81. Verso il Baratro – Parte II

baratro II
Mi alzo dalla sedia ed  osservo dalla finestra il traffico di automobili sul viale.
Lo Splendente si avvicina e sorride: Magari faremo presto un’altra seduta alternativa Mel.
Ti pesa raccontare il matrimonio?
No, Dottore, mi pesa rievocare la mia discesa.
La mia mente stava crollando di nuovo, e non fui capace di resistere.
Mel, devi immaginare la tempesta perfetta.
Una serie di circostanze in contemporanea che si sono create.
Eri fragile, le emozioni ancora una volta ti travolgono.
Dobbiamo lavorare ancora molto su questo.
Ora fai un bel respiro e ricominciamo.
Mi riaccendo il sigaro e tiro una boccata.
Dormo male nel Bueno Retiro .
Ci prepariamo per andare a Ragusa Ibla.
Francesco e Stefania mi sembrano stanchi, pallidi, distratti.
Aldo invece cresce bene.
Non voglio far preoccupare mamma e stringo i denti.
Confido a Francesco il mio malessere
Mi guarda e dice”Segui i consigli dello Splendente.
Torna a Roma e aiutami con il mio lavoro e con la battaglia delle rinnovabili contro il governo. Ci sono tante cose che bollono in pentola.”
Arriviamo a Ragusa. E’ una bella notte.
Ci dirigiamo al Duomo.
La mente è piena di file.
Mi guardo intorno alla ricerca di Caterina.
Claretta mi cerca continuamente con dei sms.
Finalmente la Sposa con il padre, dietro di loro appare la damigella d’onore.
La Sposa è bella, ma Caterina lo è di più
Indossa un abito verde scollato..
I capelli sono sciolti lungo le spalle.
E’ davvero stupenda.
Ci guardiamo.
Mi sorride, vedendomi senza barba.
Il mio cuore sobbalza. Durante la cerimonia non smetto di osservarla.
Impreco dentro di me per aver dimenticato la macchina fotografica in macchina.
Volevo immortalare questi momenti.
Tesoro splende di luce propria.
I suoi occhi e il suo sorriso abbagliano.
Mi rendo conto che è una donna difficile da conquistare.
Quanti uomini vorrebbero averla al fianco.
Alla fine della messa, cerco di avvicinarmi a Caterina, ma è molto impegnata con gli ospiti.
La cena si svolge a pochi metri di distanza dalla chiesa in un bellissimo Palazzo .
Cerco di stare il più vicino possibile a Caterina.
Le dò una mano con i tavoli.
La osservo e mi sento felice, e nello stesso tempo avvilito. Penso che è troppo per me.
Non potrò mai renderla felice come merita.
Sono seduto al tavolo con lei e altri parenti ed amici.
Ascolto con difficoltà i discorsi.
Sono troppo pensieroso.
Sono stanco.
La testa mi pesa.
Tesoro parla con un ragazzo seduto al nostro tavolo.
La scena mi innervosisce, ma penso che è quello che capiterà spesso in futuro
Parliamo un pò.
Ogni tanto mi volge uno sguardo.
Mi sorride. Capisco che ho poche possibilità.
Penso al suo frequentatore giapponese e all’inutilità del mio corteggiamento.
Dottore, mi sentivo inutile e superfluo quella sera.
Caterina ormai era lontana dal mio mondo.
Non potevo offrirle nulla.
Ricordo che alla fine della serata, l’abbracciai e le dissi” si felice in Giappone con Orazio. Te lo meriti”
Lei ribattè ”Mel perchè mi dici questo? Cosa c’entra Orazio?
Mi sembri stanco. Grazie per essere venuto. Buon rientro.
Ci sentiamo”.
Tornammo in città .
Arrivai al Bueno Retiro turbato ed amareggiato.
Avevo mandato degli mms a Claretta per mostrarle Caterina e le scene del matrimonio. Ovviamente non gradii molto.
