80. Verso il Baratro – Parte I

baratro I
Lo Splendente non fa che dirmi che a volte le cose succedono, e che devo fare pace con il mio passato.
Ma mi sento come un acrobata sospeso su corda a 100 mt d’altezza, mentre trasporto cento chili sulle spalle.
Ho la sensazione di girare a vuoto.
Passeggio in mezzo alla gente e non provo nulla.
La mia mente è bloccata sulle stesse cose.
Sono stanco dei miei pensieri.
Mi sento chiuso dentro una bolla.
Ho promesso di distruggere “il mostro” che mi ha quasi distrutto la vita e non mollerò.
Si apre la porta, e come sempre,3.0 lo Splendente mi accoglie con un sorriso.
Ciao, Mel, come stai?
Altra domanda, Dottore?
Si versa  una tazza di caffè e con mia sorpresa si accende un sigaro.
Come procedono i tuoi appunti? Stai scrivendo ancora?
No ho sospeso Dottore, non ce la faccio.
Non voglio mettere per iscritto la “mia follia”, mi sale la nausea.
Sorride e tira una boccata di sigaro: Ogni cosa a suo tempo, Mel.
Continuiamo il viaggio.  Hai deciso d’andare a Firenze per chiarire il tuo rapporto con Claretta.
Cosa succede?
Sospiro e mi alzo e apro la finestra.
Prendo il treno per Firenze e immagino varie scene.
Finalmente arrivo. Vedo Claretta che mi aspetta come sempre.
Sorride. E’ andata dal parrucchiere. E’ molto carina.
Ci abbracciamo. Ho il cuore in subbuglio.
Sento il peso della scelta.
Torniamo a casa sua  nel quasi silenzio .
C’è un bel fuoco nel cammino che ci accoglie.
Claretta è tesa, ma si forza di d’apparire serena.
Tiro fuori dalla valigia i dolci siciliani che ho preso per l’occasione.
Ci sdraiamo sul divano.
Ci baciamo. Siamo sul punto di spogliarci, ma mi blocco.
Non posso farlo.
Claretta dice”Stai tranquillo,va tutto bene.
Puoi parlare con me di tutto. Sono qui per te. Cosa succede?”
La guardo e mi viene da piangere.
”Mi dispiace Claretta ma non funziona più.
Non ce la faccio più. Dobbiamo finirla qui. Sto cadendo, lo sento.
Ho bisogno dei miei spazi. Tu non c’entri.
Ma quando è così, devo stare da solo .”
Lei tace, per minuto, poi esplode”Ma bravo Mel,ora sei contento?Ti sei liberato la coscienza?Sei venuto fin qui per dirmi questo?.
Ora cosa facciamo un intero week end?Io non ti voglio a casa mia.
Hai rovinato un momento così magico.
Mi hai portato pure i dolci. Tieniteli. Non li voglio!” e me li lancia contro.
Urla e piange.
Resto immobile.
La osservo disperarsi.
Poi riprende”Adesso cosa facciamo?Si uomo e prenditi le tue responsabilità. Io non ci rimango a casa. Ho fame. Voglio uscire”
Poi si butta sul letto e grida”Per prima volta mi sono innamorata e tu mi rovini tutto. Non puoi togliermi questo:Mel non puoi farlo.”
Cerco di accarezzarla, ma lei si sottrae.
C’è un gran caos .Non so come porre rimedio a questa situazione.
Sono sconvolto nel vedere cosi disperata Claretta.
Mi si stringe il cuore.
Riprende”Non guardarmi con quella faccia da pretino di campagna.
Cosa pensi di fare adesso?”
Mormoro”Se vuoi prendo un taxi e torno a casa”
Replica più calma” Non dire stupidaggini ,Mel. Ora usciamo, ho fame”.
Andiamo a prendere una pizza in una situazione surreale.
Un momento piange lei,un’ altro io. Cerchiamo di farci forza a vicenda
Torniamo a casa più tranquilli.
Claretta mi chiede a letto di dimenticare tutto.
Di ricominciare daccapo. Di passare il week end sereni.
