77. Io e Claretta

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Le bambine sognano il Principe azzurro.
I bambini vogliono fare gli astronauti o i calciatori.
Tutti hanno un sogno nel cassetto.
Io sogno che la mia mente si spenga.
I file mi tormentano.
Mi fanno a pezzi.
Il tempo e l’amore guariscono ogni cosa, dicono.
Nel mio caso il sentimento mi ha portato ad un passo dal baratro.
Sono un’ unicum dicono, ma fare la cavia non è piacevole.
Aspetto il mio turno e cerco di ricordarmi l’ultima volta che ho sorriso.
La segretaria mi prepara la fattura, e faccio i conti di quanto ho speso finora con la terapia.
Faccio una smorfia quando vedo il numero.
Curarsi, purtroppo, è un lusso di pochi.
La porta si apre e mi trascino dentro.
Ciao, Mel, come stai?
Male Dottore, ho appena realizzato quanto sto spendendo in sedute e farmaci.
Potevo farmi un viaggio!
Lo Splendente allarga le braccia e sorride: dipende da te Mel.
I file li generi tu. A proposito di viaggi, l’altra  volta mi accennavi alla tua avventura spagnola con Mario.
Cosa succede?
Mi sentivo un po’ meglio, e così, a fine ottobre decisi di accompagnare Mario in Spagna.
Stava provando a superare l’esame per avvocato.
Trascorremmo tre giorni a Murcia, una bella cittadina universitaria
C’erano tanti italiani pronti a tutto, pur di ottenere la qualifica.
Ammiro Mario per i tanti sacrifici che ha fatto negli anni, prima per laurearsi, e poi per diventare avvocato.
A me è mancata questa forza e determinazione.
Lo studio l’ho sempre visto lontano da me.
Tra la malattia di papà e la delusione per Flavia, quella poca voglia di studiare è venuta meno.
Nel corso degli anni, ogni tanto, ho pensato di riprendere i libri in mano, ma onestamente non saprei qualche facoltà o materia.
Non c’è nulla che mi ispiri realmente. Non riesco a vedermi seduto per ore su una sedia chino sui libri.
Eppure, sento che questa mancanza la devo colmare.
Lo so, Dottore, ne abbiamo parlato tanto della laurea e della sua inutilità, ma mi rendo conto che il mio senso d’inadeguatezza parte anche dalla mia scarsa autostima nello studio.
Tranne mia madre, nessuno ha creduto veramente nelle mie qualità come studente.
Sono sempre stato circondato dalla diffidenza e dallo scetticismo.
Questo processo di ricostruzione deve portami anche al benedetto pezzo di carta.
Non so quando, ma prima o poi, dovrò scegliere la mia strada.
Il viaggio nella memoria e il Cipralex nonostante tutto non riescono a fermare completamente i file e il senso di vuoto.
Basta che veda una foto di Godot su un giornale o su internet ,per sprofondare in uno stato depressivo.
Auguro il meglio possibile all’Aspirante attuale, ma, quando la rivedo, sento il mio cuore sobbalzare, mi manca l’aria e arriva la nausea e il mal di testa.
Probabilmente le dò un’importanza eccessiva, ma la mia mente non riesce a controllare l’emozione che nasce dall’immagine.
A primi di novembre sono nuovamente in Sicilia con mamma. Continuo a sbandare.
I miei stati emotivi sono ancora instabili.
Ci sono giornate orribili, altre meno.
Il quattro novembre è l’anniversario della morte di papà ricevo un email da Caterina, in cui dice”In questo giorno ti rivolgo un pensiero e una preghiera”.
E’ un gesto inaspettato e gradito.
Ancora volta il filo del nostro rapporto che sembrava spezzato, trova un modo per riannodarsi.
Cominciamo a parlare di nuovo sul messenger.
Le scrivo un email in cui ammetto le mie colpe e mancanze nel nostro rapporto.
Con grande difficoltà, il nostro rapporto sembra riprendere vita.
Ciò mi rende felice e il peso sul cuore diventa più sopportabile.
