46. Villa Borghese – Parte II

prendimi
-Mel ti senti bene? Perché ti sei bloccato?
– Mi perdoni Dottore ma stavo riordinando le idee. Non è facile raccontare i file. Ogni volta che ne parlo mi sembra di riviverli. Succede cosi dal settembre del 2009.
– Fai un bel respiro. Non ci insegue nessuno. E’ molto interessante quello che mi stai raccontando.
Le emozioni si stanno susseguendo a grande velocità. Cosa succede dopo che l’Altruista corre dentro la Galleria?
Sono appoggiato a un camper con la testa che mi scoppia quando arriva alle mie spalle  Godot.  Provo a darmi un contegno e le dico: “Buona sera Signorina, finite le scene?”
”No, c’è una pausa per un cambio scena. Sai Melvin, mi dispiace per la sfuriata di stamattina.
Non volevo essere maleducata. Ma tu, ogni tanto mi esasperi. Non so come prenderti, a volte mi sembri cosi vicino, altre volte cosi distante.
”Oggi ti ho visto chiacchierare cosi amabilmente con la Principessa che non ci ho visto più.
Ero gelosa, Melvin”
Penso d’aver sentito male e le dico sorridendo:” Mi scusi Signorina ma credo di aver sentito male. Era gelosa? Di che cosa esattamente? Io parlo con tutti”
”Una nostra comune amica (l’Altruista) mi ha suggerito di usare con te l’unica carta possibile:la sincerità. Se ha ragione, la nomino mia testimone di nozze.
Lo confesso all’inizio era solo un capriccio ma Mel, mi arrendo all’sincerità, io provo qualcosa di forte per te.
Quella volta a Rieti se tu avessi continuato un altro minuto con la storia di stringermi la mano e d’andare via insieme, bé non saremmo andati da nessuna parte…
Avremmo fatto l’amore lì per terra davanti a tutti tanto ero sconvolta dalle tue parole.
Quando durante l’intervista mi hai chiesto quale fan avesse finora colpito la curiosità della donna, avrei voluto dire il tuo nome”
Io la guardo sbalordito. Le tempie mi pulsano. Tento di ironizzare
”Stavolta non recito, Melvin, qui c’è solo Ginevra che ti sta dicendo che è molto interessata a te.
Tu cosa provi? Dimmi qualcosa tipo Rieti..”
Io balbetto: ”Ma lì scherzavo, era un gioco Signorina”
Lei si fa ancora più seria ”Ah ok era un gioco? Melvin guardami negli occhi e dimmi che scherzavi e me ne vado”
Io la guardo, e come quella volta a Rieti , la mia mente cancella tutto il resto.
Siamo soli e le dico ”Be’ se la metti cosi, ci posso provare: Il mio nickname Melvin , lo devo al personaggio di un film “Qualcosa è cambiato” interpretato da uno straordinario Jack Nicholson.
Il Melvin del film è un scrittore di romanzi d’amore.
Riesce a cogliere l’essenza dell’amore romantico ma nello stesso tempo è una persona scorbutica pieno di nevrosi, insomma ha un caratteraccio.
Durante la storia ci saranno due avvenimenti che gli cambieranno la vita.
Il primo dover accudire un cane.
L’Aspirante mi ferma seccata ”Ah ecco ora sono un cane”
”Un momento di pazienza Ginevra, la seconda svolta è la conoscenza di una cameriera.
Melvin a modo uso durante una cena le fa una dichiarazione, a mio avviso, unica e romantica”
l’Aspirante spazientita: ”Stringi Melvin reale”
”Ecco Ginevra, come il Melvin del film, io riconosco di essere di una persona un po’ stravagante.
Il personaggio si innamora di una cameriera e solo per lei decide di prendere le odiate pillole, perché solo cosi può sentirsi una persona migliore.
Ecco, io ti vedo e penso, per te farei di tutto pur di essere un persona degna della tua attenzione”
L’Aspirante rimane silente e io balbetto: ”non andava bene? Così su due piedi non so dire altro”
Lei si mette di fronte e mi allunga una mano sul viso ”Ecco come sei Melvin. Mi dici queste cose e io non capisco più nulla. Hai vinto Mel .Godot è arrivata”
Rimaniamo qualche secondo immobili. Io comincio a tremare e lei mi dice sottovoce
”Melvin, ora dovremmo baciarci, non possiamo rimanere cosi in eterno, ci stanno guardando tutti”
Io mi scuoto e dico “Chi ci guarda? Tu non sai nulla di me”
L’Aspirante non si perde d’animo e dice:”Stavolta non mi scappi Melvin, come hai detto tu, siamo io e te soli contro il mondo” mi afferra per il braccio e cominciamo a correre verso la sua roulotte. Mentre corre felice mi dice”Allora dimmi le cose che non so di te perché una volta dentro, se non ci sono cose assurde, io mi tolgo i vestiti.
