71. Crisi psicotica

vaso
La mente è un filo sottile, basta poco per rompersi.
Scopri chi sei veramente, quando sei costretto a scegliere tra il bene e il male.
Ho sempre pensato che la coscienza è la scintilla di Dio in noi.
La mia mente si è disunita.
Ho “sentito” le voci.
Ho parlato con il Nulla.
Ho creduto di sentire la voce del Diavolo.
Ho combattuto una guerra con le mie varie”personalità” e ne sono uscito vittorioso fortunatamente.
Ma cosa ha scatenato tutto questo?
Sono stato a un passo dal baratro.
Mentre rifletto sull’oscurità della mia mente, si apre la porta.
Lo Splendente è abbronzato e sorridente.
Ha la scrivania piena di libri e appunti.
Si alza per aprire la finestra.
Il rumore della strada entra dentro lo studio
Allora ,Mel, come è andata la settimana?
Sempre uguale Dottore.
Passo le mie giornate a ricostruire il triennio.
Ogni giorno si aggiunge un particolare.
Ho quaderni pieni d’appunti.
Cerco un senso a questa storia, ma non ne trovo.
Non ti fustigare. Te l’ho detto, non sempre c’è una spiegazione per tutto.
Ora parlami della crisi psicotica, comincia dopo la nostra prima seduta giusto?
Cosa succede ?
Ricordo chiaramente che era nello studio di papà, seduto sul divano.
Mi sforzavo di ricostruire i fatti.
Fu come un lampo, Dottore.
Nella mia mente cominciarono ad riaffiorare i ricordi.
Prima sfocati, poi nitidi.
Ma non solo immagini, ma anche voci, sentimenti.
Vedevo L’Aspirante sorridente e felice che mi spingeva verso la roulotte a Villa Borghese.
Sento le parole che mi dice mentre mi trascina.
Rivedevo la faccia sgomenta di Luisa ai campi di calcio durante il mio break down psicotico.
Cominciavano come dei flash sulla Seriosa telefonata.
Era come se finalmente vedessi un film nella sua interezza.
Chiamai disperatamente mamma, ero spaventato.
Ero solo a casa.
Cercai d’alzarmi dal divano, ma barcollai.
Poi arrivò la voce del Dottor Serioso: era forte, solida , asciutta.
Nella mia mente scorreva quella telefonata.
Non riuscivo a crederci.
Mi sembrava d’impazzire, ma i ricordi erano tornati.
Tutto aveva un senso.
Ricordo che tornano mamma e Piero dal supermercato.
Chiamo mamma e le dico”ora ricordo tutto!”
Le parlai dell’Aspirante e dell’incontro a Villa Borghese.
Poi dentro di me ripasso la scena ai campi di calcio e mormoro stupito solo”le ho detto tutto di me(ricordavo la confessione sulle escort)”
 Poi le dico sconvolto”Mamma,  ho promesso al Dottor Serioso che sarei andato da lui!.”
Mamma trattiene a stento le lacrime”Non ti preoccupare Mel. Il Dottor Serioso è tranquillo.
Pensa a te.
Piero, hai sentito che bella storia?”
Piero mi guarda e scuote la testa.
Ma ormai il vaso di Pandora si era aperto.
Ero preda dei file, dei ricordi.
Ero sconvolto, Dottore.
Non riuscivo a dormire.
Sentivo le voci del Dottor Serioso, della Signora Patrizia , di Godot e della sorella Giulia.
Quella di Gigio nella mia mente era quella di un vecchio amico del Dottore Serioso, psichiatra recluso in casa.
Mi parlavano tramite il pensiero.
Ormai deliravo, Dottore.
Nonostante il delirio, uscii e mandai come ogni anno i fiori ad Ambrosia per il compleanno (il 17).
Il giorno dopo era il trentesimo compleanno di Piero.
Aveva organizzato una bella cena a casa.
Ormai” dialogavo” con la voce del Dottor Serioso nella mia mente.
Mi sembrava una voce familiare.
Con mamma ero andato prima a un centro di assistenza per computer(ero certo che il mio computer fosse pieno di virus mandati dall’Oscuro) e poi al supermercato.
 Barcollavo, la mia mente era sul punto di esplodere.
