41. Punto di non Ritorno – Parte I

angelo
Quando ti accorgi che hai superato un limite?
Perché si perde il controllo della situazione?
Perdere il contatto con la realtà.
Finire in un vicolo cieco.
Domande, definizioni che sono tutte calzanti per definire la mia storia.
Eppure sono in terapia da mesi ormai e ancora non trovo una risposta alla mia “follia”.
Mi sento stupido e vorrei urlare ma non servirebbe a nulla.
Si apre la porta e lo vedo come sempre lo Splendente sorridente
Sospiro e mi alzo a fatica.
-Ciao Mel. Come ti senti? Sei pallido
– Dottore stavo ricordando alcune cose. Sono stato sordo e cieco ai segnali di pericolo.
Ho fatto la mia folle corsa senza riflettere sulle conseguenze.
-Siamo ancora a questo punto Mel? Mentre ti fustighi qui dentro, il mondo va avanti.
Trovati una donna e vedrai come molti dei tuoi problemi spariranno.
Cosa succede nella vita oltre il set? Fammi un piccolo riassunto prima di ripartire con i ricordi.
-In vero c’è poco a dire. Stavo completando il corso sezionale come osservatore.
Accompagnavo Giulio per i campetti di Roma per vedere le partite.
Cercavo di capire come vedere una partita da osservatore, seguendo i consigli del mio amico.
Giudicare un arbitro “in formazione”, scrivere una relazione non è semplice.
Bisogna attenersi ai dei vincoli e a delle procedure precise.
Trovavo qualche difficoltà: magari riuscivo” a vedere” l’arbitro, ma, poi nello stendere la relazione, mi bloccavo.
Era difficile trasformarsi in osservatore.
Sa bene Dottore come sono pignolo e scrupoloso su tutto, ma Giulio era sempre un guida premurosa e disponibile e mi diceva sempre:”Non avere fretta devi essere libero di mente.
Scrivi ciò che vedi e senti”.
Era una sfida Dottore, dovevo solo prenderci le misure ma ero timoroso come sempre delle mie potenzialità.
Ambrosia come ampiamente annunciato, era ritornata in Sudamerica, delusa dalla sua esperienza europea.
Dal giorno del mio compleanno avevamo avuto poche occasioni di sentirci.
Speravo in cuore mio che venisse in Sicilia in estate, per un ultimo saluto. Ma “i voli erano troppo costosi” così mi disse
 Sapevo che saremmo rimasti amici, ma l’utopia sudamericana si era dissolta sotto il peso della realtà e degli anni.
Ciò che mi rendeva triste ad ottobre era la partenza di Potter per Londra
Lo sentivo come l’ennesimo abbandono della mia “nave”.
Capivo il suo desiderio di ricongiungersi con il fidanzato Guido ma il suo trasferimento era come una coltellata al cuore. Avevo il cuore in tumulto, non potevo ovviamente trattenerla.
Ricordo l’ultima sera insieme prima della sua partenza. Mangiammo alla pizzeria”Le Finestre” doveva essere comunque una serata allegra.
Mi sforzai di sorridere e di domandarle più cose possibili sulla nuova vita londinese.
Ma la malinconia mi avvolgeva, Potter sembrava cosi felice e determinata.
Le promisi che sarei venuta a trovarla, quando la riaccompagnai a casa , l’abbracciai forte e le dissi solo:”Buon viaggio Dear Potter e non trovarti un altro compagno di cinema”.
Dopo Flavia e Caterina, altre due  donne importanti della mia vita mi stavano abbandonando. Sentivo il vuoto intorno a me. Non parlavo con nessuno del mondo dei Balocchi e del forum.
 Lo Splendente annota qualcosa e dice “E’ evidente che il resto della tua vita ti appare ben poco cosa rispetto al file Aspirante.
Gli addì di Ambrosia e di Potter sono dei pugni nello stomaco.
Il file Aspirante diventa centrale nella tua vita.
La paura di non essere all’altezza nel nuovo ruolo d’ osservatore ti crea ansia.
Ci torneremo Mel.Ora continua pure il viaggio nella memoria
Ero diventato prigioniero delle mie bugie. Non riuscivo più ad essere spontaneo e sereno.
Avevo paura di tradirmi da solo. Mi contraddicevo a volte sulla mia salute.