La Sicilia, invece, continua a risultarmi  indigesta e opprimente.
Sono un’ anima in pena.
La Sicilia e la campagna sono diventati per la mia mente e per i  miei occhi luoghi di disperazione e oppressione
Sono i luoghi dove mi sono rifugiato per raccontare minchiate nel triennio.
Ormai in campagna, mi sento un estraneo.
Mi sforzo di stimare le arance, di parlare con il fattore, ma è tutto inutile.
La mia vecchia vita mi appare come vestito stretto e malridotto.
Ogni volta non vedo l’ora di scappare via.
Ricordo che tornai a Roma per la nuova seduta ,fiducioso che con il viaggio della memoria, la situazione potesse migliorare.
Scrivo un sms a Caterina mentre mi dirigo nello studio dello Splendente ”Forse, stavolta ci siamo.
Credo d’aver trovato la strada giusta. Per favore aspettami ancora”.
Il senso di nausea e di vuoto, nonostante il viaggio e il ritorno a Roma, è sempre forte.
Dopo ogni seduta mi sento debole e frastornato.
Ricordare è sempre più complicato e imbarazzante.
Sono in camera mia, disteso a letto, con la mente accerchiata dai file, quando sento squillare il mio cellulare.
E’ Rita.
E’ a Roma e vuole un po’ di compagnia per alcune commissioni.
Mi trascino fuori di casa.
L’accompagno per negozi e parliamo del più e del meno.
Quando siamo arrivati di fronte a casa sua le chiedo”Ma che fine ha fatto la tua amica Claretta?
Non dovevi organizzare un incontro?”
”Prima o poi lo facciamo Mel. Certo dovresti andare in Toscana”
”Ho capito che devo fare tutto da solo. Magari le scrivo un messaggio su face book, se mi autorizzi” ”Mi sembra un’ ottima idea. Sono sicuro che farai una ottima presentazione”
”D’accordo, Rita, torno a casa e le scrivo”
Così feci, Dottore, non so bene il perché, ma mi stimolava l’idea di confrontarmi nuovamente con il mondo esterno.
Scrissi a Claretta un messaggio molto formale, ma nello stesso tempo simpatico.
Infatti, qualche ora dopo mi rispose in maniera cordiale.
Iniziammo cosi uno scambio di messaggi su facebook. Ci davamo del Lei.
Entrambi eravamo divertiti dalla situazione.
Dopo qualche giorno Claretta mi diede la sua amicizia su Facebook.
Così dopo i messaggi, iniziarono le discussioni sulla chat specialmente la sera.
Ricordo in particolare la prima, durò quasi un ora.
Le parlai dei miei problemi e del fatto che ero in cura.
Claretta mi ascoltò a lungo e poi mi fece una sorta di diagnosi consigliandomi d’intraprendere la terapia psicoanalitica.
Le risposi che in qualche modo le ero debitore di una seduta e che ero solito saldare i miei debiti.
Così le promisi, che non appena ritornato in Sicilia, le avrei spedito una cassata.
Anche Claretta era di origini siciliane da parte di padre.
Si creò subito un ottimo feeling, anche se solo telematico.
Parlavamo di tutto con grande facilità.
Ricordo che, alla terza sera di chat, le dissi che forse era arrivato il momento di conoscerci di persona, e che era un peccato che abitasse lontana .
Così, tra il serio e il faceto, le chiesi se era disponibile per un pranzo in Toscana nel futuro immediato
Rimase colpita e si dichiarò disponibile.
Ovviamente Rita era informata da entrambi sull’evolversi della situazione.
Era sorpresa da come in poco tempo fossimo entranti in “intimità”.
Ricordo che una sera cenai con Rita e la Sabauda.
Entrambe si lamentavano del proprio lavoro ed erano disgustate dal mondo maschile.
Quando all’improvviso, il cellulare di Rita, vibrò.
Era Claretta da Bologna, dove si trovava per impegni di lavoro.
Rit,a dopo i saluti di rito, me la passò.
Fu emozionante e strano parlarle al telefono
Aveva una voce calda e cortese.