Ero in macchina con mamma e le chiesi di non parlarmi per disturbare la conversazione con il Dottor Serioso.
Vidi il volto preoccupato di mamma e le chiesi”Ma tu non senti niente?”
Disse solo”Lascialo perdere il Dottor Serioso”.
La voce del Dottor Serioso mi spingeva a mandare sms”duri e cattivi” all’Oscuro.
In vero era una forma di rivalsa dopo il trattamento ricevuto due giorni prima .
Cominciai a rinfacciarli tutto.
Ora ricordavo tutto.
L’Oscuro sulle prime rispose”Cosa minchia dici? Curati!”
Continuavo  con gli sms e lui  era costretto più sulla difensiva”Se fai qualcosa con Ginevra o con qualcun altro ti inseguo fino in capo al mondo”.
Comunque la sera della festa, rimasi chiuso per ore nella stanza di Francesco e Piero .
Parlai per ore con il Nulla.
Per essere più precisi, mi confrontavo con la Voce , che mi chiedeva della mia vita.
La Voce mi sembra amica, era quella del Dottor Serioso, intervallata da quella dell’Oscuro che rideva.
Raccontai delle mie amicizie e delle mie antipatie.
Fu una sorta di seduta , durò 4 ore.
I miei fratelli e Stefania si alternavano.
Ricordo i lori volti sconvolti, ma non ne capivo il motivo.
Li riconoscevo, ma la mia attenzione era tutta sulla Voce.
Poi mi trascinai alla festa.
Salutai gli amici di Piero , ma la Voce mi suggerì di andare via.
Così feci una passeggiata nel quartiere deserto.
La voce mi diceva”Siamo io e te Mel.Sei solo mi dispiace,l’hai voluto tu”.
Continuavo a non dormire.
La mattina dopo sentii la voce dell’Oscuro che mi gridava che era sotto casa e che era pronto a menarmi.
Mi alzo dal letto, corro in camera di mamma e le dico” Vado ad escort ed ho ucciso papà”
Mamma era ancora addormentata e non capisce le mie parole, ma cerca di tranquillizzarmi.
Nella mia mente passavano le immagini del forum e del set.
Cominciai ad elaborare teorie e complotti.
Scrissi sms di scuse a tutti i ragazzi.
Solo il Playboy mi rispose”Io non sono stato minimanente coinvolto .Tutto è ricaduto su di te
Ma mi sfuggono i motivi che ti hanno spinto a compiere tutta questa messa scena”.
Continuo a mandare sms deliranti(in vero gli rinfacciavo quanto mi aveva detto sul messenger per un anno e mezzo) all’Oscuro e poi anche al Lumacone .
L’Oscuro in particolare è l’oggetto della mia grande rabbia .
Gli scrivo tra l’altro”Tu avrai i tuoi fascicoli ma io ho i miei ricordi. Sei solo Gigio.
Non ti è rimasto nessuno. Non c’è neanche più il bambolotto Melvin. Sono tornato”
Ricordo che il 19 pomeriggio faccio una passeggiata a Villa Borghese a Parco dei Daini.
Sono in balia delle voci.
Mi sembra di sentire pure la voce del Lumacone, ma forse sono i ricordi della conversazioni messenger di febbraio.
Continuo a scrivere sms all’Oscuro.
Si sente braccato”Sto cominciando a innervosirmi. Si sta spezzando la corda”
”Impaccati con la corda piccolo Gigio e gli scrivo con i particolari il suo deliro osceno di gennaio”
Stizzito risponde”Cambia antispicotico! Lascia stare le persone a me care.
Avevamo detto di lasciare in pace le nostre famiglie” .
”Gigio questa è tutta un’altra storia. Sei fai schifo non è colpa mia. Sono le tue parole”.
”Scommettiamo che in quest’altra storia, basteranno ancora una volta solo le minacce?”
“Povero Gigio, stai tranquillo. Ti auguro pace e bene”.
Ritorno a casa con fatica.
 La mia mente continua a liberare ricordi ed immagini. Non li controllo più
Ricordo d’improvviso la discussione messenger dell’Oscuro in cui insulta papà e mi sfida a ricordare il tutto.
