopo l’incontro con Lisa?
 Decido di tornare in Sicilia, a Roma mi sento inutile.
Mamma ormai mi accompagna ovunque, non vuole lasciarmi solo.
Il mio amico Cesare, il Rampante di Confindustria una sera mi propone di far parte di un progetto calcistico.
”Mel perché non compri con me e altri soci una squadra di calcio?
Serve entusiasmo, passione e…tremila euro”
Lo guardo perplesso, ma rispondo”Cesare, l’idea mi sembra assurda.
Ma fammici riflettere ”
”Mel, il calcio ti piace. Sei stato un arbitro. Vieni a una riunione organizzativa. Ti presento gli altri soci e cosi ti chiarisci le idee.”.
Il giorno dopo ci vediamo nell’ufficio di suo cugino, l’avvocato Filippo,lo Scaltro.
Mi fa subito una  buona impressione Si vede che è una persona in gamba e che ha esperienza nel mondo del calcio
Lui e Cesare mi illustrano i dettagli dell’operazione.
Mi presentano pure, Don Alfio, mister Storia del calcio siciliano, un ex allenatore professionista degli anni 80.
Oggi figura carismatica dello sport  della mia città.
Mi colpisce la chiarezza e la determinazione del gruppo.
Mi prendo una notte per pensarci. Valuto i pro e i contro.
La voglia di tornare  a fare calcio e nello stesso tempo la possibilità di rompere l’assedio dei file e del vuoto vince sui timori e sui soldi da spendere.
Così rompo, gli indugi e mi butto nell’avventura.
Iniziano così settimane caotiche. e divertenti.
Dottore non è semplice organizzare una società da zero.
Cesare ed Io dobbiamo scontrarci con mille problemi burocratici.
Facciamo tanti viaggi a Palermo, sede regionale della Figc per i documenti.
Cesare e il cugino avevano in precedenza trattato e comprato il titolo sportivo di una squadra di seconda categoria.
Mi creda ,Dottore, non sa quale mercato ci sia anche in questo settore. Tutto ha un prezzo. Esistono ovviamente pure i mediatori.
Nel nostro caso il mediatore è anche il nostro futuro allenatore, Ottavio, mister Meraviglia .
Lo conosco dopo qualche settimana.
E’ un’ entusiasta, pieno di idee.
Immagina d’avere una grande società alle spalle. Sogna in grande.
Il Rampante ed io dobbiamo fare da pompieri.
Sistemata la parte burocratica, con non so quante giornate perse all’Agenzia delle Entrate e al Coni!  Ci siamo buttati sul piano tecnico
Abbiamo iniziato i provini per scegliere i calciatori.
Cesare mise a disposizione le stanze del suo centro ufficio.
 Il Rampante ,i Misters ed io ascoltavamo le storie dei ragazzi.
Volevamo serietà, disponibilità, educazione.
Non è facile coniugare il tutto.
In queste categorie ,Dottore, ovviamente non si pagano stipendi, ma si vive di rimborsi benzina e di poco altro.
Cesare aveva chiaro un bugdet( frutto dei nostri soldi e degli altri sponsor) e si batteva per rispettarlo.
Mi diverto molto a seguire le riunioni. Evado dalla quotidianità.
Ascolto divertito i battibecchi tra i due Misters. Mi sforzo di guardare oltre .Ogni tanto penso
d’essermi messo in un’impresa superiore alle mie capacità
Il Rampante è sicuro di sè.
Con Mister Storia giriamo varie aziende per trovare il materiale sportivo  al prezzo giusto.
Sapesse quante maglie e borsoni ho visto, Dottore.
Alla fine optiamo per una maglia verde e una bianca.
Dimenticavo di dirle che il nome della squadra è L’ Aquila  in onore della Lazio.
Abbiamo progetti ambiziosi.
Cerco di dividermi tra la squadra di calcio e la campagna.
Ma la sensazione di pesantezza e oppressione non mi abbandona mai.
Il 2 luglio sono a Palermo per il matrimonio di Carlo.
Sono di nuovo testimone. Non ho avuto modo di conoscere bene Carlotta.
Sono preoccupato. Carlo somiglia molto a Francesco.
Non è capace di sopportare la solitudine a lungo.
Ha avuto sempre bisogno di una compagna.