Fu la nostra prima telefonata.
Un‘ora dopo mi mandò un sms con il suo numero di telefono.
Dopo facebook, stavamo iniziando una nuova fase di comunicazione.
Ci veniva tutto semplice e naturale.
Ricordo che cominciai a mandarle dei sms la prima sera.
Non ebbi risposta.
Temevo d’avere sbagliato approccio.
Il giorno dopo su facebook le chiesi se avessi sbagliato qualcosa.
Scoprii che avevo segnato male il suo numero: Non aveva ricevuto nulla.
Una domenica pomeriggio avevo deciso d’andare all’Olimpico per vedere una partita.
Preso dall’impulso, chiamai Claretta.
Ci tenemmo compagnia per tutta la gara.
Scopriii che sarebbe venuta a Roma da lì a due settimane .
In quel periodo sarei stato in Sicilia per impegni di campagna.
Per una volta pensai di buttare il cuore oltre l’ostacolo, e così, decisi d’anticipare il ritorno a Roma in modo da poterci vedere il prima possibile.
Ero ormai curioso di conoscerla.
Durante quei giorni, i file erano diminuiti, mi sentivo meglio.
Claretta mi aveva dato una nuova carica.
I pensieri negativi erano scomparsi.
Ero felice della situazione che si stava creando.
Lo Splendente: Claretta è l’alba di un nuovo file.
Finalmente la tua mente si stacca dal file vecchio e defunto dell’Aspirante
Come avevo sperato, l’ipotesi di un nuovo amore allontana la desolazione e l’oppressione.
Anche la dinamica del vostro incontro tramite facebook stimola la tua fantasia.
A differenza delle altre volte, provi a metterti in gioco.
Non ti rifuggi nei tuoi soliti schemi mentali.
Mentre mi trovo in Sicilia, continuiamo a sentirci per telefono.
Passiamo le ore a parlare.
Prima un ora, poi due poi tre.
Ci sentiamo più volte durante la giornata.
La voce di Claretta mi fa compagnia nella desolazione siciliana.
Sta riempiendo il vuoto. Non mi sentivo così da tempo.
Come promesso, le invio la cassata come pagamento per la “sua seduta”.
Riceve il dono commossa.
E’ come se ci conoscessimo da tempo e non da poche settimane.
Sembra di vivere un film piuttosto che la realtà
Comincio a pensare che Claretta sia la risposta ai miei problemi, e soprattutto la fine di tanta tristezza e oscurità nella mia vita dell’ultimo anno.
Mentre tutto procede per il meglio, all’improvviso ricevo un email di Caterina in cui mi dice che non ha potuto rispondere al mio ultimo sms perche impegnata in un corso; ma che a breve sarebbe tornata in Italia per le vacanze.
Sarebbe passata da Roma e sarebbe stata felice di vedermi.
Il messaggio mi turba molto.
Dopo tanta desolazione, sembrava fosse arrivata la primavera.
Non sapevo come comportarmi.
Non vedevo Caterina da cinque anni.
Era forte il desiderio di riabbracciarla, e di capire cosa avrei provato rivedendola; ma non volevo creare tensioni con Claretta.
Le risposi che sarei stato felice di vederla in qualunque momento.
Quando dissi a Claretta che, forse, il nostro pranzo poteva essere rinviato, fu presa dal nervosismo. Ero alla festa di compleanno del marito di Laura, quando le dissi al telefono
”Sai Claretta io non ti conosco, ma sento che mi manchi già”
Un’ ora dopo mi rispose”Sono nervosa, mi puoi chiamare”.
Quella sera mi resi conto che, nonostante fosse una psicologa, Claretta era una ragazza molto fragile e sensibile.
La tranquillizzai sul nostro rapporto e sul mio possibile appuntamento con Caterina.
La invitai a goderci il momento
La stessa Laura mi spinse ad affrontare l’avventura ”Mel, conosci Claretta. Da quando è entrata nella tua vita, sei un’ altro. Sei più sereno, propositivo. Caterina è il passato. Lasciala perdere”.