Comincio a ridere senza  motivo. Mamma mi vede e mi chiede  turbata”Perche ridi?”
Non le rispondo e mi fiondo in camera e scrivo all’Oscuro:
”Anche se con ritardo accetto la tua sfida, porco maschilista.  Gli scrivo ancora una volta tutte le sue parole.
Ho gli occhi come quella sera alla pizzeria quando hai insultato  mio padre, vediamo se hai il coraggio di farti vedere.
Godot non doveva piangere”
La Voce stessa mi dice di fermarmi.
L’Oscuro non mi risponderà più.
Ora sono diventate più voci.
Una sembra quella di papà, e una di mia nonna.
Quella di nonna mi rimprovera per le mie minchiate e per la foto che è stata pubblicata sul forum dall’Oscuro e mi invita a non andare più sulla sua tomba.
La Voce di papà alterna momenti di gentilezza a momenti di cattiveria e di urla.
Vaneggia dei miei studi e dell’intimità di Francesco e Stefania.
Sono spaventato, impaurito.
Sono a letto, dopo ancora una notte insonne.
La Voce, che ora non riesco più a riconoscere, mi dice che sto morendo e che avrò forti dolori alla testa e nausea(probabilmente Dottore erano frammenti del colloquio telefonico con il Dottor Serioso).
Sento il cuore in gola.
Chiamo Mamma e Piero perché mi portino delle pezze bagnate e un pappagallo per urinare.
Dico a mamma che non posso tornare dallo Splendente  perché starò male.
Mamma e Piero mi rimproverano, perché pensano che siano dei capricci.
Poi mamma mi fa parlare con mia cugina, la neurologa, e mi tranquillizza.
La Voce ride di me e poi dice che Caterina presto si sposerà con un siciliano, ma che non sono invitato al matrimonio.
Ho la forza di sorridere e di risponderle”Sono contenta per lei”.
La Voce mi risponde stizzita”Ma come fai ad essere felice per lei?
I suoi genitori ti considerano un fallito”.
Mi alzo e vado al computer per scrivere sul forum di Casa “Qualcosa è cambiato”.
La mia mente ricorda la presa in giro del Caporale e dell’Aspirante medico di marzo 2008.
Scrivo un messaggi privato alla Caporale, duro, secco, ostile”Mi meraviglio come una presunta leader e un’ aspirante medico abbiano provato gusto a prendere in giro una persona con evidenti problemi psicologici.
Non so cosa la produzione di Qualcosa è cambiato abbia avuto in mente per me, ma non importa più.
Trovo il vostro atteggiamento deprecabile e triste.
Comunque sono tornato.
Mi sto facendo aiutare magari un giorno ci vedremo sul set .
Per qualunque cosa potete scrivermi e le scrivo la mia email”
Provo a leggere il giornale, e sento che le voci del Serioso e dell’Oscuro che commentano le notizie, e che parlano del mio caso come fossero vecchi amici.
Vado in bagno e sento una Voce, credo del vecchio psichiatra, che mi chiede se veramente ho creduto alla cazzata dell’Oscuro padre.
Sento urlare il Dottor Serioso e le voci delle figlie e della Signora che mi chiedono di tornare.
Mi scoppia la testa.
Tremo, non capisco cosa mi stia succedendo.
Non capisco quale sia la storia di Oscuro padre, ho un vago ricordo
Potter, chiamata stupidamente da Francesco, mi accompagna in due farmacie perchè la Voce mi aveva ordinato di comprare degli antidolorifici.
Grazie a Dio durante il tragitto non faccio nulla.
Ricordo come anche Potter fosse turbata ed preoccupata.
Nella mia testa c’erano due voci contrastanti.
La prima vuole che le faccia delle avances sessuali e l’altra dice che devo proteggerla perche è un’ amica.
Lascio Potter, con sollievo.
Ora la ma mente si inventa che il mio amico Vincenzo(ex arbitro ora abitante felicemente in Irlanda”) che non vedo da anni, fa parte del forum.
La Voce mi spinge a chiamare a casa sua a Roma
E’ una telefonata delirante con la madre.
Poche ore dopo Vincenzo mi chiamerà preoccupato e sdegnato dall’Irlanda.
Gli dirò solo”Vincenzo mi dispiace”.