Le dico che non è possibile, ma mi sforzerò.
Nei due giorni successivi momenti sereni si alternano con altri carichi di tensione.
Claretta le prova tutte per farmi cambiare idea.
Cerca di sedurmi.
La respingo.
 Non voglio toccarla
Voglio prendere il primo treno per Roma.
Faccio fatica a trattenere le lacrime.
Il viaggio verso la stazione è carico di tensione.
Claretta non vuole arrendersi e attacca”Mel non essere precipitoso Prenditi del tempo per riflettere.
Non è che cacciando me dalla tua vita risolverai i tuoi problemi.
Hai bisogno di supporto psicologico più continuo e costante.
Dovresti andare in analisi. Lo Splendente ha fatto il suo tempo.
Poi sono sicura che c è il suo zampino in questa tua decisione”
”Claretta, lo Splendente non si permetterebbe mai di dire certe cose.
Devo completare un percorso. Magari dopo, ci farò un pensiero”.
Claretta mi accompagna fino al binario e mi dice”Mel sentiamoci.
Non può finire così. Chiuderti in te stesso non è la soluzione
Mormoro”Claretta lasciami andare, è meglio cosi”
Scoppio in lacrime sul treno. Non riesco a fermarmi.
Mi trascino a casa con il cuore in subbuglio.
Penso che ancora una volta ho fallito su tutta la linea.
Non riesco a sopportare il silenzio di casa.
Passo la serata al cinema.Ho bisogno di distrarmi.
Le mandai pure un sms Dottore per chiederle se potevo riprendere l’antidepressivo. Mi rispose negativamente.
I giorni successivi sono terribili. Mi sento come un pugile suonato.
Sento un vuoto insopportabile.
Immagino Claretta in lacrime
Sono in ufficio, ma la mia mente vaga. Non so che pesci pigliare.
Caterina sul messenger mi chiede del fine settimana.
Le spiego come mi sento e cerca di consolarmi”Mel hai fatto la cosa gusta. Se non vedevi un futuro con lei, non potevi continuare.
Claretta se ne farà una ragione”
”Tesoro, io, al momento, non vedo nessun futuro.
Vorrei solo averti qui con me”
”Mel non pensare a me. Comunque tra poco tornerò.
Stai su, mi raccomando”.
Giovedì all’ora di pranzo mi chiama Claretta .
Sentire la sua voce mi scuote. Parliamo un pò.
C’è imbarazzo, delusione, tristezza nelle nostre parole.
Claretta vuole rivedermi.
Prendo tempo.
Sono sempre più disorientato e mi  sento in colpa.
La sera mi chiama di nuovo.
Parliamo per sei ore. Cerchiamo di capire i nostri problemi.
Claretta mi spinge ad andare a Firenze.
Esito. Una parte di me vorrebbe rivederla. Alla fine stabiliamo di rivederci.
Faccio la valigia.
Durante la notte vengo preso dall’ansia. Vedo tutto nero.
Cambio idea più volte.
All’alba mando un sms”Claretta, lasciami perdere.
Sono un vigliacco”.
Il cellulare e il telefono di casa squillano di continuo.
Non rispondo. Sono dentro il mio letto. Non voglio rapporti con il mondo.
Alla fine, stanco, rispondo al cellulare.
Sento Claretta piangere”Mel non farmi questo Per favore, vieni da me.
Non chiuderti, per favore”
Provo a resistere”Claretta lasciami stare. Non ce la faccio”.
Claretta insiste”Mel non ti mollo. Vengo a prenderti a Roma”
Alla fine cedo e prendo al volo un treno alla stazione Tiburtina.
Durante il viaggio parlo con Rita.
Cerca di convincermi che Claretta è la donna giusta per me.
”Mel lasciati andare. Siete fatti l’uno per l’altra.
Caterina è il passato. Claretta è forte. Non avere paura”.
Claretta mi accoglie alla stazione.
E’ stanca, provata, pallida, ma mi sorride.
Passiamo una bella giornata insieme.
Andiamo al mare. Claretta cerca di farmi riflettere sulla nostra storia.