Il giorno della partenza per Roma, ero agitato e nello stesso tempo emozionato.
Rita era entusiasta della storia, e mi dava consigli su come muovermi.
Stavo ultimando dei corsi per la sicurezza per la campagna.
Ero annoiato, non vedevo l’ora di tornare a casa.
Rita mi consigliò di farmi venire a prendere da Claretta all’aeroporto.
Sulle prime esitai. Mi sembrava eccessivo. Non volevo creare troppe aspettative all’incontro.
Nella mia mente lottavano la curiosità per Claretta da una parte, e dall’altra, c’era l’utopia Caterina.
Decisi di vivere il momento.
Con Claretta, nei giorni precedenti, avevamo scherzato su come dovessimo salutarci.
Le dicevo che di solito stringo la mano a un estraneo.
Ricordo che, quando sbarcai a Roma quella sera con due ore di ritardo, non sapevo come comportarmi.
Attendo le mie valigie e lentamente mi affaccio all’ingresso dell’aeroporto.
La riconosco subito. Mi sorride da lontano.
Le foto che ho visto sul suo profilo facebook non le rendono giustizia.
Hai capelli ricci, biondi. Ha gli occhi verdi.
Finalmente siamo di fronte.
Ci guardiamo negli occhi per qualche secondo.
Le sorrido, e poi, d’impulso la bacio. Lei ricambia, e ci abbracciamo lungamente.
Nessuno, finora, mi aveva aspettato all’aeroporto.
Torniamo a casa mia. C’è imbarazzo e un po’ di tensione.
Siamo tutti e due emozionati. Ci guardiamo, e parliamo poco.
Cerco di spezzare la tensione, e le dico”Bè, eccoci qua, Claretta. Dopo tante parole.
Allora visto, che abbiamo risolto il problema della presentazione?”
Mi sorride ”Pensavo di darti una carezza sulla guancia, ma va ben cosi”.
Fumiamo un po’ in soggiorno.
Controllo, come sempre, la posta inevasa.
Poi decido di farle fare un tour della casa.
Claretta sembra più tranquilla
In cucina ci baciamo di nuovo teneramente.
Lo confesso ,Dottore, ero anche eccitato da questa situazione.
Claretta mi chiede di mostrarle la mia camera. Ci sdraiamo entrambi sul letto. Ci teniamo stretti.
E’ un momento così bello….
Ancora più bello che fare l’amore.
C’è intimità, partecipazione.
Non ricordo quanto siamo stati cosi.
Claretta mormora”Starei così sempre. Non voglio tornare a casa”.
L’indomani aveva un convegno molto presto.
Nonostante fosse un momento particolare, preferisco accompagnarla a casa.
Ci salutiamo con la promessa di rivederci l’indomani.
Tornato a casa, mi sento su di giri, elettrico. Faccio fatica ad addormentarmi.
Gli occhi di Claretta mi hanno colpito.
Mi sento vivo dopo tanto tempo. Per una volta voglio bruciare le tappe
Decido di mandarle un sms per vederci già per colazione.
Le porto dei cannoli residui della sera precedente.
Anche appena sveglia, Claretta è molto carina.
Prendiamo il caffè, e ci sorridiamo rimanendo in silenzio.
L’accompagno al convegno
Ci salutiamo scambiandoci un’ altro bacio.
Mi sembra di vivere un film, ma con il tasto dell’avanti premuto.
Chiamo Rita per raccontarle le prime impressioni.
Anche lei è euforica per la situazione.
Cerco di riordinare le idee riordinando casa e facendo la spesa.
Non ho mai vissuto una situazione del genere.
Come stabilito, all’ora di pranzo vado a prendere Claretta.
Mi sta già aspettando.
Finalmente dopo averne tanto parlato, usciamo insieme per la prima volta.
Passiamo due ore a parlare di noi.
Claretta ascolta molto e parla poco.
Dopo un po’ mi sorride, e mi dice ”E’ strano, ora che ti vedo e ti sento parlare. Sei la stessa persona che ho conosciuto al telefono. E’ bello avere questa piacevole conferma”.
