83. Io e le Rinnovabili

rinnovabili 2
Il sole ci riscalda, dà vita.
L’Italia, come sempre, è in ritardo rispetto agli altri paesi nelle nuove tecnologie.
Investire nell’energia alternativa è il futuro.
Mio fratello Francesco, come nostro padre, è sempre un passo avanti.
Ha creduto nell’innovazione e si è inventato imprenditore.
Il mondo delle rinnovabili è particolare.
Dopo il TSO, sono ripartito dalla lotta di piazza.
Sorrido, immaginandomi nelle vesti di un conservatore rivoluzionario, quando la porta si apre.
Ciao Mel come stai?
Buon giorno Dottore, pensavo a Francesco e al suo mondo.
Si occupa d’energia rinnovabile vero?
Sì, ha scelto questa strada anni fa con coraggio.
Se non ricordo male, hai provato a collaborare con Francesco.
Cosa succede al rientro a Roma dopo il TSO?
Sospiro e guardo fuori dalla finestra:
Arrivati a casa mamma mi esorta a lasciare le sedute di psicoanalisi: “Mel non puoi seguire due metodi.
Hai visto cosa è successo”.
Anche se poco convinto,acconsento.
Vedo per l’ultima volta Mr Sigaretta.
Gli comunico la mia decisione mentre gli racconto del ricovero.
Mr Sigaretta mi guarda e dice: “Faccia ciò che reputa più giusto.
In bocca al lupo per tutto”.
E’ davvero come un nonno, penso, uscendo dal suo studio.
Il 7 aprile ,come stabilito da tempo ho appuntamento con Lei.
Vengono pure mamma e Francesco.
In origine in questa seduta dovevamo parlare del mio futuro e di come fare per smuovere la situazione. Gli eventi poi sono precipitati.
E’ una seduta amara. Siamo tutti sconvolti.
Fatico a tenere alta la concentrazione.
Ricordo solo che le dissi all’inizio:“E’ incazzato con me?”
Si, ricordo bene quella domanda. Mi sorprese abbastanza.
Non ti avevo mai sentito pronunciare una parolaccia.
Capii che c’era qualcosa sotto.
Così uscì fuori la storia della psicoanalisi.
Parlammo come procedere dopo questo nuovo incidente.
Ti avevo detto che non c’era spazio per due Dottori.
Eri libero di scegliere a chi affidarti.
Già,mi fece  vergognare molto…. Era davvero arrabbiato.
Mi disse che la psicoanalisi era roba superata,sconfitta da tempo e che se volevo continuare con lei dovevo seguire le sue regole e soprattutto non dovevo più nasconderle  nulla.
Poi iniziammo a ricostruire le tappe del mio scivolamento.
Scuote la testa: nella vita Mel,bisogna essere seri e responsabili.
Se si prende un impegno, bisogna mantenerlo.
Con la salute non si scherza!
E’ mancato davvero poco perché la tua storia finisse in tragedia.
Era necessario mettere le cose in chiaro.
Sono più testardo di te!
Lo guardo e poi sorrido. Già una volta mi disse che finche’ remavo sarebbe rimasta con me nella barca in mezzo al mare alla ricerca del porto sicuro.
 Mi sorride a sua volta:Troveremo questo porto Mel, ma, adesso, “basta minchiate”.
Riprendiamo a lavorare. Cosa succede dopo?
I file erano scomparsi. Mi sentivo rallentato. Quasi imballato.
La dose di zyprexa da 20 mg stava facendo effetto
Aveva spento l’incendio.
Ricordo che ascoltai la mia segreteria telefonica una sera.
C’erano i messaggi preoccupati di Claretta e di Potter.
Per una settimana ero scomparso dal mondo.
Chiamai Claretta per raccontarle cosa mi era successo.
Le chiesi scusa per la nostra ultima telefonata.
Mi rispose che era tutto a posto e che, se avesse saputo, sarebbe venuta in Sicilia.
Con Potter fu più generico. Non volevo allarmarla.
Mamma si era raccomandata di non dire nulla.
Difendere ad oltranza la propria privacy è sempre stato il motto di mia madre.
Le settimane successive passano lente e tranquille.
Sono comunque inquieto.
