68. La Ciovane

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La politica è una cosa seria.
Per fare politica bisogna avere il pelo sullo stomaco dice l’uomo della strada.
Le passioni politiche spesso sono sfociate in tragedie.
Giovannino Guareschi ha reso celebre lo scontro tra democristiani e comunisti.
Don Camillo e Peppone sono entrati nelle nostre case e nel nostro immaginario regalando a tante generazioni sorrisi ed allegria.
Mi piace la politica.
L’ho seguita fin da ragazzo.
La politica mi ha portato ad aprire un nuovo file.
Sta arrivando l’estate, spero di resistere.
Soffro questa stagione.
I file stanno aumentando d’ intensità.
I miei nervi sono messi a dura prova.
Faccio in tempo a leggere la prima pagina del Corriere della Sera quando la porta si apre.
Ciao Mel come stai?
Leggevo della situazione politica italiana Dottore, viviamo tempi bui.
Ti piace la politica Mel?
Si Dottore, l’ho sempre seguita con interesse.
Mio padre fin da piccolo mi portava alle riunioni e alle feste di partito.
Cerco di tenermi informato.
Ho le mie idee, sono un conservatore.
Non avevo dubbi Mel.
L’altra volta mi hai parlato della Ciovane, c’entra la politica?
Sorrido, guardo fuori dalla finestra e poi chiudo gli occhi per ricordare meglio.
Era tempo di elezioni comunali nel bueno retiro.
Si decideva la carica di sindaco.
Come ai tempi di Don Camillo e Peppone, i vari contendenti si sfidavano nelle piazze a forza di comizi.
Ero divertito da questa situazione.
Una sera decisi di assistere a tutti i comizi di chiusura della campagna elettorale.
 Mi misi in un angolo ad ascoltare.
Alcuni candidati erano davvero spassosi, altri noiosi, altri ancora veramente fastidiosi, ma mi gustavo l’atmosfera.
Nella piazza si alternavano i vari fan.
Mi confrontavo con loro, leggevo i programmi.
Ad un certo punto noto un gruppo di ragazzi.
 Erano stati presenti come me a tutti i comizi
Ridevano e scherzavano tra loro.
Una ragazza del gruppo si avvicinò e mi chiese”Vuoi leggere il programma? Ma tu sei un turista vero?”
Sorrisi e le risposi” Proprio turista non sono. Vivo nel bueno retiro, ma non voto qui”
Era meravigliata e mi chiese maggiori dettagli.
Le spiegai per sommi casi la mia vita.
La Ciovane ne fu piacevolmente sorpresa.
Mi presentò gli altri tre ragazzi.
Erano sostenitori di una lista di sinistra, ovviamente finsi disapprovazione.
Mi unii alla comitiva, per continuare la serata.
Con la Ciovane ci fu subito simpatia.
Aveva vent’anni , un tatuaggio sulla spalla ed era amante della musica e lavorava part-time in una pizzeria.
Alla fine dei comizi,il gruppo si sciolse.
La Ciovane e l’amica salirono su un vespa “originale” e partirono via.
Quando erano ormai lontana la Ciovane mi gridò”Ti aspetto in pizzeria domani”
Sordo come sono ovviamente non capii nulla, ma tornato a casa accesi il  computer e le chiesi l’amicizia sul face book.
Il giorno dopo decisi di mangiarmi un pizza in piazza.
La vidi da lontano, servire ai tavoli .
Sprizzava allegria e gioia da tutti i pori.
Scherzava con i clienti, ma nello stesso tempo era molto professionale.
Mi gustai la scena per qualche minuto.
Non sapevo spiegarmi il motivo, ma quella ragazza mi risultava simpatica .
Mi avvicinai e la salutai.
Mi sorrise e attaccò”Ma ti aspettavo alle cinque!”
”Perdonami sono vecchio e sono pure sordo”, mi accomodo a un tavolo e ordino una pizza, peraltro ottima.
Aspetto la chiusura del locale, per scambiare ancora qualche parola. Ci presentammo.
Si chiamava Giulia,  era davvero carina, Dottore.
Aveva un sorriso coinvolgente.
I suoi occhi marroni erano magnetici.
Nei giorni successivi, cominciammo a darci appuntamento nelle ore più impossibili sulla chat di face book poi sul messenger.
Parlavo e ascoltavo.