Il pranzo ogni tanto viene interrotto dalle telefonate di Potter.
Vorrebbe organizzare un cinema per la sera. Noto subito che Claretta non gradisce l’intermezzo.
Mi dice, stizzita, ”Ma questa tua amica non finiva di parlare. Le hai detto che eri impegnato per pranzo?
Mel, non rispondere più al telefono, per favore . E’ il nostro momento”.
Dopo il pranzo, torniamo a casa per riposarci un po’.
La situazione diventa”più hot”
Sembra che ci siano le condizioni per rendere il nostro rapporto più intimo.
Ma, onestamente, non avevo previsto questo sviluppo così presto.
Sono molto imbarazzo. Claretta sembra in apparenza più tranquilla.
Sarà l’emozione, sarà l’effetto dell’antidepressivo, l’incantesimo svanisce.
Il momento è passato.
Nessuno dei due ha più voglia di fare l’amore
Passato il momento d’imbarazzo, decidiamo d’uscire con Rita e suo marito Samuele.
La serata è molto piacevole.
Rita ci osserva, divertita.
Fa domande, e chiede quale saranno i prossimi passi.
Samuele, invece, rimane silente per tutta la cena.
Claretta soffre d’insonnia. Superata una certa ora, fatica ad addormentarsi.
Così l’accompagno a casa dopo la cena.
Sono quasi arrivato a casa, quando Claretta mi chiama sul cellulare e attacca”Mel, ci ho ripensato. Sto così poco a Roma. Ho piacere di stare con te stanotte. Verresti a dormire da me?”
Dopo un momento di esitazione, acconsento.
La casa di Claretta è accogliente e discretamente luminosa
La notte passa come quella precedente.
Insieme, abbracciati e felici
E’ la prima volta che passo la notte con una donna.
E’ una sensazione piacevole, diversa, toccante. In un certo senso anche comica Dottore.
Non ero abituato a muovermi nel letto con un’altra persona.
Dovevo stare attento a come muovermi.
Svegliarsi ed avere una  donna accanto a te, è bello.
Ricordo che, quando aprii gli occhi, Claretta è già sveglia e che a sua volta mi osserva.
Le dico“Buongiorno”.
Claretta mi sorride, e poi ci baciamo .Sembra nuovamente arrivato il momento di fare l’amore.
Siamo eccitati,coinvolti, ma la mia mente si blocca.
Il desiderio diventa meno forte.
La “parte meccanica” della penetrazione mi mette ansia.
Ho come la sensazione di non essere adeguato, di non sapere come muovermi.
Faccio fatica a relazionarmi con l’altra parte.
Così dopo qualche maldestro e goffo tentativo, smetto.
Claretta cerca di rassicurami.
Sono calmo, anche con Barbara (l’escort) mi succede spesso.
La mia mente rifiuta la parte sessuale. Non mi sento a mio agio.
Mi piacciono i preliminari, ma poi tutto diventa strano, distante, volgare.
C’è qualcosa che mi inibisce Dottore.
L’atto sessuale mi sembra qualcosa di sporco. Faccio fatica anche ad immaginarmi con una donna.
All’improvviso proprio a spezzare la tensione, chiama un’amica di Claretta.
Vuole sapere come è andato il nostro incontro e se ci siamo “zitati”(termine siciliano per indicare un fidanzamento).
Claretta ci parla, ci scherza.
Finita la telefonata mi chiede ”Ma allora siamo ziti?”
”Be, diciamo, che ci stiamo frequentando. Certo dopo quello che è successo prima, il nostro rapporto è salito di livello”.
Andiamo a pranzo.
Siamo entrambi rilassati, contenti.
Non smettiamo di guardarci negli occhi.
Poi Claretta mi dice ”Ho passato dei giorni bellissimi. Ti ringrazio di cuore”.
Non sapevo cosa aspettarmi. Mel ti sei rivelato meglio del previsto. Non sai quanta paura avevo.
In giro c’è tanto schifo. Poi detesto la stupidità nell’uomo”.
Ascolto quelle parole e mormoro ”Detesti la stupidità?