La sua decisione di sposarsi mi ha sorpreso e preoccupato molto.
Ho provato a parlagli, ma anche in questo caso le mie parole  sono state respinte al mittente.
Arrivo a Palermo la sera prima della cerimonia.
Carlo accoglie parenti e amici. Sembra felice, sorridente e ovviamente emozionato.
La cerimonia si svolge di pomeriggio. Tutto si svolge con semplicità ed emozione.
Carlo ha compiuto la sua scelta. Non posso che augurarmi il meglio e incrociare le dita.
Alla festa ero al tavolo con la cugina di Carlo, la Pulcherrima, sempre bella anche se triste.
Aveva discusso con il fidanzato prima della partenza
Ma quella atmosfera di gioia non riesce ad fermare il mio malessere.
Ho la testa invasa dai file.
 Infatti,Dottore, dopo il rientro da Palermo concordammo che il dosaggio dello zyprexa tornasse a 5 mg. tutti i giorni
Le riunioni calcistiche rendevano meno opprimente un’altra estate di passione .Stavamo lentamente reclutando i calciatori.
Ero preoccupato anche per la situazione finanziaria.
Facevo i conti di campagna. Temevo di non avere  le risorse per tirare avanti fino al nuovo anno.
Lo stress mi fece venire una forma lieve di fuoco di Sant’Antonio.
Non c’era pace per la mia testa e per il mio corpo.
Con Francesco decidemmo di passare qualche giorno a Vallombrosa.
Fu una settimana piacevole. La mattina presto iniziavamo lunghe camminate per i boschi.
Un giorno facemmo quasi venti chilometri km.
Mentre ero  a Vallombrosa, Il Rampante organizzò un test match per valutare la rosa a disposizione.
Mi dispiacque non essere presente, ma mi venne l’idea di raccontare l’esperienza calcistica dell’Aquila sotto forma di diario.
Francesco mi aprii una pagina face book a questo scopo.
Ad agosto vennero in Sicilia Giorgia la Comunista e sua sorella Estella, la Bedda Animalista. Erano di passaggio. La loro meta era Siracusa.
Le andai a prendere in aeroporto. In contemporanea arrivava pure Caterina.
 Ricordo che ero emozionato. Non le avevo detto nulla del mio ricovero. Ero cosi contento di rivederla.
Ci abbracciamo all’ingresso. Ha fretta di tornare a casa.
Le chiedo se avremo modo di vederci.
Scuote la testa”Vediamo, Mel, ci sentiamo”
In vero poi avremo contatti  solo per telefono e per email.
Non vuole farsi vedere perchè è stata costretta  a mettersi un apparecchio ai denti. Secondo lei è impresentabile.
Provo inutilmente a convincerla.
Ci vediamo come sempre all’aeroporto prima del suo rientro in Giappone.
E’ sempre bella. Ovviamente non è impacciata nel parlare.
Vorrei tanto farla rimanere.
Mi vede pensieroso e dice”Mel non fare quella faccia.
Torno presto.”
Come sempre vederla partire è una coltellata
.Ormai ho capito che la mia vita deve  ricominciare anche da lei.
Ma ci vuole tempo per ricostruire un rapporto di fiducia.
Tornando a Giorgia e ad Estella.
Rimasero una notte nel Bueno Retiro.
Entrambe sono simpatiche. Estella è la più piccola.
E’ diversa sia fisicamente che caratterialmente da Giorgia.
Ha un carattere forte. E’ risoluta.
Siamo diventati amici. Siamo usciti qualche volta insieme
Anche con Estella scherzo sulla sua vita sentimentale.
Anche su di lei inventai una storia con un tale Pio, seminarista pentito
Era divertita dal mio racconto.
In campagna si lavora per la nuova stagione e si prepara un’ altro lotto  per una nuova piantagione.
Mi sono fissato il 2013 come data per rinnovare la Palma.
Dopo mister Storia e Meraviglia, Cesare mi presenta anche il medico sociale il Prof Ippocrate.
Un’ importante chirurgo colpito anni prima da ictus.
Ha difficoltà a camminare, ma è ostinato e combattivo.
Si stava creando un bel team, quando a fine agosto scoppia la querelle  con Mister Meraviglia per il suo rimborso.
Mi tengo lontano dalla gestione economica della società
Mi fido di Cesare .E’molto preciso ed oculato.