Vuole convincermi che esistono altre terapie.
Mi parla ancora una volta della psicanalisi.
Per la prima volta comincio a pensarci.
I file sono ormai senza freno.
Sento che se non li elimino, non potrò mai avere la serenità per un rapporto.
Così quando ci salutiamo alla stazione le dico”Claretta, fammi avere qualche nome. Ci penserò’”.
Rimaniamo d’accordo di frequentarci senza impegno.
Salgo di nuovo sul treno con animo più sereno.
Arrivato a Termini, ricevo una telefonata di Mario .
Le condizioni di suo padre ,malato  da anni di Alzheimer sono peggiorate.
Non voglio lasciare da solo il mio amico
La mia mente rivive gli ultimi momenti con papà.
Sento dentro una profonda tristezza.
Abbraccio Mario
” Ascolta, liberati di ogni rabbia, prova a dire a tuo padre quel che senti, prima che sia tardi”.
Cerco su internet qualche informazione sul mio malessere.
Cerco di capire se la psicoanalisi possa essere la strada giusta.
Ancora una volta sento la presenza di Claretta come eccessiva e pesante.
Non riesco a trovare un po’ di serenità.
Sarebbe venuta a Roma nel week end.
Vorrebbe andare al mare.
Cerco d’organizzarmi. Non conosco alcun ristorante.
Chiedo lumi a Ludovico in ufficio.
La sera di giovedì parlo con Claretta.
Dice di non sentirsi cercata, desiderata. Comincia a stranirsi.
Nel frattempo mi chiama Francesco.Ha una voce strana. E’ turbato”
Mel, non fare il mio stesso errore. Non perdere tempo solo con Claretta.
Ci sono tante possibilità. Lo Splendente è preoccupato.
Non ti buttare in una cosa più grande di te. Non ti sposare”
Faccio fatica a capirlo”Ok Francesco.Stai tranquillo.
Non ho nessuna intenzione di sposarmi”.
Richiamo Claretta. E’ arrabbiata. Minaccia di non venire più a Roma.
Sono stanco di tutte queste lamentele.
Sono stanco di capricci e gelosie .
Ancora una volta siamo bloccati in una discussione senza sbocco.
Le dico che mi sono informato su internet sul mio caso.
Claretta mi urla contro”Mel, ma come puoi’ fidarti di Internet.?
Ci sono solo cazzate”.
All’improvviso squilla il cellulare. Sono le due di notte.
E’ Mario.
Chiudo con Claretta dicendole” fai come vuoi. Ora devo parlare con il mio amico.”.
Mi dice che suo padre ha finito di soffrire.
Mi dico disponibile ad andare in clinica, ma preferisce stare da solo.
Non riesco a dormire.
 Claretta ha oltrepassato il limite.
Il giorno dopo alle otto, mi chiama Claretta. E’ disperata.
Mi chiede scusa per la reazione di ieri. Vuole un’altra chance.
Devo andare in ufficio per fare la rassegna stampa e chiudo”ne parliamo stasera. Ci vediamo in stazione”.
Sono stanco.
Stavolta ho deciso di chiudere con Claretta.
Mi viene incontro sorridente, ma con gli occhi bassi.
Rimaniamo in silenzio fino al bar di Piazza Ungheria.
Prova a parlare. Vuole spiegare, chiarire la telefonata di ieri.
Io non voglio sentire più nulla
“Claretta, così non si può andare avanti.
Ogni volta c’è un problema. Io non sto bene .E’ un mio problema.
Non riesco più a garantire stabilità e serenità nel rapporto.
Bisogna finirla qui”
Claretta trattiene a stento le lacrime”Mel per favore, non punirmi per un errore. Ti ho chiesto scusa. Ieri ero stanca.
Mi dispiace per il tuo amico. Sei turbato, lo vedo.
Mentre ero in treno, ho scritto pure questa scena. Posso leggertela?”
”Mi dispiace Claretta, c’è una parte di me che odio. Non riesco ad andare avanti. Non posso coinvolgerti. Ora vado”.
Una parte di me si sente sollevata, l’altra sente la valanga della solitudine.
