37. Vita da set – Parte I

ragazza_innamorata
Ci sono incontri che cambiamo una vita.
Ci sono momenti che ti rimangono impressi nella memoria per sempre.
Sono a volte i particolari a rendere una storia memorabile.
Sorrido ripensando ai momenti passati sul set,  quando lo Splendente mi fa cenno d’entrare:
-Ciao Mel, finalmente ti vedo sorridere. A cosa pensavi?
– Stavo riflettendo agli incontri avuti sul set . Alcuni sono stati davvero divertenti.
E’ strano che la mia memoria li abbia in parte rimossi per cosi tanto tempo.
-Raccontami la tua vita da set Mel,  come ti viene.
Un’ altra volta ero di turno per delle scene con Godot.
Come sempre salutai tutti i tecnici e Tiziana in particolare.
Godot era, come sempre, bella.
L’osservavo mentre girava e mi chiedevo veramente chi fosse questa ragazza.
Non riuscivo ad inquadrarla.
Ogni volta che la vedevo pensavo di saperne di più,  ma rimaneva un enigma da decifrare.
Approfittai di una pausa di lavorazione per avvicinarmi.
Avevo promesso a Sharon che mi sarei fatto fare un autografo per il suo fratellino più piccolo.
Godot stava bevendo un cappuccino con il collega attore Monolita in un bar e nello stesso tempo leggeva il giornale.
La colsi di sorpresa e così la vidi fare un sussulto. Attaccai subito: ”Mi perdoni Signorina non volevo spaventarla”.
Lei scosse la testa e mi guardò sorridendo.
Io presi coraggio e le chiesi:   “Mi dispiace disturbarla durante la sua pausa ma volevo chiedere un altro favore. Potrebbe farmi cortesemente un autografo per un giovane fan?”
Godot lo fece senza problemi. Poi, come si dice,  l’appetito viene mangiando e le chiesi di firmarmi il biglietto del film che avevo visto durante l’estate: per una volta volevo qualcosa per me.
Lei mi guardò e mi disse: ”Devo scrivere a Melvin o qualcosa altro?”
Io sospirai: ”Signorina, io ho un nome, se proprio vuole farmi una dedica…”
Alla fine scrisse solo ”Un abbraccio fortissimo, Ginevra “Soddisfatto per i cadeau ricevuti, volevo lasciarla libera ma lei mi chiese: “Mel come hai trascorso l’estate?” io balbettai ”Bene Signorina, sono stato in Sicilia come sempre”.
Godot continuava a guardarmi e poi continuò ”Ma tu sei impegnato Melvin? Ti frequenti con qualcuna?”
Quelle parole mi sembravano strane, inaspettate se poi dette da Godot.
Io mi guardai intorno e le chiesi : “Signorina cosa intende per frequentare una persona?”
Lei mi sorrise ” Be, se vedi una persona con continuità, se la conosci bene. Insomma se è una cosa seria”
Dopo Rieti ancora una volta la mia mente decise di proseguire sulla strada meno battuta.
Mi venne in mente un episodio di una delle mie fiction preferite ”Ally Mc Beal, storia delle peripezie sentimentali di una giovane avvocatessa”.
Cosi sorrisi e le risposi guardandola negli occhi: ”Be , Signorina, diciamo che da qualche mese mi vedo con una persona. La vedo ogni tanto,ma non so se la conosco, dipende da giorni. A volte si, altri no. Non saprei dirle se è una cosa seria. Diciamo che mi piacerebbe conoscerla meglio”
Lei diventò rossa e balbettò: ”Bé Mel, ora devo tornare al lavoro”.
Io di rimando: ”Certamente Signorina, buon lavoro”.
Un altra volta dovevo raggiungere il Play Boy sul set .
Ero un pò in ritardo, cosi il Play mi chiamò al cellulare e attaccò: ”Mel ma quando vieni?
Godot mi chiede di te! Ci sono le ragazze di Casa Qualcosa e’ cambiato (un altro forum, nostri fieri avversari per la supremazia delle notizie da set) che le stanno chiedendo di fare un intervista per il loro sito”.
Cercai di calmarlo: ”Play stai calmo, sto arrivando. Fai fare pure tutti i tentativi che vogliono alle ragazze di Casa Qualcosa è Cambiato. Voglio vedere se hanno la stessa pazienza di Giobbe .”
Una volta arrivato sul set, Riccardo mi avvicinò con il suo solito approccio da playboy ma era strano.
Lo notai e gli chiesi cosa stava succedendo.
Lui attaccò ”Ma niente Melvin, mentre tu non c’eri, ero con  L’Aspirante e le stavo facendo alcune foto per il forum. Stavamo parlando del set e di quanto poco ultimamente passasse sul forum.
Poi lei all’improvviso mi ha chiesto di te. Voleva sapere se informazioni sul tuo conto.
Voleva sapere perchè non fossi ancora arrivato. Sembrava in attesa.
Io, allora, le ho chiesto in maniera provocatoria se avesse una cotta per te!
Le ho detto che eri curvo, con il bastone, goffo, maldestro. Be,  Godot si è messa a ridere e mi ha risposto che con un pò di palestra tutto si sarebbe aggiustato
Le ho detto che eri molto riservato sulla tua vita e che con me ti apri poco e che parli solo con l’Oscuro.
Lei sai cosa mi ha risposto? ”Ma sai quante volte ho tentato di convincere l’Oscuro a venire sul set?
Gli ho proposto di venire con Melvin anche a Cinecittà. Gli ho chiesto notizie su Mel ma l’Oscuro ha sempre glissato”
Io ascoltavo silente il Play Boy che ormai era un fiume in piena
Sapevo solo che ti dava fastidio essere chiamato con il tuo nickname e cosi le ho chiesto di smetterla.
Lei  mi ha risposto ”Io so perfettamente come si chiama Melvin ma io lo chiamo cosi finchè lui non la finirà di chiamarmi Signorina Aspirante. Mi fa venire un nervoso!”
Il Play boy, che ormai mi conosceva,  le aveva risposto ”Be Mel è una persona estremamente educata.
Poi ha capito che le dà fastidio e cosi continua nell’appellativo Signorina”
Godot aveva controbattuto ”Be, allora saremo in due a continuare.
Ora vado, magari mi venite a chiamare quando arriva Mel”.
Il Play mi guardò e disse ancora: ”Sai Mel, io ti sono amico. In queste settimane ho cominciato a conoscerti.
Secondo me dovresti smetterla di usare il bastone e di avere certi atteggiamenti.
La gente parla, a volte in maniera cattiva ed odiosa alle spalle, lo dico per il tuo bene.
Poi su l’Aspirante non so cosa dirti, mi ha lasciato senza parole.”
Rimasi volutamente silente per un minuto, poi gli sorrisi e attaccai: ”Mi meraviglio di te Riccardo!
Sei pure un playboy e non riconosci quando una ragazza gioca la carta della seduzione.
Godot ti ha preso in castagna. Voleva vedere la tua reazione e tu ci sei cascato con tutte le scarpe.
Semplicemente io non dico sempre si ad ogni cosa che Godot chieda. Stabilisco un limite.
Questa cosa non le va a genio e cosi si è fissata su di me.
Credimi Play, è un gioco. Sono certo che se tu smettessi d’essere cosi accondiscendente con Godot,
otterresti la sua immediata attenzione, fidati.
Per il resto onestamente non me importa nulla. Fai pure parlare la gente.
Il Play non sembrava convinto e scosse la testa:  “Sarà come dici tu , Melvin”.
Io chiusi la questione ”Ecco appunto Riccardo, lasciamo perdere, parliamo delle
scene di oggi”.
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