Il giorno dopo ho la testa in fiamme, sono travolto dai file e dal pensiero di Tesoro.
Mi aggiro per casa di nonna come un’ anima in pena.
Non riesco ad accettare di non vedere Tesoro prima del suo ritorno in Giappone.
Mi sento stretto in una morsa.
Ci sentiamo al telefono più volte, ma è occupatissima nelle visite di parenti e amici.
Non può liberarsi
Ho il cuore in subbuglio. Tesoro sta scappando via ancora una volta. Vorrei urlare la mia frustrazione.
La sera prima della sua partenza la chiamo.
”Tesoro, mi mancherai tanto. Quando sono con te mi fai venire voglia d’essere una persona migliore”.
Sospira e mormora”Mel, ma ti rendi conto della responsabilità che mi dai?”
”E’ quello che penso Tesoro. Ti auguro un buon viaggio.
Ti aspetto”.
Chiudo la telefonata con il cuore in gola.
Non voglio che parta.
Lo so, Dottore, come sta pensando.
Le stesse parole le avevo dette all’Aspirante, ma era diverso tutto.
A Tesoro  quelle cose le ho dette convintamente.
 Con l’Aspirante mi sembrava d’ avere vissuto un film. Non era vero.
Il giorno dopo sono in campagna.
Non so a che ora parte il volo di Caterina.
Volevo rivederla almeno un’ ultima volta, ma la sera prima non le avevo detto nulla.
Mi sento strano. Sento “strane” voci nella mia mente.
Confesso che sottovaluto il pericolo.
Nella mia vita spesso ho”dialogato” con le mie personalità.
Mando un sms a Tesoro carico di malinconia e di tristezza
Sento ancora più forte il senso di vuoto e di solitudine.
Caterina, penso, mi ha abbandonato. Si costruirà la sua vita.
Parlo con Claretta e cerchiamo d’organizzare la sua prossima discesa in Sicilia.
Le propongo il week end in cui ci sarà il derby.
Mentre parliamo il cellulare squilla.
E’ Tesoro.
Interrompo bruscamente la conversazione con Claretta.
Sono così contento.
Non mi aspettavo la sua chiamata.
”Mel sono appena arrivata, come stai?”
”Be se hai letto il mio messaggio, sai bene come sto”
”Del messaggio parliamo dopo. Ora volevo sapere come ti senti.
Ieri al telefono mi sembravi strano. Non farmi preoccupare.
Posso stare tranquilla?
”Si, tranquilla. Ho solo sentito la botta per la tua partenza.
Ogni volta è sempre peggio. Non vedo l’ora che torni”
”Mel,l’estate arriverà presto. Poi te l’ho già detto, ho in mente di tornare in Italia al massimo entro un anno.”
Le dico”Ti lascio riposare.
Grazie per la telefonata. Ti voglio bene “
”Anch’io te ne voglio”
”Il problema che io te ne voglio di più. A presto”
Per distrarmi vado al cinema.
Arriva un sms di Tesoro”Mel volevo dirti che io ci sono per qualunque cosa. Puoi parlare con me. Io ci sono”.
E’ un momento di sollievo. Ma mi sento debole, confuso.
I file mi stanno rosolando a fuoco lento.
Temo di aver preso la parabola discendente.
Lo Splendente mi guarda lungamente :Come hai detto tu stesso, il distacco da Caterina nella tua mente è molto forte.
Ripiombi in una solitudine analoga a quella del settembre 2009.
Ti dividi tra Claretta e Caterina, ma ormai almeno nel tuo file hai scelto la seconda.
Claretta imprime un’ accelerata alla discesa, causandoti stress ed ansia.
L’angoscia per la campagna contribuisce a renderti instabile.
Il quadro della situazione si deteriora ogni giorno di più.
L’inizio delle voci è solo il sintomo della caduta finale.
Ti senti soffocare e opprimere dalla realtà.
La Sicilia rischia di diventare la tua tomba.
La tua famiglia non coglie fino in fondo il tuo malessere.