Mister Meraviglia e Cesare non trovano un accordo e il sodalizio si interrompe bruscamente.
Mi dispiace molto per il mister.
Provo a convincere il Rampante
Mi tocca lo sgradevole compito d’incontrare mister Meraviglia per consegnarli il  rimborso di luglio e agosto.
E’ risentito per l’esonero.
Ancora oggi siamo in contatto. Ci scambiamo opinioni sul mondo del calcio amatoriale.
Il Rampante non perde tempo e chiama come allenatore, un suo ex compagno di classe: Lo Stregone .E’ un mio coetaneo.
E’ ambizioso, viene da una famiglia che ha masticato calcio per anni.
Ha le idee chiare.
Ricordo che la prima riunione per me fu un po’ imbarazzante.
Neanche eravamo partiti e già avevamo mandato via un allenatore.
Cesare sembra contento. Mister Storia  parla di allenamenti con lo Stregone.
Ascolto e penso”Cosa ne sarà di noi?
Finalmente dopo settimane di riunioni e di parole, si passa al campo. Iniziano gli allenamenti.
La società d’accordo con lo Stregone fissa  tre allenamenti a settimana.
Decido di allenarmi con il gruppo. Voglio conoscere meglio i ragazzi. Capirne lo spirito e la mentalità.
I campi di allenamento,Dottore, sono lo specchio di una città in declino.
Terreni di gioco in terra battuta o con un manto erboso scadente,spogliatoi fatiscenti.
Lo Stregone vista la situazione ci ospita una volta alla settimana nel suo centro sportivo.
Lo spirito di squadra è alto. C’è ottimismo.
Facciamo alcune amichevoli preparatorie.
La sensazione è che alla squadra manchi qualcosa in attacco
Inizio a  scrivere il mio diario su facebook.
Scrivere, allenarmi,stare in compagnia allenta un po’ la morsa dei file.
Settembre passa abbastanza tranquillamente, se non fosse che mia madre ha un brutto incidente domestico.
Cade dalla scala, mentre stava appendendo un poster, e si rompe malleolo e la spalla.
E’ stata fortunata, poteva andare peggio.
Ad ottobre decido di tornare a Milano per vedere Rita e Flavia
La prima non la vedevo dalla separazione con Claretta.
Mi sento un po’ in imbarazzo, comunque
Così decido di raccontarle del mio ricovero.
Marito e moglie mi ascoltano silenziosamente.
Poi Rita dice”Ora capisco perchè tua madre mi ha chiamata per avere il numero di Claretta. L’importante ora è che tua stia bene, Mel”.
La visita da Flavia mi mette ansia.
Per telefono la sento spess  triste, sola.
Non è riuscita a farsi degli amici a Milano.
Ha due splendidi bambini, ma crescerli è complicato.
Non voglio crearle ulteriori motivi di stress  e non le dico nulla di me.
Mi sforzo d’essere normale e tranquillo f
La ved sabato a pranzo con la famiglia di Ezio .
Fu un pomeriggio abbastanza sereno.
Anche solo immaginarla scontenta o insoddisfatta mi fa male.
Più che farmi trovare pronto per lei in ogni momento non posso fare.
Dopo la parentesi milanese, inizia finalmente il campionato dell’Aquila.
Ricordo che tornai apposta da Roma di corsa dopo una seduta con lei.
Mi sentivo tutto sommato bene.
I file erano sotto controllo. Il senso di vuoto era meno forte.
Ero emozionato. Dopo tanta fatica, era arrivato il momento del campo.
E’ uno splendido sabato di ottobre
Perdiamo per 5-0!
Fu un’ incubo ad occhi aperti.
Tutte le nostre illusioni sono spazzate via in  novanta minuti.
Le urla del Rampante nello spogliatoio contro i ragazzi furono ricambiate da un silenzio assoluto
Il volto di Mister Storia era cereo.
Lo Stregone scappa via subito per smaltire la rabbia.
Fu l’anteprima di una stagione di sofferenze.
Ogni settimana sarebbe stata una via crucis.
Quanti bocconi amari abbiamo ingoiato.
Cercavo di tenere alto il morale di tutti.
Scrivevo su facebook che l’Aquila presto sarebbe tornata a volare.
La prima vittoria a Ramacca grazie ai goal dell’esordiente Mister X, dopo un mese ,è una liberazione.