Credo che tu debba sapere ancora qualcosa sul mio conto.
Forse sarà il caso che tu lo legga” e subito la mente torna al triennio.
Penso che Claretta non può tornare a casa senza sapere.
Non si può iniziare una relazione, senza che sappia la parte più oscura della mia vita.
Claretta guarda il mio volto preoccupato e risponde”Mel, sei pallido, va tutto bene?
Fammi leggere quello che vuoi”.
Tornati a casa , prendo il cuore a due mani, e le mostro l’ormai famigerato racconto.
I minuti sembrano un eternità .
Claretta legge e ogni tanto mi guarda.
Si interrompe,  guarda l’ora e dice”Mel devo andare, ho il treno tra mezz’ora.
Ne parliamo in macchina”
”Ok, come vuoi”.
Durante il tragitto cerco di capire il suo stato d’animo.
E’ pensierosa, sembra riflettere
Poi arrivata alla stazione attacca ”Ma come hai fatto a fare queste cose?
Allora farai la stessa cosa con me?
Mi lascerai, e io poi ,disperata, ti farò chiamare da mio padre?”
”Claretta, stai serena. Quella persona non esiste più. Ti ho fatto leggere quel racconto perchè ritenevo giusto farti sapere perchè sono in terapia”
Però è, ormai, un fiume in piena ”Mel, hai rovinato tutto. Bravo, ci sei riuscito”
Ora sono spaventata. Devo farmi il viaggio di ritorno da sola” e scoppia a piangere.
L’abbraccio forte e le mormoro ”Ascoltami Claretta per favore, non succederà nulla.
Sono qui. Non vado da nessuna parte.”
Piangente ”Vai Mel, vatti a fare un giro con il bastone, visto che ti diverti tanto”
Sorrido e attacco ”Dì quello che vuoi. Ma stasera ti accompagno a casa. Non ti lascio partire in questo stato”
”Non so se voglio che mi accompagni. So badare a me stessa!”
”Ne sono sicuro, ma desidero accompagnarti. Poi una volta arrivata sana e salva, me ne torno a Roma, stai serena”.
”Voglio fare una telefonata. Lasciami sola”
Dopo sembra più serena e dice”Se vuoi, mi puoi accompagnare”
”Perfetto, torniamo a casa e metto due cose in valigia”.
La mia mente viaggia veloce, non posso lasciare Claretta da sola, penso.
In fondo la sua compagnia è piacevole.
Voglio farle capire che il Melvin del triennio non c’è più.
Penso a Caterina e al suo imminente ritorno.
So bene che, se salirò sul quel treno, tutto cambierà.
Ma, per una volta ho preso una decisione, e voglio andare fino in fondo.
Claretta mi vede scendere da casa con la valigia e mi dice”Mel cosa hai messo in valigia?’”
”Tutto il coraggio che non ho avuto mai in 33 anni di vita”
Il viaggio verso la Toscana è abbastanza tranquillo.
Ho avvisato mamma e i miei fratelli della mia decisione.
Se la prima, come sempre, non dice nulla per discrezione, Francesco e Piero sembrano morsi dalla tarantola della curiosità.
Chiamano Rita per sapere chi sia Claretta.
Rita non dà loro soddisfazioni e li lascia sul vago
Leggo tutto questo tramite gli sms della mia amica, e non posso che sorridere.
Claretta abita in un piccolo paese di campagna a una decina di chilometri da Firenze.
E’ buio pesto quando arriviamo.
Claretta abita in un piccolo ma bell’ appartamento.
Appena entrato in casa, non posso non notare il silenzio e la solitudine del luogo.
Capisco subito quanto Claretta sia sola e lontana da tutti
La immagino davanti al computer che chatta con me su facebook
Claretta è una ragazza forte, ma nello stesso tempo emotivamente fragile.
Difende i suoi spazi ed indipendenza .
Sembra passata la burrasca.
Claretta è nuovamente serena ed sorridente.
Andiamo a letto sereni e felici
Sembra l’inizio di una nuova avventura.