Tutto questo mi faceva apparire “strano” agli occhi di tutti .
Una stranezza ”buona” ma che andava seguita. Gli operatori provarono “a modo loro” a farmelo capire .
Ricordo che il Grillo Parlante più di una volta provò a scuotermi dal “mio torpore”dicendomi:
”Ma perché non la smettiti di dire queste cazzate. Non ne hai bisogno. Lascialo a casa il bastone.
Mi dicono che hai un talento nello scrivere, magari un giorno potrebbe esserti utile.
Ti sei conquistato qui dentro uno spazio, potresti fare domanda d’assunzione alla produzione.
Sei diventato il punto di riferimento per tanti ragazzi., ti vedono come un Leader. ma se continui su questa strada, rischi di perdere tutto.
Quando capirai l’errore che hai fatto, sarà troppo tardi. Il treno sarà già passato .Riflettici bene”.
Io lo ascoltai, ma rimasi silente.
Solo ora capisco il senso di quelle parole
Un altra volta sul set, andai a salutare l’Altruista chiamandola per nome
Mi guardò con freddezza e mi disse:“Per te sono la Dottsa Tiziana. “
Rimasi sorpreso e balbettai: “Mi scusi ma cosa le ho fatto?”
Rispose dura: “Melvin mi sono stancata dei tuoi comportamenti.
Sono stufa di essere presa in giro da te e dai miei colleghi. Ti ho mostrato cortesia e affetto e tu cosa fai? Mi menti , ti atteggi a quello che non sei. Vieni sul set e fai il buffone con quel bastone. Non voglio avere un amico come te. Da oggi in poi ti prego di starmi lontana”
Ascoltai questo sfogo in silenzio , poi mormorai “Ho capito,Dottsa, le chiedo scusa” .
Mi allontanai e mi sedetti su una panchina a riflettere .
Dopo qualche minuto si avvicinò Tiziana. Aveva di nuovo un sorriso dolce e un sguardo carico di bontà , si sedette accanto a me a iniziò: ”Scusami Melvin per prima .Non volevo offenderti, ma quelle cose sentivo di dirtele. Non sei una persona cattiva. ormai ho imparato a conoscerti.
Ci sono due Melvin .Ogni giorno sul set lo vediamo tutti.
Un Melvin buffone, con il bastone che si sente un uomo vissuto, vecchio che prova a darsi delle arie. Questo non piace a nessuno.
Poi c’è l’ altro:buono, simpatico, sensibile , ingenuo come un bambino.
 Io ho imparato a voler bene al secondo. Mi chiedo perché una persona intelligente come sei tu, debba “fingere” d’essere altro.
La scenata di prima era un modo per farti capire che il primo Melvin è inutile.
Tu non ti rendi conto di quanto vali .Qui hai conquistato tutti con la tua educazione e modo di fare. Pensa che pure l’Aspirante chiede di te.
Credo che si sia preso una cotta. Voleva sapere se mi avevi chiesto mai di lei.
Io l’ho fatta friggere, non credo che sia la ragazza giusta per te, ma questa è una tua scelta.
Allora pensi di farcela ad essere solo te stesso? Se hai qualche problema , mi puoi parlare tranquillamente. Ti puoi fidare di me.”
Ascoltai quel discorso in silenzio, ero commosso e nello stesso tempo teso.
Non sapevo cosa dire e balbettai: “Grazie Altruista, non sai quanto sia difficile per me. Io provo ad essere diverso, ma poi mi blocco. Sono mesi che provo a cambiare, ma non ci riesco, è più forte di me.”
L’Altruista mi guardò con calore e disse: ”Quando vuoi sono qui. Basta che tu sia sincero con me, puoi’ dirmi tutto, credimi”.
Per un momento pensai di dirle la verità, ma le parole non uscirono La ringraziai, l’Altruista se tornò al suo lavoro..
-Mi sembra di capire che c’era un “pool di psicologi “disposti ad aiutarti, ma purtroppo non seppero capire il problema di fondo.
 Eri preda di un profondo senso di inadeguatezza e di delirante paura in quei mesi.
Se ho capito bene il Grillo Parlante e l’Altruista non saranno gli unici campanelli d’allarme.
Il montaggio intervista come procedeva?.
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