Il giorno dopo assisto al funerale del papà di Mario.
C’è tanta gente in chiesa. Sono tutti commossi.
Cerco di stare vicino al mio amico.
Temo che possa crollare dopo tanta fatica e stress.
Cerco di riprendere la mia vita.
Ma sento venir meno la terra sotto i piedi.
In campagna la situazione è critica.
Il signor Caruso e il figlio Giuseppe vogliono sapere come comportarsi con i commercianti.
Devo prendere delle decisioni. Faccio fatica a concentrarmi.
Intanto cerco un pò di conforto con Caterina.
Mi chiede di me. Evito di parlarle di Claretta.
Non vedo l’ora di rivederla. Ho davvero bisogno della sua presenza
Scendo nuovamente in Sicilia.
Devo stringere i contratti con i commercianti.
Siamo in ritardo sui tempi. Decido di vendere a peso.
E’ un rischio, ma non ho alternative.
La pressione siciliana è forte. Non riesco a distogliere il pensiero dai file Sono triste per Claretta .
C’è  il festival di Sanremo in Tv, ma non ho voglia di vederlo.
Vorrei andare alla prima di uno spettacolo di danza al Flash Dance, ma arriva la telefonata di Claretta.
E’ disperata, arrabbiata, delusa.
Mi rinfaccia ogni cosa del nostro rapporto.
Vuole che prenda un aereo per raggiungerla.
Dice che l’ho ingannata e delusa. Ora è sola in casa.
Non meritava d’essere trattata cosi. Si sfoga per due ore.
Le sue parole mi colpiscono. Sentirla così, mi ferisce molto.
Mi sento intrappolato in un’ incubo.
Sento di sprofondare ogni giorno di più.
La sera dopo, vado nel Bueno Retiro per vedere una partita di campionato
Ma mi sento malinconico.
 Voglio uscire da questo pozzo nero.
Così mando un sms a Claretta”Voglio provare con la psicoanalisi,per favore, dammi un nome”.
Mi richiama subito e si dichiara disponibile ad aiutarmi.”Mel non ti preoccupare. Stai facendo la scelta giusta .Ti farò sapere.”
Mi sento soffocare. Ho paura del futuro.
Mi sento accerchiato dai pensieri e dai file.
In campagna la raccolta va a rilento, ma la mia vita non può essere questa.
Il mio futuro ,mi rifiuto di vederlo in campagna .
Lo so Dottore, cercare un altro medico non è la scelta più sensata per uscire dal guado, ma Claretta mi aveva instillato il dubbio.
Non vedevo all’orizzonte un segno di cambiamento.
Qualche giorno dopo, come promesso,Claretta mi fornisce il nome dell’analista.
Mi faccio coraggio e lo chiamo per prendere un appuntamento.
Mi sento di aver tradito il rapporto fiduciario con lei.
Se possibile, sono ancora più angosciato.
Ritorno a Roma in uno stato confusionale.
Vado in ufficio, ma sono distratto. Non ho voglia di fare nulla.
Attendo l’appuntamento con il nuovo analista.
I file mi stanno creando una  fossa, da cui è difficile uscire.
Ricordo il primo incontro con Mr Sigaretta.
Il suo studio per ironia di sorte si trova nella stessa strada di Caterina
Non so cosa aspettarmi .
L’approccio è completamente diverso dal suo.
Ci sono molti momenti di silenzio.
Mister Sigaretta mi fa parlare, ha uno sguardo perso nel vuoto.
Ogni tanto interviene per avere dei chiarimenti.
Gli spiego in maniera caotica l’origine dei file.
La mia stessa voce mi appare noiosa, fastidiosa.
Alla fine della seduta concordo con Mr Sigaretta un’ altro appuntamento.
Esco dallo studio con la sensazione di aver fatto un errore.
Ma cerco di farmi forza. Voglio pensare positivo.
Non dico niente a nessuno di questo nuovo analista.
Spero di gestire in contemporanea sia Lei che Mr Sigaretta.