Prosegui, Mel.
Non riesco a mettere un freno alla discesa.
I miei ricordi diventano sbiaditi. La mente comincia a vacillare.
Non riesco a mettere un freno alla discesa.
Ricordo che tornai a Roma per una seduta con Mr Sigaretta.
Gli parlai di Caterina e dei sentimenti che provavo.
Mi guardò e mi disse”Guardi Mel, che ogni volta che ci vediamo, esce fuori nuovi argomenti. Ho bisogno di vederla con più regolarità.
Così, altrimenti, non posso aiutarla”
”Dottore, lo so. Ma sto facendo il possibile. Vedrò come organizzarmi”.
 In effetti ero preoccupato anche dei costi. Fare sù e giù per Roma per queste sedute clandestine avevano un costo.
Sapevo che prima o poi dovevo raccontare tutto alla mia famiglia.
Al rientro in Sicilia, mi arriva un sms polemico di Tesoro”Ma mi spieghi che problemi hai?”
Le rispondo ironico”Nulla. Soffro solo di Tesorismo acuto”
Lo Splendente sorride e mi chiede:Perché Caterina ti manda questo sms?
Qualche giorno prima, in uno stato pre confusionale le avevo chiesto di rinviarmi tutte le email scritte nell’estate del 2009 e se per caso tenesse un diario.
Capisco, continua Mel
Con Claretta eravamo rimasti d’accordo che sarebbe scesa per la partita nell’ultimo week end di marzo.
Facevo anche fatica a leggere o vedere le fiction.
Le notti diventano sempre lunghe ed agitate.
Mi sento in balia degli eventi.
Una sera invitai al Bueno Retiro Emilio e Cesare.
Entrambi cercano di scuotermi dal mio torpore.
Mi chiedono lumi sulla mia relazione con Claretta.
Emilio ascolta e poi mi dice”Mel ti conosco da tempo.
Secondo me, non cambierai mai.
Sei una persona profondamente pigra.
Ti sei adagiato nella tua condizione. Non sceglierai mai dove vivere. Farai sempre la spola tra Roma e la Sicilia.
Guarda il Bueno Retiro. Non c’è un tuo tocco. E’ così freddo.
Dovresti renderla più accogliente. Compra qualche mobile.
Ma tu non vuoi.
Secondo me, la storia con Claretta è destinata a finire.
Tu vuoi essere solo”.
Cesare interviene”Mel, Emilio ha ragione. Non hai idee chiare sul futuro. Devi capire cosa vuoi”.
La serata finisce in maniera allegra.
Rimugino sulle parole dei miei amici.
Dal giorno dopo sarebbe iniziato il precipizio che mi avrebbe portato al TSO.
Lo Splendente scrive qualcosa e poi mi sorride: Il tuo amico Emilio nella sua divertente analisi dice alcune cose esatte.
Sei un uomo pigro, Mel.
Chiuso nel tuo mondo fantastico e nei tuoi rigidi schemi.
Non vuoi più Claretta.
Sono scattati tutti gli allarmi, ma non hai la forza per dire basta.
Altri uomini le avrebbero già detto di fare passi lunghi e veloci.
L’ansia e l’angoscia stanno salendo sempre di più.
Diventeranno ancora una volta incontrollabili
Come nel 2009, stai sprofondando in una solitudine siderale.
La prossima volta mi racconterai gli eventi che ti porteranno al TSO.(trattamento sanitario obbligatorio)
Ero arrivato al punto di rottura.
Il peggio stava arrivando, Dottore.
Siamo qui per parlarne e capire Mel.
Perché ridi?
Ripensavo alle parole del mio amico .
Scherzando, lo chiamo”l’editto di Emilio”.
Forse è arrivato il momento di cambiare.
Forse devo compiere scelte difficili.
Mel, togli il forse, devi agire.
Stringo il bastone e mi alzo dalla sedia
Ho sempre tante domande, ma nessuna risposta. Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 18
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