31. Una notte da ricordare

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L’Aspirante mi tranquillizzò e mi chiese:  ”Mel, ma tu che farai quest’estate?”.
Le risposi: ”Credo che tornerò in Sicilia”.
Lei riprese in maniera esitante: ”Ma se volessi contattarti o magari venirti a trovare in Sicilia, come posso avere il tuo numero?”.
Io la guardai un attimo e le risposi: ”Mi perdoni Signorina, ma perché vorrebbe avere il mio numero? Comunque per qualunque cosa chieda all’Oscuro, sono sempre in contatto con lui”.
Lei mi guardò e mormorò: ”Già, perchè dovrei volere il tuo numero?.”
Ci fu un momento d’imbarazzo, poi sorrisi e aggiunsi: “Vada a cena Signorina, ho già fatto arrabbiare suo padre”.
Lei mi sorrise ed entrò nel ristorante. Ero davvero felice, ero riuscito nell’impresa.
Chiamai al cellulare in piena notte l’Oscuro dicendogli del materiale raccolto e della serata in genere, promettendogli che da quella sera niente sarebbe stato più come prima.
Arrivai a Roma in piena notte. Mi collegai subito sul forum per scrivere un primo resoconto sulla serata. Ero al settimo Cielo. Avevo fatto l’intervista. Il resto contava poco o nulla.
Lo Splendente sembra anche lui coinvolto nel racconto, sorride e dice: “Devo dirtelo Melvin, nella mia carriera ho ascoltato tanti racconti ma questa storia riesce a coinvolgermi. Ma qui dobbiamo lavorare e quindi non posso che sottolineare che mentre per l’Aspirante era uno scherzo e/o tentativo di metterti in difficoltà, per te era una vera dichiarazione anche se ben nascosta. Quello che dobbiamo chiederci è se fosse rivolta all’Aspirante o in genere alla tua Donna ideale? C’era un trasporto eccessivo nelle tue parole, molta enfasi. L’incontro con tutta la famiglia dell’Aspirante è decisamente particolare. Sei dentro un film in cui sei involontariamente il protagonista. Mi sembra che siamo arrivati a uno snodo importante della storia. Teoricamente non avevi più nulla da chiedere né all’Aspirante né al forum. Avevi completato l’opera.
– Dottore non so spiegarle come mi successe quella sera. Non mi era mai capitato una cosa del genere. Per la mia mente c’eravamo solo io e l’Aspirante. Avevo intuito il tentativo maldestro di seduzione della ragazza, invece di fermarmi volli rilanciare. La mia mente ha rimosso quel “gioco di ruolo” con l’Aspirante. Ero incuriosito dalla ragazza. Era fragile, Dottore. Scattò  un senso di protezione ma, mi creda,  il giorno dopo ero concentrato sull’intervista. Non pensavo più a quel momento. Ricordavo con emozione i momenti passati insieme. Non pensavo che ci sarei riuscito. Mi sentivo felice ed orgoglioso di me stesso. La famiglia dell’Aspirante mi risultò subito simpatica. Lo stesso Serioso nella sua veste di padre protettivo e altezzoso mi aveva interessato, anche se nel prosieguo della storia avrà un ruolo determinante. Ancora oggi non riesco a catalogare la notte di Rieti. Avevo di fronte la Donna dei miei Sogni eppure non ero nervoso. Ero sì emozionato, ma sereno. Una dichiarazione del genere non l’avevo mai fatta a nessuno. Dissi la verità all’Aspirante senza che lei lo capisse. La storia cambiò quella sera e non me ne resi conto. Fu davvero una notte unica e irripetibile.  Ed è l’ ultimo ricordo che ho recuperato nel settembre 2009 dopo la crisi psicotica. Mi chiedo perché la mia mente cominciò a cancellare ogni ricordo “intimo” con l’Aspirante. Mi aiuti a capire Dottore, per favore, passo le mie giornate a cercare di capire inutilmente.
– Mel, quel “gioco di ruolo” è l’emblema del tuo modo di fare. Con l’Aspirante stava nascendo un rapporto che la tua mente non credeva possibile neanche nell’immaginario. Eri entrato in un file molto intenso. Non eri abituato a gestire  le emozioni. Il Serioso è sicuramente prevenuto ma avremo modo di parlarne un’altra volta, non ti preoccupare.
– Già la fantasia, a volte penso come sarebbe stata la mia vita senza questa “dote”.
– Mel, è questa dote che rende avvincente la tua storia. Ne riparleremo.
– Per il momento sogno di scappare sulla Luna. Alla prossima, Dottore.
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3 pensieri su “31. Una notte da ricordare

  1. Bello…molto poetico…mi ricorda un po’ la leggenda dell ariosto sulla luna dove risiedevano le coscienze delle persone…

  2. Io credo che l’aspirante abbia capito che Mel diceva la verità. È che poi la superficialità è piú rassicurante del coraggio.

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