Il giorno dopo mi alzo sereno, e ancora una volta senza file.
Osservo il paesaggio fuori dalla finestra.
La casa è immersa nel verde.
C’è una pace invidiabile .
Facciamo colazione e poi andiamo ad Firenze.
Claretta mi mostra la città e il suo mondo.
Ma io mi sento strano.
Come se mi mancasse l’aria dopo aver nuotato per ore in apnea.
Sento il desiderio di fuggire.
Claretta, invece, vuole stabilire come e quando rivederci.
Cerco di prendere tempo.
Spero di vederla, Dottore, per chiarirmi le idee, ma in quei giorni il destino la blocca a letto per il colpo della strega.
Comunque ritorno a Roma. Voglio rivedere la mia famiglia, e far decantare la situazione.
Mi sento come dentro una bolla d’aria.
Francesco e mamma mi spronano a ritornare subito ad Firenze ”Mel, ma cosa fa qui?Torna da Claretta.
Sono frastornato e spinto dagli eventi.
Così l’indomani riprendo il treno per la Toscana.
Mi accoglie una sorridente Claretta ”Ho uno zito pazzo. Fa sù e giù per Roma”.
Passiamo delle giornate serene.
Claretta lavora tutto il giorno.
Gironzolo per Firenze.
Faccio la spesa.
Sembriamo una coppia affiatata da tempo e non da pochi giorni.
Ogni tanto, però, Claretta si mostra preoccupata, teme che tutto sia andato troppo veloce e che io possa stancarmi
Una sera in particolare attacca ”Mel, sei sicuro di quello che stai facendo? Ogni tanto ho la sensazione che tu stia recitando la parte del fidanzato perfetto. Non vorrei che poi, all’improvviso, svanisse tutto. Non sei obbligato a niente. Prenditi del tempo, se serve”
”Claretta sono sereno. Non sto recitando. Fammi provare. E’ la prima volta che mi sono buttato in una relazione vera. Altro che copione!”
In realtà Dottore un senso d’inquietudine e irrequietezza lo provavo.
Ero con Claretta, passeggiavo per Firenze e la mia mente, aihmè, vagava su Caterina e sull’imminente ritorno.
Gli stessi file, dopo una pausa di un paio di settimane, stavano ritornando in auge.
Mi sforzo di tenere tutto sotto controllo
Trascorro molto tempo con Claretta, e mi rendo conto di quanto sia bella, intelligente, colta, sensuale, ma anche insicura e un po’ capricciosa.
A volte, si comporta come una bambina viziata, se non ottiene ciò che vuole.
Mi sembra d’essere nella coppia, quello più misurato e ragionevole.
Mi studia da lontano e mi dice spesso”Eppure, non sembri un persona bisognosa di zyprexa e di antidepressivi. Ora, per te, ci sono io”.
Intanto medito anche sulla mia vita futura.
Ne parlo con Claretta spesso” Pensavo di fare un tentativo con mio fratello Francesco
Potrebbe essere un modo per impegnare la mente. Potrei lavorare con lui. Me lo chiede da tempo.
Magari potrei anche tentare ad iscrivermi all’università”.
Claretta è un po’ scettica ”Sai, non ti vedo sui libri, e poi per fare cosa?
Perché vuoi andare da tuo fratello? Un lavoro tu ce l’hai. Poi non avresti più tempo per me”
”Vediamo Claretta, devo darmi una mossa”
Lo Splendente scrive qualcosa, mi guarda e attacca: nella tua vita hai sempre fatto una separazione netta tra il sesso e l’amore
Le tue storie sono sempre state platoniche. Non sei mai entrato in gioco.
Le hai vissute tutte nella tua mente. Con Claretta è diverso.
Entri in un campo sconosciuto ed ignoto.
Da una parte ti affascina, dall’altra ti mette ansia.
Non sei abituato a relazionarti con una donna in carne e ossa.
Hai paura che invada i tuoi spazi.
Siete subito partiti a razzo.
Senza riflettere sulle conseguenze delle vostre azioni
Caterina e i file sono un modo da parte della tua mente di evitare il contatto con la realtà.