Il pensiero di aver attentato alla mia vita mi turba molto.
Qualcosa nella mia mente si è incrinato.
Esco raramente.
Passo le giornate in camera mia.
Claretta mi chiama un’altra volta.
Sono affaticato, confuso. Parliamo per qualche minuto.
Balbetto: “Scusami Claretta, ma non mi sento bene,è colpa della pillola”.
Sarà la nostra ultima telefonata. Evito di chiamarla.  Non saprei cosa dirle. Ci scambiammo ogni tanto dei sms.
Posso solo immaginare il turbamento di Claretta di quelle settimane.
Mi faccio forza e decido di tornare a lavorare da Francesco.
Insieme a Ludovico il Preoccupato collaboriamo per i diritti negati alle rinnovabili.
E’ nata un associazione che riunisce decine di aziende unite nella lotta contro il decreto Romani emanato dal  governo Berlusconi.
Io, Ludovico e altri ragazzi dobbiamo coordinare e organizzare gli eventi di protesta sparsi per l’Italia.
Scriviamo sulla pagina facebook dell’associazione.
Chiamiamo i coordinatori sparsi per l’Italia.
Mi butto anima e corpo nella novità.
Cerco di non pensare al ricovero e al tentativo di suicidio.
Francesco è sempre più stanco e nervoso.
Mamma è preoccupata.
Io stesso penso che ci siano problemi.
Una sera ricevo una telefonata di Francesco.
Ci vediamo e mi racconta quanto sia preoccupato per il lavoro e quanto sia difficile la vita matrimoniale.
Cerco di rincuorarlo.
Torno casa turbato e pensieroso.
E’ come se vedessi un film da un’altra prospettiva Dottore.
Nei giorni successivi mi consulto con Piero sul da farsi.
Cerco di non far capire nulla alla mamma.
Dorme poco. E’ sciupata. Chissà quanti pensieri le passano per la mente durante la notte.
Cerco di rimettermi in piedi.
Dopo qualche seduta, mi riduce lo zyprexa a 10 mg.
Lo Splendente annota qualcosa e poi dice: le rivelazioni di Francesco sono sicuramente fonte di turbamento e preoccupazione.
Tu e Francesco siete molti simili.
Ho avuto timore che tu facessi una “sciocchezza” con Claretta.
Il mio obiettivo è toglierti la pillola Mel, ma devi ascoltarmi.
Serve esercizio mentale ogni giorno contro i file.
Dottore,non so se siamo uguali con Francesco, ma mi dispiace averlo visto in quello stato.
Vorrei eliminare la pillola, ma dopo il ricovero, ho davvero paura.
Non mi fido di me stesso.
Mel,tuo fratello ha commesso degli errori.
Ci sono io per lui, non ti preoccupare, ora pensiamo a te.
Continua a raccontare.
L’attività per le rinnovabili mi è utile per scacciare gli incubi, ma dentro di me sento comunque desolazione e avvilimento.
Mi sforzo d’apparire sereno. Cerco di farmi coinvolgere dall’allegria degli altri ragazzi:Giorgia la Comunista, Tony Frizzante e Ludovico.
Facciamo una bella squadra.
Giorgia era addetta alla rassegna stampa.
E’ una brava ragazza, impegnata a sinistra.
Scherziamo spesso sul suo presunto fidanzato, ex sessattotino pentito.
Le racconto le sue imprese.
E’ simpatica.
Fumo il sigaro volutamente nella sua stanza.
Un giorno Tony organizza un evento, cui partecipa pure una ragazza di nome Lisa, una militante ambientalista.
Mi colpisce molto.
E’ allegra,sorridente oltre che carina.
Parliamo tutto il tempo dell’evento.
Prima d’andare via le chiedo se ha voglia d’uscire una sera
Mi risponde scherzosa: “Si ,se non hai intenzioni troppo serie”.
Nei giorni successivi ci sentiamo tramite facebook.
Scopro che è venuta a Roma quattro anni fa per amore.
Ora è single.
Lisa mi trasmette serenità e tranquillità.
Mi fa ridere. Non capitava da tempo.
Così decidiamo d’incontrarci in centro per bere una birra una sera.
Passiamo una bella serata anche in compagnia di una sua amica.