Il Rampante prende male le sconfitte.
Dorme  poco e male. Parliamo ore al telefono per cercare di capire come attraversare il guado.
Ogni Lunedì i miei amici mi chiamano per prendermi in giro.
Carlo ed Emilio sono sempre i primi.
Ma le sconfitte non mi turbavano come Cesare e i dirigenti.
Vivevo l’avventura con un’ approccio diverso.
Ero contento di far parte di questo progetto
Stavo conoscendo un nuovo modo di fare calcio.
Dopo l’arbitraggio era una esperienza nuova.
Con Tesoro continuavo a sentirmi via sms ed email.
Cercavo di capire come il nostro rapporto potesse evolvere.
Ma lei non mi dava molti spazi di manovra.
Aspettavo con ansia il suo rientro per Natale.
A Novembre la situazione la situazione dell’Aquila precipitò.
Dopo l’ennesima e brutta sconfitta esterna, Cesare decise di mandare via anche Lo Stregone.
Non la presi bene. Per me era un’ errore.
Provai a far ragionare il Rampante con l’aiuto di Mister Storia, ma fu inutile.
Cesare mi comunicò la sua decisione per telefono.
Se avessi dovuto imputare qualcosa al mio amico in questa avventura era la mancanza di concertazione in queste crisi tecniche.
Con lo Stregone eravamo diventati amici.
Fui molto imbarazzato e triste quando ci parlammo al telefono.
Presi le distanze dalla decisione di Cesare.
Come per Mister Meraviglia, ho mantenuto i rapporti con lo Stregone
Lo considero un bravo ragazzo,oltre che un’ ottimo tecnico.
Ha avuto solo sfortuna. Certo mi faceva impazzire con gli arbitri.
Ci discutevo spesso. Dovevo tenerlo a freno. Era una lotta continua.
Il terzo cambio di allenatore sulla panchina dell’Aquila mi sembrava una follia.
Era arrivato il momento del Cacciatore di Teste
Ormai la sfiducia e la negatività avevano preso il sopravvento sul gruppo. C’erano malumori. Il gruppo era spaccato.
Il Rampante progetta la rivoluzione a dicembre.
Mi sento più angosciato e avvilito. I file  hanno ripreso a scuotermi.  Vengo informato che quest’anno i controlli per il contributi Agea saranno più intesi e che è necessaria una serie di documenti.
Poi il dirigente dell’ ufficio Uma, responsabile dell’assegnazione della nafta agricola mi  comunica dei cambiamenti per fare la domanda annuale di carburante.
Le due notizie mi creano ansia .Immagino scenari apocalittici.
Mi sento agitato. L’oppressione sale.
Ancora una volta la campagna e in particolare la burocrazia mi mettono in difficoltà.
Con l’aiuto e il sostegno della mamma risolvono tutto, ma mi resta questo senso di oppressione.
Tesoro nello stesso periodo mi dice che è stata una settimana a Milano, ma me lo fa sapere solo al suo rientro in Giappone.
Mi sento sbandare.
Mi manca l’aria.
Sento il bisogno di lasciare la Sicilia.
Non riesco più a seguire la squadra.
Parlo con Cesare del mio problema, ma cerco di rassicurarlo”Stai sereno, onorerò il mio impegno. Non ti lascio solo”.
Lo Splendente:La squadra di calcio e facebook sono la conferma che quando nella tua vita c’è qualcosa che assorbe la tua attenzione i file scompaiono.
La novità della squadra e le responsabilità che ne derivano ti danno nuovi stimoli. Mentre il tuo amico Cesare sente  questa avventura con ansia ,tu hai la maturità d’ affrontare quest’avventura con semplicità e allegria.
Carlo e Flavia sono due colonne della tua vita.
Nei loro confronti scatta una forma di protezione.
Hai paura delle novità  perchè sconvolgono il tuo mondo.
La campagna non so più come dirtelo, non è il tuo mondo.
Non lo è mai stato.
Devi lasciarlo andare. Trovati qualcosa da fare a Roma.
Apriti un blog di cinema. I file e l’ansia nascono dall’insofferenza e dal desiderio di cambiare vita.
Il mio obiettivo è toglierti il farmaco.
Non so più cosa pensare Dottore.