 Non mi  capitava da tempo una cosa del genere
Stavolta non avevo bisogno d’inventare nulla.
Ero solo me stesso.
Certo era grande la differenza d’età, ma non me facevo un cruccio.
Più volte tornai in pizzeria per salutarla, ormai avevo fatto amicizia con tutto il personale.
Non saprei descrivere quel rapporto Dottore .
Mi sentiva leggero con la Ciovane..
Il senso d’oppressione sembrava scomparso.
Il ricordo della ballerina era meno intenso.
Torno a Roma perchè con la famiglia dobbiamo costituire una società dì investimenti per gli affari di Francesco.
Ricordo che alla mia partenza la Ciovane si offrì d’accompagnarmi all’aeroporto.
La ringraziai di cuore.
Ero colpito dalla sua generosità e affetto.
Non ero abituato a questi slanci.
Mi chiese se anche a Roma avessi la connessione internet, così avremmo potuto sentirci.
Così avvenne , nonostante la distanza , ormai messenger era la nostra casa.
Sentivo la sua mancanza.
Ricordo che una sera ero alla festa sezionale degli arbitri.
Tutti erano allegri e festanti, ma mi sentivo fuori posto.
Conoscevo poco i miei colleghi ad eccezione di Giulio e di qualche dirigente.
Quando tornai a casa scrissi alla Ciovane che al mio rientro l’avrei invitata per un bere cosa insieme o meglio io mi sarei fatto un succo di frutta.
Avevo capito da tempo che la ragazza era un discreta amante della birra.
Cominciai ad ascoltare la sua musica. Non lo ammisi mai, ma alcuni brani li trovavo piacevoli.
Al rientro in Sicilia, mi chiamò la Sabauda per comunicarmi che per il ponte di San Pietro e Paolo sarebbe venuta a trovarmi.
Avevo deciso di accogliere un mio vecchio invito.
Mi trovai impreparato.
Speravo di vedere la Ciovane.
La presenza della Sabauda rischiava di stravolgere i miei piani, ma non volevo rimangiarmi l’invito.
Così dissi alla Sabauda che era la benvenuta.
Ma nello stesso tempo non volevo dare spazio a soluzioni ambigue.
La breve conoscenza della Ciovane, mi aveva fatto capire che con la Sabauda non poteva esserci altro che amicizia.
Ero un po’ preoccupato come potessero svolgersi i tre giorni insieme.
Cercai d’organizzare un piano d’attacco.
Chiamai a raccolta i miei amici siciliani affinchè non mi lasciassero solo con la mia ospite .
Speravo che la presenza della Sabauda, non rompesse l’equilibrio con la Ciovane.
I miei amici mi consigliavano di essere rilassato e di vedere cosa sarebbe successo, ma io non la vedevo così.
Nella mia mente c’era Caterina e poi volevo approfondire la mia conoscenza della Ciovane
Passai comunque tre giorni piacevoli con la Sabauda.
Ci furono qualche momento d’imbarazzo.
Ma io ero deciso su come procedere.
Sebbene non fosse non fosse successo nulla, la cosa irritò un poco la Ciovane, almeno così intesi.
Quando lasciai la Sabauda all’aeroporto, corsi in pizzeria.
La Ciovane mi chiese subito di lei”Dove hai lasciato la tua compagna?
”Non è la mia compagna, siamo amici”
”Ho visto le vostre foto su facebook”
”Be l’ho appena lasciato in aeroporto e ho scoperto che avevo una grande voglia di pizza”
Mi sorrise e disse”Brindiamo al tuo rientro in Sicilia”
Nonostante tutto si crearono un serie di equivoci.
La Ciovane era più distante.
Non parlavamo più sul messenger .
Cercai di chiarire, ma fu inutile.
All’improvviso, il rapporto aveva perso freschezza.
Ero dispiaciuto. Non sapevo come muovermi.
A luglio pensavo di averla persa anche come amica.
Sarebbe stata la classica ultima goccia.
Lo Splendente annota qualcosa e dice:E’ luglio, fa molto caldo.
Sei deluso dalla ballerina e ora dalla Ciovane .
Sei nervoso in vista dell’incontro con Caterina.
I problemi degli inquilini rompiscatole ti assillano.
Senti il bisogno di ricominciare.
Avverti la necessità di una svolta.
Il tuo mondo è improvvisamente senza punti di riferimento.
La realtà ti sta soffocando.