Ancora una volta metti in atto un piano di fuga.
Il sesso per te è solo un tassello del puzzle. Quando vai a puttane, non ti senti legato.
Ci vai meccanicamente, ma anche li, ti fai troppe pippe mentali
Come dicono a Napoli ”Il cazzo non vuole pensieri”.
La tua educazione rigida ti impedisce di essere libero sul tema.
Sei bloccato da sciocchi stereotipi.
Un rapporto è vero e completo con il sesso
Claretta è anche questo. Può aprirti una finestra sul mondo del sesso.
Dottore, non so spiegarle bene, ma la nudità dei corpi, quella intimità così forte tra un uomo e la donna mi mette a disagio.
Non so se fa parte del mio bagaglio culturale.
Mi piace baciare, toccare, abbracciare, una donna.
Ma poi tutto diventa complicato ,viscido, opaco. Ne ho quasi la nausea.
Il piacere, per me, è altrove.
Anche le poche volte che ho l’orgasmo, non godo pienamente.
Nella mia mente c’è il vuoto.
Vorrei essere da un’altra parte.
Claretta era una novità,r ma andava gestita con cura
Mel, è tutto consequenziale
Tu ti innamori di una donna in maniera celebrale.
Devono partirti i file, poi viene il resto
Scopare è liberatorio.
Devi sgombrare il campo dai pensieri.
Per oggi abbiamo fatto molto.
Mi sembra di capire che il film Claretta è all’inizio e sta iniziare un triangolo con Caterina.
Già, Dottore, sarei stato tra due fuochi. Ne riparleremo.
Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedì 21
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3 pensieri su “77. Io e Claretta

  1. Io non ho una pagina Facebook, ma talvolta mi capita di andarci per guardare i profili delle persone che ho perso di vista, sia ex fidanzate che amici.
    A questo proposito, ti dirò che mi ferisce particolarmente quando guardo le loro foto e mi accorgo che non solo non conosco le persone con cui la mia ex o il mio amico si sono fatti fotografare, ma neanche quelle che cliccano “Mi piace”, nemmeno quelle che commentano… quando succede questo allora vuol dire che l’ intera vita sociale e affettiva di quella persona é diventata un mondo estraneo per te. Ti senti terribilmente escluso.
    Una sensazione simile l’ ho provata l’ Estate scorsa, quando ho guardato il profilo Facebook del mio storico compagno di banco del liceo. Ha postato delle foto di lui ad Oslo: pensavo ci fosse andato in vacanza, invece leggo i commenti e cosa scopro? Che ci sta facendo l’ Erasmus… soltanto pochi anni fa lui mi diceva anche cos’ aveva mangiato per colazione, e adesso anche una novità gigantesca come questa l’ ho scoperta per puro caso e per di più via Facebook…
    Altro lato negativo di Facebook: diminuisce gli argomenti di conversazione. In che senso? Cerco di spiegarlo.
    Prima di Facebook, quando cominciavi a conoscere una persona tu di essa conoscevi solo poche informazioni fondamentali (nome, cognome, età eccetera), e di conseguenza lei per te era un territorio inesplorato, un libro ancora da leggere, un mondo sconosciuto. Lo stesso valeva per l’ altra persona, e quindi avevate mille cose di cui poter parlare: film preferiti, libri, musica eccetera.
    Facebook ha ucciso tutto questo, perché adesso, quando 2 persone iniziano a conoscersi, questi dettagli li scoprono “scavando” nei rispettivi profili Facebook, non parlandone a voce. Così, quando queste due persone avviano una conversazione, non possono più tirar fuori delle domande per rompere il ghiaccio del tipo “che film ti piacciono” o “che musica ascolti”. E se anche le tirano fuori e cominciano a parlarne, l’ uno sa già cosa risponderà l’ altro, e quindi non c’é più l’ effetto sorpresa.
    Facebook ha eliminato quella che gli inglesi chiamano “small talk”, la conversazione su argomenti di poca importanza che serve a creare un’ atmosfera rilassata tra 2 persone.

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