Mi sento trascinato dagli eventi. Non riesco più a prendere in mano la mia vita.
 Basta una sciocchezza per  destabilizzarmi.
Non riesco più a calarmi nella mia vecchia vita. La rifiuto.
La squadra di calcio è stata solo un placebo.
Caterina mi sfugge. La sento lontana .Il racconto ha distrutto la fiducia che riponeva in me. Non riesce a vedere in me, una persona affidabile.
Ma se non la frequento, come le posso dimostrare il contrario?
Con l’ animo pieno di dubbi e incertezze torno a Roma.
Decido a malincuore di fare la spola con la Sicilia per la squadra.
Sento che mi mancheranno i ragazzi e gli allenamenti.
Anche scrivere adesso sarà più difficile
Come promesso Caterina ritorna in Italia per le vacanze.
Ho intenzione d’affrontarla e capire dove stiamo andando.
Anche lei vuole vedermi. La vado a prendere all’aeroporto.
E’ così elegante nella sua semplicità.
Più la vedo più mi convinco di quanto sià diventata una bella donna.
I suoi occhi sono davvero lo specchio della sua anima.
Mi sorride e mi dice “Mel, dobbiamo vederci per pranzo cosi parliamo un po’. Sono venuto di corsa per il dentista”
”Ok, Tesoro. Non vedo l’ora”.
Il giorno dopo andiamo in un ristorante in centro per mangiare la famosa gricia.
Sembra un po’ imbarazzata. Cerco di fare conversazione.
Voglio parlare di noi e del nostro futuro.
”Sai tesoro,  dovresti cominciare a rimetterti in gioco.
Dopo tanto tempo è arrivato il momento. Devi lasciarti andare”
”Mel mi sono già rimessa in gioco. Da un mese sto con una persona. Tu la conosci pure. E’ Eugenio l’hai visto al matrimonio.
 Io, all’inizio, non le avevo neanche notato. Poi mi ha contatto su  facebook .Poi ci siamo visti quest’estate. Mi ha colpito.
E’ molto deciso. Mi dà sicurezza. Ci siamo visti a novembre a Milano. Sono felice”.
Ascolto le sue parole in silenzio. Una parte di me vorrebbe urlare, l’altra è contenta per lei.
Mi sforzo di riordinare le idee e balbetto”Questa è. Questa è …esitante,una bella cosa Tesoro. Certo la notizia mi sorprende.
Come al solito mi tieni sempre all’oscuro di tutto.
Ma sono felice per te.”
La testa mi gira. Sento salire l’angoscia. Tesoro mi sta lasciando di nuovo, penso.
Torniamo a piedi a casa. Mi racconta del suo lavoro e del Giappone, ma faccio fatica a seguirla.
Ho solo la forza di dirle”Non scomparire. Tienimi informato. Ovviamente vorrei conoscere Eugenio .Ci parlo per un paio di minuti”
”Si, magari dopo Natale organizziamo.”.
Le vacanze di Natale sono segnate dall’inquietudine e dalla malinconia.
Ripenso all’anno che sta finendo e mi vengono i brividi.
Ho perso il controllo di me stesso  e i file sono ancora lì.
Mi sembra che, nonostante i miei sforzi, tutto sia fermo
Ho bisogno di voltare pagina, ma non sono come fare.
Mando un sms a Caterina, l’ultimo dell’anno”Tesoro sono felice per te, ma non perdiamoci un’altra volta”.
”Non ne vedo il motivo. Ci siamo appena ritrovati”.
Lo Splendente scrive lungamente e poi mi guarda:
La notizia di Caterina è sicuramente una bella botta.
Crolla il castello di illusioni. Ma è il segnale che devi volgere lo sguardo altrove.
Le cose bisogna volerle in due. Tu e Caterina vivete ormai da tempo questo paradosso.
Uno si avvicina, l’altro scappa.
Magari quando tornerà in Italia,tutto cambierà di nuovo.
Il 2011 è stato un anno faticoso, duro, ma ti è servito.
Sei cresciuto, credimi.
Per oggi, basta così.
Dottore, io non vedo tutti questi cambiamenti.
Mi sento un sopravvissuto.
Ho paura del domani.
Su Tesoro non so più cosa dire.
Non voglio perderla più, questa è l’unica cosa che so con certezza.
Alla prossima
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 9
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