Due giorni dopo usciamo da soli per una pizza.
Il ristorante l’ha scelto lei. Tra i suoi tanti lavori, mi racconta, che ha fatto pure la critica culinaria.
Conosce ovviamente mille posti.
La prima impressione è confermata.
Mi piace parlare con lei.
Anche lei ama  fumare i sigari ogni tanto.
Già quella sera ho il desiderio di baciarla, ma mi trattengo.
Rimaniamo di sentirci anche dalla Sicilia.
Infatti con mamma  decido di tornare giù.
Devo andare alla Cia per fare la domanda annuale Agea per i contribuiti.
Ma soprattutto ho in programma di mettere a dimora nuove piantine alla Palma.
Voglio portare avanti il piano di rinnovamento dell’azienda.
Lavoriamo sodo per una settimana.
Mi fa un certo effetto tornare in campagna dopo il ricovero.
I Caruso mi salutano calorosamente.
Mi sforzo di lavorare e di concentrarmi.
Cerco di controllare il vuoto e la nausea.
I file sono tornati anche se in tono minore.
La Sicilia ormai mi produce melanconia, soffocamento e tristezza.
Le piantine vengono dalla Calabria. Non sono bellissime.
Dovrei rimandarle indietro, mi dice Giuseppe, ma voglio evitare discussioni e problemi.
Passo il compleanno nel Bueno Retiro.
Mamma e Laura organizzano una piccola festicciola.
In Sicilia pochi sanno del mio ricovero. Non voglio allarmare nessuno.
Mi chiama a sorpresa Alice. Sono felice di sentirla.
La nostra amicizia si è po’raffreddata dopo la diatriba con la cugina Vittoria.
Sento il bisogno come ogni anno, d’andare da papà.
Non riesco a sentire la sua presenza.
Mi sento solo.
Nonostante la terapia e i sacrifici,non riesco a trovare la luce.
Sono molto sfiduciato.
Sento Caterina sul messenger. Non le dico nulla del ricovero.
Non voglio farla preoccupare.
Appare comunque distante.
Mi dice:“Mel non sentiamoci per i rispettivi compleanni. Lo so che mi penserai”
“Tesoro,mi dispiace ma il tuo compleanno è una data importante”.
Come promesso mi sento con Lisa. Parliamo di noi.
Anche lei ha sofferto molto per amore.
Mi mette di buon umore sentire la sua voce.
Ha una risata contagiosa.
Torno a Roma. Evito di stare troppo in Sicilia.
Riprendo ad uscire con Lisa.
Tra noi si è creata subito un intimità e una simpatia.
A differenza che con Claretta, non mi sento oppresso e angosciato, ma non mi sento d’iniziare una nuova storia.
Mi sento ancora sottosopra.
Ho la testa come ovattata.
Non voglio dire a Lisa dei miei problemi.
Voglio leggerezza e tranquillità. Sono nello stesso tempo attratto da Lei.
Una sera dopo una cena,ci fermiamo a parlare su una panchina di fronte a casa sua.
Come sempre fumiamo il sigaro.
Parliamo e scherziamo.
Mi sono presentato come una persona che ha sempre avuto storie platoniche.
Lei mi guarda e mi dice in maniera provocatoria: “Ma noi due cosa facciamo qui?Tu sei un tipo platonico,io voglio leggerezza.
Parliamo e basta?”
Sorrido e le dico: “Un passo alla volta Lisa. Tu vuoi una storia 2.0?”
“Si va be’”
Vinco la mia abituale ritrosia e la bacio.
Stupita: “Ma sei serio?”
Poi ci baciamo lungamente.
Sono momenti belli Dottore.
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento al giorno dopo.
Mi accoglie sorridendo. Ci risediamo sulla nostra panchina.
Cominciamo a baciarci.
Mi dice: “Mel, baci in maniera soft”
“Cosa intendi?”
Maliziosa: “Mel sento poca passione”.
Borbotto: “Lisa come te lo devo dire. Un passo per volta”.
Sbuffa e ci baciamo con più trasporto.
Sono eccitato. Comincio a tremare.
Ci guardiamo negli occhi. Tutto sembra perfetto.