Gli manderò anche tre sms assurdi sulla Casa dei Minchiatari e sul forum (ho ricostruito settimane dopo che Vincenzo nel maggio del 2008 mi aveva chiamato per dirmi che aveva incontrato l’Aspirante al Bar delle Muse in compagnia  di un amico e che si erano scambiati un saluto).
Anche Carlo accorre a casa, allarmato dalle telefonate di Francesco.
Non capisce appieno il mio stato.
E’ sconvolto nel vedermi delirare .
Spinto dalla voci, gli confesso le minchiate delle donne e delle prostitute. Cerca di tranquillizzarmi.
Se ne va preoccupato.
Una voce mi spinge ad uscire di casa per andare dall’Aspirante.
Ero deciso ad andare.
Fortunatamente faccio pochi metri  quando un’altra Voce mi urla(era la voce di mio padre)”Dove pensi d’andare?Fermati Mel.Torna a casa”
Poi un’altra Voce mi dice che il matrimonio di Flavia è in crisi.
La voce del Dott Serioso mi dice di chiamarla perchè è triste.
Mi faccio forza e la chiamo.
Fortunatamente con lei, non dico cose strane e la saluto dopo pochi minuti.
Un altra Voce mi dice che il mio tempo con l’arbitraggio è concluso.
La Voce dice che il Dott Pignolo e il fattore Caruso sono disonesti.
Chiamo il fattore e mi sforzo di non dire nulla di strano.
Sempre la Voce mi dice  che scriverò il libro”Melvin” e che tutti dovranno chiedermi scusa.
Mi chiama Mario ma la Voce  mi invita a chiudere subito la comunicazione perchè è tutto uno scherzo.
Mi vuole far credere che tutti stanno recitando una parte per farmi impazzire.
La sera sono davanti alla televisione con mamma e Piero.
Sono immerso nei ricordi e nei file.
Sono impaurito , non capisco cosa mi stia succedendo.
Sento ora una voce dura, secca, senza inflessione che mi dice:”Ora basta giocare Melvin.
Ti ho concesso tutto il tempo necessario per salutare la tua famiglia. Ora dobbiamo andare”
”Chi sei tu?”
”Sono Il Diavolo. Pensavi che le tue azioni non avessero conseguenze.
Ora saluta tua madre e tuo fratello e andiamo in camera tua”
Comincio a tremare mi stringo al braccio di mamma,  ma la voce continua”Mel, smettila. tanto lo sappiamo entrambi che non te importa nulla dei tuoi. Scappi sempre da loro.
Ora salutali e vieni via”.
Mi alzo come un automa e vado in camera.
Mi spoglio e mi metto a letto.
La voce sempre più forte e pressante”Pensi davvero che potrai dormire? Ormai mi appartieni.
Ora ti vesti e usciamo .Ti farò diventare un bravo diavolo”
Mormoro”Non faccio del male a nessuno”
La voce grida”Non farmi arrabbiare, ora ti alzi,ti vesti e fai del male a tua madre o a tuo fratello”
Mi vesto, esco dalla camera tremante, ma gli rispondo”Io non faccio del male a nessuno, preferisco morire . Prima però voglio scrivere un biglietto a mamma”.
Vado nello studio e provo a scrivere qualcosa, ma la mia mano trema. Mi viene da piangere
La Voce mi urla”Sei inutile. Non sai fare nulla. Almeno mi prenderò la tua anima”.
Cerco di tagliarmi  un dito con il tagliacarte.
Barcollando mi avvicino alla porta d’ingresso quando vedo mia madre avvicinarsi.
Mi afferra per un braccio e mi porta dolcemente in camera sua.
Finalmente dopo 3 giorni, chiudo gli occhi e dormo.
La mattina seguente , mi sveglio con la voce di papà e del Grillo parlante.
Parlano tra di loro e con me.
La voce di papà mi dice che dobbiamo vendere la casa di suo padre in Sicilia, perchè presto crollerà Dobbiamo fare presto mi dice.
Sono ancora nello studio con mamma.
Le dico che voglio riprendere gli studi, magari in psicologia, ma che per farlo dobbiamo vendere alcuni immobili in Sicilia per finanziarci.
