27. Una svolta inaspettata – Parte I

– I giorni successivi al Festival, ripiombai nello sconforto. Vedevo l’intervista lontana e difficile. Mi sentivo affranto. Era ormai luglio, gli impegni di lavoro in Sicilia cominciavano ad essere pressanti, dovevo tornare giù. Ma una parte di me tentennava,volevo avere un’altra chance con l’aspirante per l’intervista. Preso dallo sconforto, ricordo che scrissi un post in cui annunciavo il mio rientro siculo con la morte nel cuore e inoltre accennavo pure al linfoma e che lasciavo all’Oscuro e allo staff il compito di completare la missione. Non so spiegarle il motivo Dottore, probabilmente credevo di ritenere chiusa la mia avventura. Il Presidente, Vittorio , un ragazzo campano molto gentile e perspicace tolse subito la parte del linfoma dal mio post. Lo stesso Oscuro stupito mi chiese il motivo di quelle mie parole. Una parte di me voleva rimanere, un’altra voleva scappare. Ero in pieno conflitto. Ero turbato da come l’ossessione intervista mi stesse prosciugando ogni energia mentale. Per alcuni giorni non mi collegai,facendo credere al forum di non essere più a Roma. Ricordo che un mio amico ed ex compagno di classe del liceo, Giovanni,  mi invitò alla sua festa dei 30 anni. Ci andai contento, speravo di staccare la spina ma durante la serata, il pensiero dell’aspirante mi avvolse. Ero pensieroso, preoccupato, non riuscivo a capire cosa mi stava capitando. Feci le foto della serata, mi sforzai di sorridere, ma dentro di me ribollivano le emozioni. Due sere dopo, ero a casa,da solo. Gli altri erano a nella casa di campagna. Decisi d’improvviso d’uscire e ,come un automa, mi diressi verso la casa dell’aspirante. Mi fermai a 30 m dall’abitazione. Rimasi lì per un paio d’ore. Non so cosa mi aspettavo. A distanza di anni, anche solo a raccontarle quell’episodio mi vengono i brividi. Era come se una parte di me fosse fuori controllo, fortunatamente mi destai da quella condizione e me ne tornai a casa.

Lo Splendente prende qualche appunto e inizia:
– Melvin, in tutta questa storia, hai sempre avuto ben chiaro il confine tra il bene e il male. È chiaro che il valzer delle emozioni ti scuotono e ti mettono in difficoltà. Tu stesso definisci il tuo comportamento contraddittorio. Da una parte c’e la voglia di chiudere il cerchio e dall’altra i sensi di colpa cominciamo a premere. Non vuoi rinunciare a questa avventura. Vai Avanti Mel.
– Qualche giorno dopo un utente pubblicò la notizia che l’aspirante sarebbe stata presente a Rieti nella veste di madrina per l’apertura di un Festival. L’idea dapprima mi attraversò leggermente, poi in breve divenne forte e decisiva: sarei andato. Dissi all’Oscuro che per motivi di lavoro dovevo ritornare a Roma e che quindi con la scusa mi sarei fatto questa passeggiata. Gli chiesi se aveva nulla da obiettare. Lui mi rispose caustico: ”Tanto la denuncia per molestie te la prendi tu, fai pure”. Mi organizzai, studiai il percorso e partii il pomeriggio presto. Da buon ex arbitro volevo arrivare in loco con largo anticipo, per studiare bene il luogo dell’evento.

– Aspetta Mel, sei stato arbitro di cosa?

Gli sorrido e sospiro:

– Sono stato arbitro di calcio per 10 anni Dottore,  poi osservatore. È stata una grande passione. Ho conosciuto un mondo. Ho fatto tante amicizie. L’arbitraggio mi ha salvato da una forte apatia dopo la morte di papà e la delusione di Flavia. Ho tanti ricordi belli. Ho viaggiato in lungo e largo l’Italia per vedere partite con Giulio e altri ragazzi. Sono diventato se possibile ancora più pignolo. L’ arbitraggio ha vinto la mia pigrizia.

– Ne parli al passato come mai?

– Mi sono dimesso, Dottore. Non mi ritenevo più degno d’indossare quella divisa. Non credevo d’essere più adeguato come educatore. Ho lasciato perché mi sono sentito svuotato d’ogni interesse. L’arbitraggio mi ha insegnato il culto dell’allenamento e del sacrificio ma anche come arrivare in anticipo sui luoghi che non conosco.

– Ho capito, Mel, prosegui.

– Giunsi verso le 5 nel paesino, peraltro incantevole, e mi diressi subito verso il Chiostro del monastero dove alla sera si sarebbe svolto l’evento. Ero tranquillo, non pensavo d’incontrare nessuno. Ero immerso nei miei pensieri quando sento una voce che mi dice: ”Melvin ma tu cosa ci fai qui, non eri tornato in Sicilia?”. Mi detesto dal mio torpore, volgo lo sguardo verso la voce e mi trovo davanti una ragazzina vestita con una maglietta e pantaloncini corti e con dei discutibili occhiali scuri. La guardo e non la riconosco. Sto per parlare quando lei intuendo la mia confusione mi dice: ”Ma non mi riconosci, sono io”. Era l’aspirante in compagnia dei suoi genitori e della sorella Giulia. Provo a riprendermi e ad articolare una risposta sensata: ”Mi scusi Signorina non l’avevo riconosciuta vestita così. Sembra proprio una ragazza qualunque. Si, è vero, ero partito. Ma sono dovuto tornare a Roma per via di un finanziamento per la mia azienda agricola atteso da tempo. Ho voluto cogliere l’opportunità ed eccomi qui. Spero che non le crei disturbo la mia presenza”. L’Aspirante mi guarda sconvolta e dice: ”Tu eri in Sicilia, hai preso un aereo e sei tornato a Roma e poi hai guidato fin qui? Sei veramente un pazzo”. Io le sorrido e di rimando: ”Forse un poco lo sono, spero almeno ne valga la pena. Mi concederà finalmente una mezz’ora per realizzare l’intervista? lei ancora più incredula scuote la testa. “Va bene, non ora, ma la faremo. Sei veramente pazzo”. Poi in compagnia della sua famiglia lascia il chiostro per dirigersi in albergo per riposare un po’. Io cerco di riprendermi da questo incontro e chiamo l’Oscuro per informarlo sull’accaduto (anche lì mi aveva garantito che l’avrebbe avvisata ). L’inizio di questa spedizione è partito con il piede sbagliato, penso.

http://www.facebook.com/pages/Il-Ritorno-di-Melvin/313768195405616?fref=ts

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3 pensieri su “27. Una svolta inaspettata – Parte I

  1. arrivare in anticipo in posti che non conosci…. finire in qualche campagna sperduta per una passione….. signor Melvin, ma non sono poi bei ricordi questi???

    • Cara Manuela
      L’arbitraggio mi ha insegnato tante cose.
      Mi ha salvato la vita una volta
      Ero gia’pignolo ma fare l’arbitro mi fece diventare come cristoforo colombo ogni domenica
      Quella sera a Rieti essere arbitro mi aiuto’ molto

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