Un’ altro ragazzo avrebbe sicuramente provato a concludere la serata “con maggiore intimità”, ma come ormai avrai capito Dottore, io sono diverso.
Comincio a pensare a Tesoro, alla pillola che mi inibisce, a Claretta e al fatto che è tardi e che mamma potrebbe preoccuparsi e cosi le dico: “Lisa è tardi, devo andare””.
Delusa e un po’ stizzita mi dice: “Ok, vai pure”
Cala il gelo.
Ci salutiamo velocemente .Lo so Dottore, per lei feci una cazzata, ma non mi sembrava il momento giusto. Stavamo andando troppo velocemente. Non mi sentivo di far salire il livello della nostra intimità.
Anche Lisa dietro quel bel sorriso e allegria, aveva le sue fragilità.
Nei giorni successivi non mi chiama.
Risponde a stento ai miei sms. Non riesco capire cosa succede.
Ne parlo con Potter. Mi fa notare come il mio modo di fare possa provocare in una donna, fastidio, se non arrabbiatura.
Onestamente cado dalle nuvole. Chiamo Lisa per un chiarimento.
E’ fredda al telefono. E’ sull’autobus,  parla a scatti.
Cerco di capire cosa sia successo.
Finalmente Lisa sbotta: “Mel, l’altra sera mi sono sentita respinta. Hai interrotto un bel momento”
Sospiro e rispondo: “Lisa credimi è più complicato di quanto pensi.
Per favore vediamoci e ti spiego”.
 E’ arrabbiata,indispettita. Stavolta non ride.
Cerco di spiegarle i miei problemi, senza entrare nello specifico.
Ascolta, ma non sembra convinta. Si sente ferita nell’orgoglio.
Non accetta il mio chiarimento.
“Mel, capisco le tue problematiche, ma potevamo vivere senza troppe pippe mentali il momento.
E’ evidente che non vogliamo la stessa cosa.
Tu sei troppo prudente. Io voglio leggerezza.”
Siamo troppo distanti.
Si è creata una frattura di principio.
La riaccompagno a casa.
Ci salutiamo con una stretta di mano.
Lisa ha chiuso il capitolo.
E’ una donna testarda oltre che bella.
Non vuole approfondire il nostro rapporto.
Ci rimango mal,e Dottore.
Ancora una volta il mio carattere ha allontanato una persona che mi piaceva.
Mi ha chiuso la porta in faccia senza la possibilità di conoscersi realmente.
Nei giorni e nelle settimane successive cerco un contatto,per tenere vivo il rapporto, ma Lisa ormai mi risponde raramente.
Vado in ufficio con poca voglia. I file sono ripresi. Mi sento angosciato.
Lo zyprexa è stato ridotto a 5mg un giorno e 2,5 mg un altro.
Vedo sul web la notizia che Godot sarà coinvolta in nuovo film americano con un’ importante regista.
Ancora una volta mi sento spaesato.
Nonostante il farmaco, sono instabile, bloccato, negativo.
Lo Splendente sorride e scrive qualcosa:
Lisa è un altro esempio della tua “vigliaccheria”con le donne.
Sei arrivato al momento di concludere e preferisci scappare ancora una volta. Mel, certi momenti vanno colti al balzo!
Non esiste una scorciatoia dai file.
L’unico modo è distruggerli.
Non ho ancora capito come distruggerli. Godot e il forum mi stanno trascinando sul fondo Dottore.
Bisogna inventarsi qualcosa.
Lisa aveva fretta.
Anche lei voleva evitare di pensare alla sua delusione d’amore.
Una storia senza impegni era solo uno scudo.
E’ una brava ragazza. Merita di meglio.
Non intendo perderla.
Mel, si decide cosa sopportare.
Ti rifiuti di esercitarti con il pensiero.
Credi che il farmaco possa aiutarti, ma non è così, credimi.
Non lo so, Dottore, ormai la pensiamo diversamente.
Devo imparare a convivere con i miei peccati di stupidità.
Ci vuole tempo, credo.
Mel, tu devi fare pace con te stesso e  soprattutto con il tuo passato, è il primo passo.
Lo so, Dottore, Lisa era un bel modo per ricominciare.
Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 2 Dicembre
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