La vedo piangere come non l’avevo mai vista e le chiedo”Mamma perchè piangi?”
Scuote la testa e va via.
La voce di papà torna cattiva, mi urla contro in camera”Come hai potuto fare queste cose. Come hai potuto mentire alla tua famiglia. Come ti ho creato, ti distruggo.”
 Sento dei rumori di catena
Mi inginocchio per chiedere scusa al Nulla.
Poi un’altra Voce mi dice di non fidarmi di Mario e della Sabauda perché non capirebbero le mie bugie.
Nel pomeriggio del quarto giorno dopo che le voci di papà buono e di nonna  mi dicono”Mel vai in ospedale, la tua mente va a fuoco”.
 Mamma riesce finalmente a trovarla in studio Dottore,
Lo Splendente mi guarda lungamente e attacca”Si ricordo bene quel giorno.
Ti chiesi se sentivi le voci dentro o fuori di te .
Eri chiaramente in stato psicotico acuto.
Eri nel pieno di un delirio di colpevolezza.
Il tuo caso fin dalla prima volta fu strano.
Mi parlavi ma notavo che eri preda di te stesso.
Ho sbagliato a non darti subito lo zyprexa.
Cosa è successo dopo?
Dottore, quella sera lei mi faceva domande ma io faticavo a capire e risponderle.
Le voci del dottor Serioso e della Signora Patrizia mi dicevano di non parlare  della loro storia.
Una volta uscito dallo studio invece arrivò la voce furente di papà che mi rimproverava perchè avevo speso dei soldi per questa seduta e perché difendevo ancora Il Serioso e la sua famiglia
Cominciai a prendere ovviamente subito lo zyprexa, Dottore.
Le voci cominciarono a fermarsi un paio di giorni dopo.
Durante la notte si alternavano le voci del Dottor Serioso e Signora ,di Gigio e del Diavolo travestito da vecchio psichiatra.
Ricordo che alla nostra terza seduta, la voce del dottor Serioso mi convinse che c’era in atto un collegamento della mente tra di voi. In base al quale vi scambiavate informazioni
Ricordo che trascinai mamma alla seduta convinto che volesse parlare con Lei.
Lo Splendente scrive qualcosa e dice”Si ricordo anche questo particolare
Dunque nonostante lo zyprexa a 5 mg continuavi a sentire le voci dentro di te?
Per quanti altri giorni?
Dottore le Voci sono scomparse del tutto al terzo giorno dall’assunzione dello zyprexa.
Ricordo che era notte, ero ormai in un stato di sofferenza e di stanchezza.
Ricordo che una Voce non saprei identificarla mi disse”Ok Mel.ora vado via. Cerca di curarti.
Non farmi arrabbiare se no tornerò  a trovarti. Adesso riposati , domani hai la seduta.
Chissà magari un giorno diventerai un bravo psicologo”.
Gli risposi ”Speriamo bene. Addio”
Finalmente tornai padrone di me stesso.
Ricordavo vagamente quanto fosse successo nei giorni precedenti.
Chiesi a Francesco se avevo delirato
Mi rispose pallido”Mel, ci hai fatto preoccupare”
Cominciai a ricordare e riflettere sugli eventi della mia vita.
Sospiro, stringo il bastone e mi dirigo verso la finestra.
Abbiamo iniziato questo viaggio nella memoria.
Onestamente non so quali benefici possano portarmi Dottore.
Ho ancora paura di quelle voci.
La voce del Diavolo metteva i brividi.
Mel, stiamo scavando nella tua vita per crearti una nuova identità.
Hai problemi con l’affettività e con te stesso.
Le voci che hai sentito fanno parte di un deliro di colpevolezza in cui ti sei infilato.
Tuo padre, tua nonna, il Serioso , l’Oscuro e infine il Diavolo sono rappresentazioni della tua paura.
Il tuo delirio di colpevolezza insieme a una solitudine siderale ti stavano spingendo nel baratro.
La fine dell’amnesia psicogena ti procura un ondata d’emozioni che non riesci a  controllare.
Sei travolto dal passato e dal tuo atavico senso d’inadeguatezza.
Ti abbiamo ripreso per i capelli.
Un altro medico ti avrebbe già imbottito di farmaci e messo sott’olio.