Cosa succede in quei giorni?
Dottore, qui arriva il difficile.
La mia memoria non ha molti ricordi di quei giorni.
Ricordo che ero stanco, deluso ed amareggiato.
Mi aggiravo per casa e per la campagna come un fantasma.
Mi sentivo nuovamente oppresso e carico d’angoscia.
Ricordo che vidi su un giornale la foto dell’Aspirante .
Annunciava la sua vittoria al Roma fiction fest come migliore attrice.
Ne fui felice per lei, ma ormai mi sembrava cosi lontana dal mio mondo, ormai apparteneva a un’altra vita.
Ricordo che come Piero scrissi all’Oscuro per congratularmi per il successo che stava avendo “la sua amica”
I giorni successivi sono caotici.
La campagna è come sempre opprimente.
Mamma mi chiama di continuo per gli inquilini e per l’ennesima perdita d’acqua in una bottega.
Ricordo che faccio fatica a riposare.
 Comincia a farmi male la testa.
Passavo le ore sul facebook per avere notizie sulla Ballerina e la Ciovane.
Anche la Pulcherrima si rende sgradevole.
Mi cancella dalle sue amicizie di facebook, per via di un mio commento politico
Rimango sorpreso.
Carlo interviene per porre fine alla”lite” ma io tiro dritto.
La Pulcherrima mi manda un sms”Se prometti  che non scrivi più nulla di antipatico e inopportuno di riammetto tra gli amici”
Replico a muso duro”Mi dispiace Pulcherrima, ma non accetto ultimatum da nessuno.
Posso vivere anche senza la tua amicizia su facebook, non importa. Siamo amici fuori”.
Mi sento circondato da una vita che non riconosco più.
Non mi sento capito e amato.
Mi sento solo e frustrato.
Preso dall’ira e dalla rabbia momentanea cancello dal facebook sia la Ciovane che la Ballerina.
Penso che non meritano più le mie attenzioni.
Ma il momento passa subito e cerco di tornare sui miei passi.
La Ciovane mi riaccetta, la Ballerina invece no, cogliendo la palla al balzo.
Il 31 luglio si sta avvicinando.
Ho paura di quello che possa accadere.
Potrei riferirle di colloqui con l’Oscuro e il Lumacone,  ma sono solo frammenti e non voglio raccontarle ora cose sbagliate ed inesatte.
Posso solo dirle che ho il fondato motivo di credere che l’Oscuro in quei giorni intuii il mio malessere e mi spinse volutamente contro il burrone.
Non vedeva l’ora.
Era ansioso di vedermi crollare
E’ facile ora dire queste cose, me ne rendo conto.
Ricordo che anche Gigio stava male.
Ripeto ho dei flash di alcuni colloqui sul messenger
Se io cominciavo a delirare lui non era di meno.
Ricordo solo che si sentiva un Dio e che considerava me e la mia vita uno schifo.
Si sentiva il burattinaio del forum.
Era il suo modo trionfale per rientrare sul web da protagonista.
Provai a combatterlo, ma ero troppo stanco e sfiduciato.
Gli diedi alla fine campo libero.
Lo Splendente mi guarda a lungo e mi versa un bicchiere d’acqua:
 Avremo modo di parlare la prossima volta del 31 luglio Mel. Ora calmati.
Ti piaceva la Ciovane vero?
Quando ne parlavi sorridevi.
Dottore come le ho detto, Giulia attirò subito la mia attenzione.
Mi piaceva come ragionava.
Era allegra, bella, spensierata.
Era molto diversa dalle ragazze che avevo frequentato prima.
Forse ci fu un momento in cui le nostre strade si sarebbero potute incontrare.
Non so perché si allontanò ad un certo punto.
 Fu davvero un duro colpo.
Vi sentite ancora?
Si Dottore, con Giulia ci sentiamo. Siamo diventati amici.
Chissà, Mel, magari se avessi avuto una storia con la Ciovane, oggi non saresti qui.
Stringo il bastone e scuoto la testa: Dottore, mi sono reso conto che la mia implosione era ormai inevitabile.
Il 31 luglio del 2009 ha segnato la svolta della mia vita.
Come ha detto lei prima ne riparleremo.
So solo che Giulia fu l’ultimo barlume di luce prima dell’oscurità.
Alla prossima.
Il prossimo post sarà pubblicato Lunedi 26 Agosto.
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