Lo Splendente scrive qualcosa e poi attacca”Il quadro che si delinea è quello di una persona schiacciato dall’ansia e da nuovi sensi di colpa.
Il vuoto ti angoscia e produce i file
Claretta ti esaspera, ma non sei capace di rompere il legame.
La cazzata della psicanalisi aggiunge confusione e stress al tuo stato.
Caterina continua ad essere la donna dello schermo.
La tua mente si rifiuta di guardare in faccia la realtà.
I file sono il frutto della solitudine che avanza. Vai avanti Mel.
Dottore,lo so che visto dall’esterno può sembrare che il mio rapporto con Claretta fosse finito, ma ci legava un rapporto di vero affetto.
Nessuno voleva rinunciare.
Entrambi avevamo scommesso tanto sulla nostra storia.
La psicoanalisi è un atto di paura Dottore. Vedevo i fantasmi del passato.
Mi diceva sempre che il problema era nella mia mente e del mio stile di vita.
Abbiamo discusso molto su questo punto.
Sostenevo e sostengo che il mio malessere è più complesso.
Volevo sentire un’ altro parere.
Decido di risentire Claretta. Stavolta decidiamo di essere più riservarti.
Sento Claretta vicina in questo tentativo con la psicoanalisi.
Le sedute successive con Mr Sigaretta non mi portano benefici.
Semmai nuovi dubbi e ansia.
Ogni volta l’analista mi guarda e mi dice”Io sono pronto ad aiutarla, ma devo vederla più spesso. Almeno una volta alla settimana.
Ci sono molte cose da rivedere. Se la sente?”.
Cerco di mediare tra le varie esigenze.
Mr Sigaretta però è rassicurante. Mi sembra un nonno.
Ricordo una sua frase”In tanti nel corso degli anni le hanno messo un’ etichetta. Io non lo farò”.
Decido che Claretta deve almeno conoscere il mio mondo siciliano.
Voglio che sappia da dove vengo.
Così ci mettiamo d’accordo per vederci a Roma.
Partiamo per la Sicilia insieme.
 Era cosi contenta,emozionata. Arriviamo in una fredda serata di febbraio.
Le mostro in breve la città.
Mangiamo in un tipico ristorante di pesce.
Quando siamo da soli, tutto sembra andare bene.
Ho in programma di farle vedere la campagna.
Poi la porterò a Siracusa. Torniamo nel Bueno Retiro.
La casa è fredda. Claretta si guarda intorno.
Dormiamo insieme, ci scaldiamo stringendoci forte.
Proviamo a fare l’amore, ma ancora una volta mi blocco.
Sono eccitato, ma dopo un pò mi fermo.
Sento dolore al pene.
L’indomani presto partiamo per la campagna.
Fa veramente freddo nella piana, addirittura c’è un inizio di nevicata.
Il Sig Caruso e il figlio Giuseppe ci accolgono.
Dato il tempaccio, non sono venuti gli operai a raccogliere.
Le arance stanno cominciando a cadere.
Sono preoccupato per i danni.
Caruso fa da Cicerone a Claretta.
Le fa raccogliere con le sue mani una cassetta d’arance.
Sono contento che possa vedere con i suoi occhi tutto il lavoro in questi anni.
Mi sento orgoglioso.
Dopo la campagna andiamo prima a Caltagirone, e poi a Paternò dal mio caro osteopata.
Claretta alla fine della lunga giornata  mi dice”Sai Mel, ora capisco molto di più il tuo mondo. Hai tante responsabilità e preoccupazioni. Capisco i tuoi problemi.
Ma vedrai che con Mr Sigaretta tutto andrà meglio”
Le sorrido e mormoro”Claretta lo spero tanto. Ma per noi la strada è in salita. Non ti illudere”
Accigliata”Mel non ti preoccupare. Non mi illudo. Sono qui solo come osservatrice””.
Lucas vuole conoscere Claretta e ci invita nella sua baita.
Ingrid cucina dei tipici piatti olandesi.
Lucas racconta, come sempre, i suoi aneddoti su Cuba e sulle sue serate mondane, rendendo piacevole il pranzo.