Se ti vuoi unire bene anzi visto che ho capito l’antifona che devo fare tutto da sola, ti spoglio io .
Io non l’ho mai fatto sul set ma dicono che è un esperienza unica.
Quelli della produzione dovranno buttare giù la porta. Da quando sono tornata a Roma non mi faccio toccare da nessuno. Non ti faccio più uscire Mel.
Mi riprendo con gli interessi anche Rieti”
Sono trascinato, le urlo”Non sono un avvocato, ho appena il diploma. Vivo in Sicilia e dirigo l’azienda agricola di famiglia“
Lei urla: ”Meglio ignorante ma nello stesso tempo colto. Ti mantengo io. Se no, vivremo in campagna .Al diavolo tutti! Che mi licenzino pure!
Se vali solo la meta di quello che penso ti presento a mio padre, e poi ci sposiamo. Che ridano pure!”
Arrivati vicino alla roulotte mi blocco e le domando serio ”Chi ride di noi?” Sembro un automa.
L’Aspirante mi guarda sconvolta e dice: “Mel è un modo di dire. Lascia perdere gli altri. Ci siamo solo noi due, dimmi il resto e poi entriamo”
Io la guardo sempre più serio e deciso”Mi dispiace Signorina ma non è possibile. Ci sono cose che lei non sa. Non posso”
L’Aspirante si accascia sui gradini della roulotte e dice ”Ma ora mi dai di nuovo del Lei! Mel stai scherzando vero? Dimmi queste cose e facciamola finita. Non facciamo niente, ti giuro, ma almeno entriamo dentro e mi racconti tutto con calma. Ti prego Melvin parlami, non rimanere muto a fissarmi. Se ci vedono cosi, chissà cosa possono pensare”
Io la guardo e le sorrido ” Non si preoccupi Signorina ci penso io. Lasci fare a me”
E lentamente mi dirigo verso il resto della troupe, lasciandomi dietro una Godot sconsolata.
Durante quel breve tragitto la mia mente lavora al massimo.
Non potevo permettere che Godot fosse in qualche modo danneggiata dalle mie bugie.
Lei era stata irruenta ma dovevo salvare il salvabile.
Pensai che il ridicolo travolga solo me, l’Aspirante non doveva sapere nulla del linfoma.
Cosi elaboro una soluzione.
L’Altruista mi viene in incontro incredula ”Ma cosa è successo?Vi ho visto correre verso la roulotte. Sembrava un film. Perché hai lasciato Ginevra da sola”
Io attendo qualche secondo prima di risponderle. Poi attacco rivolgendomi un pò a tutta la troupe che sapevo in orecchie:
”Mi meraviglio di voi che lavorate nel mondo della finzione. Non avete capito che era tutto un trucco?
Io e l’Aspirante vi abbiamo preso in giro. Abbiamo recitato una scena, abbiamo improvvisato., dalle vostre facce ne deduco che ci siete caduti completamente”
L’Altruista è allibita: ”Ma cosa dici Melvin. Ginevra era sincera. Vi abbiamo visti: Vi stavate baciando”
Io sorrido sornione”Appunto stavamo per…. Non è successo nulla!. Abbiamo corso per rendere la scena più credibile.”
L’Altruista mi guarda negli occhi e mi dice sconsolata” Melvin, non so più cosa fare con te”.
L’Aspirante sta tornando indietro triste e a testa bassa. Io le va incontro sorridendo
”Signorina, sù il morale. Siamo stati bravi. Ci hanno creduto tutti.”
Le prendo la mano e facciamo l’inchino.
 Alcuni tecnici applaudono.,altri dicono “Torniamo a lavorare, che è meglio”.
L’Aspirante è completamente stordita. Viene richiamata dentro la Galleria. .
Ho la testa in confusione, mi accascio su una panchina .
Ogni tanto mi si avvicina un tecnico per avere conferma della sceneggiata e io, con tranquillità glielo confermo: ”Certamente, ma voi, potevate immaginare l’Aspirante insieme con me?”
Passa un ‘ora credo, ormai fa un freddo pungente alla Villa.
Sono veramente stanco, ma resisto, voglio consegnare un altro dvd intervista all’Aspirante.
L’Altruista mi si avvicina sconsolata:”Mel ma cosa hai fatto! Ginevra è dentro che piange”
Io replico”Ma perché piange? Non capisco” Tiziana se ne va scuotendo la testa.
Provo inutilmente a forzare il servizio d’ordine.