Io ho un’ altra missione come medico.
La tua storia è davvero interessante. Dovresti mettere su carta.
Ne può uscire un buon libro se non addirittura un film.
Ho un amico regista che potrebbe essere interessato.
Quando sarai più tranquillo, potresti pensare d’iniziare un corso di scrittura creativa, hai un dono nel raccontare le cose.
Scuoto la testa e sospiro nuovamente: ho chiuso per il momento con le fiction e i film.
Mi vergogno così tanto, Dottore.
Mel, abbiamo ancora tanta strada da fare, ma stai facendo passi da gigante.
Adesso possiamo cominciare a vederci ogni quindici giorni.
Dobbiamo sperare d’avere un colpo di culo e che ti possa partire un nuovo file con una donna.
Trovati una donna e vedrai come i tuoi problemi scompariranno.
A volte mi sembra di sentire parlare mio padre Dottore.
Sorride e mi guarda: Pensaci sul corso di scrittura creativa.
Ok Dottore, ci penserò. Alla prossima.
Vittorio De Agrò presenta “Amiamoci, nonostante tutto”
Vittorio De Agrò e  Cavinato Editore presentano “Essere Melvin”
Il prossimo post sarà pubblicato Giovedi 12 settembre.
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4 pensieri su “71. Crisi psicotica

  1. Ciao Melvin
    Posso chiederti se le voci erano.interne o esterne? Che emozioni provavi? Ansia, paura o le sentivi parte di te?
    Non mi è chiaro quanto fossi consapevole.

    Scusa per le domande, se non ti va di rivivere certi momenti puoi tranquillamente non rispondere.
    Comunque stima per lo psichiatra umano che non ti ha imbottito… anche se è fortemente opinabile la frase finale su una nuova donna.
    Ciao

    • Gentile Tharce,
      Le voci erano “interne”. All’inizio non sapevo cosa mi stesse succedendo. Prima arrivarono i ricordi. Fu come uno tusnami.
      Ero sconvolto. Non credevo possibile che la mia memoria mi avesse tradito in quella maniera.
      Fu come vedere un film con nuove sequenze.
      Le “Voci” non facevo parte della mia fantasia, ma erano ricordi che riaffioravano.
      Le emozioni mi travolsero.
      Dialogavo nella mia mente con le Voci.
      Non persi completamente il contatto con la realtà.
      Ero ovviamente impaurito.
      Lo Splendente credette fin da subito alle mie parole.
      Capii in quale stato d’animo di solitudine e disperazione sprofondai.
      Mi diede “solo” 5 mg di zyprexa.
      Mi ha trattato con umanità, cosa rara per gli psichiatri.
      Per lui se avessi trovato una donna, il mio vuoto esistenziale sarebbe scomparso.
      Spero d’essere stato chiaro.
      Grazie d’avermi letto

      • Grazie per la risposta

        Sì, è chiaro tu sia esploso. Non mi era chiaro il proverbiale “esame della realtà”.
        Mi sembra un delirio molto ossessivo, caratteristica che ho riletto anche nei precedenti post.

        Un’altra cosa: ma Melvin rimuove i ricordi subito o aspetta di avere una nuova “ossessione”?

        Scusami la morbosità 😀

      • Durante la crisi, feci una sorta di seduta, parlando con il Nulla.
        Rividi tutta la mia vita.
        L’Oscuro incontro e la prima seduta con lo Splendente mi devastarono.
        Ribadisco la fine dell’amnesia psicogena creatasi dopo il break down psicotico del novembre 2007, crea i presupposti per la crisi psicotica.
        Non mi è mai stato diagnosticato il disturbo ossessivo compulsivo.
        Dal punto di vista psichiatrico ho avuto una forma di pensiero accelerato.
        Ho chiamato “File” i ricordi continui.
        Immaginate di vedere nella vostra mente come su uno schermo bianco del cinema, sempre le stesse immagini.
        L’amnesia durerà 22 mesi.
        Non reggo il vuoto. Le donne sono sempre state al centro del mio universo.
        Quel settembre del 2009 mi sentii solo ed abbandonato.
        Come l’ha definita lo Splendente:una solitudine siderale

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