Lasciamo la baita, dopo”la benedizione” del mio amico, per dirigerci verso Siracusa
Il tempo è con noi.
Splende il sole,fa caldo. Passeggiamo per Ortigia.
Comincio a stare male.
Il dolore al pene è più forte.
Chiamo al cellulare mio cugino Alessandro, l’urologo.
Sono preoccupato gli dico, vedo del sangue.
Mi esorta ad andare subito in ospedale.
Torniamo d’urgenza
Il dottore di turno, mi dice che si è rotto il frenulo e che è necessario un piccolo intervento. Si adopera per farmi rientrare il pene.
Il giorno dopo accompagno Claretta in aeroporto.
La tregua è finita .I file riprendono a martellare.
Il pensiero dell’operazione al pene mi getta nello sconforto
Mi faccio visitare da Alessandro
Mi impone due settimane di cure antibiotiche e di pulizia locale molto accurata.
Ogni sera mi metto davanti allo specchio e la scena che vedevo riflessa mi mette a disagio e mi avvilisce.
Chiedo conforto a Francesco. Anche lui ha subito anni prima la stessa operazione.
Ma lo sento assente, distante.
Claretta anche in questo caso mi è vicina.
Penso di farla scendere una seconda volta.
Sto per prenotare il volo, ma poi davanti al computer ci ripenso.
Ci ripenso. Mi sembra di ritornare al punto di partenza.
Claretta ci rimane male.
Ondeggio ,sbando, non sono sicuro di nulla.
Arriva il momento dell’operazione al pene.
L’intervento dura un’ ora. Oltre mio cugino in ambulatorio c’è pure un altro medico.
Entrambi lavorano con professionalità, cercano di distrarmi.
Fanno battute e allusioni sulla mia età
L’operazione andava fatta anni prima. Nonostante l’anestetico, sento fitte dolorose.
Mi alzo con fatica dal lettino. Alessandro mi raccomanda attenzione di evitare attività sessuali e di seguire la cura.
Chiamo Claretta per raccontarle dell’operazione.
Caterina mi conferma che sarà a Roma.
Il matrimonio dell’amica si avvicina.
Mamma e Piero mi raccontano di un Francesco stressato e preoccupato per motivi di lavoro.
Il governo sta tagliando gli incentivi alle rinnovabili.
Si aprono scenari incerti per il settore.
Torno a Roma per la seduta.
Assisto alla manifestazione organizzata al Teatro Quirino da Francesco e da altri aziende del settore per protestare con il decreto taglia incentivi
La sala è piena. Si alternano al microfono varie persone.
Vedo i volti preoccupati dei lavoratori.
Il futuro è diventato improvvisamente incerto.
Francesco è diventato il portavoce della protesta.
Viene intervistato dalle televisioni e dai giornali.
E’ stanco, pallido, dimagrito.
Cerco di dargli una mano. Gli porto da mangiare e da bere.
Mamma mi chiede di stargli vicino.
Caterina e Claretta sono a Roma nello stesso fine settimana
 Claretta mi pressa per vederci. Vuole che dorma a casa sua.
Sono combattuto. Voglio rivedere Tesoro.
Cerco di trovare un momento per noi, ma è impegnata nei preparativi delle nozze.
Mi sento in trappola
Alla fine mi piego ai capricci di Claretta.
Non volevo far sapere in famiglia che c’era stato un nuovo riavvicinamento.
Non volevo dormire da lei.
Dopo una serie di telefonate tempestose.
 porto Claretta a casa .
Si lamenta di non essere  al centro della mia attenzione.
Piange, urla,accusa”Mel,non mi vuoi bene. Non vuoi neanche dormire con me. Non guarirai mai. Tra un anno tornerai da me in ginocchio.”
La guardo disgustata e attacco”Accetto tutto, ma non puoi dubitare del mio affetto nei tuoi confronti. Se hai il coraggio, ripetimi queste cose guardandomi negli occhi”
Claretta esita”Mel, lo so che mi vuoi bene. Ma ti sento così distante”
L’abbraccio”Claretta, voglio stare con te, ma sto facendo fatica.