Vedo Godot uscire finalmente dalla Galleria. Attendo che si cambi dentro la roulotte.
La Truccatrice mi guarda come se fossi un marziano.
Godot indossa un bel pullover rosso.
Mi dice con un filo di voce:”Ma ancora qua sei?Ma tornate a casa, è tardi”
Io impassibile le do il dvd e le rispondo” Per favore Signorina, quando può lo guardi.
C’è il lavoro di tante gente. Tante notti spese per creare qualcosa di bello. Mi faccia la cortesia. Questi ragazzi se lo meritano”
Mi dice si con la testa, amareggiata che debba ancora lavorare
La saluto scusandomi per tutto il disturbo. Mi dirigo verso l’uscita e di scatto mi rigiro verso i camper.
L’Aspirante mi sta guardando. Rimaniamo per qualche secondo a fissarci.
Il mio cuore mi spinge da lei ma sono come bloccato. Abbasso lo sguardo per un momento,
quando rialzo gli occhi non c’è più.
Finalmente lascio la villa per tornare a casa.
Arrivato davanti al computer, esprimo al forum tutto il rammarico per non essere riuscito a far vedere l’intera intervista.
Mi lamento con l’Oscuro per il comportamento dell’Aspirante.
Gli dico che mi sono trattenuto per il bene del forum dal risponderle.
L’Oscuro prova come sempre a rovesciare la colpa su di me adducendo il fatto che le sono sempre in mezzo a i piedi, discutiamo.
Per me oggi l’Aspirante ha oltrepassato “il limite” dell’educazione e non la voglio più vedere neanche in cartolina. Sul forum scrivo un post: “L’educazione è morta”
Sono furente con tutti e tutto. Non vedo l’ora di tornare in Sicilia.
Non ho ricordi della scena sentimentale di Villa Borghese con l’Aspirante.
Il giorno dopo ricordo solo che mi sentivo stanco e malinconico.
Pensavo che la mia avventura fosse giunta al termine.
Lo Splendente scrive a lungo e poi dice: Melvin qui mi sembra chiaro che le tue condizioni fisiche precarie derivassero da un precario stato emotivo.
Quello che mi hai descritto fa intendere un’evidente paura e panico da gioia imminente.
La tua mente rifiutava che la ragazza potesse ricambiare i tuoi sentimenti.
Il fatto che poi sul forum trasporti un “rancore” senza senso sull’Aspirante è un altro sintomo patologico.
Stavi cominciando un processo di blocchi e di rimozione piuttosto pesante.
La tua vita è segnata dalle bugie. Hai sempre mentito per difenderti dal giudizio degli altri e dalle pressanti aspettative dei tuoi genitori.
Qui se vuoi incomincia una forma di autoinganno. Cominci a mentire a te stesso.
Rifiuti la realtà. Non vuoi entrare in gioco in una relazione affettiva
-Dottore, Lei mi ha illustrato la sua Teoria sulla mia memoria ma mi sembra tutto cosi assurdo.
Come posso aver rimosso frammenti della mia vita cosi unici ed irrepetibili?
Non ha senso. Sono mesi che mi arrovello e non trovo un motivo.
Mel, la memoria è semplicemente selettiva. La mente decide quali ricordi conservare e quali lasciare andare.
La tua mente non ha saputo gestire le emozioni sull’Aspirante.
Quella ragazza voleva un avventura, forse era un capriccio ma tu come sempre fuggi.
– Quando ho ricordato questa scena era da solo nel salotto di casa mia.
Ho pianto tanto mentre nella mia mente rivedevo quelle immagini Dottore.
Non dimenticherò mai quella “folle corsa” verso la roulotte e il sorriso dell’Aspirante.
Io ero come stordito mente lei era cosi felice ma rifarei la stessa scelta.
L’Aspirante era una ragazza esuberante. In quel momento si fece trasportare dall’euforia.
Non potevo, non volevo arrecarle un danno d’immagine.
Ginevra non conosceva la mia storia.
So che molti uomini magari sarebbero entrati dentro la roulotte.
Ma io credo che la” virilità” di un uomo non si misuri da queste cose. Questa mia scelta sarà vista più avanti da un personaggio della storia come segno di una “patologia” ma si sbagliava.
Mio padre mi ha insegnato a mettere al centro le donne e a rispettarle. Lei parla di auto inganno? Forse non ero pronto a “un colpo di scena del genere”
Credo di aver rispettato Ginevra comportandomi cosi, ribadisco su Villa Borghese non ho rimpianti.
La tua storia è particolare. Sei un unicum!
Non lo so cosa sono Dottore, mi gira la testa,preferisco andare adesso. Alla prossima.
 
 
 
 
 
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