Non mi sento bene”
 Claretta sbraita”allora, vattene via.”
Mi alzo e le dico”Ok , mi sembra chiaro che qui non sono il benvenuto.
Ora vado da mio nipote. Ti lascio riflettere”.
Me ne vado, arrabbiato e avvilito.
Claretta mi raggiunge in strada. Andiamo insieme da Aldo.
Cerchiamo di essere una coppia normale, ma nella mente c’è Tesoro
Riesco a vederla per qualche minuto, mentre è a cena con l’amica e con il futuro marito.
Mi accoglie con un sorriso magnifico. E’ così bella.
Vorrei tanto rimanere, ma non posso. Claretta mi aspetta.
Le dico che ci vedremo in Sicilia.
Ho il magone.
Passo il resto del week end con Claretta.
Una sera mangiamo la pizza con Potter e il fidanzato
Mi sento agitato.
Durante la notte ho degli incubi sul forum e sulle discussioni messenger con Gigio .
Voglio scappare. Mi manca l’aria.
Dalla campagna arrivano notizie negative .
La ditta non sta mandando da giorni gli operai.
Le arance stanno cadendo.
Ho paura di perdere tutto il raccolto.
Giuseppe mi suggerisce di mandare all’aria l’accordo.
C’è un altro commerciante pronto a subentrare.
Sono tentato. Sono stanco di questi rinvii.
Devo valutare i rischi di una rottura. Immagino scenari neri.
Temo di non essere pagato. Claretta mi consiglia di prendere tempo.
Mamma ci accompagna a Termini. Saluto Claretta con la promessa di vederci presto.
Sono nuovamente in Sicilia.
Dall’aeroporto chiamo subito Tesoro. Voglio sentire la sua voce.
Ho bisogno di lei.
Alla fine con la vecchia  ditta troviamo faticosamente una nuova intesa.
Si impegna a raccogliere le arance in tempi rapidi.
Non mi resta che incrociare le dita.
Vedo Tesoro all’aeroporto
E’ andata a prendere con alcuni amici i futuri sposi.
Cerco di strapparle la promessa di rivederci prima del matrimonio.
I fastidi post operatori al pene continuano.
Alessandro mi sottopone a una visita di controllo.
Claretta è sempre più insistente e nervosa al telefono.
Mi sento braccato
Scambio alcuni sms con Tesoro. Purtroppo non riusciamo a vederci.
E’ troppo impegnata.
I file sono tornati a martellare.
Scendono in Sicilia Francesco,Stefania e il piccolo Aldo e mamma.
E’ arrivato il giorno del matrimonio.
Lo Splendente spegne il sigaro e si avvicina alla finestra e mi sorride:
Hai vissuto per una vita dentro la tua torre d’avorio.
Sei geloso dei tuoi spazi. Claretta voleva entrarci e comandare.
Non poteva andare. Non avevi gli strumenti per dirle d’andare via.
Temo che con Caterina sarete destinati a recitare sempre questo spartito.
Nessuno farà mai il primo passo.
La Sicilia ti è ormai indigesta .
I file aumentano, perchè in Sicilia si accentua il tuo senso di vuoto.
Somigli molto a Francesco in questo.
Solo che lui li combatte con l’iperattività.
Quando lascerai la campagna, Mel, sarà sempre tardi.
La tua vita è a Roma.
Ricordo quelle settimane, ci sentivamo spesso per email.
Avevo deciso di convocare tua madre e Francesco per discutere del tuo futuro.
Era necessaria una scossa.
Torna verso la scrivania e scrive un appunto
 Immagino che il matrimonio fu un momento intenso.
Sospiro e chiudo la finestra.
Caterina e Claretta involontariamente mi spingeranno verso il baratro.
Claretta purtroppo non poteva essere la persona giusta per me.
Con Caterina ho sempre sbagliato i tempi Dottore
Il matrimonio?
Caterina era bellissima come non mai..
Lo Splendente sorride: Chissà che file ti sarai fatto
Raccontami quella sera Mel..
Il prossimo post Lunedì 11 Novembre
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